Omofobia è emergenza nell’Unione Europea: rapporto dell’Agenzia per i diritti Fondamentali (FRA)

01/04/2009 alle 07:27 | Pubblicato su diritti civili, politica, società | Lascia un commento
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Ieri uno studio reso noto dall’Agenzia per i diritti Fondamentali (FRA) dell’Unione Europea ha evidenziato che il problema dell’omofobia,  sta danneggiando la salute e la carriera di quasi 4 milioni di persone in tutta Europa.

115874L’Agenzia Ue per i Diritti Fondamentali ha detto che in molti paesi la polizia non riesce a gestire i crimini legati all’omofobia (abusi verbali ad attacchi mortali) e che molti governi e scuole non affrontano la questione con la dovuta serietà.

Il direttore dell’agenzia Morten Kjaerum ha sottolineato come in molti paesi Ue questi attacchi non vengono nemmeno denunciati e ha sollecitato un miglioramento del sistema di denunce.

Questo crea un circolo vizioso che spinge le vittime a rimanere “invisibili” invece di dichiarare apertamente il proprio orientamento sessuale o denunciare alle autorità gli abusi subiti.

“Fin dalla più tenera età, le parole dispregiative usate per gay e lesbiche a scuola insegna a queste persone a rimanere nell’ombra”, spiega lo studio pubblicato oggi.

“Spesso sono vittime di discriminazioni e molestie sul posto di lavoro e in molti paesi non possono rendere legale la loro relazione di coppia”.

Il rapporto indica che gay, bisessuali e transgender nella vita di tutti i giorni sono oggetto di pregiudizio e di discriminazioni che colpiscono tutti gli ambiti sociali, dal posto di lavoro, alla scuola alla sanità.

Lo studio consiglia caldamente di denunciare in modo anonimo i crimini di omofobia per combattere il problema, evidenziando progetti pilota in Danimarca, Paesi Bassi e Slovenia.

Alcuni casi gravi di discriminazione hanno coinvolto le autorità d’asilo, con ufficiali che hanno negato rifugio a fuggitivi perché non credevano che fossero perseguitati per il loro orientamento sessuale.

In termini di sanità, la discriminazione può spingere le vittime ad evitare di chiedere aiuto e, in alcuni casi, queste persone sono state curate partendo dal presupposto che il loro orientamento sessuale fosse “un problema o una malattia”.

Lo studio, che ha messo insieme ricerche condotte in 27 paesi, riporta che oltre la metà dei cittadini dell’Unione Europea sostiene che la discriminazione sulla base dell’orientamento sessuale sia molto diffusa nella propria nazione.

Bulgaria, Estonia, Lettonia, Polonia e Romania sono risultate le più ostili nei confronti delle manifestazioni “gay pride” e si sono verificati attacchi in contro-manifestazioni. In altri cinque paesi, Repubblica Ceca, Cipro, Ungheria, Italia e Malta ”appelli a migliorare i diritti di omosessuali e transegender sono stati accolti da risposte negative da alcuni politici e da rappresentanti di istituzioni o di gruppi religiosi”.

Soltanto tre stati dell’Ue, Belgio, Paesi Bassi e Spagna, danno pieni diritti ai matrimoni tra persone lesbiche, gay, bisessuali, transessuali e transgender, mentre la maggior parte degli altri paesi non dà loro alcun diritto in questo senso.

Nei Paesi Bassi, l’82% degli intervistati si è dichiarato a favore dei matrimoni con partner dello stesso sesso, rispetto all’11% in Romania e al 12% in Lettonia.

Il livello di accettazione, continua lo studio, è piuttosto elevato anche in Francia, Austria, Svezia e Spagna, dove figure politiche e religiose hanno partecipato a dimostrazioni gay pride per dare visibilità alla questione.

Ma l’apertura mentale tende a diminuire quando si chiede un’opinione sull’eventualità che gli omosessuali adottino dei bambini.

Anche se la rappresentazione dell’omosessualità sui media è leggermente migliorata, continuano a prevalere gli stereotipi, conclude lo studio.

L’Italia risulta  per numero di abitanti, il paese con il più alto tasso di omofobia sia sociale che politica e istituzionale.

Il documento ricorda, inoltre, come in Italia la presenza vaticana costituisca un elemento decisivo di sostegno all’ideologia omofobica e discriminatoria.

Per quanto riguarda l’Italia però un terreno fondamentale per la lotta all’omofobia è rappresentato dai media perché, mentre l’atteggiamento della carta stampata è relativamente positivo (salvo la cronaca nera), permane una fortissima difficoltà nei mezzi radio-televisivi dove, quando si parla di omosessualità, prevale una presenza religiosa omofoba quasi sempre senza contradditorio. Inoltre, sempre più spesso, i media italiani danno ampio spazio a battaglie “contro l’omosessualità” ad opera di uomini di spettacolo, calciatori e cantanti, che in nome di una non meglio specificata “lobby gay”,   evidenziano che l’orientamento sessuale sia sempre più una scelta che fa moda, piuttosto che una naturale inclinazione dell’individuo quale essa in realtà è.

La rapida approvazione di una normativa anti-omofobia rappresenterebbe un segnale molto forte di controtendenza sia sul piano legislativo che su quello culturale e politico. I numerosi appelli affinchè il Parlamento italiano estenda le aggravanti della legge Mancino del 1993 anche ai reati d’odio contro gay e trans, sono rimasti finora inascoltati per l’opposizione delle gerarchie vaticane.

leggi anche: il matrimonio tra persone dello stesso sesso nel mondo

<<Beautiful thing del 1996, un film straordinario che andrebbe proiettato in tutte le scuole per rappresentare quello che gli adolescenti gay soffrono nella scoperta e accettazione della propria omosessualità>>.

leggi anche:

Omosessualità = pedofilia l’equazione ignobile di Bertone

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