Ministro Altero Matteoli: autorizzazione a procedere negata dalla casta

29/07/2009 alle 19:56 | Pubblicato su politica | Lascia un commento
Tag: , , , , , ,

altero matteoliIeri, con un indecente colpo di mano, la Giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera dei deputati ha scippato alla giustizia ordinaria e alle regole costituzionali un pezzo da novanta della sua casta: il Ministro Altero Matteoli. E’ un copione gia’ visto, la solita storia della casta che si erge al di sopra della legge per farla franca. Questi signori avranno pensato: “dopo aver dato l’impunità a Berlusconi perché non concederla anche ad un suo Ministro?”.

La storia comincia nel 2004, quando Matteoli, allora ministro dell’Ambiente, avvisa il prefetto di Livorno di un’inchiesta a suo carico riguardante la costruzione di un complesso edilizio sull’isola d’Elba: da qui l’accusa di favoreggiamento.

Il Tribunale dei ministri di Firenze dichiara la sua incompetenza sul caso in quanto: “reato non ministeriale”, da far perseguire, quindi, dalla giustizia ordinaria. Ma la casta non la pensa così. In un primo momento, prova a portare in Parlamento il lodo Consolo: l’ennesimo tentativo di salvataggio di un inquisito di razza per via legislativa. Ma l’attenzione di quella parte della stampa libera, che urla allo scandalo e punta i riflettori su questo vergognoso caso, blocca il diabolico disegno.

Ieri la Giunta della Camera avrebbe dovuto attendere la comunicazione dell’archiviazione per non ministerialità del fatto e, non condividendola, avrebbe potuto solo proporre ricorso per conflitto di attribuzioni alla Corte Costituzionale, che avrebbe determinato la natura del reato. Invece, la Camera, usurpando la propria competenza in questa fase anomala per negare l’autorizzazione a procedere, ha abusivamente e furbescamente sentenziato che i parlamentari sono giudici di se stessi e che possono salvarsi a vicenda.

Questa volta l’ennesimo colpo al principio de “la legge è uguale per tutti” è stato sferrato per mano del relatore della Giunta: il deputato del Pdl Maurizio Paniz. Infatti il signore in questione nella sua relazione, votata da tutta la maggioranza, ha sancito due principi: il primo che il reato di cui è accusato Matteoli (favoreggiamento) è ministeriale, giudizio che non compete certamente ad un organismo politico; il secondo che alla magistratura viene negata l’autorizzazione a processare l’esponente del Pdl.

Insomma la Camera non solo si è sostituita alla giustizia, ma addirittura si è pronunciata prima che da parte dei magistrati arrivasse una richiesta in tal senso. Ma evidentemente Matteoli aveva fretta di andare in vacanza.

leggi anche: ALITALIA, FIGLIO DEL MINISTRO MATTEOLI GIA’ ASSUNTO DA CAI

UPDATE 28 ottobre 2009: L’Aula della Camera dice “no” al processo per Altero Matteoli. Con 375 voti a favore e 199 contrari l’Assemblea di Montecitorio ha approvato, a scrutinio segreto, la relazione della Giunta delle Autorizzazioni per non dare il via libera alla richiesta di processare il ministro delle Infrastrutture.

Alla votazione (per la quale era richiesta la maggioranza assoluta dei componenti dell’Assemblea di Montecitorio, 315 voti) hanno partecipato quasi tutti i ministri e sottosegretari. All’opposizione (tranne l’Udc, che da subito si è espressa per l’autorizzazione a procedere) sono mancati circa 25 voti.

L’Italia dei Valori ha votato contro il parere della giunta, e quindi per la procedibilità contro Matteoli. «Non possiamo votare senza sapere qual è l’interesse dello Stato contenuto nell’esercizio delle sue funzioni all’atto del reato del ministro Matteoli. Ce lo venga a spiegare», ha detto in un appassionato intervento Antonio Di Pietro, che ha accusato: «Oggi assistiamo all’ennesimo tentativo della “casta” di assicurarsi l’impunità facendola franca rispetto ai cittadini normali».

