DL anticrisi: regolarizzazione colf ostica e complicata

03/08/2009 alle 20:23 | Pubblicato su cronaca, politica | Lascia un commento
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Ma qualcuno in tv o sui giornali ha spiegato come avverrà la regolarizzazione di colf e badanti prevista nel famoso “decreto anti-crisi” n. 78 del 1 luglio 2009?

Con l’attuale legge “Bossi-Fini” che regola l’immigrazione nel nostro Paese, una legge farraginosa e complicata, si è voluto apertamente  porre un evidente ostacolo alla completa integrazione del lavoratore immigrato. Oggi  con la legge di conversione del decreto anticrisi promulgato da Napolitano, arrivano le procedure per la regolarizzazione di colf e badanti.

Le persone da mettere in regola sono state calcolate in 300 mila e la loro emersione comporterà, secondo il servizio studi della Camera, un gettito contributivo aggiuntivo di 130 milioni quest’anno e 390 milioni l’anno dal 2010 al 2012.

Se qualcuno si aspettava praticità e snellimento della burocrazia a favore del cittadino, sarà presto deluso. Infatti leggendo il testo del decreto sembra quasi che si voglia scoraggiare il cittadino nel far emergere il lavoro nero degli immigrati extracomunitari.  Si procede, insomma, sulla falsa riga della legge “Bossi-Fini” e non soltato per le procedure, ma anche per i critere oggettivi che il datore di lavoro deve avere, primo fra tutti il reddito.

Innanzitutto la dichiarazione di regolarizzazione di un cittadino extracomunitario, che svolge l’attività di colf o collaboratore domestico,  potrà essere fatta solo da quei cittadini che rispettano determinati limiti di reddito  ed in particolare:

– non inferiore a € 20.000,00 nel caso di nucleo familiare composto da un solo soggetto percettore di reddito;

– non inferiore a € 25.000,00 nel caso caso di nucleo familiare composto da più soggetti conviventi percettori di reddito.

Ovvero ti puoi regolarizzare la domestica solo se guadagni non meno di € 20.000,00 all’anno se sei single oppure non meno di € 25.000,00 se la tua famiglia è composta da più di un componente. Per una badante, invece, non ci sono limiti di reddito. Puoi essere straricco o morto di fame o meglio ancora, evasore totale, non hai l’obbligo di dichiarare i tuoi redditi, per le colf invece sì!

Mi chiedo:  “ma un professionista, magari avvocato o medico, che si vede richiedere l’attestazione ufficiale dei propri redditi per regolarizzare la colf e percepisce da modello UNICO meno di un povero operaio sotto i 18 mila euro, come farà?”. La constatazione è ironica e provocatoria, ma il solo fatto che si debba dichiarare il proprio  reddito per una richiesta da fare a ad un’organismo dello Stato, farà sicuramente storcere il naso a molti, soprattutto ai più furbi. La dichiarazione  Unico 2008 dovrà essere consegnata con allegata trasmissione telematica o ricevuta di presentazione.

E’ evidente il carattere volutamente ostativo di questo requisito.  I datori di lavoro dovranno, inoltre, impegnarsi ad applicare il contratto nazionale previsto per questa categoria di lavoratori e rispettare gli orari previsti dalla normativa in vigore. Bisognerà, infine, garantire l’alloggio e il  pagamento delle spese di viaggio per il rientro del lavoratore nel Paese di provenienza.

A queste condizioni state certi che si andranno a cercare una badante oppure una colf di un Paese appartenente all’Unione Europea, come la Romania o la Polonia, paesi poveri ma pur sempre comunitari e quindi nessun obbligo di rispetto di contrattazione minima o alloggio garantito o pagamento delle spese di viaggio e nessun  presentazione della dichiarazione dei redditi prodotti durante l’anno.

Il decreto prevede la possibilità di regolarizzare una sola colf e massimo due badanti per datore di lavoro.

Bene abbiamo presentato on line la domanda dal 1° al 30 settembre, direttamente dal sito web del Ministero dell’Interno, ora aspettiamo.

Lo sportello unico per l’immigrazione valuta la domanda e dopo aver acquisto il parere della questura, convoca le parti per la stipulazione del contratto di soggiorno e per la presentazione della richiesta del permesso di soggiorno per lavoro subordinato. Mi raccomando portatevi dietro la ricevuta del pagamento dell’obolo di € 500,00, perchè ve la chiederanno di nuovo (si paga con modulo F24 che trovate in qualsiasi banca o Posta;
i codici da indicare per il pagamento sono RINT, per l’emersione di lavoratori italiani e comunitari, e REXT per l’emersione di lavoratori extracomunitari. Nel nuovo campo “elementi identificativi” occorre riportare il codice fiscale del lavoratore o, qualora questi ne sia sprovvisto, i primi 17 caratteri del numero di un valido documento di identità).

E per chi regolarizza una o due badanti, a pena di inammissibilità della dichiarazione di emersione, è necessario in questo passaggio presentare anche  una certificazione, rilasciata da una struttura sanitaria pubblica o da un medico convenzionato con il Servizio sanitario nazionale, che attesti la limitazione dell’autosufficienza del soggetto per il quale viene richiesta l’assistenza al momento in cui è sorto il rapporto di lavoro. Come a dire che se hai  un genitore anziano  con l’invalidità al 100% e l’accompagno e pure il pannolone perchè si piscia sotto, devi anche andare a farti fare un’altra certificazione che attesti che non è autosufficiente e ti serve  uno o due badanti.

Entro ventiquattro ore dalla data della stipulazione del contratto di soggiorno, il datore di lavoro deve effettuare la comunicazione obbligatoria di assunzione all’INPS e la colf o la badante deve provvedere agli altri obblighi relativi alla richiesta di permesso di soggiorno, perchè era troppo facile renderlo contestuale in questo passaggio senza ulteriori trafile (presentazione del modulo 209 direttamente alle Poste).

Purtroppo pare l’ennesimo provvedimento spot, fatto solo per riempirsi la bocca per qualche settimana sui tg nazionali, con evidenti ma comprensibili ostacoli alla possibilità di regolarizzare il maggior numero di lavoratori extracomunitari.

Attenzione! La presentazione della domanda fa perdere all’immigrato l’eventuale diritto a rientrare nei flussi annuali, per i quali poteva aver presentato regolare domanda precedentemente.  Nel caso la Questura  rifiuti il nulla osta alla regolarizzazione, i 500 euro di dazio non verrano rimborsati e l’immigrato sarà espulso.

Basterà attendere i primi giorni del prossimo mese di ottobre per sapere quante domande saranno state presentate, ma i presupposti ahimè non lasciano presagire nulla di buono soprattutto per la regolarizzazione delle colf.

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