Stop alla banda larga per tutti, nessun guadagno per Berlusconi

05/11/2009 at 15:42 | In media, politica | Leave a Comment
Tags: , , , , , , , ,

internet_bigL’equazione è semplice: non guadagno con internet, non investo su internet. Ieri Gianni Letta sottosegretario alla Presidenza del Consiglio ha definitivamente spezzato le ali a quanti, invece, immaginavano di poter dare un servizio internet a banda larga a tutti i cittadini dalle Alpi alla Sicilia. I soldi servono per altre cose più urgenti e quando si uscirà dalla crisi si penserà ad internet. Il piano che Paolo Romani, viceministro delle attività produttive con delega alle comunicazioni, aveva presentato all’inizio di questa legislatura prevedeva di portare la banda larga da 20 Megabit al 96% della popolazione entro il 2012, e almeno i 2 Megabit alla parte restante. Un piano di investimento previsto di 800 milioni di euro fermi al Cipe da quasi un anno, ma mai sbloccati. Ieri la conferma definitiva che quei soldi servono ad altro, non di certo per l’innovazione tecnologica e lo sviluppo di una informatizzazione del Paese che, altrove, corre su internet velocissima. E pensare che il Ministro Brunetta voleva digitalizzare tutta la pubblica amministrazione, dare la possibilità ai cittadini di risparmiare tempo e denaro richiedendo i certificati anagrafici direttamente on-line! Si è riempito per mesi la bocca con la necessità di eliminare il “digital divide”, la “pec” negli uffici pubblici e i risparmi necessari da fare attraverso internet.

La doppia faccia del Governo e il perenne conflitto d’interessi in cui sguazza Berlusconi  si manifestano in tutta la loro evidenza.

Mediaset ha interessi prevalenti e strategici con internet? No! Allora perchè finanziare la diffusione sempre migliore e capillare dell’accesso a internet in Italia? Alla luce anche di cosa vuol dire la diffusione di internet per l’informazione libera e la fruizione trasparente delle notizie che spariscono dalla televisione, ma per quale motivo Berlusconi dovrebbe rendere più veloce l’accesso ad internet agli italiani?

Si parla da mesi che per uscire dalla crisi economica è necessario e strategico migliore le infrastrutture tecnologiche ed informatiche del Paese, lo fanno gli altri Paesi dell’UE, lo fanno gli Stati Uniti con Obama, lo fa il mondo Occidentale tutto. L’Unione Europea ha stimato che la banda larga porterà un milione di posti di lavoro fino al 2015 e una crescita dell’economia europea di 850 miliardi di euro. Le stime, inoltre, mettono nero su bianco che nel 2011 gli utenti della rete supereranno quelli della televisione.

In Italia invece non si investe su internet e nè sull’alfabetizzazione informatica della popolazione, perchè è a tutto svantaggio politico ed economico di Berlusconi. E’ così evidente e scandalosamente vergognoso.

Voglio solo ricordare che per incentivare la diffusione del digitale terrestre il Governo Berlusconi nella finanziaria del 2003 stanziò 110 milioni, assicurando così uno sconto di 150 euro per ogni acquisto. Nel 2004 lo sconto si ridusse a 70 euro e vennerò  stanziati altri 110 milioni. Mentre il governo Berlusconi finanziava il digitale terrestre, Mediaset lanciava i suoi canali “Premium” che offrono (a pagamento) le partite, i film e il teatro. Per comprare questi eventi serviva proprio il decoder per il digitale terrestre.

Se ci pensate è uno scenario straziante e drammaticamente avvilente.

Influenza A H1N1: in Germania un vaccino diverso per militari e politici senza squalene

02/11/2009 at 10:39 | In cronaca, politica, salute | 6 Comments
Tags: , , , , , , , , , , , , , , , ,

H1n1Mentre in Italia aumentano di giorno in giorno i morti per il virus dell’influenza A H1N1, in Germania divampano le polemiche su un diverso vaccino che sarebbe destinato esclusivamente a proteggere militari, politici e alti funzionari dello stato tedesco. La notizia già vecchia di una settimanai nei nostri TG non è comparsa.

La notizia è stata pubblicata sul ‘Der Spiegel online’, precisando che politici e militari riceveranno il vaccino pandemico “CELVAPAN” prodotto dalla Baxter, privo di un additivo presente invece nel vaccino “PANDEMRIX” targato Glaxo Smith Kline (Gsk), che verrà somministrato alla popolazione.

Il Pandemrix contiene un adiuvante che ne potenzia l’efficacia che si chiama “squalene“, che secondo il Der Spiegel può aumentare il rischio di effetti collaterali come febbre e mal di testa. Così, mentre i ’sostenitori’ del vaccino Gsk sottolineano la sicurezza dell’additivo, il portavoce di Angela Merkel si è affrettato a negare che la cancelliera tedesca sia stata sottoposta a un vaccino diverso da quello dei normali cittadini tedeschi.