Gabriella Nuzzi e la fine dell’inchiesta Why Not

29/07/2009 alle 10:57 | Pubblicato su politica | Lascia un commento
Tag: , , ,

dal Blog di Antonio Di Pietro un posto tristissimo ed una testimonianza sconcertante sulla “morte” dell’inchiesta Why Not: una riflessione di un bravo pubblico ministero che ha seguito, in prima persona, l’inchiesta Why Not: Gabriella Nuzzi

L’addio del Procuratore Apicella alla magistratura è un gesto che desta profonda amarezza e sconcerto, che non può e non deve essere “liquidato” nelle brevi, laconiche parole pronunciate dal Presidente dell’A.N.M.

Occorre riflettere a fondo sulle ragioni di questa “scelta” obbligata.

L’opinione pubblica e le forze sane interne delle istituzioni hanno il diritto di conoscere la verità, del perché un intero apparato istituzionale, sulla base di un’inaccettabile menzogna (l’inscenata “guerra tra Procure”) e con tanta unanimità di intenti, abbia attaccato così violentemente dei servitori dello Stato, tolto loro le funzioni inquirenti, bloccato le indagini nelle quali erano impegnati, messo in atto una meticolosa opera di distruzione della loro reputazione personale e professionale.

Siamo stati lasciati soli, nel silenzio e nella indifferenza di chi, per dovere istituzionale oltre che morale, avrebbe dovuto accertare i fatti e tutelarci, in balia di attacchi di ogni genere, senza alcuna possibilità di difesa, senza diritto alcuno (per quanto mi riguarda, neppure quello ad essere madre), folli artefici di un disastro istituzionale o, piuttosto, testimoni scomodi di una verità devastante, in attesa che, lenta e silente, giunga finalmente la nostra eliminazione, la quieti ritorni e la normalizzazione del “sistema” sia definitivamente compiuta.

Stiamo pagando un prezzo altissimo per quella verità ed è in nome di essa che è necessario fare al più presto chiarezza su quanto è accaduto e sta accadendo, perchè nessun magistrato sia più costretto a lasciare, per il proprio onore, il lavoro che ama.

Dott.ssa Gabriella Nuzzi

leggi anche: De Magistris perchè mi hanno tolto le inchieste Why Not e Poseidone

leggi anche: De magistris: Poseidon, Why not, Toghe lucane. Chi indaga viene cacciato! E Genchi è l’ultimo a pagare.



Fondi “un comune governato da mafiosi” e il Governo tace

24/07/2009 alle 15:48 | Pubblicato su politica | 2 commenti
Tag: , , , , , , , , ,

senatore_Stefano _Pedica_IDVSono le affermazioni di oggi del senatore Stefano Pedica dell’IDV: “Fondi è un comune governato da mafiosi” – ha detto il senatore dell’IDV irrompendo durante la conferenza stampa del Ministro Gelmini a Palazzo Chigi, che invece di dare una risposta seria ha preferito andarsene etichettando  il senatore Pedica come un “parlamentare semplice” quindi non degno secondo il Ministro di avere una risposta.  Gesto sicuramente estremo e anche Stefano Pedica IDVprovocatorio quello del Sen. Pedica, ma sicuramente legittimo,  per chiedere al Governo spiegazioni sul perchè  non prenda ancora posizione sullo sciogliemento del comune di Fondi, dopo la richiesta del Prefetto di Latina Frattasi dello scorso febbraio. Oggi c’è stato infatti l’ennesimo rinvio del Governo che ha detto che se ne occuperà nel prossimo consiglio dei ministri.

“Negli ultimi mesi – ricorda l’esponente dell’Idv – ci hanno minacciato, addirittura inviandoci un proiettile indirizzato ad Antonio Di Pietro e a me personalmente, per cio’ che abbiamo denunciato e cioe’ il grave disagio che tutta la popolazione del sud pontino e’ costretta a vivere. Ma noi non ci lasceremo intimorire, perche’ vogliamo cacciare questo cancro che si annida nel silenzio e nell’omerta’, nell’indifferenza di un governo che alle denunce della piu’ alta carica della legalita’, il prefetto, risponde con un nulla di fatto da settembre 2008. Uno scandalo che va denunciato in maniera forte e coraggiosa”.

