Censura internet: continuano gli attacchi contro Youtube e Facebook degli intellettuali italiani

28/02/2009 alle 16:01 | Pubblicato su media, politica, società | Lascia un commento
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Il prof. Francesco Alberoni nell’ambito della strategia del Governo Berlusconi per limitare la libertà dell’informazione attraverso internet e perorare, la causa milionaria di risarcimento di Mediaset nei confronti di Youtube, entra nel dibattito quotidiano che ormai affolla lo schieramento dei nemici della rete.

L’articolo comparso il 23 febbraio scorso sul Corriere della sera di Francesco Alberoni sul Corriere della Sera, segnala un ulteriore preoccupante ripiegamento del sistema intellettuale italiano, di fronte alla crisi.

Il senso del ragionamento delle minchiate che scrive questo sociologo  è quello di dire che visto che i giovani non ci seguono allora aboliamo i giovani e i mezzi di comunicazione che vanno per la maggiore tra di loro: internet.

Alberoni lamenta che i giovani si droghino abbinando cocaina e internet, mentre invece gli anziani come capodogli spiaggiati che passano ore ed ore  davanti alla tv rappresenterebbero un elemento positivo di valori che salvano la nostra società.

Gli stessi ragionamenti di molti leader dell’attuale Governo che cercano in ogni modo di limitare la libertà d’informazione attraverso la rete.

Si cerca di creare in tutti i modi quello spauracchio necessario a chi vuole normalizzare la società, prima che scoppi la grande rivolta  sociale del 2009 dovuta alla dilagante disoccupazione conseguenza della crisi economico finanziaria globale.

Cercano di criminalizzare internet e i canali d’informazione on line tra cui Youtube e la rete di Facebook, per trovare un capro espiatorio al dilagare dei comportamenti “anti-sociali” e “criminogeni” che in tutti i modi cercano di imputare alla rete.

Le notizie devono sparire è questo il loro obiettivo, solo questo. Quando le rivolte per il lavora invaderanno le capitali di mezza Europa e il Tg di Riotta e di Mimun continueranno a parlare di veline e gossip, nessuno dovrà avere l’occasione di informarsi su quello che sta realmente accadendo nel mondo.

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Gaffe di Berlusconi con Sarkozy: la censura in Italia nasconde anche le sue battute spiacevoli

27/02/2009 alle 10:34 | Pubblicato su media, politica | 1 commento
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la censura dei media in Italia nasconde ormai anche le battute spiacevoli del Premier….

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Intervista a Di Pietro: libertà d’informazione, testamento biologico, legge sulle intercettazioni, crisi economica, immigrazione clandestina, rapporti con il Pd

25/02/2009 alle 08:34 | Pubblicato su politica | Lascia un commento
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L’intervista di questa mattina a Rainews24 al leader dell’IDV Antonio Di Pietro: crisi economica, legge sulle intercettazioni, libertà dell’informazione, energia nucleare, immigrazione clandestina e i rapporti con il Pd i temi affrontanti nell’intervista di Corradino Mineo direttore di Rainews24.

prima parte

seconda parte

terza parte

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DDL sicurezza: abrogata la norma che proteggeva il cittadino dagli abusi di un pubblico ufficiale

24/02/2009 alle 14:11 | Pubblicato su ambiente, politica, società | 3 commenti

Con la prima fiducia dei giorni scorsi al Senato sul “decreto sicurezza” la maggioranza che sostiene il Governo Berlusconi, ha volutamente cancellato una norma che garantiva al cittadino di tutelarsi nei casi di sopruso perpetrato da autorità pubbliche. E’ stato abrogato infatti l’art. 4 del decreto legislativo luogotenenziale n. 288 del 14 settembre 1944 che prevedeva che i cittadini sono esenti da sanzioni «quando il pubblico ufficiale o incaricato di pubblico servizio o pubblico impiegato» abbia causato la reazione dei cittadini «eccedendo con atti arbitrari i limiti delle sue attribuzioni».