Secondo il capo dell’Istituto di Igiene e salute pubblica dell’Università di Bonn, Martin Exner, “il fatto che politici e funzionari ai vertici dei ministeri saranno vaccinati con un siero diverso da quello delle altre persone è un segnale terribile”. E per il virologo Alexander Kekule dell’University Hospital di Halle “è uno scandalo che componenti del governo federale e autorità ricevano un vaccino diverso”.

E in Italia qual è il vaccino che viene somministrato su base volontaria alla popolazione?

Si chiama Focetria il vaccino prodotto dalla Novartis (che contiene lo stesso adiuvante del Pandemrix, lo squalene). La sua distribuzione che va a rilento pare abbia portato al momento ad appena 125mila dosi distribuite. Potete analizzare la tabella di distribuzione cliccando qui e pubblicata direttamente dal sito web del Ministero della Salute.

Lo squalene è stato il principale responsabile della Sindrome del Golfo una malattia di cui soffrono i veterani che combatterono la prima Guerra del Golfo nel 1991 in Iraq.  E’ caratterizzata da sintomi che comprendono disordini al sistema immunitario, infertilità, disturbi neurologici e malformazioni dei feti, con evoluzioni verso forme tumorali molto gravi. Durante l’operazione “desert storm” che portò alla liberazione del Kuwait occupato dall’Iraq i militari statunitensi vennero vaccinati contro l’antrace. Il vaccino conteneva lo squalene, allora considerato un adiuvante in fase sperimentale. Anche dopo la guerra, le truppe statunitensi che non erano mai state in Iraq, dopo aver ricevuto la vaccinazione svilupparono sintomi simili. Il Pentagono non comunicò al Congresso circa 20.000 casi di ospedalizzazione di soldati che erano stati vaccinati tra il 1998 e il 2000. Nonostante le ripetute assicurazioni sulla sicurezza e la necessità del vaccino per le truppe, un giudice federale  stabilì  che c’era un buon motivo per credere che lo squalene fosse dannoso e ordinò al Pentagono di interrompere la somministrazione nel ottobre 2004.

Negli USA il vaccino contro l’influenza A H1n1 in distribuzione non contiene lo squalene perchè la FDA non l’ha consentito.  Anche la Svizzera ha bloccato la somministrazione del Pandemrix della Glaxo perchè contiene lo squalene. Pertanto per le donne in stato di gravidanza, i minori di 18 anni e gli adulti sopra i 60 anni niente Pandemrix. Questo è quanto ha stabilito l’autorità elvetica sui farmaci Swissmedic: “I dati attuali in nostro possesso riguardano esclusivamente gli adulti” – ha comunicato la Swissmedic – “non abbiamo alcun dato per le donne incinte e quelli per i bambini sono insufficienti”. Per questo l’autorità elvetica ha deciso di non autorizzare il Pandemrix per le tre categorie indicate.

Quindi perchè in Italia si urla ai quattro venti che il vaccino Focetria va bene per tutti?  Non c’è la minima preoccupazione di danneggiare o uccidere qualcuno, perché alle multinazionali farmaceutiche (GlaxoSmithKline, Baxter, Novartis e altre) è stata concessa dai governi l’immunità, è stato assicurato che non vi sarà contro di loro assolutamente alcun ricorso per eventuali morti o gravi danni che questi vaccini possano causare.

Perché si è dovuto arrivare a questa “immunità” se questi vaccini sono sicuri?

I media nazionali hanno taciuto anche che in Svezia sono morte 4 infermiere a distanza di 12 ore dalla somministrazione del vaccino. La Svezia ha firmato un contratto con la Glaxo-Smith-Kline per la fornitura del suo vaccino Pandemrix, lo stesso scelto dal Governo tedesco per i cittadini “comuni” che contiene lo squalene.

Scudo fiscale: un bancario ticinese avverte “Se parlassimo, il governo italiano cadrebbe in 24 ore”

30/10/2009 at 10:44 | In cronaca, economia, politica | 2 Comments
Tags: , , , , ,

“Non c’è politico o esponente dell’economia italiana che non abbia un conto in Svizzera”. Il ruolo della piazza finanziaria nella creazione dell’impero economico di Silvio Berlusconi. Il silenzio di Berlusconi sullo scudo fiscale e la guerra tra Tremonti e il Premier.

bandiera_svizzeraLUGANO – Per gli italiani il Canton Ticino è una classica piazza Off-Shore. Tra i 15.000 impiegati nella piazza finanziaria c’è un certo timore: Giulio Tremonti vuole prosciugare le banche luganesi.

Le autorità italiane stimano in 600 miliardi circa i fondi non dichiarati al fisco depositati in Svizzera. Rico von Wyss, docente dell’Università di San Gallo, riferisce a 20min.ch dei dati della Banca Nazionale Svizzera. Dei 4012 miliardi di franchi amministrati in Svizzera, sono 300 quelli in Ticino. E di questi 300 miliardi 200 sarebbero appartenenti a clienti italiani.

