Stop alla banda larga per tutti, nessun guadagno per Berlusconi

05/11/2009 alle 15:42 | Pubblicato su media, politica | 2 commenti
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L’equazione è semplice: non guadagno con internet, non investo su internet. Ieri Gianni Letta sottosegretario alla Presidenza del Consiglio ha definitivamente spezzato le ali a quanti, invece, immaginavano di poter dare un servizio internet a banda larga a tutti i cittadini dalle Alpi alla Sicilia. I soldi servono per altre cose più urgenti e quando si uscirà dalla crisi si penserà ad internet. Il piano che Paolo Romani, viceministro delle attività produttive con delega alle comunicazioni, aveva presentato all’inizio di questa legislatura prevedeva di portare la banda larga da 20 Megabit al 96% della popolazione entro il 2012, e almeno i 2 Megabit alla parte restante. Un piano di investimento previsto di 800 milioni di euro fermi al Cipe da quasi un anno, ma mai sbloccati. Ieri la conferma definitiva che quei soldi servono ad altro, non di certo per l’innovazione tecnologica e lo sviluppo di una informatizzazione del Paese che, altrove, corre su internet velocissima. E pensare che il Ministro Brunetta voleva digitalizzare tutta la pubblica amministrazione, dare la possibilità ai cittadini di risparmiare tempo e denaro richiedendo i certificati anagrafici direttamente on-line! Si è riempito per mesi la bocca con la necessità di eliminare il “digital divide”, la “pec” negli uffici pubblici e i risparmi necessari da fare attraverso internet.

La doppia faccia del Governo e il perenne conflitto d’interessi in cui sguazza Berlusconi  si manifestano in tutta la loro evidenza.

Mediaset ha interessi prevalenti e strategici con internet? No! Allora perchè finanziare la diffusione sempre migliore e capillare dell’accesso a internet in Italia? Alla luce anche di cosa vuol dire la diffusione di internet per l’informazione libera e la fruizione trasparente delle notizie che spariscono dalla televisione, ma per quale motivo Berlusconi dovrebbe rendere più veloce l’accesso ad internet agli italiani?

Si parla da mesi che per uscire dalla crisi economica è necessario e strategico migliore le infrastrutture tecnologiche ed informatiche del Paese, lo fanno gli altri Paesi dell’UE, lo fanno gli Stati Uniti con Obama, lo fa il mondo Occidentale tutto. L’Unione Europea ha stimato che la banda larga porterà un milione di posti di lavoro fino al 2015 e una crescita dell’economia europea di 850 miliardi di euro. Le stime, inoltre, mettono nero su bianco che nel 2011 gli utenti della rete supereranno quelli della televisione.

In Italia invece non si investe su internet e nè sull’alfabetizzazione informatica della popolazione, perchè è a tutto svantaggio politico ed economico di Berlusconi. E’ così evidente e scandalosamente vergognoso.

Voglio solo ricordare che per incentivare la diffusione del digitale terrestre il Governo Berlusconi nella finanziaria del 2003 stanziò 110 milioni, assicurando così uno sconto di 150 euro per ogni acquisto. Nel 2004 lo sconto si ridusse a 70 euro e vennerò  stanziati altri 110 milioni. Mentre il governo Berlusconi finanziava il digitale terrestre, Mediaset lanciava i suoi canali “Premium” che offrono (a pagamento) le partite, i film e il teatro. Per comprare questi eventi serviva proprio il decoder per il digitale terrestre.

Se ci pensate è uno scenario straziante e drammaticamente avvilente.

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