Il silenzio della Chiesa e l’ipocrisia dei vescovi su chi minaccia veramente la famiglia

20/06/2009 alle 05:11 | Pubblicato su politica | 4 commenti
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Due anni fa scoppiò la polemica feroce della Chiesa e dei suoi vescovi contro il disegno di legge sui “Dico”,  che i ministri Bindi e Pollastrini avevano preparato e a cui il Governo aveva dato seguito inviandolo alle Camere. Fu un tentativo maldestro per cercare di introdurre le unioni civili in Italia anche tra conviventi dello stesso sesso, una brutta legge sicuramente per come veniva concepita tecnicamente, ma pur sempre un tentativo per dare una scossa alla discussione in Parlamento. Non se ne fece nulla perchè come tutti sappiamo il Governo Prodi cadde a febbraio 2008.

In quella occasione la feroce campagna condotta dalla Chiesa e dai suoi vescovi contro i Dico, toccò livelli di inusitata violenza verbale e mediatica:

“I Dico non possono essere accettati in quanto l’effetto sarebbe inevitabilmente deleterio per la famiglia” e ancora: “I Dico ferita per la società”, “I Dico minacciano la famiglia”. E ancora “è incoerente il cristiano che dovesse sostenere la legalizzazione delle coppie di fatto”, anteponendo il problema della fede ad ogni altra tematica di ordine civile e sociale”. “I Dico contrastano con la centralità della famiglia”. “I Dico non possono essere accettati  per le prevedibili  ricadute sulla mentalità e il costume”. “Se diciamo sì ai Dico diciamo sì alla pedofilia”. “La legge sulle coppie di fatto fa male a molti e i cattolici faranno di tutto per impedirla”. “La Chiesa difenderà il sacramento del matrimonio e continuerà a farlo. Quello che viene minacciato e screditato è il matrimonio. Se viene indebolita la stabilità della famiglia è incrinato il nucleo fondamentale della società”.

E il 12 maggio 2007 si arrivò addirittura ad una manifestazione a Piazza San Giovanni a Roma, il cosidetto “family day” che vide la partecipazione di tutti e di più, da Berlusconi a Rutelli. Tutti si coalizzarono contro il disegno di legge sulle unioni civili, in maniera trasversale, tutti a difendere la famiglia dagli attacchi dei Dico e a sperticarsi in commenti e lodi alla Chiesa e ai suoi vescovi che avevano il sacrosanto diritto di far sentire la loro autorevole voce.

Alla luce di quanto sta accadendo oggi in Italia, mi verrebbe da chiedere ai vescovi e a monsignor Bagnasco: “ma chi indebolisce veramente la famiglia con il suo comportamento, le sue azioni e il suo atteggiamento?”.

La Chiesa tace sugli scandali che stanno travolgendo il Premier, non un comunicato, non un commento, nulla. I media raccontano di un modello diseducativo per tutti, che evidenzia come la falsità sia stato il sentimento prevalente di un rapporto matrimoniale naufragato irrimediabilmente. E i vescovi non fanno alcun richiamo ai cattolici che votano in un certo modo e certi uomini, modelli deprecabili da seguire.

Si potrebbe dire che questo atteggiamento da parte della Chiesa, tanto presente nella vita pubblica e politica del nostro Paese, è di ipocrisia calcolata e mirata a mantenere la conservazione del suo potere temporale.

Se la Chiesa si schierasse duramente, oggi, contro questi comportamenti deleteri per la stabilità della famiglia (andare a puttane e trattare le donne come merce di scambio), si metterebbe contro chi gli garantisce stabilità economica e privilegi. E allora si astiene.

Il mio non è un appello alla Chiesa a schierarsi pro o contro Berlusconi, bensì la riflessione su un sistema di potere fatto di ipocrisia e ignobile opportunismo economico. Se non si riconosce oggi questa incongruenza di comportamenti e valutazioni, la prossima volta che apriranno bocca su chi “minaccia per davvero la famiglia”, la loro credibilità già fortemente screditata potrà essere una volta per tutte buttata alle ortiche.

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4 commenti »

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  1. Non voglio fare un ragionamento politico, sono stanco di sentirne parlare, in quanto a moralità ne dovrebbero rispondere tutti. Voglio solo segnalare che trovo fuori luogo ed estremamente politicizzanti alcuni interventi dei vescovi riguardo alle (PRESUNTE) questioni berlusconiane. Non le ritengo solo fuori luogo ma anche pericolose, se vogliamo ricordarci delle leggi anti-morali e anti-clericali che il governo preseduto dal dossettista Prodi voleva, per fortuna senza riuscirci grazie anche alla forte presa di posizione di noi tutti fedeli della Chiesa di Cristo e all’appoggio dato a Papa Benedetto, concretizzare in leggi dello stato italiano, (se è ancora giusto chiamarlo italiano… ma questa è un’altra storia). Le ritengo altresì pericolose perché così come sarebbe giusto chiedere chiarimenti al presidente del consiglio riguardo la sua presunta vita immorale, lo stesso sarebbe lecito chiederlo a molti uomini di chiesa, senza parlare dei molti misteri messi sempre a tacere all’interno del Vaticano. Parlo da cattolico praticante, amo Cristo e Benedetto XVI che la rappresenta.

  2. Non sono una sostenitrice del Vaticano, tutt’altro, ma nel rinnoverti la mia stima per il lavoro che svolgi vorrei porre l’accento sul fatto che almeno le testate giornalistiche cattoliche, stanno prendendo posizione. Che qualcosa si stia muovendo?

  3. NON DEVOLVIAMO L’OTTO PER MILLE ALLA CHIESA CATTOLICA.
    E’ UNA VERGOGNA CHE LA CHIESA ACCETTI QUESTO IMBARBARIMENTO DEL SISTEMA SOLO PERCHE’ SPERANO CHE BERLUSCONI CONCEDA FINANZIAMENTI ALLE SCUOLE PRIVATE.

    VERGOGNATEVI VESCOVI; IL GOVERNO BERLUSCONI CI STA PORTANDO ALLA PIù TOTALE DERIVA MORALE, E VOI FATE FINTA DI NON VEDERE?

    BASTA, NON PIù 8 PER MILLE ALLA CHIESA CATTOLICA, SEGUITE IL MIO ESEMPIO. SIAMO SEMPRE PIù NUMEROSI. E’ L’ORA DI FARLA FINITA CON QUESTA IPOCRISIA, SE LI PRENDA DA BERLUSCONI I SOLDI, LA CHIESA!

  4. Leggete le opere di Sören Kierkegaard e in special modo il Diario.
    Quello che avviene nella Chiesa non ha più nulla di Evangelico.


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