Il linguaggio della verità di Napolitano

31/12/2008 alle 20:25 | Pubblicato su media, politica | Lascia un commento
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Il Presidente della Repubblica Napolitano nel suo rituale intervento di fine anno non mi ha sorpreso affatto: richiamo ai valori dell’unità nazionale, dell’uguaglianza di diritti, della trasparenza e rigore nell’uso del denaro pubblico, nuove regole per uno sviluppo sostenibile, nuove tecnologie per uscire dalla crisi, preoccupazione per l’occupazione. Se questo lui lo chiama il “linguaggio della verità” che aiuta a reagire poteva davvero risparmiarsi la diretta e mandare un comunicato stampa che avrebbe avuto lo stesso valore. Non un accenno ai problemi dell’informazione! E mentre la telecamera inquadra le bandiere, tra un sorso d’acqua e l’altro, auspica che della crisi venga fatta virtù, come dopo la seconda guerra mondiale. Caro Presidente pur rispettando la sua figura di garante della Costituzione, perchè ha permesso che i cittadini fossero meno uguali degli altri e che in particolare 4 persone lo fossero meno delle altre? Ha promulgato lei il lodo Alfano e parla di uguaglianza di diritti?  Ha promulgato lei la legge che tra le altre cose aboliva in toto il provvedimento che aveva cancellato la piaga delle dimissioni in bianco, perchè non ha elevato la sua voce sdegnata contro questo ritorno al passato e che cercava di tutelare i lavoratori e le lavoratrici. Il sud e’ in mano alle organizzazione crimali e i nostri militari sono a combattere per la libertà in Afghanistan? E ai criminali in casa nostra, alla mancanza di libertà dei cittadini italiani che vivono in Campania, Calabria, Sicilia chi ci pensa? Il 2009 sarà un anno difficile ha detto – grazie lo sapevamo già – ma poteva essere più incisivo. Domani tutti i TG ci sciropperanno questo discorso per tutto il giorno come un discorso di alto profilo istituzionale e ascolteremo le reazioni di tutte le forze politiche che lo definiranno sobrio. Che palle Presidente! Avrei voluto sentire altro da lei, specie in questo momento! Ma avrei voluto sentirla anche nei mesi scorsi, avrei voluto sentire un richiamo al Governo per aver costretto anziani di 70-80 anni ad andare in giro per mari e monti a caccia dei documenti per richiedere la tessera dei poveri, avrei voluto sentire la sua voce elevarsi contro tutti quei giornalisti che ormai sono solo sudditi e fanno sparire la realtà di tutti i giorni e si oppongono all’abolizione del loro albo, avrei voluto sentire la sua voce a difesa dei magistrati onesti che mettono a repentaglio la loro vita ogni giorno per la legalità. Lei ci richiama alla solidarieta’ per affrontare la crisi e perche’ mai dovremmo essere solidali con chi continua a disprezzare questo Paese e pensa solo al proprio arricchimento personale e di quello dei suoi amici. Perchè dovremmo essere solidali quando ci sono i patrioti valorosi che salvano le aziende e scaricano i debiti sui cittadini? Avrebbe potuto dire due parole anche sul caso Alitalia, beffa delle beffe, ma lasciamo stare tanto l’anno e finito e la sua Capri la sta aspettando. Bhe di sicuro la più parte degli italiani una settimana di villeggiatura a Capri non se la potrà mai permettere. Buon anno Presidente!