L’art. 4 del decreto legislativo luogotenenziale 14 settembre 1944, n. 288 disponeva, infatti, che non si applicano le disposizioni di cui all’articolo 337 e all’articolo 339, comma 2, codice penale quando il pubblico ufficiale o l’incaricato di pubblico servizio ovvero il pubblico impiegato abbia dato causa al reato preveduto nell’articolo 337 c.p. eccedendo con atti arbitrari i limiti delle proprie attribuzioni.

Quindi se un cittadino si troverà a protestare perché lotta per il proprio posto di lavoro o per rivendicare diritti cancellati e le forze di polizia caricheranno a colpi di manganellate, l’eventuale reazione di un cittadino inerme che vorrà soltanto difendersi da un eventuale aggressione immotivata da parte delle forze dell’ordine, darà luogo inevitabilmente all’arresto e non potrà denunciare di essere stato vittima di un sopruso.

Insomma più manganellate per tutti!

Nel codice penale, infatti, alcuni articoli puniscono la resistenza, violenza e minaccia a pubblico ufficiale con pene che possono arrivare fino a 5 anni di carcere. Grazie all’articolo 4 del decreto legislativo luogotenenziale n. 288 del 14 settembre 1944 il cittadino poteva denunciare l’eventuale sopruso che aveva subito.

Una norma tutt’altro che desueta, e anzi applicata spessissimo come ad esempio dalla Corte di Cassazione nel 2005 per ritenere arbitrario il fermo per accertamenti e l’ammanettamento di una persona infondatamente sospettata d’essersi sottratta alla sorveglianza speciale, poi l’ha di nuovo applicata nel 2006, quindi l’ha trattata nel 2008, senza contare che anche la Corte Costituzionale l’ha esaminata ancora nel 2007 nell’ordinanza numero 36.

Un “piccolo dettaglio” che i principali media si sono dimenticati di citare.

Qualche anima buona lo segnalerà al Governo? Qualche pio funzionario del ministero della Giustizia lo farà notare al Ministro Alfano? Quanto ci vorrà per rinserire questa norma nel codice penale?

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Evasione fiscale sempre più dilagante. Allarme del Dipartimento delle Finanze. Chi ci guadagna e chi ci perde.

21/02/2009 alle 17:02 | Pubblicato su economia, politica | 1 commento
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Mercoledì scorso 18 febbraio il direttore generale del dipartimento delle Finanze del Tesoro, Fabrizia Lapecorella, nel corso di un’audizione alla Commissione parlamentare sull’Anagrafe tributaria, ha ribadito l’allarme sulla dilagante evasione fiscale nel nostro Paese: nei servizi personali, nel commercio, nella ristorazione e nelle costruzioni si annidano le sacche di maggiore evasione fiscale che, ha detto Lapecorella, viene valutata tra i 230 e i 250 miliardi di euro l’anno. Nel 2006 la quota rappresentava il 16% del Pil. Per combattere l’evasione, secondo Lapecorella, bisogna procedere all’integrazione delle banche dati e ”aggiornare lo strumento del redditometro”. In tv di questa notizia non si è dato proprio conto.

Anche la Corte dei conti nella sua relazione quadrimestrale del 20 gennaio scorso,  ha lanciato l’allarme per i passi indietro del Governo Berlusconi sulla lotta all’evasione fiscale.  Ma a nessuno pare interessare questa notizia visto che ai cittadini le informazioni non arrivano più.

Ma a chi conviene un evasione così alta? Conviene a Berlusconi e a quelli che teorizzano uno Stato dei forti e delle oligarchie che concentrano nelle mani di pochi il potere politico ed economico. Nella sua visione c’è da una parte una classe fatta di pochi ricchi e ricchissimi, che domina la stragrande maggioranza dei cittadini che a mala pena riescono ad arrivare a fine mese. E con la preoccupazione di sfamare se stessi e i propri figli, arriva quell’impoverimento culturale e sociale che riesce ad essere il punto di forza su cui si basa quel controllo sociale che questo Governo cerca di costruire, estendere e rafforzare.

