Il permesso di soggiorno a pagamento, caporalato, lavoro in nero e imprenditori che sfruttano i lavoratori

18/01/2009 alle 16:43 | Pubblicato su lavoro, politica, società | Lascia un commento
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La bravissima giornalista e scrittrice Silvia Ballestra, qualche giorno fa in un articolo sull’Unità, ha definito la proposta della Lega di far pagare il permesso di soggiorno agli immigrati, come “il pizzo per rimanere in Italia”.

Gli immigrati servono a questo Paese come l’aria per respirare a tutti gli esseri umani. Senza immigrati l’economia di gran parte dell’Italia si fermerebbe, senza gli immigrati gli imprenditori non potrebbero fare profitti. Su quest’ultima affermazione voglio ribadire che per anni, numerosissimi “padroni”, soprattutto nel sud Italia, hanno fatto le loro fortune attraverso lo sfruttamento degli immigrati clandestini. La piaga del caporalato, ad esempio, in Puglia ha permesso che la tratta di lavoratori nel giro di un decennio, spostasse la sua attenzione quasi esclusivamente sugli immigrati senza permesso di soggiorno, quindi ricattabili. Numerose inchieste della magistratura stanno cercando di appurare il giro di  affari di milioni di euro che intorno a questa vera e propria tratta di schiavi,  regge l’economia  di molte aree del Paese, da nord a sud.

L’uso strumentale del contrasto all’immigrazione clandestina che la Lega e altre forze politiche di maggioranza fanno, ha come obiettivo quello di cercare di arginare il consenso elettorale che a poco a poco sta svanendo nel Paese, soprattutto alla luce della deludente azione di Governo che finora non ha portato a risultati concreti. In particolare per la Lega, la battaglia sul federalismo fiscale che non riesce a vedere l’alba e la sconfitta sul Malpensa, portano malumore nel proprio elettorato. Quindi alzano la voce per far sentire che ci sono.

Nonostante il ministro Maroni si affanni nel dire che questi provvedimenti ci sono dappertutto in Europa, è bene precisare che a fronte di una tassa c’è sempre in contropartita, un servizio che viene corrisposto. Attualmente per rinnovare il permesso di soggiorno occorre quasi un anno e mezzo, tra notevoli peripezie e disagi per gli immigrati che di fatto non vanno nella direzione di aiutare l’economia di questo Paese e gli imprenditori che hanno bisogno degli immigrati. Dietro un sistema così burocratizzato e lento c’è naturalmente una cattiva legge sull’immigrazione. La Bossi-Fini che non tende ad includere e facilitare la vita dell’immigrato favorendone l’inserimento nel mondo del lavoro, ma va nella direzione opposta, quella cioè di rendere il più difficile possibile il suo ingresso come regolare all’interno del sistema produttivo del Paese.

Insomma la Lega ha bisogno di spot per riguadagnare consensi e tenere alta la pressione sulle altre forze della maggioranza di Governo, il resto della maggioranza ha bisogno di tenere buoni i veti e le ire del Vaticano che attraverso le proprie organizzazioni cattoliche fanno sentire il loro peso elettorale.

Quasi sicuramente questi provvedimenti saranno approvati con un ennesimo voto di fiducia finale per evitare ulteriori ostacoli opposti da parte di Alleanza Nazionale e di Forza Italia. Ma passeranno anche perché Berlusconi non può scontentare oltre l’elettorato della Lega.

Insomma si continua ad andare avanti a suo di spot senza apportare soluzioni concrete ai problemi dell’immigrazione. L’economia è quasi al tracollo e questi qui pensano di risolvere i problemi dell’occupazione aumentando ulteriormente gli ostacoli all’immigrazione regolare.

Alla fine della fiera i conti tornano. I provvedimenti del Governo Berlusconi, volti alla cancellazione della legge che vietava le dimissioni in bianco per i lavoratori, non sono stati un buon viatico per iniziare in questa legislatura un contrasto forte al lavoro nero. Quindi di cosa ci meravigliamo? Continuare a favorire il lavoro nero, non tutelato, e continuare ad avere forti restrizioni all’immigrazione, facilita soprattutto lo sfruttamento della manodopera a basso costo che specie in settori come l’agricoltura e l’edilizia, favoriscono i profitti degli imprenditori e lo sfruttamento delle persone. L’ennesimo intreccio perverso tra politica e imprenditori.

Paese dei balocchi e dello sfruttamento

“Morte a tre euro”

“Clandestini gli spot del Governo”

di Marco Travaglio


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