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Censura di Google per Beppe Grillo

28/12/2008 alle 17:26 | Pubblicato su media | Lascia un commento
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Apprendo e faccio rimbalzare anche su questo blog la notizia postata poche ore fa da Beppe Grillo sul suo sito, sulla censura preventiva che Google Italia fa dei contenuti legati al suo nome e cognome. Infatti se nella home page di Google Italia inserite il nome di “Beppe”, appena sotto vi compaiono i nomi di altrettanti “Beppe” da Severgnini a Gambetta, per passare da Fiorello a Quintale, al giocatore di calcio Signori e lo scrittore Beppe Fenoglio. 10 risultati di persone che si chiamano Beppe piu’ o meno conosciuti, tra cui manca clamorosamente Beppe Grillo (provate un pò a cercare se non ci credete). Se questa non è censura voi come la chiamereste? In Italia probabilmente chi gestisce Google ha questo potere. Beppe Grillo invita tutti a farsi sentire via email manifestando per protesta a questo indirizzo press@google.com e io mi permetto di aggiungere di minacciarli di non utilizzare più questo motore di ricerca e tutti i servizi connessi ad esso. Questo vuol dire che se censurano Beppe Grillo leggeranno sicuramente tutta la posta elettronica di Gmail usata da persone scomode che fanno libera informazione o che magari sono soltanto omonime di queste persone. C’è da notare che sulla home page americana Gooogle.Com se cerchiamo il nome “Beppe” il primo risultato in assoluto è quello di Beppe Grillo. Negli Stati Uniti ovviamente questa censura non si può fare. Girate via email questa notizia a tutti i vostri amici. Questo notizia è di una gravità inaudita!!!

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La crisi dei consumi che non c’è

28/12/2008 alle 09:24 | Pubblicato su economia, politica | Lascia un commento
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“La crisi non c’e’, non e’ vero che a Natale i consumi sono crollati, non e’ vero!” Questo è l’ultimo spot di Berlusconi a ruota libera di ieri, che dietro la strategia “dell’ottimismo a tutti i costi da infondere agli italiani”, cela la raccomandazione forte ai suoi clienti in primis, di non temere, perche’ lui ce la mette tutta per non far scendere la raccolta pubblicitaria di Mediaset, quindi investire nelle sue aziende vuol dire stare tranquilli. Per chi non l’avesse capito, insomma, dietro i continui appelli a spendere del Premier, c’è solo la necessità di tenere alta la raccolta di pubblicità per le sue concessionarie. Sono gli spot più potenti e più gratis della storia della comunicazione, visto che rimbalzano almeno per 48 ore su tutti i media del Paese come tutte le sue affermazioni, anche quelle che poi regolarmente smentisce il giorno dopo. Le parole d’ordine sono: spendere e consumare e aiutare i più poveri. Non importa se tanti si chiedono dove prendere i soldi per far fronte ai bisogni primari, e non importa nemmeno come dare una mano a trovarne di altri da spendere, basta solo dirlo…”arrangiatevi!”. E per aiutare i più poveri c’e’ la “social card”, “l’elemosina da stitici” come l’ha definita Dario Fo’. Berlusconi l’ha ribadito anche nella conferenza stampa di fine anno: lui ha pensato ai più deboli perché ci tiene! L’aiuto dello Stato non mascherato, ma che deve essere denunciato ed esibito per far vedere quanto sei morto di fame e, se superi di pochi euro il limite previsto della povertà, devi sentirti dire dall’impiegato delle Poste dopo mezz’ora di fila allo sportello riservato ai poveri, che siccome hai un reddito di 100 euro in più rispetto alla povertà stabilità di 6000 euro all’anno, non è vero che hai le pezze al culo per avere i 40 euro al mese di sussidio, quindi vai a “cagare” che hai fatto perdere solo tempo allo Stato e all’impiegato delle Poste ovviamente! C’e’ un Paese che a Natale nessuno ha raccontato, un Paese in bilico che attende di sapere se il 7 gennaio le fabbriche riapriranno senza l’inizio della cassa integrazione. Oppure il Paese di chi la tredicesima non l’ha presa o di quelli che l’hanno usata per pagare affitto, riscaldamento, assicurazione e bollo auto, rate pregresse non pagate. A Natale i TG hanno tenuto alto il morale degli italiani come le stronzate di Studio Aperto con tette e culi dell’emisfero australe dove fa caldo, il Natale in carcere della Franzoni, il frullato fatto a casa del direttore, i cuccioli di animale che fanno sempre tenerezza e quello che si preparava di buono sulle tavole imbandite degli italiani. Sì questa è la “vera informazione” di Natale e state tranquilli che con i consigli su come comportarsi per affrontare i saldi imminenti e come cambiare i regali sgraditi ricevuti sotto l’albero, passeremo tutti un finale d’anno migliore.

