Il vero giornalismo senza tessera dell’ordine: Pino Maniaci di Telejato.

31/03/2009 alle 10:06 | Pubblicato su politica | Lascia un commento
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mania-180x140 Pino Maniaci è stato rinviato a giudizio per aver fatto il giornalista senza tesserino, senza iscrizione all’ordine dei giornalisti. Maniaci conduce il telegiornale di Telejato, una emittente di Partinico in provincia di Palermo. Ha denunciato più volte la mafia. In cambio è stato minacciato, ha subito un pestaggio ed è stato querelato 200 volte. E’ chiaro che “non è un giornalista”. Maniaci ha rifiutato di iscriversi all’albo dei giornalisti. Si sarebbe trovato in compagnia di Riotta, Belpietro, Fede, Giordano. E’ uno che ci tiene alla sua reputazione. In Italia chi racconta la verità è un giornalista abusivo. L’ordine dei giornalisti ha senso solo per tenere sotto controllo l’informazione. Il vero giornalismo d’inchiesta non ha bisogno di un ordine, ma di fatti e notizie con fonti vere e verificate. Questo è il vero giornalismo, non quello di coloro che vengono messi dietro una scrivania a leggere le agenzie di stampa e a fabbricare articoli sui gattini che vengono allattati da una leonessa di un improbabile zoo cittadino.

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Mario Chiesa, chi si rivede! La Tangentopoli mai finita al nord.

31/03/2009 alle 08:04 | Pubblicato su cronaca, politica | Lascia un commento
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Abbiamo avuto la triste ennesima riprova, confermata certezza che Tangentopoli dopo il 1992 ha continuato, imperterrita, la sua azione di sfruttamento delle risorse pubbliche. Mario Chiesa, arrestato il 17 febbraio del 1992, l’uomo simbolo di tangentopoli per essere stato colui che ha aperto la strada alla maxi-inchiesta che ha affossato la prima Repubblica, torna in carcere. Questa volta a farlo finire dietro le sbarre è una vicenda legata al traffico di rifiuti. Il nome di Chiesa figura tra quello di dieci persone colpite da ordinanze di custodia cautelare da parte della procura di Busto Arsizio, che lo ritiene il collettore di una rete di tangenti circolate nella gestione dei rifiuti.

Il nucleo operativo ecologico dei carabinieri (Noe) di Milano, coordinato dal gruppo cc tutela ambiente di Treviso, sta infatti eseguendo, da martedì mattina, dieci provvedimenti restrittivi. Nel servizio sono impegnati oltre 100 militari dell’Arma, anche del comando regione carabinieri Lombardia, con il supporto del secondo nucleo cc elicotteri di Orio al Serio, che stanno eseguendo anche una trentina di perquisizioni e il sequestro di un’importante azienda milanese operante nel settore del trattamento-smaltimento dei rifiuti. Anche in questa inchiesta l’uso delle “intercettazioni” è stato fondamentale per scoprire le tangenti che “il mariuolo di poco conto”, come Mario Chiesa venne definito da Bettino Craxi, si faceva pagare.

Chiesa, 65 anni, è stato l’ex presidente del Pio Albergo Trivulzio: il suo nome è legato a doppio filo a “Tangentopoli” perché venne arrestato subito dopo aver ricevuto una tangente di 7 milioni di lire come prima rata per aver concesso un appalto ad una ditta di pulizie. Da lì si aprì l’operazione “Mani Pulite” che ha abbattuto partiti politici e poteri economici e reso celebre  Antonio Di Pietro.

