Decreto sicurezza e rischio influenza suina in Italia

08/07/2009 alle 07:57 | Pubblicato su cronaca | Lascia un commento
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Nonostante dal ddl sicurezza  733 b approvato in via definitiva dal Senato la settimana scorsa, sia stato eliminato l’obbligo di presentare il permesso di soggiorno per accedere alle cure sanitarie negli ospedali pubblici da parte degli immigrati irregolari (art. 1, commi da 22 a 24), l’introduzione del reato di clandestinità nel nostro ordinamento produrrà di fatto l’allontanamento di tutti gli stranieri da qualsiasi luogo pubblico dove in qualche modo ci sia per loro il rischio di identificazione.

La campagna mediatica fortissima condotta durante tutto l’iter di approvazione della legge su questo provvedimento, aveva già fatto rilevare nei mesi scorsi una diminuzione repentina degli interventi sanitari richiesti dagli stranieri negli ospedali.  Si era diffusa la paura tra gli immigrati di vedersi arrestati se solo avessero messo piede in un ospedale. Ma, purtroppo, la paura contiua anche se il provvedimento non c’è più.

Evidenti in questo caso i rischi per l’aumento delle malattie infettive tra la popolazione immigrata.

In particolare il rischio di diffusione del virus dell’influenza suina potrebbe nei prossimi mesi provocare un aumento dei contagi rilevantissimo, anche nel nostro Paese.

Se in Italia c’è la censura più completa su queste notizie, in tutto il mondo si parla dell’aumento vertiginoso dei casi di contagio e nell’emisfero australe, dove adesso la stagione invernale ha portato il freddo, il virus sta facendo registrare problemi seri. In Argentina sono già quasi 100.000 i casi di contagio ed è emergenza nazionale, gli ospedali sono al collasso, gli uffici pubblici hanno anticipato la chiusura al giovedì per limitare al massimo la diffusione del virus. Vengono chiusi i locali pubblici e si invita la popolazione a limitare al massimo la frequentazione di luoghi affollati e al chiuso.

Anche in Inghilterra è stato di massima allerta: il ministro della sanità britannico, infatti, ha annunciato che già da agosto si potrebbero registrare in tutta la Gran Bretagna centomila nuovi casi di contagio al giorno. E se la Francia ha già annunciato da settembre una preventiva vaccinazione di massa, nel nostro Paese le autorità sanitarie latitano e si rallegrano dei casi isolati di contagio che finora hanno interessato lo stivale. Nessuna strategia dunque in caso di contagio massiccio e diffuso.

In Italia al momento non se ne parla, l’attenzione dei media è concentrata altrove e su ben altri temi, ma dopo le vacanze se gli altri paesi europei si aspettano di fronteggiare l’emergenza su vasta scala, da noi si rimanda e come si dice “chi vivrà vedrà”.

Sottrarre di fatto al servizio sanitario nazionale la cura degli immigrati,  per la paura tra loro ormai diffusissima, di vedersi identificati ed espulsi, aggraverà il contagio dell’influenza suina nel nostro Paese e potremo dire grazie ancora una volta a Berlusconi e alla Lega.

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