Lo scorso 6 luglio un’operazione della Direzione investigativa antimafia di Roma e dei carabinieri di Latina ha scoperto infiltrazioni della ‘ndrangheta nella gestione del mercato ortofrutticolo di Fondi ed episodi di collusione con alcuni funzionari del Comune. Il sodalizio criminale era gestito dai fratelli Venanzio e Carmelo Giovanni Tripodo, figli del boss della ‘ndrangheta Domenico, ucciso a Poggioreale dal clan di Reggio, rivale dei Di Stefano, che si era infiltrato a Fondi (Latina) per impadronirsi della gestione del mercato ortofrutticolo, uno dei più grandi d’Europa. Il clan, tramite un ex assessore, funzionari comunali e responsabili dei vigili urbani, avrebbe ottenuto importanti incarichi e commesse. Sono finiti in carcere, oltre ai due  fratelli Tripodo, sono finiti sono l’ex assessore ai Lavori pubblici del comune di Fondi Riccardo Izzi (Forza Italia), Franco e Pasquale Peppe, teste di legno dei Tripodo, Aldo Trani, Giuseppe Bracciale, Alessio Ferri, Antonio Schiappa, Igor Catalano, Vincenzo Bhiancò e Antonio D’Errigo. Arresti domiciliari per il comandante della polizia municipale Dario Leoni, il suo vice Pietro Munno, il dirigente del settore bilancio e finanze del comune Tommasina Biondino e quello dei Lavori pubblici Gianfranco Mariorenzi, nonché l’immobiliarista Massimo Di Fazio.

La città di Fondi è governata dal centro destra: il sindaco, già al suo secondo mandato, Luigi Parisella del PDL è stato rieletto il 30 maggio 2006.  Il comune di Fondi, secondo le relazioni della Direzione distrettuale antimafia, sarebbe stato interessato dalla ‘quinta mafià ovvero quella criminalità organizzata che sancisce la collaborazione tra mafia siciliana, camorra e ‘ndrangheta. Mafia che avrebbe infiltrato l’attività comunale negli appalti edili come hanno confermato i recenti arresti.

Il Governo tace e rinvia la decisione forse perchè il potentissimo Claudio Fazzone, senatore PDL, eletto nella provincia di Latina critica aspramente il provvedimento sul possibile scioglimento del consiglio comunale di Fondi. Le pressioni politiche per rinviare tale discussione in Consiglio dei ministri sono tutte di ministri del Popolo della libertà, più volte infatti il Ministro dell’Interno Maroni si è dichiarato favorevole al provvedimento di scioglimento.

Il sud pontino è sotto attacco mafioso ormai da anni e non sarebbe il primo comune ad essere sciolto nel Lazio. Già i comuni di Anzio e Nettuno negli anni passati hanno subito lo stesso provvedimento e tutti erano governati dal centro destra.

E’ stupefacente come sia più forte la volontà di mantenere il potere rispetto all’esigenza fortissima di legalità che il nostro Paese chiede.  Senza parole!


Blogger arrestati in Azerbaijan perchè si oppongono al Governo

20/07/2009 alle 17:41 | Pubblicato su diritti civili, politica | Lascia un commento
Tag: , , , ,

Emin Milli _Adnan Hajizadeh_Potrebbe essere una notizia già dimenticata o forse solo lontana, come lontana è la terra che offre l’ennesimo scenario del sopruso che viene fatto contro la libera informazione via internet: l’Azerbaijan.

Emin Milli e Adnan Hajizadeh sono due giovani blogger e attivisti politici che, nel loro paese l’Azerbaijan, denunciano la grave situazione socio-politica informando i giovani e la popolazione attraverso Facebook, Twitter e Youtube. Milli Emin è anche co-fondatore di un gruppo di giovani, “Alumni Network”, e coordinatore insieme ad Adnan Hajizadeh del movimento  “OL!” che si oppone al regime del il presidente azero Ilham Aliyev.

Amnesty International venerdì scorso ha informato l’opinione pubblica internazionale che i due giovani lo scorso otto luglio, sono stati arrestati con l’accusa di teppismo all’interno di un ristorante nella capitale Baku. In realtà i due giovani  sono stati aggrediti senza aver accennato alla minima provocazione e portati al commissariato di polizia più vicino, si sono incredibilmente  visti formalizzare le accuse per le quali rischiano ora fino a 5 anni di prigione. Gli aggressori, invece, sono stati subito rilasciati.