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Auguri a Berlusconi e agli italiani

24/12/2008 alle 11:21 | Pubblicato su media, politica, società | Lascia un commento
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Giornata di attesa oggi in tutte le case degli italiani per l’arrivo di Babbo Natale. Sara’ piu’ semplice quest’anno passare una vigilia di digiuno nella piu’ rigorosa tradizione, specie per quelli che il cibo non lo possono comprare o ne possono comprare poco (l’eccesso fa sempre male!). Buon Natale ai poveri che hanno ottenuto la social card o la “carta acquisti” come la chiama il ministro dell’Economia, ma che però devono ancora poterla spendere visto che l’accredito di 120 euro non c’e’ ancora stato. Buon Natale a tutti i lavoratori ex-Alitalia che sono stati presi in giro da CAI e bloccano i voli a Fiumicino. Buon Natale a tutti gli operai che dopo la befana saranno in cassa integrazione e buon Natale ai sindacati che ormai non possono fare più nulla per difendere i lavoratori (vedi come si sono comportati con quelli di Alitalia). Buon Natale ai commercianti e ai liberi professionisti che si fanno pagare in nero per 5 euro come per 200 euro. A quelli che non emettono lo scontrino anche per una rosetta dal fornaio oppure per un otturazione di un dente dal dentista. Almeno a voi il Governo qualche regalo lo ha fatto visto che adesso potete tornare ad evadere meglio facendovi pagare in contanti tutto! E buon Natale anche agli spazzini che raccolgono la monnezza e buttano tutto dentro senza differenziare nulla! E buon Natale a chi lo passa a battere in strada, maschi e femmine, giovani e anziani, minorenni e maggiorenni, trans o transgender. Buon Natale ai barboni che almeno si sbronzano e non pensano a nulla! Buon Natale ai patrioti valorosi che hanno “salvato” Alitalia, almeno loro a Fiumicino non ci devono andare perche’ viaggiano con il jet privato. Buon Natale ai giornalisti, padri e figli, fratelli e sorelle, mogli e mariti, tutti quelli che il giornalismo lo fanno in casa, chi a Mediaset e chi in Rai, come le sorelle Berlinguer una al TG3 e una a Studio Aperto. Buon Natale ai poliziotti e ai carabinieri, pieni di debiti e cessioni del quinto in busta paga! Buon Natale ai proprietari di case che affittano in nero agli immigrati e agli studenti e a quelli che non affittano proprio. Buon Natale ad Emilio Fede che in tv si commuove per la lettera di un’anziana che ha ricevuto la social card e ha pensato bene di farglielo sapere. Buon Natale a chi vive al sud e se per miracolo trova un lavoro, prima di essere assunto deve firmare le dimissioni in bianco. E buon Natale anche ai senatori e deputati che stanno in Parlamento, nominati come al Grande Fratello! Buon Natale al “Carneade più famoso della storia della politica italiana” che è diventato presidente del Senato e a quelli che hanno ricevuto in dono l’agendina del Senato di Nazareno Gabrielli che costa 120 euro. Buon Natale ai magistrati quelli “buoni” e quelli “cattivi” e pure ai cancellieri che scrivono ancora a mano le sentenze! Buon natale ai carcerati che stanno in cella e scopano tra loro senza goldone, visto che la droga entra e i preservativi no! Buon Natale al Presidente della Repubblica Napolitano che sta scrivendo il discorso di fine anno per infondere fiducia agli italiani, speriamo che non usi il discorso di Scalfaro di qualche anno fa “l’Italia risorgerà”! Buon Natale alle banche che seppure l’euribor si abbassa tanto poi aumentano lo spread! Buon Natale a Roberto Saviano che ci ha messo la faccia e la vita per salvare l’Italia dalla criminalità organizzata! Buon Natale ai furbi a tutti quelli che ti passano davanti alla Posta, e a quelli che dichiarano di essere “amico di” per fare i “cazzi loro”. Buon Natale al “Papa che vuole bene a tutti”, un giorno sì e l’altro pure, e ai sacerdoti che magari in sagrestia qualche sveltina se la fanno ancora e ai preti che si spaccano la schiena nelle missioni in Africa! Buon Natale a gay e lesbiche che in Italia non si possono sposare, perché se no il Vaticano si dispiace e tutti i maschi diventano “culattoni”. Buon Natale alle donne che ne ammazzano una ogni due giorni e buon Natale alla Carfagna che ha presentato il disegno di legge sullo “stalking” e non si sa ancora dove cazzo è finito in Parlamento!