Il Ticino, con Lugano, è considerata la terza piazza finanziaria elvetica. Nel settore bancario a fare la parte del leone è Zurigo che, con il 43% degli occupati sul totale, si piazza decisamente al primo posto in Svizzera. Ginevra segue con il 19% e, infine, Lugano, che con il suo 5% è considerata una partner Junior. Per la clientela italiana la piazza bancaria ticinese presenta molti vantaggi. Nelle sfere di influenza, il Ticino è ormai considerato appartenente alla zona metropolitana di Milano. “La vicinanza geografica viene apprezzata dai clienti italiani – spiega il professore – e non esistono barriere linguistiche con i consulenti bancari”.

Ora la crisi economica e finanziaria acuisce il fabbisogno degli Stati di drenare denaro pubblico per rilanciare i consumi e l’economia. I grandi stati Europei hanno messo a punto amnistie fiscali per riportare a casa capitali non dichiarati in paesi esteri. Oggi il Blick mostra una sorta di cartina dei fondi neri. Sarebbero 193,4 i miliardi di franchi non dichiarati al fisco tedesco confluiti in Svizzera, mentre sono 185,2 quelli italiani. Una montagna di denaro.

Dopo il blitz di Guardia di Finanza e Agenzia delle Entrate dell’altro ieri, con la perquisizione di 76 succursali di banche svizzere in Italia, il governo svizzero esprime la propria preoccupazione e convoca l’ambasciatore d’Italia a Berna.

La tensione aumenta, così come il sentimento di ostilità nei confronti delle politiche economiche italiane, considerate oltraggiose da una buona parte dei partiti svizzeri. Al Blick un ex direttore con anni di esperienza alle spalle presso una delle più grandi banche in Ticino ha dichiarato che se lui parlasse, il governo italiano cadrebbe in un giorno”.  “Non c’è nessun esponente del Governo, nessuno del mondo dell’economia italiana che non abbia un conto in Svizzera” ha raccontato l’ex direttore al Blick.

Il giornale svizzero tedesco parla del pericolo che il Premier Berlusconi correrebbe se si esponesse troppo sul tema dello scudo, aggiungendo che dopo le critiche durante il G20 di Londra, Berlusconi non si è più esposto sulla questione. Il Blick ricorda la misteriosa ascesa di Berlusconi e il ruolo decisivo della piazza finanziaria ticinese. “Grazie al silenzio degli avvocati e delle banche ticinesi – si legge sul Blick – non è ancora chiaro da dove sono arrivati i milioni che gli hanno permesso il sorgere del suo impero costruito attorno alla Fininvest”.

Infine, sul giornale ci si chiede se questa politica intrisa di attacchi contro la Svizzera non potrebbe rivelarsi suicida contro il Governo di Berlusconi. “Negli occhi dei banchieri è in corso una guerra tra Berlusconi e il ministro delle Finanze Giulio Tremonti. Quest’ultimo, a quanto sembra, vorrebbe candidarsi quale successore di Berlusconi”.

tratto da NewsTicino Online

 

Trans e politica: da Marrazzo a Chiappe d’oro la Casta trema 2parte

30/10/2009 at 10:24 | In cronaca, politica, società | 1 Comment
Tags: , , , , , , , , , ,

porciAnno Zero ieri sera ha cercato di far luce sul “caso Marrazzo” evidenziando nel corso del programma che, in realtà, il famigerato video rappresenta e denuncia un reato, una vera e propria irruzione armata fatta da “carabinieri infedeli” in un appartamento privato senza un mandato e probabilmente con atti di violenza e intimidazioni. Quel video proposto subito a varie redazioni di testate giornalistiche (Oggi, Libero, Chi) che pur visionandolo e facendolo girare per mezza Italia non lo acquistato, è stato in realtà l’oggetto di una vera e propria ricettazione e coloro che lo hanno detenuto per settimane senza denunciarlo ne sono complici.

Dalle indagini ancora in corso emergerebbe la presenza di altri video e altri personaggi pubblici che andavano a trans ricattati. Testimonianze di altre trans affermano che anche uomini  di Alleanza Nazionale avrebbero frequentato le trans di via Gradoli. Sarebbero «almeno una dozzina» i vip clienti abituali di via Gradoli, nomi fatti dai trans nei primi colloqui investigativi ma che non sono poi finiti nei verbali. Un «paio di calciatori», «due ex ministri, uno di centro destra e uno di centrosinistra», tutti pare con «buone conoscenze tra gli apparati della sicurezza». E poi giornalisti e altri politici, una ridda di nomi che se fai un giro in rete trovi già, ma che in tv non si possono ancora dire, come «Chiappe d’oro» che a detta di molti sta tremando da una settimana. Sul perchè questo personaggio politico possa avere le “chiappe d’oro”, tutti possono farsi un’idea. Ma come per Marrazzo, anche per “chiappe d’oro” si parla del segreto di pulcinella. E intanto c’è chi tra i politici mette le mani avanti, minacciando querele.

