Nuova CAI-Alitalia al via: vincono solo i “patrioti italiani”

11/01/2009 alle 21:16 | Pubblicato su economia, lavoro, politica | 1 commento
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A poche ore dalla nascita della nuova CAI-ALITALIA che sarà una piccola compagnia regionale attraverso la quale Air France conquisterà l’interno mercato interno italiano vediamo di fissare i fatti affinchè non spariscano.

Marzo 2008

Air France nel suo piano prevedeva 2120 esuberi: 1.620 per Alitalia Fly e 500 per Alitalia Servizi. I tagli avrebbero riguardato 507 piloti, 594 assistenti di volo, 121 dipendenti all’estero e 398 del personale di terra in Italia. Era stata prevista anche la reinternalizzazione di Az Servizi, lo stop al cargo nel 2010 e tagli alla flotta per 37 aerei. Ad ogni persona in esubero sarebbe stato offerto, conformemente al progetto di accordo, sia l’opportunità di un pensionamento immediato o differito, sia un aiuto per riqualificarsi attraverso formazione, azioni di outplacement o incentivi finanziari per la realizzazione di un progetto personale. Per gli assistenti di volo le sole misure di pensionamento a breve e medio termine avrebbero permesso di assorbire la totalità dei 600 esuberi
Nel piano Air France «proponeva a coloro che lo desideravano l’opportunità di impiego al proprio interno». Per i piloti «i 2/3 dei 500 esuberi avrebbero potuto beneficiare di misure di pensionamento a breve e medio termine». «L’implementazione del piano industriale e le conseguenze del pensionamento immediato o pre-pensionamento avrebbero determinato la creazione di almeno 200 posti causando un effetto di promozioni a cascata (in funzione dell’anzianità di servizio e delle candidature volontarie)». Il piano confermava che «ai più giovani tra loro Air France avrebbe proposto nel rispetto delle procedure interne di selezione, l’assunzione di un massimo di 60 piloti l’anno, quindi un totale di 180 posti». Per quanto riguarda il personale di terra, il piano prevedeva che «circa 250 persone avrebbero potuto accedere al pensionamento nell’arco dei successivi 7 anni. Per gli altri (circa 150) sarabbero state attuate misure di riqualificazione». Air France intendeva acquisire anche Alitalia Fly e 4.191 dipendenti che erano in capo ad Alitalia Servizi. Air France prevedeva la creazione di due nuove società una per lo handling a cui avrebbero fatto capo 1.881 dipendenti ed una seconda per la manutenzione dove sarebbero confluiti 2.310 addetti. Nei 4.191 dipendenti di Alitalia Servizi che sarebbero stati “reinternalizzati” ci sarebbero stati anche i 500 dipendenti considerati in esubero

Questi sono i fatti! E questo è stato il piano che Spinetta, amministratore delegato di Air France, inviò sul tavolo del cda di Alitalia.

I sindacati (11 sindacati pensate un pò!) hanno detto NO cercando di spuntare di più, Berlusconi ci ha messo del suo dicendo che se fosse stato eletto avrebbe impedito la vendita e Air France ha desistito (anche perché era stata rassicurata che comunque sarebbe tornata in corsa successivamente). Ricordiamolo: Air France si comprava Alitalia e si accollava più di 3 miliardi di debiti. Tutti i creditori sarebbero stati pagati per intero e la società sarebbe stata ricapitalizzata con un miliardo di euro e gli azionisti avrebbero potuto vendere le loro azioni in portafoglio. L’offerta di Air France non prevedeva il monopolio sulla rotta interna MILANO-ROMA. Poco prima dell’insediamento di Berlusconi, il governo uscente su indicazione di Gianni Letta e della nuova maggioranza si accorda con Prodi per un prestito ponte di 300 milioni di euro che garantirà la continuazione dell’attività di volo di Alitalia per tutta l’estate.


Settembre 2008

Dopo la vittoria alle elezioni di Berlusconi, passa anche l’estate e a settembre salta fuori la cordata dei “patrioti valorosi” capitanata da Roberto Colaninno. Il Governo fa un decreto ad hoc su Alitalia e concede al commissario straordinario Fantozzi il potere di vendere a trattativa privata la compagnia, senza una vera gara fra più concorrenti, ma solo sulla base della valutazione di un finto “esperto indipendente”, Banca Leonardo, del gruppo banca Intesa che è anche l’advisor di tutta l’operazione di vendita di Alitalia. Tutto questo viene fatto in deroga alla normativa antitrust sulle concentrazioni. Un operazione che in nessun Paese occidentale sarebbe stata possibile, da far rabbrividire tutti i difensori del “libero mercato”. Nasce CAI, Compagnia Aerea Italiana, che aquisterà solo la parte buona di Alitalia, senza accollarsi debiti ed esuberi di personale che, invece, rimarranno in gestione alla vecchia Alitalia definita “bad company” che sarà gestita dal commissario straordinario Augusto Fantozzi. Nel frattempo lo Stato perde anche i 300 milioni del prestito ponte che vengono aggiunti alle perdite della bad company. I lavoratori in esubero e che non verrano assunti da CAI godranno di un’indennità di cassa integrazione per 7 anni e verranno comunque licenziati. Ma non finisce qui. Nel decreto i manager Alitalia vengono sollevati da qualunque responsabilità per qualsiasi illecito eventualmente commesso nell’ultimo anno di vita della società. Inoltre il decreto prevederà che gli azionisti e gli obbligazionisti Alitalia vengano trattati come risparmiatori “burlati” dalle frodi finanziarie e ammessi ai benefici di un fondo pubblico. CAI si fonde con AirOne e così Carlo Toto, azionista di controllo di quest’ultima, riesce a sbarazzarsi dei suoi rilevanti debiti finanziari. Debiti contratti per la stragrande maggioranza nei confronti di Banca Intesa San Paolo, che ha in custodia le azioni di Air One e che da tempo la sostiene. In questo modo Banca Intesa rientra dei suoi crediti nei confronti di Toto.