Buon Natale a tutti insomma e soprattutto a lui, a Berlusconi che pensa ad un’altra legge “ad personam”, il “presidenzialismo” che se no presidente della Repubblica col cavolo che ci diventa!

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Il Papa contro i transessuali

23/12/2008 alle 15:42 | Pubblicato su diritti civili, politica | Lascia un commento
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In un Paese gia’ carico di problemi economici e sociali l’invito del Papa tedesco a discriminare i transessuali arriva come l’ennesimo schiaffo verso i più deboli. L’anatema che si è consumato ieri davanti a vescovi e cardinali della curia romana, sembra quasi voler dire “manteniamo forte la nostra contrarietà a qualsiasi accettazione della diversita’. Questo Papa fortemente oscurantista e portatore della più bieca dottrina confessionale del cattolicesimo, non manca giorno di ribadire che gay, lesbiche e transessuali devono sparire dalla faccia della terra. Non prima di aver espresso per l’ennesima volta la contrarieta’ della Chiesa ai matrimoni tra persone delle stesso sesso, Ratzinger ha sparato per l’ennesima volta contro chi soffre e chi viene discriminato ribadendo che si è solo maschi o femmine e che non solo le foreste tropicali devono essere difese, ma ci vuole anche l’ecologia dell’uomo. La scelta di intervenire in un momento solenne per il Natale ovviamente non è scelta a caso, specie se consideriamo che nelle ultime 3 settimane dopo la vittoria di Vladimir Luxuria all’isola dei famosi, non si è fatto altro che parlare della sua esperienza di vita e del suo impegno forte e deciso per i diritti civili. Per giorni e giorni le cronache dei media hanno riportato notizie e testimonianze positive sulla sua vita e il temine “transgender” si è imposto tra i vocaboli televisivi. Inoltre, la scelta feroce e violenta, del Vaticano, di schierarsi contro il progetto di risoluzione a favore dell’abolizione della pena di morte contro gli omosessuali in vigore in numerosi paesi mediorientali, proposta dal Governo francese all’Onu, hanno prodotto un accumulo di odio che per forza di cose doveva trovare un comunicato ufficiale pronto a sferzare tutti. Come a dire l’ultima parola ce l’abbiamo sempre noi! Ieri, dunque, la mossa Vaticana per ribadire chi ha la voce grossa più degli altri. Questa volta pero’ dobbiamo registrare un dato nuovo, assolutamente impensabile fino a qualche anno fa. Giornali e tv che pure hanno riportato massicciamente la notizia e fatto riascoltare per decine di volte le affermazioni del Papa, si sono astenuti dal riportare commenti del mondo politico. Perchè? Perchè per la prima volta nessuno a voluto commentare le parole del ponteficie perchè erano semplicemente indifendibili. Più di un uomo politico della maggioranza ha declinato l’invito a commentare la notizia e anche i cattolici più oltranzisti, vedi il paradosso tutto democratico, Paola Binetti, non si sono accodati a sottoscrivere e rinvedicare come loro pane quotidiano le affermazioni del Papa. Spiace dover dire, purtroppo, che accanto i servizi dedicati all’intervento del Papa tedesco, nessuno e dico nessun Tg, ha dato spazio e voce all’indignazione delle associazioni LGBT che pure hanno fortemente contestato questo ennesimo attacco. Nessuno immagina come le parole di un Ponteficie che non manca giorno di ribadire queste posizioni, possono ingenerare atti di violenza contro le persone omosessuali e transessuali. E nessuno allo stesso modo fa notare che piu’ della meta’ del clero è composto da gay e che e’ in atto all’interno stesso del Vaticano, una paurosa caccia alla diversita’ che tuttavia viene tollerata vista l’emergenza di vocazioni che da decenni interessa la Chiesa.