Roma “caput mundi del vizio” forse non più di Milano, in queste ore pullula di giornalisti anche stranieri che vanno a caccia di informazioni sulla “casta che va a trans”. Ma ripetiamolo, questo è un altro “segreto di pulcinella” noto da anni a giornalisti, forze dell’ordine e gossippari, ma anche a chi frequenta le palestre più “in” del centro di Roma o dei Parioli.  Nessun reato ovviamente, tutti sono liberi di andare a trans o a puttane o a puttani, il lignaggio degli avventori certo non può essere una discriminante, ma lo è di sicuro se “chiappe d’oro” poi va al family day oppure se si spertica in attacchi contro il gaypride e le leggi sulle unioni civili.

Ma in queste ore emerge una critica sottintesa e ancora non fatta pubblicamente, sul silenzio e la prudenza che “santa romana chiesa” starebbe adottando su quanto accaduto dal caso Marrazzo in poi.  Perchè? Fonti ben informate attendono a giorni altre indiscrezioni che vedrebbero anche importanti personaggi della Curia romana, alti prelati insomma, coinvolti nei ricatti dei video insieme a trans.

Con il coinvolgimento della Chiesa il cerchio si chiude. Tutti sono viziosi, tutti nascondono degli altarini e delle infedeltà coniugali, da destra a sinistra per arrivare oltre Tevere fin nel cuore dei palazzi vaticani.

Il torbido che esce da queste vicende sarà in realtà “l’amalgama ben riuscita” che compatterà la maggioranza e il Pd nel correre, fare in fretta, a reintrodurre l’immunità parlamentare totale per tutti, deputati, senatori, ministri e magari inserendo norme più stringenti e restrittive in caso di richiesta di autorizzazione a procedere avanzate alle Camere.

L’obiettivo finale è questo e così saranno salvi tutti e il “si fa, ma non si dice” continuerà ad essere la regola non scritta dei vizi privati dei politici e notabili, che continueranno a fare il loro porci comodi andando di notte a puttane o a farsi sodomizzare da qualche trans e, di giorno, continueranno a difendere i valori della famiglia e a contrastare qualsiasi progetto di legge sulle unioni civili o contro l’omofobia. Tutto con il benestare del Vaticano.

E tutto molto triste.

 

Trans e politica: l’ipocrisia del perbenismo travolge la Casta 1parte

29/10/2009 at 11:04 | In costume, cronaca, omofobia, politica | Leave a Comment
Tags: , , , , , , ,

natalie_marrazzoSe nel nostro Paese, se a Roma o a Milano, come a Berlino o Monaco, Madrid o Barcellona, Stoccolma o Bruxelles, due ragazzi o due ragazze potessero andare per strada mano nella mano senza suscitare sguardi pruriginosi e battutacce, o addirittura, reazioni omofobe da parte di chi crede di avere la “normalità” dalla propria parte – il caso del Governatore del Lazio Piero Marrazzo, travolto dallo scandalo sessuale che ha svelato le sue preferenze sessuali “alternative” a quelle canoniche, non avrebbe destato il minimo interesse.

La questione è politica ed è centrale: se la legislazione non fotografa quanto la società sia molto più avanti della propria classe parlamentare, vengono compromessi i diritti dei cittadini e quella necessaria informazione che riesce ad erudire le persone su come la società cambia e si evolve.

Alcuni diranno sicuramente che riconoscere legislativamente le unioni civili non vuol dire far evolvere la società, ma a costoro replichiamo che nemmeno “distruggere la scuola pubblica” o “mettere sotto controllo dell’esecutivo i giudici” o “precarizzare totalmente il lavoro dei giovani”, fa evolvere la società.

Se un politico se la fa letteralmente sotto perchè teme che le sue “scappatelle” extra-coniugali vengano scoperte dai media, è perchè il “senso di colpa” che questo tipo di società gli ha trasmesso è più pesante di qualsiasi altra arma politica. E’ facile immaginare come davvero Marrazzo stia soffrendo per la vergogna di tutta questa situazione, che molti descrivono come “brutta” e “drammatica” perchè coinvolge la propria sfera personale  e familiare.

Ma quanti si riempiono la bocca con la “famiglia” e poi hanno comportamenti che vanno in senso contrario a questa istituzione sociale? Se Marrazzo avesse detto “si vado a trans e allora a voi che vi frega?”, sarebbero stati abbattuti tutti gli schemi classici della sessuofobia cattolica.

Se le transessuali sono così numerosi e hanno scalzato addirittura la prostituzione eterosessuale, specie nelle grandi aree metropolitane, è perchè c’è una domanda fortissima da parte dei maschi. Se quello che più attrae la clientela maschile delle trans  è ovviamente il “cazzo”, quasi sempre super dotate, i loro clienti ufficialmente etero nella vita di tutti i giorni, grazie a due grosse tette riescono a digerire meglio la loro omosessualità latente. Un fardello, forse, meno pesante per costoro che sempre per la “sessuofobia cattolica”, riescono a lenire così quella pesantezza nel giudizio personale di accettarsi definitivamente come gay.

