Tessera dei poveri o carta acquisti?

15/12/2008 alle 04:54 | Pubblicato su politica | Lascia un commento
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1 dicembre scorso e’ possibile ritirare in tutti gli uffici postali la cosidetta “social card” o “carta acquisti” come e’ stata definita dal Governo italiano. In realta’ questo supporto magnetico, simile ad una carta di credito, sara’ caricata ogni mese con 40 euro ed annunciata come benefico sollievo per i piu’ poveri, sta diventando l’emblema del populismo berlusconiano. Simile ad altri provvedimenti spot che tengono banco per 48-72 ore su tutti i media, gia’ e’ scomparsa da quotidiani e tv nella dimenticanza di giornalisti e commentatori che semplicemente non se ne occupano piu’. L’accesso a questo strumento di pagamento che al momento da la possibilita’ di essere spesa per pagare le bollette presso Poste Italiane o di acquistare generi di prima necessità esclusivamente nei negozi aderenti alla convenzione con il Governo (anche se nessuno ancora li conosce) e’ su base volontaria e viene rilasciata attraverso la presentazione di un attestato di poverta’ (dichiarazione ISEE) che certifica l’indigenza personale o della propria famiglia al di sotto di un determinato livello di reddito. Negli uffici postali sono stati creati sportelli ad hoc con file regolamentate dove la si rilascia con tanto di manifesti che la pubblicizzano, come a dire “quelli sono i poveri in fila”.
La scelta di creare una carta ad hoc per identificare una categoria, quella dei poveri, a nostro avviso risulta oltre ogni modo mortificante per il cittadino con implicazioni evidenti rispetto alla tutela della sua privacy e della sua dignita’ di uomo. E’ evidente che la scelta del Governo sia andata verso l’accesso su base volontaria al beneficio, in questo modo chi la trovera’ troppo mortificante non la richiedera’ oppure tutti coloro che non avranno i mezzi e le informazioni per poterci arrivare, non ne avranno mai conoscenza. Nelle grandi citta’ ne sono state rilasciate pochissime a causa dell’evidente disagio che molti cittadini hanno trovato nel reperire le informazioni necessarie al rilascio di questa famigerata “attestazione ISEE”. Un via vai e spola tra municipi, caf e patronati inps dove il rimpallo delle competenze e’ scandalosa. Anche in molti comuni specie al sud, in questi primi giorni del mese, gli uffici non erano ancora in grado di rilasciare la dichiarazione ISEE per la concreta impossibilita’ di “sapere come calcolare questo indice”. Quanti anziani, specie nei piccolissimi centri, dove i pochissimi negozi a conduzione famigliare non hanno nemmeno i pos per accettare in pagamento le carte di credito, non avranno la possibilità di spenderla? E poi 40 euro al mese posso fare davvero la differenza in un grande centro abitato? Certo e’ che i rappresentanti del Governo continuano a riempirsi la bocca con questo provvedimento, rivendicando di aver aiutato i più deboli con un “aiuto concreto”. Ma nessun giornalista ha pensato di chiedere al Ministro Tremonti come sia stata scelta la partnership con Mastercard, su che basi e requisiti è stata data in appalto la produzione della carta? Quanto costa ogni singola carta all’Erario?
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