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Berlusconi blocca ancora la class action

18/12/2008 alle 17:13 | Pubblicato su economia, politica | Lascia un commento
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Il Governo Prodi nella finanziaria 2008 (art. 2 comma 445 legge 244 del 4 dicembre 2007) aveva introdotto nel nostro Paese la class action, cioè l’azione collettiva risarcitoria a tutela dei consumatori. Quel provvedimento che tutela i consumatori in tutti i Paesi dell’occidente democratico di cui ci specchiamo di far parte, America compresa. L’entrata in vigore della legge era prevista per il 1 giugno 2008. Il Governo Berlusconi con l’art. 36 del decreto legge 112 del 25 giugno 2008 aveva disposto lo slittamento dell’entrata in vigore della class action al 1 gennaio 2009. Oggi il Governo Berlusconi nel cosidetto un decreto “milleproroghe” fa slittare di altri sei mesi l’entrata in vigore di questo provvedimento. Inoltre riduce il campo di azione della class action. I consumatori potranno unirsi insieme ed intraprendere un azione collettiva soltanto per gli illeciti avvenuti a partire dal 1 luglio 2008. Inoltre non saranno più soltanto le associazioni dei consumatori a poter promuovere in esclusiva la class action. In questo modo il Governo impedisce ai consumatori di far valere i propri diritti rispetto ai crac Parmalat, Cirio, bond argentini e salva tutte le società e le banche che hanno truffato i cittadini fino al 1 luglio 2008.

Ma voi credevate davvero che il Governo Berlusconi avrebbe fatto partire la class action in Italia il prossimo 1 gennaio 2009? E credete che la farà partire tra sei mesi?

Tutti i provvedimenti di questo Governo, sin dal suo insediamento, vanno nella direzione di rafforzare i potenti a danno dei dei più deboli, dei lavoratori dipendenti, degli anziani e soprattutto dei giovani. Il Governo continua a salvaguardare gli interessi della Confindustria e dei poteri forti. Potevate pensare che un Governo con a capo un Presidente del Consiglio propietario di televisioni e che vende pubblicità a tutte le aziende di questo Paese potesse dar contro a Confindustria? Bhe se lo pensavate siete proprio dei tonti… “e meno male che Silvio c’è!”.

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Contro la piaga delle dimissioni in bianco per i lavoratori

La privatizzazione dell’acqua di Berlusconi

17/12/2008 alle 10:38 | Pubblicato su economia, politica | 1 commento
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L’art. 23 bis della legge 133 del 6 agosto 2008 che convertiva il dl 112 del 25 giugno scorso del Governo, ha introdotto per legge la privatizzazione di qualsiasi servizio pubblico locale a partire dalla gestione e distribuzione dell’acqua. Dall’entrata in vigore della legge il servizi idrici potranno essere affidati a società private in qualsiasi forma costituite. Tutte le eventuali concessioni in essere rilasciate con modalità diverse da quanto previsto da questa legge, scadranno improrogabilmente entro il 31 dicembre 2010.