Secondo Amnesty International e le organizzazioni dei diritti umani azere, le accuse rivolte ai due giovani sono state costruite ad arte per  punire i due blogger, a causa dei loro articoli su internet che criticano il Governo.

Questa non è la prima volta che le autorità di questo paese arrestano senza motivo dei giornalisti per reprimere le voci dei dissidenti.

Il prigioniero di coscienza Qanimat Zahid, caporedattore del giornale di opposizione Azadliq, per esempio, è stato condannato a quattro anni di reclusione con l’accusa   di aggressione e la violenza negli stadi lo scorso  marzo 2008. Numerosi altri  giornalisti sono stati arrestati sulla base di discutibili reati costruiti per farli tacere.

Amnesty International ha recentemente pubblicato un rapporto sulla libertà di espressione in Azerbaigian  intitolato “Azerbaigian: giornalisti indipendenti sotto assedio” dove si denuncia il clima di impunità, che pervade l’Azerbaijan, per i crimini contro coloro che lavorano nei media e nei gruppi che difendono i diritti umani.

Oggi funzionari dell’Unione Europea in visita in Azerbaijan hanno protestato oggi per l’arresto di due blogger dell’opposizione, un’occasione colta dai gruppi umanitari che hano manifestato la loro preoccupazione per le restrizioni alla libertà di opinione nella repubblica caucasica.

“Ho informato il presidente Ilham Aliyev circa la nostra preoccupazione per l’arresto di questi giovani attivisti”, ha detto ai giornalisti il ministro degli Esteri svedese Carl Bildt, a capo della delegazione europea in missione nel sud del Caucaso, lasciando Baku.

Bildt ha anche confermato che gli ambasciatori dei 27 paesi membri dell’Ue hanno inviato un comunicato alle autorità “esprimendo la propria preoccupazione circa le condizioni dei diritti umani e delle libertà in Azerbaijan”.

Influenza A h1n1: Ferruccio Fazio a rischio riapertura delle scuole

18/07/2009 alle 20:05 | Pubblicato su politica | 1 commento
Tag: , , ,

h1n1All’agenzia Ansa nel pomeriggio Ferruccio Fazio, viceministro della Salute, afferma che “non è escluso l’eventuale rinvio della riapertura delle scuole il prossimo mese di settembre. Ha precisato però che “ad oggi non è stata presa alcuna decisione nè ci sono indicazioni che una misura del genere sarà necessaria”. Il mese di settembre, con la prevista riapertura delle scuole, «sarà sicuramente un momento cruciale», e dal momento in cui l’epidemia di nuova influenza si presenterà in Italia il contagio sarà «molto rapido» ed i casi aumenteranno velocemente ha sottolineato però ancora Fazio. «L’epidemia di nuova influenza – ha affermato Fazio – arriverà anche in Italia e, quando arriverà, presenterà una capacità di raddoppio dei casi in media ogni 10 giorni». L’epidemia, ha precisato, «quando arriverà, si svilupperà cioè in modo progressivo ma veloce e la riapertura delle scuole è un momento cruciale». La Gelmini e Sacconi hanno prontamente smentito il collega di Governo. In una nota il Ministero del Welfare  ha precisato che «in merito alla notizia diffusa da organi di informazione relativa ad un eventuale rinvio dell’apertura delle scuole a causa dell’influenza A H1N1 si precisa che nessuna misura di questo tipo è attualmente presa in considerazione”.

Come “notizia diffusa da organi di informazione”??? L’ha detto un vostro collega all’Ansa, mica è stata inventata di sana pianta dal giornalista?

Siamo alle comiche insomma! Nessuno si deve permettere di scalfire la tranquillità dell’estate degli italiani. Che vadano in giro per il mondo ad infettarsi e poi si vede… Questa è la prevenzione del Governo! In Gran Bretagna il contagio si allarga a macchia d’olio e nessuno, qui in Italia,  ha ipotizzato come consiglio di evitare di mandare i figli a studiare inglese da quelle parti. Come nessuno ha detto agli italiani di evitare gli altri paesi dove i contagi sono esplosi come gli Stati Uniti e l’Argentina. E ci sono ormai decine di italiani sparsi per il mondo in quarantena che rientrando a breve in Italia diffonderanno il virus. Bella prevenzione caro Governo!