Alla base di un blando contrasto all’evasione fiscale, c’è solo la ricerca per Berlusconi di un costante consenso elettorale. Questo, ormai, è un fatto.  E il Governo  mente spudoratamente e dice ufficialmente che non c’è nessun aumento dell’evasione fiscale.

Quello che si profila all’orizzonte con l’aumento dell’evasione fiscale dei soliti noti sono meno servizi pubblici, sempre meno tutele sociali, meno welfare che con la scusa di dover tagliare le spese per rientrare nei rigidi parametri che ci impone l’UE, sono il lite-motif che Tremonti ripete da mesi. Per contro un subdolo aumento delle tasse attraverso l’impennata di prezzi e tariffe di comuni e regioni, che ricevono sempre meno trasferimenti dallo Stato centrale.  E alla fine a pagare sono sempre i lavoratori dipendenti.

Dal fronte del mercato, l’assenza di concorrenza e la non volontà di procedere a liberalizzazioni vere con regole certe da far rispettare a tutti, prefigurano il rafforzamento di quelle clientele che sono alla base del blocco di questa società e di quella economia chiusa in mano sempre meno a pochi personaggi.

Se pensate che i primi provvedimenti di Berlusconi (art. 32 della Legge 6 agosto 2008, n. 133) a poco meno di un mese dal suo insediamento, lo scorso giugno, sono stati per decreto legge, l’eliminazione di tutti quei provvedimenti che il Governo Prodi aveva introdotto per limitare l’evasione fiscale, mi pare evidente quale fosse il messaggio che abbia voluto dare a chi l’ha votato e quali siano le basi della sua azione di governo.

Berlusconi non vuole maggiore prosperità per tutti, questo è evidente! Parlano i fatti e i provvedimenti del suo Governo. Né tantomeno ridurre le disuguaglianze sociali, anzi la sua politica mira ad accrescerle.

Contrastare l’evasione fiscale seriamente per recuperare almeno la metà di quei 250 mila miliardi di euro di gettito persi ogni anno dall’Erario, vorrebbe dire ripensare completamente lo Stato dalle sue fondamenta, ponendo al centro dell’azione di governo quel cambiamento sociale e culturale che partendo dal ripristino delle regole basilari di convivenza civile e democratica, porti di nuovo il Paese a crescere con meno iniquità sociali.

E questo Berlusconi non lo vuole!

Scarica e ascolta l’intervento integrale del Direttore generale del dipartimento delle Finanze del Tesoro Fabrizia Lapecorella.

Leggi pure Il Governo berlusconi bocciato dalla Corte dei Conti sui provvedimenti per la lotta all’evasione fiscale

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Sanatoria sui manifesti elettorali abusivi dal 2005 ad oggi, il Governo Berlusconi ribadisce che per i politici le regole non valgono

20/02/2009 alle 18:40 | Pubblicato su politica, società | 3 commenti
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Il Governo Berlusconi nella legge di conversione del dl 30 dicembre 2008, n. 207, ribatezzato decreto “Milleproroghe” (approvato con voto di fiducia l’11 febbraio scorso al Senato e ieri alla Camera), dopo l’art.42 ha introdotto l’art.42-bis che prevede una sanatoria generalizzata per tutte “le violazioni ripetute e continuate delle norme in materia di affissioni e pubblicità commesse nel periodo compreso dal primo gennaio 2005 fino alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, mediante affissioni di manifesti politici ovvero di striscioni e mezzi similari”.

Per legge un manifesto elettorale andrebbe affisso in spazi che ogni comune è tenuto ad allestire con l’obiettivo di regolamentare la propaganda politica ma, soprattutto in campagna elettorale, i manifesti dei candidati politici finiscono per coprire chilometri di muro, cassonetti, centraline elettriche, lampioni, pensiline degli autobus e quanto altro possibile.

