Evasione fiscale sempre più dilagante. Allarme del Dipartimento delle Finanze. Chi ci guadagna e chi ci perde.

21/02/2009 alle 17:02 | Pubblicato su economia, politica | 1 commento
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Mercoledì scorso 18 febbraio il direttore generale del dipartimento delle Finanze del Tesoro, Fabrizia Lapecorella, nel corso di un’audizione alla Commissione parlamentare sull’Anagrafe tributaria, ha ribadito l’allarme sulla dilagante evasione fiscale nel nostro Paese: nei servizi personali, nel commercio, nella ristorazione e nelle costruzioni si annidano le sacche di maggiore evasione fiscale che, ha detto Lapecorella, viene valutata tra i 230 e i 250 miliardi di euro l’anno. Nel 2006 la quota rappresentava il 16% del Pil. Per combattere l’evasione, secondo Lapecorella, bisogna procedere all’integrazione delle banche dati e ”aggiornare lo strumento del redditometro”. In tv di questa notizia non si è dato proprio conto.

Anche la Corte dei conti nella sua relazione quadrimestrale del 20 gennaio scorso,  ha lanciato l’allarme per i passi indietro del Governo Berlusconi sulla lotta all’evasione fiscale.  Ma a nessuno pare interessare questa notizia visto che ai cittadini le informazioni non arrivano più.

Ma a chi conviene un evasione così alta? Conviene a Berlusconi e a quelli che teorizzano uno Stato dei forti e delle oligarchie che concentrano nelle mani di pochi il potere politico ed economico. Nella sua visione c’è da una parte una classe fatta di pochi ricchi e ricchissimi, che domina la stragrande maggioranza dei cittadini che a mala pena riescono ad arrivare a fine mese. E con la preoccupazione di sfamare se stessi e i propri figli, arriva quell’impoverimento culturale e sociale che riesce ad essere il punto di forza su cui si basa quel controllo sociale che questo Governo cerca di costruire, estendere e rafforzare.

Alla base di un blando contrasto all’evasione fiscale, c’è solo la ricerca per Berlusconi di un costante consenso elettorale. Questo, ormai, è un fatto.  E il Governo  mente spudoratamente e dice ufficialmente che non c’è nessun aumento dell’evasione fiscale.

Quello che si profila all’orizzonte con l’aumento dell’evasione fiscale dei soliti noti sono meno servizi pubblici, sempre meno tutele sociali, meno welfare che con la scusa di dover tagliare le spese per rientrare nei rigidi parametri che ci impone l’UE, sono il lite-motif che Tremonti ripete da mesi. Per contro un subdolo aumento delle tasse attraverso l’impennata di prezzi e tariffe di comuni e regioni, che ricevono sempre meno trasferimenti dallo Stato centrale.  E alla fine a pagare sono sempre i lavoratori dipendenti.

Dal fronte del mercato, l’assenza di concorrenza e la non volontà di procedere a liberalizzazioni vere con regole certe da far rispettare a tutti, prefigurano il rafforzamento di quelle clientele che sono alla base del blocco di questa società e di quella economia chiusa in mano sempre meno a pochi personaggi.

Se pensate che i primi provvedimenti di Berlusconi (art. 32 della Legge 6 agosto 2008, n. 133) a poco meno di un mese dal suo insediamento, lo scorso giugno, sono stati per decreto legge, l’eliminazione di tutti quei provvedimenti che il Governo Prodi aveva introdotto per limitare l’evasione fiscale, mi pare evidente quale fosse il messaggio che abbia voluto dare a chi l’ha votato e quali siano le basi della sua azione di governo.

Berlusconi non vuole maggiore prosperità per tutti, questo è evidente! Parlano i fatti e i provvedimenti del suo Governo. Né tantomeno ridurre le disuguaglianze sociali, anzi la sua politica mira ad accrescerle.

Contrastare l’evasione fiscale seriamente per recuperare almeno la metà di quei 250 mila miliardi di euro di gettito persi ogni anno dall’Erario, vorrebbe dire ripensare completamente lo Stato dalle sue fondamenta, ponendo al centro dell’azione di governo quel cambiamento sociale e culturale che partendo dal ripristino delle regole basilari di convivenza civile e democratica, porti di nuovo il Paese a crescere con meno iniquità sociali.

E questo Berlusconi non lo vuole!

Scarica e ascolta l’intervento integrale del Direttore generale del dipartimento delle Finanze del Tesoro Fabrizia Lapecorella.

Leggi pure Il Governo berlusconi bocciato dalla Corte dei Conti sui provvedimenti per la lotta all’evasione fiscale

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  1. […] Se nel nostro Paese ogni hanno vengono evasi circa 250 miliardi di euro è davvero così urgente intervenire nel premiare chi, invece, se ne infischia dello Stato e della cosa pubblica? Ebbene gli evasori hanno ricevuto l’ennesimo messaggio benevolo dal Premier perchè se la crisi, deve generare un cambiamento nei comportamenti sociali di tutti, non si capisce perchè chi evade debba continuare a ricevere gratificazioni, sconti e premi fiscali. […]


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