Come stanno davvero le cose? Perchè questo pietoso teatrino tra ministri di questo Governo?

In realtà Fazio si è lasciato scappare quello che qualsiasi manuele sanitario  dice. E’ auspicabile la chiusura delle scuole durante la pandemia perchè  si spezzerebbe la catene di trasmissione, con i seguenti vantaggi: la riduzione del numero totale di casi;  rallentamento dell’epidemia per dare più tempo  alla produzione del vaccino,  ridurre l’incidenza dei casi, al culmine della lotta contro l’epidemia, limitando lo stress sui sistemi sanitari e sui picchi di assenteismo nella popolazione generale.

Gli altri colleghi di Governo lo hanno fatto secco, perchè in realtà hanno più paura di un’altra cosa: se non riparte la scuola il PIL potrebbe essere ulteriormente compromesso e con una caduta del -5% già ufficializzato, il settore scuola che non riparte puntuale farebbe aggravare ulteriormente il crollo del PIL che potrebbe così arrivare a fine anno a segnare un -8%.

Mi viene da pensare un’altra cosa? Perchè tra le categorie a rischio da vaccinare subito non hanno inserito anche gli insegnanti delle scuole di ogni ordine e grado? Ma niente paura Ferruccio Fazio è già rientrato nei ranghi dopo la strigliata ricevuta.

leggi anche: Influenza H1N1: rischio pandemia sottovalutato in Italia?

leggi anche: Influenza A H1n1: non riaprire le scuole a settembre

Influenza H1N1: rischio pandemia sottovalutato in Italia? File negli Usa per acquistare il vaccino. In Svizzera no alla vaccinazione delle donne incinte.

18/07/2009 alle 07:05 | Pubblicato su cronaca, politica, società | 6 commenti
Tag: , , , , , , ,

All’indomani dell’annuncio giovedì scorso dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sulla diffusione del virus H1N1, che rappresenterebbe la più rapida pandemia a diffondersi di cui si abbia ricordo, i telegiornali di prima serata sono tornati massicciamente sulla notizia, salvo però omettere numerose informazioni e dichiarazioni ufficiali delle autorità sanitarie dei Paesi più colpiti dalla virus.

Nelle passate pandemie, i virus dell’influenza hanno impiegato più di sei mesi per diffondersi al livello raggiunto dal nuovo virus H1N1 nel giro di meno di sei settimane.  E’ diventato pertanto impossibile per le autorità sanitarie e per i laboratori tenere il conto dei singoli casi — che per la maggior parte non sono particolarmente virulenti, mentre il virus continua a diffondersi a macchia d’olio.

Si conterebbero già più di un milione di casi negli Stati Uniti, dove Obama ha stanziato quasi 2 miliardi di euro per l’acquisto degli ingredienti per il vaccino e per aiutare le autorità sanitarie nella campagna di vaccinazione.

In Gran Bretagna il prof. Liam Donaldson, direttore del National Health Service, ha relazionato giovedì scorso al Governo sull’ ipotesi di 65.000 morti, già dal prossimo inverno. La previsione arriva dopo pochi giorni dall’annuncio del Ministro della Salute Andy Burnham sull’aumento dei contagi che già dalla fine di agosto potrebbero raggiungere i 100.000 casi al giorno. In Gran Bretagna si registrano già i primi casi di morte da H1N1 di persone che non avevano precedenti problemi di salute, ma perfettamente sani. In dieci giorni è stato registrato un aumento del 46% nel numero dei casi di morte e il conto delle vittime è salito a 29, dieci nelle ultime 48 ore. Il Governo Brown ha deciso la vaccinazione di massa già da settembre. E’ a rischio la riapertura delle scuole. Infatti tenere chiuse le scuole per un lungo periodo potrebbe ridurre la diffusione dell’influenza suina, la facilità del contagio tra i bambini potrebbe potenzialmente limitare il numero di morti. Più del 60% dei casi di influenza suina sono stati riscontrati tra i più giovani, con l’incidenza più alta tra i cinque a 15 anni.