In pratica tutto lo scempio perpetrato con l’affissione abusiva di materiale pubblicitario e propagandistico dai candidati onorevoli, senatori, ministri, assessori, consiglieri, durante le competizioni elettorali dal primo gennaio 2005 ad oggi (ci sono ben due elezioni politiche senza parlare delle tornate amministrative), verranno sanzionate con il versamento, a carico del committente responsabile, di una imposta pari, per il complesso delle violazioni commesse e ripetute, a 1.000 euro per anno e per provincia. Ciò vuol dire che se un candidato ha riempito l’intera città di Roma e tutto il Lazio affiggendo i suoi manifesti elettorali ovunque, se la caverà con un versamento di soli 5000 euro per ogni anno, tanti quante sono le provincie di quella regione. Ma c’è di più! Le spese sostenute da ogni comune per la rimozione dei manifesti e striscioni abusivi saranno a totale carico delle singole amministrazioni e quindi di tutti i cittadini. Infatti il provvedimento del Governo sospende, tra le altre cose, l’applicazione dell’articolo 15, commi 2 e 3, della legge 10 dicembre 1993, n. 515 che disciplina le campagne elettorali per l’elezione alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica.

Alla faccia della certezza della pena che si affannano a ripetere ogni giorno! Nei comuni più grandi come Roma e Milano, si parla di oneri per quasi 10 milioni di euro all’anno necessari per ripulire muri, strade, monumenti, lampioni dalle affissioni abusive.

E’ una vecchia storia quella dei manifesti elettorali abusivi, se ne era addirittura occupato per la prima volta Report di Milena Gabanelli nella puntata del 29 ottobre del 2000, con l’inchiesta di Francesco Lombardi e nell’aggiornamento del 29 aprile 2002 curata da Chiara Baldassarri.

La prima sanatoria ci fu nel 1996 con un Governo di centro-sinistra e l’opposizione di allora, Alleanza Nazionale in testa, di sicuro non si oppose. Se la cavarono con un milione di lire per comune. Poi ne arrivò un’altra nel dicembre 2001 che estese la sanatoria anche al resto dei cartelloni pubblicitari. Poi nella finanziaria 2005 il Governo Berlusconi intervenne ancora e stavolta se la cavarono con 100 euro per anno e per provincia. La Finanziaria 2007 del Governo Prodi intervenne ancora, ma stavolta per inasprire le sanzioni, reintroducendo la responsabilità dei committenti delle affissioni (cancellata dalla Finanziaria 2005) ed aggiungendo l’obbligo di pagare le spese di disaffissione a carico degli autori delle violazioni. Con questo condono si cancellano, dunque, quasi 4 anni di multe elevate per un importo che, secondo le stime degli stessi comuni, vanno da un minimo di 500 euro ad un massimo di 25.000 euro per singola infrazione rilevata.

Non c’è che dire, un esempio di grande attenzione per il rispetto delle regole da parte del Governo Berlusconi che con questo provvedimento, sottolinea che le leggi valgono solo per pochi, insomma una grande lezione di educazione civica per i cittadini – o meglio di quell’agire che tristemente si può tradurre nel “facciamo un po’ come cazzo ci pare”.

“…E meno male che Silvio c’è!”

p.s.

Sia alla Camera che al Senato questa legge è stata votata con la fiducia, quindi senza alcuna possibilità per l’opposizione di presentare emendamenti e di discuterla in aula. Martedì prossimo ci sarà il voto definitivo al Senato e senza ombra di dubbio Berlusconi porrà nuovamente il voto di fiducia.

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Censura internet Italia: nuovo attacco da Berlusconi a internet con il disegno di legge Carlucci nr. 2195

18/02/2009 alle 22:18 | Pubblicato su media, politica, società | 28 commenti
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Attenzione! DECRETO ROMANI in ARRIVO!!!!!!