Le questioni sessuali private dei politici italiani a questo punto non possono rimanere private: se è un fatto legittimo che il Presidente del Consiglio possa andare a puttane e la sua parte politica lo difende, allora prima si farà cadere l’ipocrisia del perbenismo cattolico  sulle questioni sessuali e meglio sarà per tutti. Come?

Innanzitutto smettendola di rincorrere le sottane dei vescovi per conquistare il loro consenso da Destra e da Sinistra, nel gioco di chi meglio riesce a mantenere lo “status quo” del modello cattolico romano foriero di così tanti voti. Lo sanno tutti che in Vaticano si scopa più che fuori e che è l’omosessualità repressa il modello di riferimento: si scopa e ci si confessa, ci si sente sporchi e non in pace con Dio, ma poi si cade di nuovo in tentazione. Ma basta entrare in una chat e poi si arriva anche nel cuore dei palazzi Vaticani e a flirtare con potentissimi prelati.

La Chiesa non vuole una legge contro l’omofobia perchè altrimenti verrebbe meno il suo potere perverso di continuare a infondere il “senso di colpa” tra i fedeli. Così come non vuole il riconoscimento delle unioni civili anche per le coppie dello stesso sesso, perchè perderebbe il potere di condizionare la vita culturale e religiosa in questo Paese.

I politici sposano questa causa per motivi elettorali e tutto rimane immobile: ecco perchè ci sono i casi Marrazzo (e non solo lui tra i big della politica avrebbe il vizietto delle trans), ecco perchè dilagano le aggressioni omofobe, ecco perchè numerosi  figli gay dei deputati di Destra terrorizzati dal vivere in Italia scelgono di emigrare in Spagna (e quanti ce ne sono!), ecco perchè alla fine sono soltanto i cittadini onesti a rimetterci e chi, invece, a 2000€-5000€ la botta “trasgredisce” non muove un dito per far cadere questa perversa ipocrisia.

E per non farci mancare nulla ricordo a tutti che quando a Centocelle, un quartiere di Roma, poco meno di un anno fa, la polizia dette la “caccia al trans” e sul TG1 delle 20.00 passarono quelle tremende immagini di una ragazza transessuale braccata dai poliziotti che urlava e diceva “non sono un animale”, nessuno in Parlamento si è alzato per denunciare quel comportamento delle forze dell’ordine.

Allora aspettiamoci altri nomi, altri politici potenti, ex Ministri di Destra che regolarmente vanno a trans e che hanno famiglia e figli, che presto si cospargeranno il capo di cenere per andare ad espiare il loro “senso di colpa” in un qualche monastero. Già da ieri circolavano questi nomi, è ormai come il segreto di pulcinella, lo sanno tutti, ma solo che nessuno ha ancora il coraggio di scriverlo da qualche parte: il 29 aprile 1996 un notissimo esponente di  partito finì in una retata di clienti di transessuali a Roma e riuscì a salvarsi grazie al “lei non sa chi sono io” e all’indulgenza di troppi giornalisti.

Ma vi siete chiesti chi si avvantaggia di tutta questa situazione?

2 parte: Trans e politica: da Marrazzo a Chiappe d’oro la Casta trema

Stefano Cucchi 31 anni pestato a morte in carcere a Roma

25/10/2009 at 08:12 | In cronaca, politica | 6 Comments
Tags: , , , ,

Nelle carceri italiane si continua a morire nel mistero più assoluto, tra abusi e pestaggi di ogni tipo. Ecco l’ennesimo caso di cui le cronache locali non riportato traccia, avvenuto il 16 ottobre scorso. Chi era questo ragazzo e come si chiamava?

Si chiamava Stefano Cucchi è morto a soli 31 anni. I genitori raccontano così la serata dell’arresto: «Camminava sulle proprie gambe.  Era preoccupato, è normale. Ma non aveva alcun segno sul viso».

Cucchi, geometra con qualche piccolo precedente penale, era stato arrestato per spaccio di cocaina, ecstasy e marijuana. E la mattina dopo l’arresto aveva il volto tumefatto con un occhio fuori dall’orbita come racconta la sorella. Quindi, improvvisa e inspiegabile, la morte. Ufficialmente per arresto cardiaco.

cucchi4

La famiglia non si da pace e vuole scoprire cosa sia successo al ragazzo. La sorella spiega: «Sei giorni più tardi è morto, senza che noi potessi mo vederlo prima».

La versione dei carabinieri, però, è che «non c’è stato alcun maltrattamento». Secondo i militari il ragazzo dopo essere stato condotto a Regina Coeli avrebbe detto di essere epilettico. «In quella stessa notte il pianto ne – secondo i carabinieri – l’ha sentito lamentarsi. Tremava, aveva mal di testa. Così è stata chiamata un’ambulanza, ma Cucchi ha rifiutato le cure e non è voluto andare in ospeda le. Poi si è messo a dormire e la mattina è stato condotto in tribunale ».

