La crisi dei consumi che non c’è

28/12/2008 alle 09:24 | Pubblicato su economia, politica | Lascia un commento
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“La crisi non c’e’, non e’ vero che a Natale i consumi sono crollati, non e’ vero!” Questo è l’ultimo spot di Berlusconi a ruota libera di ieri, che dietro la strategia “dell’ottimismo a tutti i costi da infondere agli italiani”, cela la raccomandazione forte ai suoi clienti in primis, di non temere, perche’ lui ce la mette tutta per non far scendere la raccolta pubblicitaria di Mediaset, quindi investire nelle sue aziende vuol dire stare tranquilli. Per chi non l’avesse capito, insomma, dietro i continui appelli a spendere del Premier, c’è solo la necessità di tenere alta la raccolta di pubblicità per le sue concessionarie. Sono gli spot più potenti e più gratis della storia della comunicazione, visto che rimbalzano almeno per 48 ore su tutti i media del Paese come tutte le sue affermazioni, anche quelle che poi regolarmente smentisce il giorno dopo. Le parole d’ordine sono: spendere e consumare e aiutare i più poveri. Non importa se tanti si chiedono dove prendere i soldi per far fronte ai bisogni primari, e non importa nemmeno come dare una mano a trovarne di altri da spendere, basta solo dirlo…”arrangiatevi!”. E per aiutare i più poveri c’e’ la “social card”, “l’elemosina da stitici” come l’ha definita Dario Fo’. Berlusconi l’ha ribadito anche nella conferenza stampa di fine anno: lui ha pensato ai più deboli perché ci tiene! L’aiuto dello Stato non mascherato, ma che deve essere denunciato ed esibito per far vedere quanto sei morto di fame e, se superi di pochi euro il limite previsto della povertà, devi sentirti dire dall’impiegato delle Poste dopo mezz’ora di fila allo sportello riservato ai poveri, che siccome hai un reddito di 100 euro in più rispetto alla povertà stabilità di 6000 euro all’anno, non è vero che hai le pezze al culo per avere i 40 euro al mese di sussidio, quindi vai a “cagare” che hai fatto perdere solo tempo allo Stato e all’impiegato delle Poste ovviamente! C’e’ un Paese che a Natale nessuno ha raccontato, un Paese in bilico che attende di sapere se il 7 gennaio le fabbriche riapriranno senza l’inizio della cassa integrazione. Oppure il Paese di chi la tredicesima non l’ha presa o di quelli che l’hanno usata per pagare affitto, riscaldamento, assicurazione e bollo auto, rate pregresse non pagate. A Natale i TG hanno tenuto alto il morale degli italiani come le stronzate di Studio Aperto con tette e culi dell’emisfero australe dove fa caldo, il Natale in carcere della Franzoni, il frullato fatto a casa del direttore, i cuccioli di animale che fanno sempre tenerezza e quello che si preparava di buono sulle tavole imbandite degli italiani. Sì questa è la “vera informazione” di Natale e state tranquilli che con i consigli su come comportarsi per affrontare i saldi imminenti e come cambiare i regali sgraditi ricevuti sotto l’albero, passeremo tutti un finale d’anno migliore.

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