Al momento è un progetto di legge, il nr. 2195, dell’onorevole Gabriella Carlucci (PDL) regolarmente depositato alla Camera dei Deputati l’11 febbraio scorso ed intende “assicurare la tutela della legalità nella rete Internet” delegando al Governo “l’istituzione di un apposito comitato presso l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni”.

Si vorrebbe che ogni testo postato online potesse venire ricondotto ad un cittadino della rete, vietando di fatto la possibilità di esprimersi in maniera anonima.

Il testo della legge dell’on. Carlucci che ha presentato e che potete leggere cliccando qui, in particolare introdurrebbe il divieto di “effettuare o agevolare l’immissione nella rete di contenuti in qualsiasi forma (testuale, sonora, audiovisiva e informatica, ivi comprese le banche dati) in maniera anonima”. Inoltre la legge estenderebbe la responsabilità di eventuali reati, danni o violazioni amministrative commessi da internauti anonimi anche ai “soggetti che, anche in concorso con altri operatori non presenti sul territorio italiano, ovvero non identificati o identificabili, rendano possibili questi comportamenti (leggasi gli internet service provider e fornitori di accesso e contenuti e social network). Si passa poi ai reati di diffamazione: “si applicano a internet, senza alcuna eccezione, tutte le norme relative alla Stampa”.

Dopo l’art.60 del “pacchetto sicurezza” ddl 773, dopo la proposta di legge Cassinelli e l’istituzione di una commissione contro la pirateria digitale e multimediale, il Governo Berlusconi accelera l’oscuramento di internet in Italia.

La logica è semplice, se non riusciamo a controllare internet che è l’unico strumento informativo ancora libero dove le notizie non possono essere censurate, tanto meglio dotarsi di norme che di fatto impedirebbero ai cittadini di esprimersi e trovare quelle notizie che noi facciamo sparire.

Ragazzi la situazione è davvero drammatica, ci hanno rubato il futuro e adesso vogliono rubarci anche il presente. Se vanno in porto questi provvedimenti nel silenzio generale perché i media sono occupati con le notizie di “distrazione di massa”, ci ritroveremo da un giorno all’altro come in Cina o in Birmania ad usare internet solo per leggere i comunicati del Governo. E per sapere cosa succede nel mondo torneremo ad usare la parabola per la tv via satellite, sempre che Berlusconi non si inventi qualche altra cosa visto che lui la tv satellitare non ce l’ha e non ci può guadagnare sopra. Ditelo a tutti, postate a tutti queste notizie.

La rete si deve ribellare!

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leggi anche:

le altre porcate contro internet di Berlusconi:

Decreto Romani pronta la censura per internet e Sky

disegno di legge Carlucci nr. 2195

Stop alla banda larga per tutti

Diritto all’oblio su Internet disegno di legge nr. 2455

Iran: come internet può rovesciare un regime dittatoriale

Pacchetto sicurezza e filtraggio della rete

legge contro la pirateria digitale e multimediale

leggi anche: TG1 ore 20 scandaloso Minzolini: censura di Governo all’ennesima potenza, scompare l’inchiesta di Bari sulle squillo di Palazzo Grazioli

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Roberto Benigni a Sanremo 2009: Omosessualità di peccati c’è solo la stupidità!

18/02/2009 alle 07:30 | Pubblicato su diritti civili, politica, società | 15 commenti
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Benigni ieri sera a Sanremo ha scritto un pezzo straordinario della storia della tv italiana! Ha scritto un pezzo di storia civile, ha mostrato quanto siano molto più avanti gli italiani rispetto alla sua classe politica! Benigni parlando di omosessualità, per le polemiche sorte intorto al testo della canzone di Povia, ha detto:

“E’ una storia incredibile che va avanti da millenni. Gli omosessuali non sono fuori dal piano di Dio. Di peccati c’è solo la stupidità”. “Per rendere l’idea dell’assurdità e ridicolaggine” di certi atteggiamenti, Benigni ricorda che gli omosessuali “sono stati seviziati e sono morti nei campi di concentramento perché amavano un’altra persona. Mettiamo che un eterosessuale si innamori focosamente di una persona dell’altro sesso – spiega – e a un certo punto lo prendono, lo torturano e lo uccidono perché si è innamorato. Tanti omosessuali sono stati torturati perché amavano un’altra persona”.

