USA: nuova legge contro l’omofobia e fine del “don’t ask, don’t tell” per i militari gay e a Roma nuova aggressione in pieno centro

11/10/2009 alle 19:06 | Pubblicato su diritti civili, omofobia, politica | Lascia un commento
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stop-omofobiaNegli Stati Uniti  è stato approvato dal Congresso, un nuovo provvedimento federale contro le discriminazioni sull’identità di genere, sull’orientamento sessuale e la disabilità. La legge porta il nome di Matthew Shepard (Matthew Shepard, James Byrd Jr. Hate Crimes Prevention Act – HCPA), che fu rapito, torturato e assassinato perché gay nell’ ottobre 1998 vicino a Laramie nel Wyoming e di James Byrd che, morì in un attentato a sfondo razziale in Texas. La legge, inoltre, da preciso mandato al  Federal Bureau of Investigation (FBI) di monitorare i crimini d’odio contro le persone transgender.

La morte di Shepard scioccò profondamente l’opinione pubblica statunitense e dette l’avvio ad anni di lotte e di campagne contro l’omofobia che hanno trovato l’appoggio di una serie di note celebrità di Hollywood e di importanti personaggi politici. I genitori di Shepard hanno creato una fondazione in suo onore, il Matthew Shepard Foundation e sua madre, Judy Shepard ha recentemente pubblicato un libro intitolato “The Meaning of Matthew: Murder My Son’s in Laramie”.

La legge stabilisce che qualsiasi aggressione, violenza, discriminazione commessa sulla base dell’orientamento sessuale, verrà giudicata come crimine d’odio estendendo in questo modo a gay, lesbiche e transgender, la stessa protezione di cui godono alcune minoranze per razza o religione.

La HCPA estenderebbe per la prima volta a tutti gli Stati Uniti una legislazione uniforme, visto che finora soltanto 12 Stati hanno leggi contro la discriminazione dell’identità di genere e addirittura ben 5 Stati (Arkansas, Georgia, Indiana, Carolina del Sud e Wyoming) non ne hanno affatto, insomma come l’Italia. Il provvedimento adesso sarà sottoposto alla firma, scontata, del Presidente Obama.

Il presidente Obama ha, inoltre, annunciato la fine della politica del «don’t ask, don’t tell», che permetteva ai gay di arruolarsi nelle forze armate soltanto a patto di non dichiarare il proprio orientamento sessuale. Dunque, negli Stati Uniti, gay e lesbiche saranno accettati pienamente nelle forze armate.

E in Italia cosa succede? Lo scorso 2 ottobre la commissione Giustizia della Camera ha concordato il testo base della legge anti-omofobia, di cui è relatrice la Concia. Un iter interminabile, si parla di omofobia dal 2002 e da oltre due anni le associazioni gay denunciano casi di discriminazioni, aggressioni e violenze quotidiane.

Il testo ha raccolto i voti di Pd, Pdl e Lega, mentre si sono espressi contro Idv (che aveva presentato una proposta di legge autonoma) e Udc. La soluzione adottata è quella di un articolo che aggiunge la discriminazione sessuale tra le aggravanti di reato previste nel codice penale: secondo il ddl, quindi, aggrava il reato anche “l’avere, nei delitti colposi contro la vita e l’incolumità individuale, contro la libertà personale e contro la libertà morale, commesso il fatto per finalità inerenti all’orientamento e alla discriminazione sessuale della persona offesa dal reato”.

Per l’Italia dei Valori il “compromesso” raggiunto da Pd e Pdl non darebbe “una risposta adeguata ad un fenomeno di gravità enorme”. Ma è l’Udc di Casini che si distingue per le ragioni del no: “Chi subisce violenza a causa del suo orientamento sessuale”, spiega durante il dibattito in Commissione l’onorevole Roberto Rao, “riceverebbe una protezione privilegiata rispetto alla vittima di violenza tout court, con conseguente violazione del principio di uguaglianza”.
E’ saltata anche l’indicazione dell’identità di genere che serviva a tutelare i transessuali.

Speriamo che in qualcosa in più si riesca ad apportare con gli emendamenti che saranno presentati nel corso della discussione in Aula.

E intanto anche oggi in pieno centro a Roma continuano le aggressioni omofobe contro giovani gay.

leggi anche: DDL Concia: Gay cornuti e mazziati grazie al PD

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