Anche in Francia Sarcozy  già lo scorso giugno ha deciso la vaccinazione obbligatoria di tutti i francesi maggiori di 3 mesi.

Intanto Stati Uniti e Gran Bretagna hanno lanciato un’allerta: evitare da subito di recarsi in Argentina dove il virus non è più sotto controllo e il contagio sarebbe molto più diffuso di quanto non confermato dalle autorità sanitarie. Il governo argentino ha dichiarato in queste ore l’emergenza sanitaria nazionale dopo che e’ stata accertata la presenza del virus H1N1 in alcuni maiali e a Buenos Aires si va in giro con la mascherina.

Nel resto dei paesi europei l’allerta rimane alta. Anche la Germania ha stanziato due miliardi di euro per vaccinare i tedeschi. Imprese belghe hanno cominciato ad acquistare importanti quantità di mascherine di protezione per essere pronte a prevenire un’eventuale ondata di assenze del loro personale colpito dal virus della nuova influenza. Lo scrive l’agenzia Belga, citando fonti imprenditoriali. Il direttore commerciale di una grande industria farmaceutica di Liegi (sud del Belgio) riferisce di avere ricevuto un ordine per 1,25 milioni di mascherine da parte di una grande banca belga. Secondo il commissario interministeriale «Influenza» Marc Van Ranst, dal 12 al 35% della popolazione belga potrà contrarre il virus da qui alla fine dell’inverno prossimo.

I dati del contagio in Cina rimangono oscuri. Data la vastità del paese e la scarsa trasparenza delle autorità sanitarie, non si hanno informazioni certe sul grado di diffusione del virus h1n1.

In Italia cosa succede?

Il Governo italiano prevede di vaccinare “entro fine anno 8,6 milioni di italiani, ovvero il 14% della popolazione tra cui oeratori sanitari, lavoratori di servizi essenziali e malati cronici. Ferruccio Fazio, vice ministro della Salute ha affermato che  “l’Italia può contare su 4 milioni di scorte di farmaci antivirali ed ha già avviato accordi, semmai ne avesse bisogno, per l’acquisto di altri sei milioni di dosi”.  Il ministro rassicura e chiude anche il numero gratuito 1500 attivato lo scorso aprile per dare informazioni sul virus: “le caratteristiche cliniche della nuova influenza A/H1N1 sono di modesta gravità e del tutto simili a quelle dell’influenza stagionale” – ha tagliato corto il ministro. Il Governo Italiano, inoltre, dai suoi siti web istituzionali non da alcuna indicazione sui Paesi a  rischio: l’Argentina si può visitare quindi. Il Governo, insomma, continua a smorzare l’allarme e attua la cosiddetta politica “delle dita incrociate”. Si continua nel frattempo ad incapsulare il principio attivo che dovrebbe combattere il virus, acquistato nel 2005 durante l’emergenza dell’aviaria e fino a un mese fa ancora stipato in bidoni in alcune caserme dell’esercito. Con il ritorno dalle vacanze degli italiani in giro per il mondo, verificheremo se i contagi si impenneranno e se le strutture sanitarie riusciranno a contenere l’influenza.

Cosa dobbiamo realmente aspettarci?

Nei prossimi giorni non troveremo più il puntuale report dei contagiati nei vari Paesi del mondo, dopo che l’OMS giovedì scorso ha dichiarato che a questo punto è del tutto inutile, bensì soltanto l’indicazione dei focolai di infezione. Quello che più fa paura è la sua diffusione su larga scala che potrebbe far mutare il virus e renderlo immune ai principali anti-virali utilizzati in questo momento per combatterlo. Con l’arrivo dell’autunno nell’emisfero nord, l’abbassamento delle temperature, potrebbe accellerare il processo di contagio. Inoltre  l’economia mondiale, già duramente colpita dalla recessione dopo la crisi finanziaria cominciata nel settembre 2008, in caso di contagi su larga scala verrebbe ancor di più compromessa.