Lo scudo fiscale 3: Berlusconi ci riprova

31/03/2009 alle 07:39 | Pubblicato su economia, politica | Lascia un commento
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Nel 2001 e nel 2002 il Governo Berlusconi diede l’avvio al più grande rimpatrio giuridico di capitali fuggiti all’estero. Venne data la possibilità agli evasori fiscali di far emergere i capitali portati illecitamente fuori dall’Italia, senza che rientrassero nel nostro Paese.  In poco meno di tre anni emersero circa 80 miliardi di euro dai paradisi fiscali. Una decina di giorni fa Berlusconi ha detto che se l’Europa approverà, è pronto a varare nuove misure per far rientrare capitali dai paradisi fiscali oltre oceano. Agevolazioni e sconti fiscali interesserebbero tutti quelli che riportando capitali in patria sottoscrivessero titoli pubblici e investissero nelle proprie aziende.

Se tra i Paesi UE nessuno per il momento ha raccolto l’invito a varare misure in queste senso, il nostro Paese ha fatto da apripista alla discussione.  Tra i partner europei in molti sostengono che gli evasori sono criminali che dovrebbero essere puniti e puntano al fatto che diverse amnistie fiscali applicate in passato, ad esempio in America Latina o in Germania, non sono state un deterrente contro l’evasione. In un periodo di crisi come quello che stiamo vivendo, in tanti, pensano che una nuova amnistia fiscale potrebbe essere la consacrazione dell’impunità dei furbi che avrebbe come risultato di raccimolare solo le briciole e di dare un nuovo impulso all’evasione.

In questo scenario si inserisce la proposta USA che Barack Obama ha fatto per offrire agli evasori americani un accordo fiscale non punitivo a tutti coloro che ammettono di aver portato denaro su conti correnti esteri, una mossa che probabilmente sarà accolta con favore dalla Svizzera e da altri Paesi se allenterà il controllo sulle loro operazioni off-shore.

Washington sta guidando una guerra globale contro l’evasione fiscale e sta facendo pressione sulla principale banca svizzera, UBS, perché riveli i nomi di migliaia di suoi clienti Usa in un’inchiesta sulla frode fiscale. Stanno promettendo multe di minore entità e nessuna accusa penale a coloro che volontariamente contatteranno le autorità americane nei prossimi sei mesi.

Dal momento che il denaro portato all’estero nei paradisi fiscali è normalmente protetto da severe regole di segreto bancario, al livello mondiale non ci sono dati ufficiali sul totale della cifra evasa.  Il Boston Consulting Group stima che il denaro nascosto in conti esteri possa ammontare a circa 7.000 miliardi di dollari, non tutti non dichiarati, di cui circa un terzo si trova in Svizzera.

In un periodo di così forti tensioni sociali,  non sarebbe meglio se i governi occidentali faccesso quadrato contro le banche che pure hanno ricevuto e continuano a ricevere ingenti finanziamenti pubblici, per costringerle a vuotare il sacco sui loro clienti che hanno distratto denaro nei paradisi fiscali? Piuttosto che premiare costoro alla faccia di chi, invece, è costretto a vivere e lavorare pagando fino all’ultimo centesimo di imposte?

Se nel nostro Paese ogni hanno vengono evasi circa 250 miliardi di euro è davvero così urgente intervenire nel premiare chi, invece, se ne infischia dello Stato e della cosa pubblica? Ebbene gli evasori hanno ricevuto l’ennesimo messaggio benevolo dal Premier perchè se la crisi, deve generare un cambiamento nei comportamenti sociali di tutti, non si capisce perchè chi evade debba continuare a ricevere gratificazioni, sconti e premi fiscali. E alla fine è arrivato anche il terremoto a dare una mano a Tremonti che così avrà meno problemi nel realizzare l’ennesima presa in giro nei confronti degli italiani onesti.

leggi anche: Evasione fiscale sempre più dilagante. Allarme del Dipartimento delle Finanze. Chi ci guadagna e chi ci perde.

leggi anche: Scudo fiscale: dipendenti coglioni e lavoratori autonomi leoni


Acea, Roma – super bonus da 7 milioni di euro alla faccia della crisi agli ex amministratori cacciati da Alemanno