Alla famiglia, che ha assunto lo stesso avvocato di Federico Aldovrandi (morto nel 2005 dopo le percosse della polizia), le spiegazioni dell’Arma non piacciono. Anche perchè, lamenta Ilaria, la sorella di Stefano, sul corpo del ragazzo è stata immediatamente effettuata l’autopsia «senza darci il tempo di nomi nare un perito di fiducia, anche se sembra che Stefano avesse tre vertebre rotte».

Le rivelazioni del Pentito Spatuzza su Marcello Dell’Utri

25/10/2009 at 07:59 | In politica | Leave a Comment
Tags: , , , , , , ,

Nuove, gravi ed importanti rivelazioni contro Marcello Dell’Utri che oggi si è presentato in aula al Processo d’Appello che si svolge a Palermo e che lo vede imputato di concorso esterno in associazione mafiosa.
Ha cercato di sminuire la gravità delle rivelazioni del pentito Gaspare Spatuzza rese ai PM della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo etichettandole come cazzate.
Invece si tratta di una questione serissima che ha spinto il Procuratore Generale a depositare il verbale di quelle dichiarazioni perché vengano acquisite agli atti a sostegno delle prove già raccolte.
Per questo motivo ha chiesto una sospensione della requisitoria, per la quale era prevista per oggi lultima udienza con richiesta di condanna, associando al deposito del verbale la richiesta di ascoltare lo stesso Spatuzza, i fratelli Giuseppe e Filippo Graviano e Cosimo Lo Nigro, ex reggente del mandamento di Brancaccio.
Secondo la breve introduzione fatta dal Procuratore Generale Nino Gatto il pentito Spatuzza avrebbe rivelato lesistenza di un accordo di tipo politico-elettorale tra Cosa Nostra e Forza Italia in cambio di garanzie.
”Graviano era esultante: mi disse ‘abbiamo avuto quello che volevamo, abbiamo il Paese in mano perche’ abbiamo persone serie, come Berlusconi e il nostro ‘paesano’, non come quei ‘crastazzi’ dei socialisti”’ ha detto Spatuzza ai PM di Palermo che indagano sulla presunta trattativa tra Stato e mafia a cavallo delle stragi.

Il paesano non sarebbe altri che Marcello Dell’Utri, il collante – secondo l’accusa degli interessi mafiosi sul versante politico concretizzatosi con il grande consenso riscosso da Forza Italia in Sicilia fin dalla sua nascita.

Se fossero provate le affermazioni di Spatuzza verrebbe dimostrata lesistenza di un altro tipo di trattativa, durata fino al 2003-2004, intavolata non con lo Stato, ma con quel nuovo estabilishment politico che al termine della stagione stragista avrebbe governato l’Italia.

Complicando ulteriormente la posizione del senatore PdL Marcello Dell’Utri condannato in primo grado a nove anni e sei mesi di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa.
Secondo il Procuratore Gatto gli elementi contenuti nelle dichiarazioni di Spatuzza sono tali da possedere quel requisito di eccezionalità richiesto dalla legge per la riapertura del dibattimento con lacquisizione di nuove prove.
Una possibilità che la difesa di Dell’Utri ha respinto con veemenza fino ad un vero e proprio alterco tra il Procuratore Generale e lavvocato Mormino che ha parlato di inquinamento del processo d’Appello.
INSERT
E la pubblicazione anticipata di alcuni stralci di quel verbale fatta oggi da L’Espresso ad avere spinto gli avvocati di Dell’Utri a chiedere al Presidente della seconda sezione penale della Corte d’Appello di Palermo di proteggere il processo da presunte incursioni mediatiche.
Marcello Dell’Utri si difende senza entrare nel merito delle dichiarazioni di Spatuzza bollando tutto come favole. Afferma di non avere mai conosciuto né i pentiti che fanno il suo nome né i mafiosi che con lui avrebbero, negli anni, mantenuto rapporti di conoscenza diretta. Dice di non conoscere nemmeno Stefano Bontate il boss che, con lui, avrebbe incontrato più volte Silvio Berlusconi a Milano.

Invece l’avvocato di Silvio Berlusconi, Niccolò Ghedini, fa sapere che procederà contro Spatuzza perché le sue affermazioni non sarebbero dimostrabili.
I Giudici della Corte d’Appello hanno concesso alla difesa una settimana di tempo per studiare il verbale depositato oggi e rinviato la decisione sullammissibilità della richiesta di riaprire il dibattimento al 30 ottobre prossimo.

Dimissioni di Marrazzo: delusione e amarezza per la fine di una carriera politica

24/10/2009 at 22:35 | In cronaca, politica | 4 Comments
Tags: , , , , , , ,

Piero-MarrazzoCome suo elettore quasi 5 anni fa e ancor prima come suo estimatore per l’egregio lavoro di giornalista che ha sempre condotto, mi sento tradito e deluso per quanto accaduto.

Sono deluso perchè non ha avuto il coraggio della verità e di quello che le conseguenze dell’ammissione di un fatto, seppur spiacevole, possono provocare. E sono ancor più deluso dal Marrazzo uomo, perchè ho sempre sostenuto che l’infedeltà a qualsiasi livello di rapporto non sia una debolezza, da poter scusare una volta o due, ma in nessun caso, MAI.