Benigni giudica “assurdo” che si parli di omosessualità “con tanta rozzezza”, “sono persone che si amano, non è che per colpa loro finisce la razza, come dice qualcuno”. Nella storia dell’umanità, continua, “ci hanno fatto dei doni enormi, ed è il sentimento dell’amore che caratterizza gli omosessuali. E quando c’è l’amore tutto diventa grande.

“Nemmeno la fede rassicura, l’unica cosa che rassicura è l’amore”.

Infine Benigni ricorda Oscar Wilde, “messo ai lavori forzati per la sua omosessualità. In prigione ha scritto una lettera alla persona per la quale era stato condannato”. La lettera, Benigni la legge tutta. Poi lascia il teatro, ed è standing ovation.

La Rai ha disperatamente oscurato tutti i video degli utenti di Youtube che ieri sera hanno postato l’intervento di Benigni in rete. Lo trovate su Facebook e  potete già scaricarvelo attraverso i principali programmi di file sharing come Emule o Torrent. E’ inoltre presente integralmente sui principali siti web di contenuti video di mezza Europa, sui quali la Chiesa e tutti i preti vaticani non possono intervenire. Continuate a meditare su come si possa rimanere nella Chiesa in questo Paese! Con l’80% di preti gay all’interno della Chiesa cattolica italiana, il Vaticano continua la sua azione censoria sui media italiani. Meditate da che parte sta la verità.

Vodpod videos no longer available.

more about “Benigni cos’è l’omosessualità“, posted with vodpod

L’intervento completo a questo link clicca

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David Mills avvocato di Silvio Berlusconi condannato per corruzione in atti giudiziari a 4 anni e 6 mesi. Berlusconi salvo grazie al Lodo Alfano.

17/02/2009 alle 15:33 | Pubblicato su media, politica, società | 1 commento
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David Mills, cittadino britannico, ex marito dell’ex ministra Tessa Jowell del secondo governo Blair, era l’avvocato-consulente di Berlusconi per la finanza estera inglese (gestore del comparto estero, completamente occulto, del gruppo Fininvest non dichiarato al Fisco italiano) ed era accusato di falsa testimonianza e corruzione in atti giudiziari a favore del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

Mills aveva scritto una lettera al suo commercialista Bob Drennan, in cui dichiarava che Silvio Berlusconi aveva versato sul suo conto corrente in Svizzera, tramite il suo fidato dirigente Carlo Bernasconi (deceduto nel 2001) 600 mila dollari. Il compenso era dovuto per le testimonianze reticenti rese da Mills dinanzi al tribunale di Milano, nell’ambito del processo per corruzione alla Guardia di Finanza e nel processo dei fondi neri di All Iberian, durante i quali l’avvocato di Berlusconi non disse tutto ma svicolò abilmente fra le domande dei magistrati per tenere indenne “Mr B.”. Così definiva, infatti, nella lettera scritta al suo commercialista Berlusconi scrivendo: “Ho tenuto fuori Mr B. da un mare di guai”..

A Londra, il commercialista di Mills tale Drennan, letta quella lettera, denuncia il suo cliente al Fisco inglese per corruzione ed evasione fiscale. Tutto questo ha dato avvio al processo in Italia, perché furono proprio i giudici inglesi a trasmettere automaticamente gli atti alla Procura di Milano. E il  18 luglio del 2005, Mills stesso l’ha raccontato ai pm Fabio De Pasquale e Alfredo Robledo della Procura di Milano la storia dei 600 mila euro.