29/03/2009 alle 10:11 | Pubblicato su economia, politica | 1 commento
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All’inizio di marzo il titolo  Acea  (la società elettrica controllata dal comune di Roma) è letteralmente affondato in borsa, dopo l’addio dell’amministratore delegato, Andrea Mangoni, dimissionario  perché non più gradito al Comune di Roma, azionista di maggioranza della società. Ad oggi il titolo ha perso più del 20% e diversi ed importanti analisti di mercato, hanno abbassato il giudizio sul titolo da “outperform” (rendimento superiore rispetto al mercato) a “underperform” (inferiore al mercato) con un taglio del prezzo obiettivo da 15 a 9 euro.
Stando a quanto ha riferito nei giorni scorsi “Il Sole-24 ore”, per andare via gli ex-vertici di Acea sono stati  “premiati” con ben 7 milioni di euro: 3 all’ex Ad Mangoni e due ciascuno ai consiglieri Salvi e Neri.

Al centro di tutta la vicenda ci sono le tensioni tra l’ormai ex ad e il Comune di Roma  sul piano di riassetto messo in cantiere dopo che lo scorso anno è nato il colosso franco-belga Gaz de France-Suez, che proprio da Suez ha ereditato poco meno del 10% di Acea (4,9% tramite Electrabel Italia a cui va aggiunto un altro 4,9% di Ondeo). L’avanzata dei transalpini si gioca attorno all’asset della distribuzione del gas dopo che lo scorso anno Romana Gas, già controllata da Italgas (gruppo Eni) era finita in Suez in seguito all’acquisizione (chiusa poco prima della maxifusione tra Gdf e Suez) di Distrigaz da parte di Eni.

Il cda di Acea ieri ha nominato come nuovo amministratore delegato Marco Staderini ritenuto vicino a Francesco Gaetano Caltagirone che, in base agli ultimi dati della Consob a febbraio deteneva il 5,029 per cento del capitale.

Staderini, cinquantenne romano, intimo amico di Pier Ferdinando Casini e quindi della famiglia Caltagirone, era stato nominato dallo stesso ex-Presidente della Camera consigliere d’amministrazione alla Rai. E’ stato anche Ad di Lottomatica sempre per nomina politica . Membro della Fondazione Bellonci, presieduta da Antonio Maccanico, Staderini nel 1974 entra a far parte in qualità di programmatore del gruppo Finsiel e nel ’76 passa alla Sogei. E’ anche Cavaliere del lavoro e sotto i governi dell’Ulivo è stato anche nominato consigliere della Presidenza del Consiglio per l’information Tecnology. Insomma un uomo nato e cresciuto per nomina politica nel corso degli anni con un gradimento trasversale da destra a sinistra. Qual è la meritocrazia all’interno del centro-destra che Alemanno rinfacciava a Veltroni di non aver mai applicato nelle sue scelte per la nomina degli amministratori delle società del Comune?

L’ultimo atto  del management uscente è stato quello dell’apertura di una nuova procedura di mobilità (l’azienda ne ha già portate a casa tre con un saldo negativo di occupati pari a circa 1000 persone) per ulteriori 120 risorse che dovrebbero lasciare l’ACEA nel prossimo triennio. Ci chiediamo se dei manager che hanno portato la società all’utile, già ben retribuiti con appannaggi d’oro, debbano essere ulteriormente ricoperti di denaro per lasciarsi “da amici” senza rancori, mentre la crisi economica avanza e sempre più famiglie rischiano di andare a finire per strada, anche e soprattutto in una città come Roma, dove le sproporzioni di reddito sono tra le più elevate del Paese. Quale etica può rappresentare un risultato simile in un momento così difficile per il Paese?

Dall’insediamento di Alemanno al Comune di Roma sta andando avanti, piano piano, il riposizionamento delle pedine del potere: dopo l’arrivo della sorella all’Agenzia del Territorio e il ricambio di numerosi altri manager delle municipalizzate romane, il nuovo Ad di Acea è lo scacco finale alla conquista del controllo economico del potere nella capitale.