Oltre all’aver mentito appena 24 ore fa su quanto accaduto ai giornalisti e quindi ai suoi elettori, contesto a Marrazzo il fatto di non aver avuto il coraggio di lasciare prima la moglie per vivere serenamente e alla luce del sole, il suo rapporto con un’altra persona o di vivere senza “compromessi” la sua vita sessuale. No, non è accettabile avere “un piede in due scarpe” contemporaneamente.

Si può amare liberamente un uomo o una donna o una trans senza alcun tipo di problema o se non è amore, si può anche avere un feeling speciale con un’altra persona, ma ciò che non si può fare è mentire quando si è legati ad un rapporto oggettivamente ufficiale come quello del matrimonio o della convivenza. Il discorso vale per chi ricopre una carica pubblica elettiva oppure per chi da comune cittadino, vive rispettosamente i rapporti sentimentali all’interno di una coppia.

Mi spiace che su molti giornali in queste ore e nelle prossime si ironizzerà sulla natura della “scappatella” di Marrazzo e sulla sua “atipicità” rispetto alle normali “corna” nostrane di italica memoria.

Quanto accaduto è anche il prodotto di un conformismo moralistico che attraverso l’antico motto del “si fa, ma non si dice” pervade trasversalmente la nostra società. Se i cittadini transgender non continuassero ad essere invisi a questa società bigotta, di questi problemi non si parlerebbe più.

Alla fine viene addirittura da chiedersi perchè se in giro ci sono così tante ragazze trans che si prostituiscono, sembra che per il resto della società non esistano? Da cosa dipende il loro successo, tanto da scalzare ormai la prostituzione femminile che trova sempre meno favori tra gli eterosessuali? La risposta sembrerebbe fin troppo banale. E me ne accorgo addirittura ogni qual volta incontro salendo per le scale del mio palazzo, fior fiori di ragazzoni di impressionante bellezza e prestanza fisica che vengono a trovare la trans che abita al primo piano.

Le sue dimissioni sono sacrosante, ma non perchè la sua vicenda sia assimilabile a quella che ha interessato il Presidente del Consiglio (non centra nulla!), ma perchè il Marrazzo come uomo ha fallito nei suoi rapporti di onestà con gli elettori e famiglia. Purtroppo i giochi sporchi della politica lo hanno costretto ad una a-u-t-o-s-o-s-p-e-n-s-i-o-n-e. Cosa vuol dire? Che la giunta non cade e si dimetterà solo compatibilmente con la tempistica che ha già stabilito la data delle prossime elezioni regionali: 28 e 29 marzo 2010. Il PD ha scelto questa strada per evitare il tracollo totale. Mi spiace non è corretto tutto questo.

Infine è necessario chiarire fino in fondo il ruolo di quei quattro malviventi e carabinieri, mele marce le hanno definite, Luciano Simeone, Carlo Tagliente e Nicola Testini e Antonio Tamburrino della compagnia della Caserma Trionfale di Roma nord, che hanno realizzato il ricatto nei confronti di Marrazzo tanto da far irruzione nella casa dove nel luglio scorso è accaduta la vicenda (è lo stesso indirizzo della palazzo dove fu tenuto prigioniero Aldo Moro via Gradoli 96), andando evidentemente a colpo sicuro. Non credo che le mele marce potessero rimetterci la carriera, se scoperti, per appena 80 mila euro. Credo che l’attacco a Piero Marrazzo, sia il risultato di una lotta politica che ormai si fa in modo sporco e il risultato era di fare un pareggio e rimettere la palla al centro, affinchè nessuno più si azzardasse a tirare in ballo le questioni sessuali di personaggi pubblici.  Per questo Piero Marazzo è anche vittima in questa brutta storia, dove alla fine lui si è fatto da parte ma Berlusconi rimane al suo posto.

leggi anche: Trans e politica: l’ipocrisia del perbenismo travolge la Casta 1parte

Scudo Fiscale 3 la verità e come funziona di Marco Travaglio

23/10/2009 at 09:43 | In politica | Leave a Comment
Tags: , , ,

DDL Concia: Gay cornuti e mazziati grazie al PD

13/10/2009 at 21:38 | In politica | 1 Comment
Tags: , , , , , , , , ,

Paola ConciaOggi pomeriggio alla Camera il ddl Concia che proponeva un testo di legge base contro l’omofobia, è stato affossato dalla maggioranza e dall’UDC. Quest’ultimo ha avanzato un problema di costituzionalità sul testo presentato e l’aula lo ha approvato. Pertanto il DDL CONCIA è stato ritenuto anti-costituzionale e non proseguirà il suo iter parlamentare.

Il ddl è stato frutto di una lunga mediazione operata dall’On. Concia del PD, che era riuscita a far convergere il PDL e la LEGA su un testo che introduceva nel codice penale all’articolo 61, tra le circostanze aggravanti comuni quella inerente all’orientamento sessuale.  Secondo il ddl Concia, quindi, aggravava il reato anche “l’avere, nei delitti colposi contro la vita e l’incolumità individuale, contro la libertà personale e contro la libertà morale, commesso il fatto per finalità inerenti all’orientamento e alla discriminazione sessuale della persona offesa dal reato”.