Rimarrà allo Stato soltanto la proprietà delle reti. Questa regolamentazione introdotta dal Governo Berlusconi e fortissimamente voluta anche dal Partito Democratico (vedi il ddl 772 del 30 giugno 2006 proposto dall’allora ministro Linda Lanzillotta), ha sancito il principio per il quale l’acqua non sarà più un bene d’interesse pubblico primario da garantire a tutti i cittadini su tutto il territorio, ma una merce con rilevanza economica che come tale risponderà esclusivamente alle leggi di mercato. Imprenditori e società italiane ed estere del settore, potranno accaparrarsi la gestione idrica delle principali città italiane, togliendo ai comuni qualsiasi diritto nelle decisioni strategiche e nei principi di intervento nella distribuzione del servizio. Già ci sono degli esempi che hanno anticipato questo indirizzo come la scelta dell’amministrazione del comune di Latina e di Aprilia di affidare la gestione dell’acqua alla società francese Veolia, un gruppo multinazionale, che in poco meno di due anni ha aumentato i prezzi dei servizi idrici del 300%. Questo è dunque quello che attende il resto dei cittadini di tutti i comuni italiani, al massimo entro il 1 gennaio 2011.

La notizia della conversione in legge del decreto del Governo è passata in silenzio nella calura agostana, con buona pace del Partito Democratico e di Veltroni.

Al livello mondiale il business dell’acqua muove colossali fiumi di denaro e presto diventerà il nuovo oro nero, perchè qualsiasi attività economica nasce e si sviluppa grazie alla presenza e alla fruizione dell’acqua.

L’Ocse in un documento ufficiale ha previsto che entro il 2025 i due terzi della popolazione mondiale non avrà più accesso all’acqua potabile. Da qui la corsa e le raccomandazioni della Banca Mondiale alla privatizzazione delle strutture idriche di mezzo mondo. L’acqua non deve essere trattata come una merce qualsiasi, è un bene comune, non si può giocare su un bene comune per fare profitti.

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Il piano casa di Berlusconi con i soldi per gli sfrattati

15/12/2008 alle 17:23 | Pubblicato su economia | Lascia un commento
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Il precedente Governo Prodi (decreto legge 159/2007 art. 21, covertito in legge nr. 222 del 29/11/2007) aveva stanziato 550 milioni di euro per realizzare un programma straordinario di ristrutturazione di alloggi popolari da rimettere subito a disposizione dei cittadini; sotto sfratto; aveva inoltre recuperato altri 150 milioni di euro per il finanziamento di programmi innovativi in ambito urbano e altri 100 milioni di euro per ristrutturare altrettanti immobili pubblici per affittarli a canoni sostenibili. Nella legge finanziaria 2008 il Governo Prodi aveva proceduto anche alla definizione dell’ alloggio sociale (come richiesto da norme comunitarie, e come definito dalla legge 8 febbraio 2007, n.9) a cui erano stati destinati altri 10 milioni di euro per ciascuno degli anni 2008, 2009 e 2010 e aveva istituito un Fondo per le politiche giovanili con 15 milioni di euro per incrementare gli alloggi da destinare alla locazione sostenibili dei giovani nelle grandi aree metropolitane.

Il Governo attuale, ha ridotto drasticamente tali risorse facendo rimanere esclusivamente i 550 milioni di euro, ma bloccandone il trasferimento agli enti locali che in alcuni casi, li avevano già impegnati stanziandoli per progetti urgenti di edilizia pubblica. Con il decreto legge 112 del 25 luglio 2008 il governo Berlusconi ha azzerato il piano straordinario previsto dal decreto legge 159/2007 del Governo Prodi e spostato i 550 milioni di euro verso il nuovo “piano casa”.

L’ennesimo spot del Governo si e’ realizzato e per mesi non si e’ fatto altro che parlare di questo faraonico progetto di edilizia urbana che concretamente mette a disposizione meno risorse di quelle globalmente stanziate precedentemente. Sono stati in questo modo cancellati circa 12.000 nuovi alloggi popolari a canone sostenibile, per i quali erano già state stanziate risorse e partiti i progetti. Un vero e proprio blitz del Governo Berlusconi passato sotto-silenzio nell’agosto scorso.