Giuseppe Moscarella (An) sindaco di Orta Nova picchia un giornalista della Stampa, Gianni Lannes, per reprimere il dissenso e cancellare l’informazione libera: è il Popolo della Libertà!

29/03/2009 alle 08:59 | Pubblicato su cronaca, politica, società | Lascia un commento
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Gianni Lannes è un giornalista de La Stampa di Torino che è stato picchiato dal sindaco di Orta Nova in provincia di Foggia, Giuseppe Moscarella di Alleanza Nazionale oggi PDL, che si è visto chiedere la documentazione sulla situazione di ben 4 edifici scolastici pericolanti, senza nessuna certificazione, che ospitano 2 mila studenti, oltre agli insegnanti e al corpo non docente. Ad Orta Nova sono arrivati 2 milioni di euro per sistemare queste scuole; ma la giunta non ha speso un solo euro. E’ stata presentata un’interpellanza dall’On. Leoluca Orlando il 28 gennaio scorso al presidente del Consiglio Berlusconi, al ministro Gelmini e al ministro delle infrastrutture Matteoli e a tutt’oggi non è ancora giunta alcuna risposta. I vigili del fuoco hanno scoperto che queste scuole non sono mai state collaudate, sono prive di certificazione antincendio, praticamente sono totalmente illegali eppure sono aperte. Anche il Tg3 nazionale il 27 febbraio scorso e poi anche La7, hanno ripreso questa notizia.



Perchè in Italia si muore sempre il primo giorno di lavoro?

28/03/2009 alle 21:07 | Pubblicato su lavoro, politica | Lascia un commento
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Le cronache ci stanno abituando sempre più spesso a notizie di morti di lavoratori assunti proprio il primo giorno di lavoro. Sembra una litania quella delle edizioni locali di tg e carta stampata che specificano, sempre, che nei cantieri le cosidette “morti bianche” avvengono  il primo giorno di servizio del lavoratore. Che il povero lavoratore morto sia stato assunto e abbia iniziato a lavorare proprio il giorno stesso della sua morte, di sicuro non potrà mai testimoniarlo a nessuno, ma i datori di lavorano ci tengono sempre a precisarlo che,”purtroppo”,  era il primo giorno di lavoro.

Perchè si dichiara sempre che la morte è avvenuta il primo giorno di lavoro?

Perchè il governo Berlusconi con il l’art. 39 del D.L.  112 del 25 giugno 2008, convertito in legge il 6 agosto 2008, n. 133 ha “semplificato” la materia della tenuta del libro matricola e le relative sanzioni per chi contravviene alle nuove disposizioni.

In particolare Berlusconi ha voluto istituire il “libro unico del lavoro” che non è più necessario conservare sul luogo dove si svolge l’attività lavorativa, come era prima. Il nuovo libro unico del lavoro dovrà essere conservato presso la sede legale del datore di lavoro o, in alternativa, presso lo studio dei consulenti del lavoro o degli altri professionisti abilitati. L’iscrizione del lavoratore dovrà avvenire “soltanto” entro il giorno 16 del mese successivo. E’ evidente che questa “semplificazione”, in un Paese di diffusa illegalità, vada nella direzione di facilitare il più possibile il lavoro nero, il lavoro irregolare di quelli che comunemente vengono rappresentati come “non segnati”. E nell’edilizia questa piaga è dilagante. Ma c’è di più! La legge sul “libro unico del lavoro” prevede che in caso di controllo da parte degli ispettori del lavoro, il datore di lavoro abbia tempo 15 giorni prima di fornire il registro e se non lo fa, la sanzione pecuniaria va da 250€ a 2000€. Come dire se vi becchiamo vi diamo tutto il tempo per mettervi in regola con la compilazione del “libro unico del lavoro”. Cosa volte di più? Prima dell’approvazione di questo decreto legge, il datore di lavoro aveva l’obbligo della tenuta del libro matricola e del libro paga in ogni sede di lavoro. L’iscrizione del lavoratore doveva avvenire il primo giorno di lavoro e in caso di omessa istituzione e presentazione immediata di questi registri, in caso di ispezioni, la sanzione amministrativa andava da 4000€ a 12.000€. Le sanzioni erano state inasprire dal Governo Prodi con l’art. 1178 della legge finanziaria 2007 (l. 296 del 27/12/2006).