Dopo estenuanti trattative con la mediazione di Gianni Letta, CAI trova l’accordo con i sindacati per l’assunzione di 10.150 lavoratori a tempo indeterminato da assumere entro il 12 gennaio 2009 (ne sono stati assunti poco meno di 7500 ad oggi). Rimangono a casa circa 9000 dipendenti, più del triplo di quelli che prevedeva a marzo 2008 il piano AirFrance.

Gennaio 2009

Nel mese di dicembre le proteste a Fiumicino hanno creato una situazione di caos nei voli con notevoli disagi per i passeggeri. Con numerose precettazioni ed una vera e propria criminalizzazione dei lavoratori da parte dei principali media, che hanno scaricato interamente la colpa sui lavoratori – che legittimamente hanno protestato per l’operato di CAI che ha violato gli accordi presi sulle assunzioni – nasce domani 12 gennaio 2009 la “nuova Alitalia”. Il piano assunzioni concordato non è stato ancora concluso e molti lavoratori temono di rimane esclusi definitivamente. Intanto la Lega fa sapere a Berlusconi che se CAI non sceglierà Lufthansa come partner internazionale, preferendo Air France, sarà necessario liberalizzare i voli su Malpensa. Questo la dice lunga sulla capacità di questa maggioranza di garantire il mercato e i consumatori. Berlusconi rassicura Bossi che Lufthansa non è ancora fuori dalla trattativa soltanto tre giorni fa. Ma oggi cambia registro e categoricamente afferma che non ci sono più i tempi per trattare e domani CAI-ALITALIA ratificherà l’accordo con Air France che avrà il 25% della compagnia aerea per poco meno di 300 milioni di euro. Tutto il nord con in testa il sindaco di Milano Letizia Moratti attaccano Berlusconi per la conclusione della vicenda Alitalia e la scelta di Air France al posto di Lufthansa.  Domenica 11 gennaio nella trasmissione in mezz’ora su Raitre di Lucia Annunziata, il sindaco di Milano ha seccamente risposto a Berlusconi affermando che <<Se Cai ha interesse pubblico, quindi è una compagnia di bandiera, il governo non può sottrarsi a un ruolo di garanzia: cioè deve essere sicuro che la scelta di Cai (Air France) è la migliore per il Paese. Se Cai è invece privata, non si capisce perché a questa compagnia è stato consentito di avere ciò che non ha avuto in precedenza Alitalia: i debiti sono finiti a carico dei cittadini e gli è stata data una moratoria di tre anni sull’esclusiva della rotta più redditizia cioè Milano-Roma. Se gli interessi degli imprenditori non sono quelli dell’Italia, allora il governo deve intervenire». Bhe non si capisce perché se il Governo avesse scelto Lufthansa come partner strategico, i 3 miliardi di debiti della bad company accollati all’Erario, sarebbero stati in questo caso “cosa buona cosa per i cittadini”. Questo la Moratti non l’ha detto.

Conclusione

  • Per le esigenze elettorali di Silvio Berlusconi e della sua maggioranza abbiamo ottenuto alla fine:
  • 3 miliardi di debiti a carico di tutti i cittadini italiani;
  • meno occupazione (9000 esuberi);
  • 7 anni di cassa integrazione per chi rimane a casa;
  • meno voli interni;
  • meno voli internazionali;
  • una compagnia regionale che non ha nulla della compagnia di bandiera ma tra 4 anni avrà solo il marchio AirFrance;
  • prezzi più alti in regime di monopolio nel mercato interno.

I sindacati che a marzo contrastarono apertamente l’offerta di Air France dovrebbero pubblicamente scusarsi con i lavoratori che, già da tempo, hanno capito che la proposta AirFrance era migliore di quella di CAI. Loro del resto hanno abboccato alla proposta di Berlusconi in campagna elettorale sperando di ottenere di più, ma sono stati gabbati come tutto il Paese.

Chi ci guadagna nell’operazione è la cordata di imprenditori italiani, amici degli amici, i “patrioti italiani”, che hanno comprato a poco e rivenderanno tra quattro anni ad Air France a più del doppio. Air France, infine, guadagna il fiorente mercato interno italiano per le tratte internazionali visto che i voli di lungo raggio passeranno tutti per Parigi o Amsterdam.

Davvero “Cornuti e mazziati” come dice Antonio Di Pietro che dice che «la conclusione è una e una sola: cornuti e mazziati, gli italiani, i lavoratori di Alitalia, i lavoratori degli aeroporti di Milano e di Roma, e tutte le persone che ci rimettono un sacco di soldi e di servizi. Però quindici persone, amiche del nostro presidente del Consiglio, ci guadagnano tantissimo. I debiti di Alitalia sono stati messi a carico del contribuente; i beni e i crediti sono stati ceduti per quattro soldi ai soliti furbetti del quartierino, ben conosciuti per problemi giudiziari, persone che in un Paese normale non dovrebbero neanche più fare attività imprenditoriale».

 

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  1. Ragazzi che storia, l’Alitalia, e’ una sanguisuga del nostro paese, e il sig. Berlusconi, un’altra sanguisuga


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