E il 20 gennaio 2009 l’avvocato Mills scrive un memoriale nel quale “porge” “profondissime scuse” a Silvio Berlusconi in quanto “vittima dei miei errori“. “Ho fatto degli errori, ho condotto male i miei affari e ho causato molti fastidi e delle persone che non hanno in nessun modo meritato un tale guaio. Ma non sono mai stato corrotto da nessuno“, scrive Mills nel suo memoriale.

Coimputato nel processo era il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, la cui posizione è stata stralciata in seguito all’approvazione del “Lodo Alfano“, sull’impunità delle massime cariche dello Stato da parte del Parlamento (questa legge protegge il Presidente del Consiglio, Presidenti del Senato e Camera, Presidente della Repubblica che possono rubare, struprare, uccidere, corrompere e commettere ogni sorta di delitto ed evitare di essere processati).  Alla faccia dell’art. 3 della Costituzione!

E nonostante il Lodo Alfano, i tentativi di Berlusconi di bloccare questo processo sono stati innumerevoli, addirittura anche dopo che la sua posizione era stata stralciata grazie allo “scudo spaziale” che si è fatto fare dalla sua maggioranza in Parlamento.  Perchè? La risposta è molto semplice: gli imputati erano due, la corruzione si fa in due, uno paga e l’altro prende, uno compra e l’altro vende. Cosa avrebbe venduto Mills a Berlusconi in cambio di 600.000 dollari, secondo la procura di Milano e secondo il GIP che ha rinviato a giudizio entrambi? Ha venduto due testimonianze. Berlusconi temeva che in caso di condanna per Mills i giudici avrebbero scritto nella sentenza “Mills ha preso 600.000 dollari in nero da Silvio Berlusconi che non possiamo più processare a causa del Lodo Alfano“.

David Mills oggi 17 febbraio 2009 è stato condannato a quattro anni e sei mesi per corruzione in atti giudiziari dal Tribunale di Milano e a risarcire anche 250 mila euro alla parte civile nel processo e cioè la Presidenza del Consiglio (paradossalmente al suo coimputato).

Se non ci fosse stato il “Lodo Alfano”  – legge ad-personam fatta apposta per coprire Silvio Berlusconi e per bloccare tra gli altri anche questo processo –  oggi insieme a Mills ci sarebbe stato un altro condannato a Milano.

Stasera e domani vedrete la censura dei TG e dei quotidiani su questa notizia, la loro scaletta sarà la vittoria di Berlusconi all’elezioni in Sardegna, la disfatta del centro-sinistra, Veltroni trombato,  gli strupri, i raid razzisti degli italiani  e infine Sanremo che comincia, tutte notizie di distrazione di massa.

Le principali edizioni on line dei quotidiani di tutto il mondo aprono con questa notizia: The Independent, BBC news, The Guardian, New York Times, Times On line, Le Figaro, El Pais, in Italia invece fanno finta di niente.

Gli articoli della stampa estera:

L’Italia indifferente al processo per corruzione di Berlusconi

In modo imbarazzante per l’italiano Berlusconi, un avvocato inglese è stato accusato di aver preso tangenti

Domande e risposte: la vicenda di David Mills

David Mills, ex-marito di Tessa Jowell, sta per scoprire il proprio destino

La lettera di David Mills al commercialista




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Stupri di serie A e stupri di serie B come distrarre i cittadini dalla crisi economica

16/02/2009 alle 07:58 | Pubblicato su politica, società | 1 commento
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Se la differenza che riguarda l’indignazione popolare sullo stupro deve essere quella di caratterizzare una violenza guardando soltanto a chi la compie, sicuramente c’è il pericolo fortissimo di una deriva xenofoba della società.

In un momento di crisi economica come quella che stiamo vivendo, quello che bisognerebbe evitare è trovare i capri espiatori, di creare i mostri di cui aver paura e individuare il nemico da colpire. Ma si sa che farlo per chi governa vuol dire distrarre l’opinione pubblica dai veri problemi della crisi economica che non riesce a gestire.