Vi ricordo che nello stesso decreto legge sempre nell’art.39 c’è stata anche l’abrogazione della legge 188 del 17 ottobre 2007, voluta dal Governo Prodi, per combattere la piaga delle dimissioni in bianco.

Continuo a chiedermi cosa di liberale ci possa essere in Berlusconi, se ogni provvedimento che questa maggioranza prende, va nella direzione opposta al contrasto dell’illegalità. Si cerca, costantemente, in ogni provvedimento, di favorire chi froda e chi specula sulla pelle dei lavoratori, senza rafforzare le misure di ispezione e verifica.

leggi anche: Le dimissioni in bianco dei lavoratori volute da Berlusconi

I delegati al congresso del Pdl in pacchetto all inclusive in hotel 5 stelle

28/03/2009 alle 17:33 | Pubblicato su politica | Lascia un commento
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Chi pensava che i “delegati” al congresso fondativo del PDL alla nuova Fiera di Roma fossero arrivati da tutta italia per votare e approvare mozioni come si fa abitualmente, nella vita democratica di un vero partito, si sbaglia di grosso. Nè tantomeno sono il risultato di esperienze fatte sul territorio attraverso un movimento che radica la propria rappresentanza democratica nella vita di una comunità. I “delegati” a questo congresso cambiano ogni giorno e sono invitati da referenti politici che a seconda della disponibilità dei posti, (a chiamata insomma) invitano questo o quello. Stamattina mi chiama un conoscente di Novara che mi annunciava tutto gongolante di essere a Roma già da ieri sera, in un hotel a 5 stelle a Fiumicino. Gli chiedo il perchè del suo viaggio e rimango sbalordito quando mi dice che è arrivato per il congresso del PDL.  E prosegue nel raccontarmi che ieri, un deputato di An della sua regione, lo ha contattato perchè un altro aveva dato forfait e quindi si era liberato un posto. Insomma tutto pagato per il grande spettacolo, vitto e alloggio compreso. Biglietto da ritirare all’aeroporto di Torino e prenotazione in hotel di lusso con piscina vicino la Fiera. Ed è anche così che vanno in platea i “delegati” del PDL, meri spettatori di uno “show” straordinario. E addirittura molti eletti nelle liste di Forza Italia, amministratori locali di diversi comuni del nord, sono rimasti fuori perchè la sala era già gremita e i posti a sedere tutti occupati dagli ospiti dell’ultim’ora. E’ dovuta intervenire la polizia per sedare gli animi di chi non è potuto entrare a votare per acclamazione. Berlusconi del resto attraverso la propria struttura organizzativa, come un impresario di un grande teatro,  “compra il consenso di maggioranza del paese” come ci ricorda ancora oggi Antonio Di Pietro da Catania.

Roberto Saviano Che Tempo che fa Raitre 25 marzo 2009

26/03/2009 alle 16:36 | Pubblicato su politica | 1 commento
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per il video completo della puntata clicca qui

Grillo 168 il conflitto d’interesse nella stampa italiana

24/03/2009 alle 20:49 | Pubblicato su media, politica | Lascia un commento
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Elezioni europee Berlusconi dice NO alla campagna informativa del Parlamento Europeo

24/03/2009 alle 08:41 | Pubblicato su media, politica | Lascia un commento
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Il 17 marzo  scorso è stata presentata la campagna informativa del eup09_it_rgbParlamento Europeo in vista delle elezioni che si terranno dal 4 al 7 giugno in tutti i paesi dell’UE.  Più di 375 milioni di persone saranno chiamate alle urne in tutti i ventisette Paesi membri: si tratta della “più grande partecipazione democratica al mondo”, come ha sottolineato il direttore generale della DG informazione del Parlamento Europeo, Francesca Ratti.