Su questi scenari, infine, bisogna registrare anche l’annuncio delle principali case farmaceutiche in grado di produrre il vaccino, che hanno dichiarato di non poter più accettare ordinativi da parte dei governi. Sarebbe già tardi, infatti, perchè per soddisfare le richieste dei principali paesi occidentali, sarebbero tagliati fuori più della metà degli altri stati del mondo. E sarà difficilissimo se non addirittura impossibile, che uno stato si privi di parte delle dosi di vaccino, per aiutare un altro stato. Se davvero la nuova influenza non è una bufala, i Governi che non si sono mossi per tempo per acquistare dosi massiccie di vaccino, potrebbero uscire davvero malconci a causa della pandemia e poter solo portare la triste contabilità dei morti.

leggi anche:

Influenza A H1N1: in Germania un vaccino diverso per militari e politici senza squalene

Tremonti e quel testa di c…o di giornalista americano sullo scudo

15/07/2009 alle 22:08 | Pubblicato su politica | 2 commenti
Tag: , ,

Nulla da dire. Il giornalista non era della squadra di Minzolini del TG1, bensì un americano: Steve Scherer di Bloomberg che fa perdere la pazienza al ministro dell’Economia  Tremonti  o Tremorti come lo chiama Grillo – nel corso della conferenza stampa a palazzo Chigi al termine del Consiglio dei ministri – sbotta e dice: ” che Testa di cazzo” al giornalista. Le domande scomode su questioni concrete e vere fanno sempre perdere le staffe.

Senza commenti sia per il provvedimento sia per l’atteggiamento di Tremonti che più volte in passato ha ripetuto “mai più condoni”

Crisi economica e sfascio dei conti pubblici, per Tremonti la situazione continua ad essere gestibile

15/07/2009 alle 06:23 | Pubblicato su economia, politica | 1 commento
Tag: , , , , ,

Giulio Tremonti Ministro dell'EconomiaContenere il deficit a qualsiasi costo e il motto di Tremonti dall‘inizio della legislatura. Tenere i conti a posto e in sicurezza, ha sempre ripetuto il Ministro, è la garanzia che ci mette al riparo da una possibile crisi del colossale debito pubblico che abbiamo sulle spalle. Debito che nonostante tutto continua a crescere: a maggio ammontava a 1.752,188 miliardi di euro, in crescita di circa 4 miliardi rispetto al mese precedente, in cui aveva registrato 1748,244 miliardi ed in salita dai 1.648,74 miliardi dello stesso periodo dell’anno precedente. Nell’ultimo anno il debito pubblico è aumentato di 104 miliardi di euro. E’ la Banca d’Italia che lo certifica e non un pericoloso organismo internazionale che ce l’ha con noi. Calano del 3,2% anche le entrate fiscali nei primi cinque mesi dell’anno così che, tra gennaio e maggio, gli incassi del fisco sono diminuiti di 4,5 miliardi di euro. Anche il rapporto deficit/pil non ci fa stare troppo tranquilli: nel primo trimestre 2009 il rapporto tra deficit e pil è salito al 9,3%. Un dato che è il più negativo almeno dal 1999, anno in cui è cominciata la serie statistica dell’Istat.

Il ministro Tremonti continua a dire che la situazione è “perfettamente gestibile” e che ci sono “segnali non negativi di ripresa” e prevede per il 2010 una ripresa con crescita del PIL del 0,5%. La Banca d’Italia, invece, ha previsto per il prossimo anno crescita ZERO.

Il Fondo monetario internazionale prevedeva per l’Italia  all’inizio di quest’anno il peggioramento del rapporto tra il PIL e il debito pubblico ad oltre il 110% nel 2010. Ebbene se abbiamo aperto l’anno con un rapporto del 105%, ieri nel documento di programmazione economico finanziaria (dpf) che il governo ha illustrato alle parti sociali, Tremonti prevede che il debito pubblico solo quest’anno si attesterà al  117% del Pil e attorno al 120% il prossimo anno.

Siamo al più completo sbando dei conti pubblici e alla più completa incapacità di reazione di questo Governo alla recessione in atto, forse perché come dice Berlusconi “il peggio è alle spalle”.

Sbagliate le previsioni di crescita (e Tremonti si vanta ancora di aver previsto la crisi), sbagliate le previsioni di deficit, la continua diminuzione delle entrate fiscali stanno dando il colpo di grazia ai conti pubblici che Tremonti si era tanto preoccupato di mettere in sicurezza già dall’estate scorsa.