La legge nr. 133 del 6 agosto 2008 (pubblicata sulla GU il 21 agosto) che ha convertito il decreto legge 112/2008 dava 60 giorni di tempo al Governo per predisporre il decreto attuativo del cosiddetto piano casa, ad oggi non ancora emanato.

Quello che si sa e che e’ stato scritto tra i principi del nuovo provvedimento, e’ che viene stravolto completamente il riferimento agli alloggi in affitto che viene sostituito con il riferimento alla “prima casa”. Dunque un netto cambio di rotta da un piano di alloggi ad affitto calmierato a uno per la proprieta’. Siamo completamente fuori dall’Europa. Questo Governo persegue politiche opposte a quelle di tutti gli altri paesi UE che mediamente spendono ogni anno lo 0,7 del PIL nella realizzazione di nuovi alloggi in affitto contro il nostro 0,07, cioè 10 volte di meno. Il patrimonio di case pubbliche in Italia raggiunge la quota del 5% e siamo ultimi in Europa dove in diversi paesi arriviamo (Spagna, Francia e Germania) ad oltre il 40% con punte in alcuni paesi superiori al 50%. Il Governo Berlusconi con il suo “piano casa” ha deciso in questo modo che tutto viene messo in mano alle società immobiliari private, per un’offerta di alloggi diretti alle fasce sociali medio alte dimenticandosi completamente dell’edilizia residenziale pubblica, che dovrebbe finanziarsi unicamente con i soldi derivanti dalla svendita generalizzate degli alloggi pubblici esistenti. E intanto costruttori grandi e piccoli si fregano le mani nell’attesa di spartirsi i 550 milioni scippati agli sfrattati.
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Fondo di solidarietà per i mutui sparito

15/12/2008 alle 17:21 | Pubblicato su politica | 1 commento
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Nella passata legislatura, il Governo Prodi nella finanziaria varata a dicembre 2007, aveva fatto approvare il Fondo di Solidarieta’ per i Mutui, che aveva una dotazione di 20 milioni di euro e avrebbe permesso la sospensione del pagamento delle rate per i cittadini in difficoltà per un periodo massimo complessivo di 18 mesi. Su richiesta del mutuatario, che avrebbe dovuto dimostrare di trovarsi in difficolta’, la banca non solo non avrebbe potuto avviare alcuna forma di sollecitazione al pagamento delle rate, ma sarebbe stato obbligato a sospendere la riscossione delle stesse, anche qualora il mutuatario non fosse stato in grado, in via definitiva, ad adempiere alle proprie obbligazioni. Tra le cause che davano diritto all’utilizzo del Fondo di solidarieta’ c’era anche la nascita di un figlio. Il Governo Berlusconi a maggio, poco dopo essersi insediato, ha cancellato questo fondo ed ha prodotto la cosiddetta convenzione MEF-ABI (art.3 dl 93 del 27 maggio 2008) sulla rinegoziazione dei mutui per la prima casa, con la quale si introduce la possibilita’ di fissare la rata del mutuo allungando la sua durata, anche se il Governo e la più parte dei media di regime si e’ sperticata nel dire che l’accordo permetteva di “trasformare il tasso del mutuo da variabile a fisso”. Questo provvedimento a cui tutte le famiglie avrebbero potuto aderire entro la fine di dicembre 2008, ha evidenziato un abbassamento delle rate pressocche’ nullo ed e’ stato contestato da tutte le associazioni dei consumatori e poco meno di 30.000 famiglie vi hanno aderito. C’e’ da dire, inoltre, che piuttosto che incentivare e agevolare la “portabilita’ del mutuo” attraverso la surrogazione, prevista dal decreto Bersani bis del febbraio 2007 (provvedimento che a costo zero prevede la possibilità di trasportare il mutuo da una banca ad un’altra verso condizioni più convenienti), il Governo Berlusconi ha preferito produrre un provvedimento fumoso, inconsistente e che andava palesemente a vantaggio dei banchieri.