Ecco perché, soprattutto in un momento così delicato a livello mondiale, le consultazioni elettorali della prossima estate assumono un rilievo straordinario. La presentazione della campagna informativa è stata curata dai Vice-presidenti responsabili per la comunicazione Alejo Vidal-Quadras (PPE, Spagna) e Mechtild Rothe (PSE, Germania).

Le politiche intraprese a Bruxelles hanno un forte impatto sulla vita concreta del cittadino – ha spiegato Vidal-Quadras – ecco perché la scelta di ogni singolo votante può influenzare direttamente la sua quotidianità“. Da qui la decisione di basare la campagna informativa sulla parola “scelta”, per restituire al cittadino la centralità che gli spetta.

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La campagna, dal titolo “usa il tuo voto”, è stata studiata dalla società Scholtz and friends di Berlino, ed è basata su un’idea centrale: che votando per il Parlamento europeo, in realtà, gli elettori hanno la possibilità di pesare in scelte importanti per la loro vita quotidiana: ad esempio per quanto riguarda l’energia, la sicurezza, l’immigrazione, e la sicurezza alimentare e gli Ogm, l’informazione dei consumatori, la crisi finanziaria. Grandi pannelli o sculture indicheranno le diverse alternative su cui i cittadini potranno pronunciarsi attraverso il voto dei gruppi politici e dei candidati che sostengono l’una o l’altra opzione.

Ogni pannello contiene una domanda e illustra le varie risposte possibili. Alla domanda “Quale energia vogliamo?” si può rispondere in quattro modi diversi (solare, eolico, nucleare e fonti fossili); il quesito su quante informazioni vanno messe sulle etichette alimentari presenta due opzioni: un pollo in un involucro di cellophane senza etichetta, e uno con indicazioni dettagliate su ingredienti, scadenza, provenienza, valori nutrizionali, raccomandazioni igieniche. Per  capire quale sia la risposta da dare alla crisi si dovrà optare per un leone o un gatto, chiedendosi “Fino a che punto dovremmo domare i mercati finanziari?”. Anche i soldi e dove finiscono sono importanti e quindi una pila di libri, un trattore e un radar, stanno a indicare se i soldi dovrebbero essere spesi maggiormente in cultura e ricerca, agricoltura o sviluppo tecnologico. Tre mele, ognuna con un bollino diverso (agricoltura biologica, convenzionale e geneticamente modificata) illustrano le scelte possibili circa il modo in cui coltivare il nostro cibo.

Tra le scelte più innovative una choice box, una sorta di scatola multimediale delle dimensioni di una stanza dove gli elettori potranno registrare i loro punti di vista.

Tra i video realizzati verrà effettuata una selezioni che verrà proiettata quotidianamente, a Bruxelles, sullo schermo esterno del box,  e trasmessa su Europarl.tv e Youtube.

Il Governo italiano ha deciso di non sostenere la campagna di informazione e sensibilizzazione promossa dall’emiciclo di Strasburgo.

In un comunicato dal ministro per le politiche comunitarie, Andrea Ronchi, che ha definito la campagna “inadeguata”,  ha annunciato che il governo non l’avrebbe sostenuta e ne avrebbe pensata anzi un’altra, di propria iniziativa, “diversa e più appropriata”.

Insomma altri soldi pubblici di tutti i cittadini che saranno spesi da Berlusconi per creare una campagna pubblicitaria ad hoc per l’Italia, siamo proprio curiosi di sapere chi sarà la società di comunicazione che sarà incaricata di realizzarla. E non dimentichiamoci dei quasi 400 milioni di euro buttati per non accorpare la data del referendum alle elezioni europee!

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