Gay Pride Roma 2009 un corteo pieno di famiglie e bambini per rivendicare pari diritti e pari dignità

13/06/2009 alle 18:33 | Pubblicato su cronaca, diritti civili, politica | 2 commenti
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Qualche minuto fa si è conclusa la parata annuale del Gay Pride a Roma che ha visto la partecipazione di quasi 250 mila persone (non meravigliatevi domani del dato che fornirà la Questura). Un lungo corteo che a fatica è riuscito ad entrare in piazza Navona, infatti la piazza si è riempita molto prima dell’arrivo del corteo. E’ evidente che la piazza di San Giovanni sarebbe stata la scelta migliore, ma visto che la Destra la fa da padrona in Comune, il Vaticano è riuscito ad impedire la concessione della piazza antistante la Basilica di San Giovanni in Laterano.

Un corteo colorato e festoso come nella tradizione, ma quest’anno caratterizzato dalla presenza massiccia di famiglie tradizionali e non e, di tanti bambini, figli di coppie etero e coppie gay.

Strade invase di gente, di curiosi di giovani e anziani, che hanno ballato durante tutto il percorso insieme ai manifestanti. Una positività e una straordinaria energia che hanno fatto dimenticare per poche ore i tanti problemi   legati al riconoscimenti di pari diritti anche per le coppie gay.

Gay Pride 2009

Lo slogan della manifestazione di quest’anno è stato ‘Liberi tutti, libere tutte’ e alla testa del corteo c’era anche Vladimir Luxuria che ha percorso il centro della città da Piazza della Repubblica, via cavour, Fori Imperiali, via delle Botteghe Oscure (guarda un pò non si poteva passare davanti casa del Berlusca), largo Argentima, C.so Vittorio Emanuele per entrare in Piazza Navona.

Se in un Paese democratico il Ministro delle Pari opportunità giudica inopportuna una manifestazione per aumentare i diritti, perchè dice che “Roma è la capitale della cristianità” – dimenticando che è anche la capitale dell’Italia – è facile immaginare in quale triste contraddizione si trova la Destra al potere rispetto a tutti gli altri governi conservatori dell’Europa occidentale. Un cartellone da un carro faceva sorridere: “Carfagna davanti gran bigotta…dietro gran m….”

L’Italia è il paese messo peggio rispetto a tutta l’Europa Occidentale sul tema dei diritti civili e chi si affanna a paragonarci ad una compiuta democrazia, dovrebbe ricordare che in numerosi Paesi sono stati i Governi Conservatori ad introdurre il riconoscimento delle unioni di fatto (vedi in Francia).

Per ritornare al cuore del corteo, ovviamente sono stati numerosi e divertentissimi i richiami a “Noemi” e al “Papi”: tante ragazze avevano succinte magliette con la scritta “My name is Noemi”, oppure da un carro spuntava la scritta “Carro Anticiarpame” e su un altro “Papi Gay”, o “Habemus Papi”.  A Piazza Navona stretti come sardine, in attesa degli interventi finali degli organizzatori, si è ballato per una mezz’oretta con le casse a tutto volume in un clima di serenità e gioia. Piazza Navona sembrava una grande discoteca all’aperto coloratissima. Tanti poliziotti, tante forze dell’ordine, forse troppi, ma per lo meno dai loro volti si intravedeva la gioia per un evento tranquillo che forse preferirebbero scortare molto più spesso di tanti altri cortei. L’unica nota stonata le bandiere del Partito Democratico. Vladimir Luxuria ha chiesto alla Ministra Carfagna di battere un colpo e di farsi sentire se esiste ancora il suo Ministero. I poteri forti da Ratzinger a Gheddafi per passare dalla Carfagna – ha affermato – potranno rallentare l’affermazione dei diritti civili in Italia, ma non lo potranno impedire. Il Partito della Libertà – ha continuato – nonostante abbia la parola libertà nel suo nome – non tutela la libertà dei cittadini gay che si sentono meno sicuri in questo momento, specie a Roma. Nel suo intervento finale Vladimir Luxuria ha ricordato i 40 anni da Stonewall e ha dedicato il Pride di quest’anno ad un qualsiasi ragazzo gay 16enne che scopertosi gay e che guardando in tv le immagini di Piazza Navona, nonostante le considerazioni omofobe del padre, si sentirà meno solo.

Pochissimi i politici presenti. Non ho visto nomi importanti. L’assessore Croppi del Comune di Roma ha fatto un blitz di pochi minuti a piazza della Repubblica. Il Presidente della provincia di Roma Zingaretti è venuto, Marrazzo (presidente della Regione Lazio) no.

L’evento del Gay Pride romano segna l’inizio della stagione dei Pride che culminerà nel Pride nazionale del 27 giugno a Genova. E tra due anni nel 2011 è previsto l’arrivo a Roma dell’EURO Pride, che si prevede farà confluire nella capitale oltre 2 milioni di partecipanti.

Purtroppo quest’anno la parata arriva dopo l’aggressione omofoba avvenuta qualche giorno fa a Campo dei Fiori, contro una coppia di ragazzi gay americana, che i media hanno completamente taciuto. Nemmeno il sindaco Alemanno, sempre pronto ad andare per ospedali a visitare gente pestata o accoltellata, non si è fatto sentire su questo tragico fatto. Zero, nemmeno un comunicato stampa per deplorare l’accaduto.

La manifestazione è riuscita, peccato che la coperatura mediatica in tv sia stata scarsa. SkyTg24 nel corso del pomeriggio ha più volte fatto dei collegamenti in diretta, anche alla fine da piazza Navona. Il TG3 delle h 19.00 ha dedicato in coda al giornale un collegamento in diretta con piazza Navona che, fortunatamente, è andato oltre il solito clichè che i TG ogni hanno raccontanoIl servizio trasmesso dal TgLa7 dell’edizione delle 20, invece, è stato da clichè puro. Un minuto di servizio penoso che ha mostrato solo piume e paillettes. L’inviata si è limitata ad andare a piazza della Repubblica a fare qualche ripresa e basta senza attraversare il corteo ed arrivare a piazza Navona. Al direttore del TgLa7 Antonello Piroso, che stimo tantissimo, dico: “ma che cazzo di giornalisti hai!???” Anche la giornalista del TG1 si è limitata ad andare solo alla partenza del corteo, pessimo anche questo servizio. Il TG2 ne ha parlato “en passant” in appena 20 secondi mentre scorreva qualche immagine, ricordando che questo Gay Pride è stato dedicato dagli organizzatori anche a qui Paesi, come la Russia, dove eventi di questo tipo vengono repressi duramente. Quello che colpiva di più quest’anno nel corteo era la presenza di famiglie con i loro bambini ed erano tanti! Questo messaggio, il più importante, è stato volutamente censurato, tranne dal TG3 . Vi invito a riflettere su come il giornalismo viene fatto in questo Paese, anche a partire dal come vengono raccontati certi eventi come il Gay Pride.

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  1. so proprio contenta!! io c’ero!!! è stato tutto fantastico e tantissime persone hanno partecipato! ^.^

  2. […] Gay Pride Roma 2009 un corteo pieno di famiglie e bambini per rivendicare pari diritti e pari digni… Qualche minuto fa si è conclusa la parata annuale del Gay Pride a Roma che ha visto la partecipazione di quasi 250 […] […]


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