La fiducia alla Camera sul disegno di legge sulle intercettazioni: Berlusconi cede a Bossi sul referendum e ottiene la desistenza della Lega sul ddl Alfano

10/06/2009 alle 06:44 | Pubblicato su politica | Lascia un commento
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Alle h 17,00 di oggi alla Camera dei Deputati si voterà la fiducia al maxi emendamento sul disegno di legge Alfano che riscrive le norme sulle procedure di acquisizione e svolgimento delle intercettazioni telefoniche. In particolare il provvedimento prevede che:

  1. si potrà intercettare solo in presenza di evidenti indizi di colpevolezza
  2. non si potrà intercettare per più di 60 giorni
  3. è previsto l’arresto fino a un anno e l’ammenda da 500 a 1.032 euro per pubblici ufficiali e magistrati che omettano di esercitare ”il controllo necessario ad impedire la indebita cognizione o pubblicazione delle intercettazioni”.
  4. Gli atti delle indagini preliminari potranno essere pubblicati, ma solo per sintesi e a condizione che siano stati messi a disposizione delle parti.
  5. Divieto ai giornalisti di scrivere articoli sul processo finchè non si arriva a sentenza di primo grado. In pratica, se la legge fosse già esistente, noi non potremmo parlare (adesso, nel 2009) di quello che ha combinato la Parmalat o i “furbetti del quartierino”.
  6. Stop alla pubblicazione di nomi o immagini di magistrati ”relativamente ai procedimenti e processi penali a loro affidati”, salvo che l’immagine non sia indispensabile al diritto di cronaca.
  7. Potranno essere intercettati tutti i reati con pene superiori ai 5 anni.
  8. Si potranno usare le ‘cimici’ solo per spiare luoghi nei quali si sa che si sta compiendo un’attività criminosa.
  9. Le intercettazioni potranno essere richieste solo dalla parte offesa e solo sulle sue utenze.

Il procuratore antimafia Grasso aveva avanzato dei rilievi importantissimi sulle modifiche necessarie da apportare al ddl, per continuare la lotta alle mafie e al crimine organizzato, ma Ghedini ieri rivolgendosi ai giornalisti ha detto: “Grasso chi? No, no, oggi sono magro…”. E Grasso aveva anche detto: “Lo avremmo preso Provenzano, lo storico capo latitante di Cosa Nostra, se avessimo avuto in vigore norme come quelle previste dall’attuale ddl sulle intercettazioni che appesantiscono moltissimo il ricorso alle riprese visive che ci hanno consentito, con telecamere piazzate in tutta Corleone, di arrivare al rifugio del boss?”.  Inoltre Piero Grasso specifica anche il problema dell’introduzione della “perfetta equiparazione tra riprese visive e acquisizione dei tabulati: saranno utilizzabili le riprese, fatte con telecamere piazzate dalla polizia, dal momento che ora é richiesta una autorizzazione equipollente a quella per le intercettazioni?”. Secondo Grasso il ddl avrà una “refluenza sui reati di mafia e terrorismo”. “Già abbiamo molti problemi perché sempre più i clan comunicano con Skype e altri mezzi che non sono intercettabili – ha aggiunto il capo della procura antimafia – se poi ci limitano anche l’uso degli strumenti che abbiamo, come appunto le intercettazioni, allora diventa una contraddizione invocare la necessità di dare maggiore sicurezza ai cittadini e poi togliere agli inquirenti gli strumenti per la prevenzione dei reati. Vanno puniti gli eccessi nel ricorso alle intercettazioni, ma non si possono togliere le intercettazioni”.

Il capogruppo dell’Italia dei Valori alla Camera Massimo Donadi in un comunicato specifica che – La decisione di porre la fiducia su una materia così delicata, per la quale è previsto il voto segreto, il giorno dopo le elezioni, è una vera vergogna nazionale, frutto di un governo accecato ed ispirato nelle sue scelte solo dagli interessi particolari e giudiziari del premier. Questa legge è il frutto di un patto scellerato tra il Pdl e la Lega che, in cambio di una retromarcia del premier sul referendum, chiude un occhio, anzi tutte e due, e si piega agli interessi del padrone. Hanno compiuto una truffa a danno dei cittadini e degli elettori, ma quel che è più grave è che, con questa legge, infliggeranno un colpo gravissimo
ai nostri valori costituzionali e alla giustizia, in cambio di un piatto di lenticchie. Tutto ciò è inaccettabile per chi, come noi, ha ancora a cuore la Costituzione».
Oggi mafiosi, criminali, tangentisti stapperanno una bottiglia di spumante per festeggiare e un altro colpo mortale alla giustizia in questo Paese sarà stato assestato.

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