Stop a cortei e manifestazioni pubbliche davanti chiese e negozi

25/01/2009 alle 11:12 | Pubblicato su diritti civili, politica | Lascia un commento
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Il Governo Berlusconi si appresta a sferrare un nuovo attacco alla democrazia nel nostro Paese e nessuno fiata!

Il Ministro dell’interno Maroni, infatti, aveva già annunciato il 13 gennaio 2009 nella seduta n. 67, tenutasi al Senato davanti la Commissione Affari Costituzionali, che sarebbe stato necessario rivedere lo svolgimento di manifestazioni pubbliche davanti ai luoghi di culto. Ebbene nel question time alla Camera del 21 gennaio 2009 lo stesso Maroni rispondendo ad una interrogazione dell’On. De Corato (Pdl), che gli chiedeva conto della manifestazione del 3 gennaio a Milano culminata con la preghiera musulmana davanti al Duomo, ha affermato di essere in procinto di inviare una specifica direttiva ai Prefetti che vieta di manifestare davanti le chiese. Inoltre nella direttiva oltre che davanti ai luoghi di culto, non si potrò manifestare davanti i supermercati e i centri commerciali che saranno interdetti ai percorsi dei cortei, così come già avviene per le sedi istituzionali, quelle di partito e le rappresentanze diplomatiche.

Il Governo prende due piccioni con una fava: uno limita il diritto di manifestare sancito dall’art. 17 della Costituzione che in tempo di crisi economica è sempre meglio tenere sotto controllo, due riceve un plauso dal Vaticano sul come le autorità italiane siano così attente al rispetto della Chiesa in Italia. Un successone!

Prime vittima di questo provvedimento è la Manifestazione per la Giiustizia a sostegno del Procuratore di Salerno Luigi Apicella organizzata per il prossimo 28 gennaio a Roma e a cui è necessario partecipare in massa. Come denuncia Beppe Grillo nel sul blog la manifestazione precedentemente indetta a Piazza della Repubblica, molto più ampia e capiente, è stata spostata a Piazza Farnese. Come giustamente fa notare anche Beppe Grillo, tutte le grandi piazze del nostro Paese vedono la presenza di una qualche chiesa più o meno grande. Quindi che si fa? Non si potrà più manifestare davanti le piazze che accolgono una Chiesa e tantomeno ci si potrà passare vicino con il corteo. Ma non solo, non si potranno fare più manifestazione e cortei che si avvicinano a negozi e centri commerciali, quindi nel centro delle città.

Un colpo decisamente ben assestato alla libertà di espressione. Mai più una manifestazione a piazza San Giovanni a Roma, a piazza del Popolo o a piazza della Repubblica. Cancellate le storiche piazze dei più grandi eventi di libertà di questo Paese. Dicasi la stessa cosa per le più grandi città come Milano, Torino, Bologna e Napoli.

Come dicevo all’inizio nessuno ha fiatato in tv su questa notizia, come nessuno aveva fiatato quando erano stati annunciati i 7000 militari e come nessuno fiaterà ai 30000 nuovi militari che ieri Berlusconi ha annunciato di voler inviare a rinforzo degli altri.

Giorno dopo giorno mi accorgo sempre di più come si fa a normalizzare un Paese senza instaurare la dittatura repressiva, senza morti e feriti e senza sospendere la Costituzione, basta una direttiva di un Ministro oppure l’autocensura dei giornalisti, oppure il trasferimento o la sospensione in massa di magistrati coraggiosi.

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