I mutui con tetto massimo al 4% del Governo

15/12/2008 alle 16:57 | Pubblicato su economia | 1 commento
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L’ennesimo spot del Governo e’ anche l’ennesima bufala che prende in giro gli italiani.

Il recente DL 29 novembre 2008 n.185 ha previsto per legge come misura eccezionale e urgente l’introduzione di un “tetto massimo” per le rate dei mutui a tx variabile contratti prima del 31 ottobre 2008.

Cosi’ i media hanno dato la notizia aggiungendo che le famiglie avrebbero trovato conforto e sollievo dagli aumenti dei tassi registrati in questi ultimi due anni.

Ma invece l’inganno e’ presto svelato, ma voi avete sentito qualcuno dei media compiacenti smentire il Governo?

La norma prevede che il maggior interesse rispetto al 4%  fosse a carico dell’Erario attraverso una detrazione d’imposta. Ad oggi il riferimento dei tassi Euribor a 1, 3 e 6 mesi e’ gia’ sotto il 2% e continueranno a scendere! Pertanto questa norma e’ inapplicabile! Un puro spot che ha riempito tv e giornali di inutile inchiostro per giorni!

Questa norma di fatto  verra’ applicata ad un numero esiguo di cittadini, ma lo spot e’ stato fatto e tutti i membri del Governo continuano a ocheggiare sui microfoni dei giornalisti che il Governo ha pensato a coloro che pagano il mutuo a tx variabile! Si certo! Ha pensato a loro come con il provvedimento della rinegoziazione frutto dell’accordo ABI-GOVERNO del maggio scorso, con tassi più alti del tetto proposto in questa norma! Una presa per il culo!

DL 29 novembre 2008 n.185
………….

Art. 2. Mutui prima casa: per i mutui in corso le rate variabili 2009 non possono superare il 4 per cento grazie all’accollo da parte dello Stato dell’eventuale eccedenza; per i nuovi mutui, il saggio di base su cui si calcola gli spread è costituito dal saggio BCE.

1. L’importo delle rate, a carico del mutuatario, dei mutui a tasso non fisso da corrispondere nel corso del 2009 è calcolato con riferimento al maggiore tra il 4 per cento senza spread, spese varie o altro tipo di maggiorazione e il tasso contrattuale alla data di sottoscrizione del contratto. Tale criterio di calcolo non si applica nel caso in cui le condizioni contrattuali determinano una rata di importo inferiore.

Ecco il provvedimento dell’Agenzia delle entrate con le linee guida attuative di questo provvedimento.

In pratica l’Agenzia delle Entrate comunicherà alle banche i nominativi degli intestatari dei mutui che, sulla base delle informazioni disponibili presso l’Anagrafe tributaria, posseggono i requisiti per godere dell’agevolazione. Il beneficio del decreto anticrisi spetta agli intestatari di un mutuo a tasso variabile contratto per l’acquisto, la costruzione e ristrutturazione dell’abitazione principale sottoscritto entro il 31 ottobre scorso, sulle rate da corrispondere nel 2009. In base a quanto dispone il decreto anticrisi, le quote delle rate a carico dello Stato sono anticipate dalle banche e dagli istituti finanziari, a cui è attribuito un credito d’imposta utilizzabile esclusivamente in compensazione.

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  1. i soliti noti io vado online meglio i privati


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