Gianni Guido il mostro del Circeo libero: Alfano dice “è una decisione saggia la richiesta della libertà vigilata”.

27/08/2009 alle 22:20 | Pubblicato su cronaca | 2 commenti
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Gianni Guido oggiQuesta sera è intervenuto il Ministro dellaGiustizia Alfano sulla scarcerazione di Gianni Guido, uno dei mostri del Circeo. Il Ministro ha affermato che è stata una decisione saggia quella della richiesta della Procura di Roma di chiedere la liberta’ vigilata per Gianni Guido nel 2007. Vi rendete conto che pezzo di Ministro della Giustizia ha questo Paese! Ma non c’è da meravigliarsi visto che qualche giorno fa, dopo l’aggressione al GayVillage e l’accoltellamento di due giovani, il Ministro non si è dichiarato sdegnato per il mancato arresto di “svastichella”. Stavolta si tratta di un pezzo da novanta della borghesia nera romana e quindi è una giusta decisione per il ministro Alfano, averlo messo in libertà vigilata ed oggi uno stupratore, massacratore, evaso tre volte dal carcere è completamente libero.

Condannato all´ergastolo, Guido ebbe la pena ridotta a 30 anni in appello. Dopo due evasioni e la cattura a Panama, dal 2006 ha usufruito di permessi premio. Nel luglio 2007 ha ottenuto la semilibertà, l´11 aprile 2008 è stato affidato ai servizi sociali.

Figlio di un alto dirigente di banca, all´epoca della strage era uno studente d´architettura, aveva 19 anni, mentre Izzo, studente di medicina, e Ghira, figlio di un imprenditore, ne avevano 21 e 22. Tutti si sono dichiarati fascisti di buona famiglia.

34 anni fa, nel settembre del 1975, per un giorno e una notte seviziarono due ragazze, che avevano accettato l´invito da quelli che sembravano bravi giovani. Invece furono drogate e violentate. «I tre agirono in preda a un odio misogino e contro la gente povera», si disse al processo. Rosaria Lopez, studentessa di 19 anni, fu affogata nella vasca da bagno della villa del padre di Ghira. Con una cinta tentarono di strangolare Donatella Colasanti, 17 anni, picchiata con una spranga di ferro. Le ragazze, credute morte, furono nascoste nel cofano della 127 del padre di Guido, che fu parcheggiata al quartiere Trieste a Roma quando i tre andarono al ristorante. Con le poche forze rimaste Donatella Colasanti riuscì ad attirare l´attenzione di un metronotte.

Izzo e Guido furono arrestati subito, Ghira riuscì a fuggire in Spagna. Si arruolò nella Legione straniera e morì nel 1994: è sepolto in Marocco, a Melilla, con il nome di Massimo Testa. Ma la Colasanti non ha mai creduto che quello fosse il corpo del suo carnefice. A Izzo nell´aprile 2005 il tribunale di Velletri concesse la semilibertà, e ora sta scontando un altro ergastolo dopo il coinvolgimento nel duplice omicidio della moglie e della figlia di un pentito conosciuto in cella. Guido riuscì ad evadere dal carcere di San Gimignano nel 1981, fuggì a Buenos Aires ma fu arrestato due anni dopo. Fuggì di nuovo, nel giugno 1994 fu preso a Panama, dove faceva il commerciante di auto. Estradato in Italia, non senza polemiche a 53 anni è un uomo libero.

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2 commenti »

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  1. Se t’incontro per strada, ti faccio le stesse cose che hai fatto nel 75′, non ti nascondo che mi fara’ un po’ schifo. . . a presto. francesco

  2. P.S. . . Ciao Angelino, ma davvero credi anche tu al recupero dei criminali?? francesco


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