Il Governo berlusconi bocciato dalla Corte dei Conti sui provvedimenti per la lotta all’evasione fiscale

24/01/2009 alle 20:33 | Pubblicato su economia, politica | Lascia un commento
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Ieri sera nella prima puntata di “Malpensa Italia” di Gianluigi Paragone (vice-direttore del quotidiano Libero) in onda su Raidue in seconda serata, abbiamo assistito nuovamente ad un esempio di come si eludono le domande attraverso la perenne “campagna elettorale” che i ministri del Governo Berlusconi attuano ogni volta che vanno in tv. E’ stato il ministro Tremonti che ad una domanda del conduttore su cosa il Governo stesse facendo per combattere l’evasione fiscale (dopo aver trasmesso un servizio sull’argomento), invece di dare una risposta concreta se ne è uscito chiedendo a D’Alema “perché all’ultime elezioni non hanno candidato Visco e Padoa-Schioppa se davvero erano così bravi”. Tremonti a corto di argomenti, visto che con l’art. 32 della Legge 6 agosto 2008, n. 133 il Governo ha fatto abolire proprio tutti quei provvedimenti presi dal precedente Governo Prodi per contrastare l’evasione fiscale, ha cercato di sviare la domanda come in campagna elettorale. Ma D’Alema gli ha risposto per le rime ricordandogli che non è lui ad accusarli di agevolare l’evasione fiscale, ma la Corte dei Conti che ha lanciato l’allarme per i passi indietro del Governo sulla lotta all’evasione fiscale. D’Alema che apre un foglio di giornale del Sole 24ore gli ricorda la notizia (comparsa tra giovedì 21 e venerdì 22 sui principali quotidiani economici). Tremonti dice “che sono fatti troppo grandi per valutarli così superficialmente”. Poi arriva il conduttore a salvare il Ministro cambiando interlocutore.

D’Alema faceva riferimento alla relazione quadrimestrale della Corte dei Conti sulle misure adottate dal Governo Berlusconi da maggio ad agosto 2008. Relazione pubblica che potete leggere tutti cliccando qui. Nel documento della più importante magistratura contabile del Paese, i giudici dicono che:

  • aver abolito l’obbligo di indicare negli assegni bancari il codice fiscale di ciascun girante;
  • aver aumentato l’importo massimo dei trasferimenti in contanti tra soggetti da 5000 euro a 12.500 euro;
  • aver aumentato il limite da 5000 euro a 12.500 euro per l’indicazione della clausola di “non trasferibilità” sugli assegni bancari; aver aumentato da 5000 euro a 12500 euro il limite massimo dei depositi e libretti al portatore;
  • aver abrogato l’obbligo per i liberi professionisti e commercianti di tenere un conto corrente bancario o postale, il cosiddetto conto fiscale, sul quale far affluire tutte le somme riscosse nell’esercizio dell’attività e dal quale sono effettuati i prelevamenti per il pagamento delle spese;
  • aver abrogato l’obbligo per i professionisti di riscuotere i pagamenti delle loro prestazioni per importi superiori a 100 euro con strumenti di pagamento elettronico o assegni o bonifici e aver abolito l’obbligo di presentazione dell’elenco clienti/fornitori;

rischia di incentivare i comportamenti fraudolenti da parte degli evasori fiscali.

La Corte inoltre afferma che il gettito previsto dal Governo per la lotta all’evasione è sovrastimato e che la cosiddetta “Robin Tax” comporta il rischio di traslare i maggiori oneri delle aziende cui è diretta, sui consumatori finali. La Corte, insomma, smonta una parte fondamentale della manovra economica triennale del Governo Berlusconi e scrive, inoltre, che l’eccessivo ricorso ai decreti legge determina elementi di criticità nella legislazione di spesa.

Avevo già scritto un post su questo argomento intitolandolo “il regalo di Berlusconi a commercianti e liberi professionisti” con tutti i provvedimenti che la Corte dei Conti mette sotto accusa. Sinceramente non ci voleva la Corte per capire che erano fatti apposta per tornare ad evadere le tasse per i commercianti e i liberi professionisti. Un regalino di Berlusconi per la vittoria alle elezioni.

Tutto questo vi dimostra, ancora una volta, come le notizie spariscono dalla televisione e come certi giornalisti non fanno domande e non indagano i fatti. Gustatevi il video.

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