Mentre invece e’ stato venduto per settimane agli italiani come la soluzione definitiva per il vertiginoso aumento delle rate dei mutui. Inoltre nessuno ha spiegato ai cittadini che le banche non avevano l’obbligo di aderire alla convenzione e che tantissimi cittadini sono rimasti esclusi dal provvedimento, perche’ la loro banca non aveva aderito all’accordo.  Il Fondo di Solidarieta’ per i mutui e’ un’altra delle notizie sparite di questo Paese, su cui l’informazione non ha mai chiesto conto alla politica. Questo provvedimento che andava nella direzione di dare un concreto e tangibile aiuto alle famiglie in difficoltà e’ stato cancellato, ma gli italiani non hanno avuto la possibilità di venirne a conoscenza perchè l’informazione è stata fatta sparire dai TG e dai quotidiani.

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Contro la piaga delle dimissioni in bianco per i lavoratori

Scoperta truffa milionaria a Roma

15/12/2008 alle 17:18 | Pubblicato su economia | Lascia un commento
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L’11 agosto 2008, il TGR Lazio delle ore 14.00 e delle h 19.30 (il servizio e’ di Rossana Livolsi) aprì’ l’edizione del notiziario con la clamorosa notizia della scoperta da parte degli ispettori dell’agenzia delle entrate del Lazio, di una truffa immobiliare milionaria ai danni del Fisco per quasi 130 milioni di euro. Sarebbero coinvolte societa’ immobiliari fittizie create da noti imprenditori del settore a Roma e intestate a barboni che per poche centinaia di euro venivano convinti a firmare montagne di documenti. Un meccanismo oliato, molto complicato da scoprire, 80 società indagate e 20 imprenditori denunciati. Imprenditori che con commercialisti e notai compiacenti hanno organizzato la truffa che vedrebbe oltre 200 milioni di imponibile sottratto a tassazione. Una speculazione all’origine anche della bolla immobiliare che ha visto un aumento vertiginoso dei prezzi delle abitazioni a Roma. Le societa’ fittizie compravano e rivendevano nel giro di poche ore immobili  in tutta la città, e i prezzi si moltiplicavano sempre nel giro di poche ore. L’ultima societa’ che acquistava l’immobile alla fine vantava milioni di euro di crediti nei confronti del Fisco. Alla fine scomparivano per riapparire  di nuovo all’estero con un nuovo indirizzo e una nuova sede legale.
La truffa scoperta e’ solo la punta dell’iceberg di un fenomeno ben più ampio che nella capitale è prassi e che coinvolge anche importanti agenzie immobiliari.

Ebbene, una notizia così grave, che dovrebbe destare l’attenzione e lo sconcerto di tutti i media, oggi è totalmente censurata dalla carta stampata e dai telegiornali. I quotidiani della capitale, Il Messaggero e il Tempo in primis, nella cronaca di Roma non hanno riportano nemmeno un trafiletto su questa importante notizia.

Mi sono chiesto allora e mi chiedo oggi quali sono questi importanti imprenditori del settore immobiliare romano che sono stati denunciati?
Si sa che i quotidiani della capitale sono di proprietà di un costruttore molto importante, ma censurare una notizia così grave vuol dire davvero manipolare l’informazione.

Sul web sono riuscito a trovare solo il comunicato stampa della direzione dell’Agenzia delle Entrate (che vi allego) nemmeno l’ANSA ha fatto un lancio. La TGR del Lazio ha dimostrato di fare davvero informazione libera. Ma mi chiedo se il resto del mondo dell’informazione non debba riflettere su questi fenomi di auto-censura che non fanno un bel servizio ai cittadini.
Vi allego il link al comunicato stampa dell’Agenzia delle Entrate. A che punto e’ ora questa indagine?

http://lazio.agenziaentrate.it/sites/lazio/files/public/repository/comunicati-stampa/2008/Com.%20st.%20frode%20immobiliare%2011_08_08.pdf

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