Il 2 ottobre scorso in Commissione il testo fu approvato dal PD e dal PDL e la LEGA, votarono contro l’UDC e l’IDV.

L’Italia dei Valori che ha presentato una proposta di legge autonoma contro l’omofobia, dichiarò la sua netta contrarietà alla proposta di testo unificato ritenendo che questa non fosse una risposta adeguata ad un fenomeno così grave. La scelta di introdurre un’aggravante anziché un reato autonomo, dichiarò l’On. Palomba, “è stato frutto di un compromesso che alla fine non servirà a contrastare in alcun modo, neanche minimamente, il fenomeno dell’omofobia. L’inutilità dello strumento dell’aggravante è ancora più evidente se si tiene conto che questa potrà essere inapplicata ogniqualvolta il giudice ritenga di riconoscere prevalenti o equivalenti le circostanze attenuanti generiche”. Il DDL CONCIA, dunque, secondo l’IDV presentava una norma manifesto, nulla più. L’obiettivo dell’Italia dei Valori è quello di introdurre nell’ordinamento un reato autonomo volto a punire ogni atto di discriminazione per l’orientamento sessuale e l’identità di genere.

Con il voto di incostituzionalità di oggi, prima di un anno non potrà essere ripresentato nessun testo sulla materia.

Inutile commentare quanto questo voto ci allontana dai partner comunitari:  un periodo buio si prospetta all’orizzonte per i diritti civili in Italia.

Ciò che inquietà al di la del voto è la farsa che abbiamo dovuto sopportare di un Partito Democratico che in questa legge non credeva minimamente. L’On. Concia è stata lei stessa tradita e messa da parte in nome del rispetto di una sola volontà, quella del Vaticano.

Ebbene sì perchè dietro l’incostituzionalità votata oggi c’è oltre all’UDC, anche un preciso obiettivo perseguito dal PD, quello di non aizzarsi contro la Chiesa a meno di due settimane dalle primarie previste per il 25 ottobre. E uno dei candidati di area cattolica o ex Margherita che dir si voglia, è l’attuale segretario Franceschini. Inoltre hanno bisogno di fare il pieno di affluenza per le primarie  e quale miglior occasione se non quella di affossare questa legge per proporsi come il baluardo dei diritti civili?

Ciò spiega anche  il rifiuto opposto dal PD di rimandare il testo in Commissione. Fonti ben informate evidenziano come il PD oggi pomeriggio abbia preso la palla al balzo per far saltare tutto.  Spiega ai giornalisti l’On.  Lorenzin del Pdl – poco dopo la bocciatura: ” si era trovato l’accordo con il PD per rinviare il testo in Commissione e rimediare ai profili di incostituzionalità e poi riportare rapidamente il ddl all’esame dell’aula entro novembre. Poi, poco prima della votazione, un esponente del Pd si è avvicinato ai banchi della presidenza e ha spiegato che o si esplicitava il ritorno in Aula a novembre o loro avrebbero votato contro. A quel punto, violato il patto, anche noi abbiamo votato contro”.

Chi era questo esponente del PD che si è avvicinato ai banchi della presidenza? Non uno sbaglio di tattica da parte del Pd, dunque, bensì una strategia precisa del partito democratico che doveva portare a tutto questo, l’affossamento definitivo del disegno di legge in vista delle primarie imminenti.

Insomma PD e PDL si sono fatti un favore reciproco, nessuno dei due dovrà giustificarsi presso gli elettori per il comportamento avuto oggi in aula. Il PD oggi e domani accuserà la maggioranza di aver affossato il provvedimento e dichiarerà di avercela messa tutta, mentre il PDL non dovrà giustificarsi con i suoi elettori ultra conservatori per aver appoggiato un provvedimento di civiltà. E Berlusconi potrà nuovamente farsi amare dal Papa e dalla Chiesa dopo le sue porcate.

Il PD “a parole” sacrificherà anche l’On. Binetti (ma non subito) che ha votato con la maggioranza e che oggi ha scandalosamente affermato: «Per come era formulata la legge, le mie opinioni sull’omosessualità potevano essere individuate come un reato… le mie e quelle di tante altre persone. Il testo era ambiguo, io ho votato per rinviarlo in Commissione e migliorarlo ma la richiesta di rinvio è stata bocciata. C’era un’ambiguità che giustificava le mie riserve».

Insomma avete capito l’antifona: il PD  ha preso per i fondelli tutta la comunità gay,  hanno fatto credere per davvero che avrebbero fatto approvare una legge contro l’omofobia e tutti ci sono cascati.

E il 25 ottobre fanno le primarie… meditate su quanto accaduto prima di andarci!

Pagina Successiva »

Blog su WordPress.com. | Theme: Pool by Borja Fernandez.
Entries and comments feeds.