Continua l’odio e l’intolleranza del Papa contro le coppie gay

18/01/2009 alle 12:44 | Pubblicato su diritti civili, politica, società | Lascia un commento
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Non passa giorno che la Chiesa Cattolica romana attraverso le parole forti e dure del suo capo di Stato, attacca le famiglie di fatto. Anche oggi nella preghiera (come la chiamano loro) dell’Angelus domenicale, Benedetto XVI è tornato ad affermare che le coppie di fatto non hanno nulla a che spartire con la famiglia tradizionale. Ha chiesto ai cattolici di organizzarsi perché facciano sentire la loro voce contro quelli che auspicano il riconoscimento di diritti civili delle coppie omosessuali. Il Papa continua ad alimentare l’odio e il disprezzo per le diverse forme di solidarietà e amore delle famiglie di fatto gay e lesbiche. In uno scenario economico nazionale devastante dove è a rischio la convivenza civile e democratica del Paese, la Chiesa Cattolica carica la polemica per continuare a dettare regole ai politici dall’altra parte del Tevere. L’indicazione del Papa suona precisa: “guardate che se vi azzardate soltanto a parlarne e a continuare a farne parlare, io vi scateno una guerra contro che i nostri voti ve li scordate alle prossime amministrative!”

Sembra che ogni qual volta un nuovo e autorevole esponente della politica mondiale che conta, parla esplicitamente del riconoscimento di diritti civili per gay e lesbiche, lui contro-replica attaccando e sferzando con parole di odio e disprezzo. Perché di questo si parla, odio e disprezzo per conservare l’immobilismo del potere sulle coscienze delle persone. Proprio ieri il neo-presidente eletto statunitense Barack Obama nel suo discorso prima di partire alla volta di Washington ha ribadito: “L’America ha bisogno di una nuova dichiarazione d’indipendenza libera dall’ideologia, dai pregiudizi, dall’intolleranza. Dobbiamo riconoscerci negli altri, dobbiamo essere tutti insieme, nord e sud, ovest est, bianchi neri, asiatici indiani, gay e etero, disabibili e normodotati, dobbiamo ripristinare la speranza e l’opportunità per creare un mondo per tutti. Questo è ciò in cui credo”.

Ebbene Benedetto XVI, ex ministro della congregazione per la dottrina della fede dello Stato Vaticano, massimo esponente dell’ortodossia cattolica, non crede in questi valori, ma nell’esclusione di tutto ciò non è conforme ad una presunta legge naturale che la dottrina cattolica stabilisce. La persecuzione contro i preti gay è un altro esempio di intolleranza che rende più esplicita la sua azione politica. Con le chiese vuote e la secolarizzazione della società il Papa attacca gay e lesbiche con una precisa disegno, far tornare indietro le conquiste sociali che la società civile ha acquisito attraverso anni di lotte. Usa l’odio contro le minoranze per ricompattare quell’estremismo confessionale che secondo lui deve organizzarsi politicamente per alzare la voce. E in tv i giornalisti non chiedono ai politici di prendere posizione perché la loro esistenza stessa è condizionata dall’influenza delle gerarchie vaticane. Bisogna spezzare questo condizionamente ad ogni costo!

Stefano Rodotà su diritti civili e laicità

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