Sanità Lazio: truffa da 5 milioni di euro al Santa Maria Addolorata

10/06/2009 alle 19:03 | Pubblicato su cronaca | Lascia un commento
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Ieri Franco Cerretti, 70 anni, amministratore del presidio ospedaliero del Santa Maria Addolorata, la struttura interna del San Giovanni, è stato arrestato con altro otto persone (tra i quali la figlia), per truffa al sistema sanitario regionale del Lazio e per corruzione.

Indagini durate due anni e finite con la scoperta di un tesoro nella casa al mare del Cerretti, in stile “poggiolini”.

Nel luglio del 2007 i carabinieri presero spunto dall’arresto dell’imprenditore romano R.M. che, per aggiudicarsi una gara, aveva pagato, tra il 2004 e il 2005, una tangente di 200mila euro all’allora assessore alla Sanità e nel 2003 un’altra da 20mila euro al direttore amministrativo del presidio S.Maria Addolorata. A tirare le fila del sistema, secondo gli inquirenti, c’era dal 2003, proprio Franco Cerretti, direttore amministrativo del presidio ospedaliero Santa Maria Addolorata, struttura interna al S.Giovanni, che d’accordo con i titolari delle società Innova e Lavanderie industriali Lavin e dietro cospicue tangenti, aveva favorito l’utilizzazione di un metodo in cui si gonfiava il numero dei degenti ricoverati nell’ospedale S.Giovanni per fargli ottenere più soldi dalle casse regionali.

Nel sistema, secondo i carabinieri, c’era anche Luigi Moriccioli, il ciclista ucciso nell’estate del 2007 e dipendente del S. Giovanni, che avrebbe collaborato con Cerretti. Moriccioli fu rapinato e picchiato a bastonate da un romeno il 17 agosto del 2007 mentre percorreva la ciclabile. Ricoverato in gravissime condizioni in ospedale, morì ai primi di ottobre.

I nove arrestati avrebbero organizzato un sistema fatto di tangenti, truffe e abusi che andava avanti da circa 8 anni e cha ha sottratto al sistema sanitario regionale del Lazio circa 5 milioni di euro.

La Sanità del Lazio, disastrata dopo cinque anni di Governo Storace, e afflitta da scandali di ogni genere, non finisce di svelare riprorevoli misfatti e intanto va avanti il piano di rietro predisposto dalla Giunta Marrazzo.

“E io pago!”… verrebbe da dire parafrasando un noto film di Totò! 

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