La violenza alle donne è un atto gravissimo in qualsiasi forma essa venga attuata e in qualsiasi contesto si verifichi, ma ciò che fa rabbia è che se la violenza viene commessa da un immigrato i media cavalcano la notizia e fomentano lo sgomento popolare, se viene commessa da italiani e spesso da “buoni italiani” allora l’informazione passa sotto voce a mezza bocca e dopo mezza giornata viene già dimenticata dalle cronache. Questo sta accadendo.

E’ ancor di più odioso l’atteggiamento di chi ha responsabilità di governo che soffia sul fuoco dell’indignazione popolare che fomenta e incita alla giustizia fai da te.

Chi ha risposto all’emergenza sicurezza con i tagli alle dotazioni della Polizia e con pochi e sparuti soldatini per le strade delle città metropolitane a guardia dei monumenti e delle ambasciate, oggi sceglie di promuovere le ronde, formazioni di cittadini a cui delegare il controllo del territorio: siamo all’acqua fresca! Continuano a cavalcare l’onda emotiva per continuare a carpire quel consenso che non hanno più e che in campagna elettorale li avevano avvantaggiati perché avevano accusato chi era al Governo di non fare abbastanza.

I parchi delle grandi città sono poco illuminati, interi quartieri sono lasciati a se stessi senza il presidio del territorio da parte delle forze dell’ordine e perché ci si lamenta quando accadono simili crimini? Non sarebbe stato più facile indignarsi prima perché i lampioni erano tutti spenti?

Si attacca poi la magistratura rea di essere buonista con i delinquenti e non si perde l’occasione di continuare la battaglia contro di essa per continuare nell’opera di distruzione del potere giudiziario.

Ma nessun uomo di Governo ricorda che se non c’è la certezza della pena nel nostro Paese è colpa di leggi sbagliate e fumose che permettono di evitare le condanne a tutti i livelli, fin anche per i reati più spregevoli.

Se un creditore deve fare causa al suo debitore che non lo paga dopo la vendita di un bene e, probabilmente, non vedrà mai soddisfatta la sua legittima richiesta di pagamento perché i meccanismi tortuosi del processo sono lunghi e farraginosi e non lo garantiranno mai, perché ci si scandalizza solo se uno stupratore viene messo agli arresti domiciliari? E’ la legge signori, nel primo e nel secondo caso, è solo il rispetto della legge!

Si può delinquere rimanendo in giacca e cravatta senza sconcertare l’opinione pubblica ma creando più danno di quanto non si pensi, oppure lo si può fare da reietto senza fissa dimora, magari clandestino, senza le tutele formali di una società garantista.

Se la gente non si scandalizza perché Mastella si candiderà con Berlusconi alle Europee, se non si scandalizza perché l’evasione fiscale è arrivata a livelli record (300 miliardi di euro l’anno!), se non si scandalizza perché le speculazioni sui prezzi continuano allegramente e se le banche continuano a fare il bello e cattivo tempo a danno dei risparmiatori, ma di cosa vi meravigliate?

Il Governo vuole intervenire per decreto per arginare l’ondata di stupri di queste ore.

E l’emergenza non c’era pure prima, non c’è da sempre nei confronti delle donne che subiscono violenza nel chiuso delle mura domestiche, dai loro mariti, compagni, conviventi? E la legge sullo stalking che giace ancora in Parlamento non poteva essere varata per decreto? Era meno urgente di quello che la cronaca racconta in queste ore?

C’è una via d’uscita?

Sì, ricostruire dalle fondamenta un modello di società diversa, ripartendo dalla scuola per ripartire dalla costruzione di un rapporto di convivenza civile che si è perduto a causa della perdita di quei valori di solidarietà che per anni sono stati alla base della civiltà dell’inclusione sociale.

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