Il grande economista John Maynard Keynes diceva che, “nel capitalismo i mercati non possono assicurare da soli un equilibrio di piena occupazione”, per questo “la scarsità della domanda deve essere in parte compensata con la crescita della spesa pubblica, che non va finanziata con un aumento delle imposte ma con l’accensione di crediti (deficit della spesa), in modo da assorbire i risparmi improduttivi”. Ora, il problema italiano è proprio questo: l’Italia, col suo alto debito pubblico, non potrebbe più indebitarsi. Senza contare che, comunque, il debito pubblico aumenta lo stesso per compensare i minori introiti fiscali, che diminuiscono per effetto della recessione.

Quindi bisognerebbe aumentare il PIL per uscire da questa scrisi, ma per l’anno prossimo le previsioni rimangono negative: -0,1% dice il Fondo Monetario internazionale. E’ anche per questo non si prevede un miglioramento nei conti pubblici nei prossimi anni.

E in una situazione così tragica per l’economia del Paese il Capo dello Stato continua ad invocare il “fair play” tra maggioranza e opposizione. Ma qui andrebbero sciolte le Camere domani mattina se l’opposizione fosse coesa e solida nel contrastare il Governo. Ma visto che Di Pietro è il solo a contrastare la maggioranza il Paese è tenuto in scacco dal non-governo e dalle previsioni sbagliate dell’economia di Tremonti.

L’informazione è bloccata, la più parte degli italiani continua ad essere drogata dai TG che parlano di un altro Paese, è piano piano si realizzerà il progetto piduista di Berlusconi.
Scommetto che se a settembre anche nel nostro Paese scatterà l’emergenza da “nuova influenza”, il Governo potrà contare così su un finale d’anno tranquillo, tanto sarà il clamore mediatico che questa notizia susciterà facendo sparire completamente le notizie sulla crisi economica.

Il nodo è sempre quello: l’informazione! Fai sparire le notizie e Berlusconi diventa così il “miglior capo di Governo” del G8! Lo so c’è solo da vomitare.

Lo scudo fiscale di Tremonti è l’ennesima porcata di Berlusconi

15/07/2009 alle 05:07 | Pubblicato su cronaca, politica | Lascia un commento
Tag: , , , , ,

“La realtà italiana è di un governo e di un premier che ne approfittano per farsi gli affari loro. I cittadini devono sapere che la bozza per lo scudo fiscale prevede che qualunque criminale può reinvestire i suoi proventi in Italia con una piccola tassa. E’ una porcata che serve alla solita lobby dei grandi evasori fiscali che hanno soldi all’estero”. E’ quanto affermato ieri da Antonio Di Pietro nell’intervista a Rainews24 sulla bozza di “scudo fiscale” che il Governo si appresta a varare.

In particolare si parla di un condono fiscale disegnato su misura per coloro che riporteranno capitali nel nostro paese. In questo modo i magistrati non potrebbero procedere nemmeno in presenza di due reati finanziari della massima gravità come il falso in bilancio e la bancarotta.

Quanto alla parte economica del provvedimento, sarebbero previste due aliquote per sanare il rientro dei beni: una più bassa (circa il 5%) per chi deciderà di investire nei titoli che finanziano la ricostruzione in Abruzzo, l’altra più alta (7-8%) ma senza vincoli. Il rimpatrio dei capitali dovrebbe invece avvenire attraverso una dichiarazione riservata da presentare agli intermediari (banche, Poste) entro il 31 dicembre 2009.  In settimana il provvedimento sarà in Consiglio dei Ministri.

Ieri anche il leader del CGIL Guglielmo Epifani durante la conferenza stampa dopo l’incontro del Governo con le parti sociali, si è sfogato parlando della profonda ingiustizia che l’ennesimo scudo fiscale porterà in Italia.

Il Pd al capolinea di Beppe Grillo

14/07/2009 alle 21:28 | Pubblicato su politica | Lascia un commento
Tag: , ,

Pagina successiva »

Crea un sito o un blog gratuitamente presso WordPress.com.
Entries e commenti feeds.