Decreto-Anticrisi: al via il riciclaggio di Stato del denaro sporco con lo scudo di Tremonti. Giorgio non firmare!

01/08/2009 alle 12:26 | Pubblicato su politica | Lascia un commento
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Senatore_Pedica_ Giorgio_non_firmareIl decreto legge n. 78 del 1 luglio 2009 è ormai legge. Con l’ennesimo voto di fiducia di oggi al Senato il Governo ha fatto passare l’ennesima legge porcata. Dopo la conversione al Senato del ddl, un Consiglio dei ministri lampo  ha dato il via libera ad un nuovo decreto-legge, che reca disposizioni correttive del “dl anticrisi” su materie come la Corte dei Conti, scudo fiscale, Ponte di Messina e ministero dell’Ambiente, sulle quali il presidente della Repubblica aveva alzato la sua “piuma d’oca”.

Napolitano adesso sarà pronto per promulgare entrambi i provvedimenti: la legge porcata uscita dal Senato questa mattina e il nuovo decreto legge che ne corregge alcuni passaggi, senza vuoti legislativi. Che bella pensata!

El capo dello Stato si rivolge ora l’Italia dei Valori con il Senatore  Stefano Pedica, che si è presentato in Aula con addosso una maglietta con la scritta «Giorgio non firmare». È la stessa maglia che i parlamentari dell’Italia dei Valori hanno indossato in occasione della manifestazione al Quirinale per chiedere a Napolitano di non firmare il ddl sulle intercettazioni. Questa volta l’invito rivolto al capo dello Stato è a non firmare la promulgazione del decreto anticrisi: “un decreto brutto e sconclusionato che tra i tanti provvedimenti porcata, al suo interno da l’avvio alla più grande manovra di riciclaggio di denaro sporco che il Governo potesse immaginare, favorisce gli evasori e introduce un provvedimento di amnistia fiscale generalizzata per chi ha portato all’estero capitali illeciti”

Grazie allo scudo fiscale di Tremonti sarà possibile  alle organizzazioni malavitose nostrane quali ‘ndrangheta, camorra e mafia,  approfittando dell’anonimato che caratterizza il provvedimento,  poter utilizzare i patrimoni “parcheggiati” all’estero e ora, “sdoganati” a costi risibili, per creare delle “banche alternative” per rilevare tutte le attività strozzate dall’usura e dalla crisi economica. In nessun altro paese del mondo provvedimenti di questo tipo sono anonimi, solo nel Paese di pulcinella cioè l’Italia. Ricordate il ministro Tremonti in conferenza stampa infastidito dal giornalista di Bloomberg, che gli chiedeva conto dello scudo fiscale? A “quel testa di cazzo di giornalista coraggioso”, Tremonti rispose di chiedere prima al presidente americano Obama e poi gli avrebbe risposto lui. Ma Obama non ha fatto uno scudo fiscale anonimo, nè l’ha fatto Sarcozy nè l’ha fatto la Merkel!

Soltanto il 5 luglio scorso il Governatore della Banca d’Italia Mario Draghi diceva: “Le perduranti difficoltà di accesso al credito favoriscono fenomeni di usura e scalate alla proprietà di aziende, grazie alla disponibilità di liquidità acquisita illegalmente. Sono due fenomeni molto diffusi elevati nel Mezzogiorno dove, secondo recenti dati, sono a rischio usura 500 mila famiglie e 600 mila piccoli imprenditori“. Vabbhè per Berlusconi e Tremonti, Draghi è solo un “comunista”!

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