DDL Concia: Gay cornuti e mazziati grazie al PD

13/10/2009 alle 21:38 | Pubblicato su politica | 1 commento
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Paola ConciaOggi pomeriggio alla Camera il ddl Concia che proponeva un testo di legge base contro l’omofobia, è stato affossato dalla maggioranza e dall’UDC. Quest’ultimo ha avanzato un problema di costituzionalità sul testo presentato e l’aula lo ha approvato. Pertanto il DDL CONCIA è stato ritenuto anti-costituzionale e non proseguirà il suo iter parlamentare.

Il ddl è stato frutto di una lunga mediazione operata dall’On. Concia del PD, che era riuscita a far convergere il PDL e la LEGA su un testo che introduceva nel codice penale all’articolo 61, tra le circostanze aggravanti comuni quella inerente all’orientamento sessuale.  Secondo il ddl Concia, quindi, aggravava il reato anche “l’avere, nei delitti colposi contro la vita e l’incolumità individuale, contro la libertà personale e contro la libertà morale, commesso il fatto per finalità inerenti all’orientamento e alla discriminazione sessuale della persona offesa dal reato”.

Il 2 ottobre scorso in Commissione il testo fu approvato dal PD e dal PDL e la LEGA, votarono contro l’UDC e l’IDV.

L’Italia dei Valori che ha presentato una proposta di legge autonoma contro l’omofobia, dichiarò la sua netta contrarietà alla proposta di testo unificato ritenendo che questa non fosse una risposta adeguata ad un fenomeno così grave. La scelta di introdurre un’aggravante anziché un reato autonomo, dichiarò l’On. Palomba, “è stato frutto di un compromesso che alla fine non servirà a contrastare in alcun modo, neanche minimamente, il fenomeno dell’omofobia. L’inutilità dello strumento dell’aggravante è ancora più evidente se si tiene conto che questa potrà essere inapplicata ogniqualvolta il giudice ritenga di riconoscere prevalenti o equivalenti le circostanze attenuanti generiche”. Il DDL CONCIA, dunque, secondo l’IDV presentava una norma manifesto, nulla più. L’obiettivo dell’Italia dei Valori è quello di introdurre nell’ordinamento un reato autonomo volto a punire ogni atto di discriminazione per l’orientamento sessuale e l’identità di genere.

Con il voto di incostituzionalità di oggi, prima di un anno non potrà essere ripresentato nessun testo sulla materia.

Inutile commentare quanto questo voto ci allontana dai partner comunitari:  un periodo buio si prospetta all’orizzonte per i diritti civili in Italia.

Ciò che inquietà al di la del voto è la farsa che abbiamo dovuto sopportare di un Partito Democratico che in questa legge non credeva minimamente. L’On. Concia è stata lei stessa tradita e messa da parte in nome del rispetto di una sola volontà, quella del Vaticano.

Ebbene sì perchè dietro l’incostituzionalità votata oggi c’è oltre all’UDC, anche un preciso obiettivo perseguito dal PD, quello di non aizzarsi contro la Chiesa a meno di due settimane dalle primarie previste per il 25 ottobre. E uno dei candidati di area cattolica o ex Margherita che dir si voglia, è l’attuale segretario Franceschini. Inoltre hanno bisogno di fare il pieno di affluenza per le primarie  e quale miglior occasione se non quella di affossare questa legge per proporsi come il baluardo dei diritti civili?

Ciò spiega anche  il rifiuto opposto dal PD di rimandare il testo in Commissione. Fonti ben informate evidenziano come il PD oggi pomeriggio abbia preso la palla al balzo per far saltare tutto.  Spiega ai giornalisti l’On.  Lorenzin del Pdl – poco dopo la bocciatura: ” si era trovato l’accordo con il PD per rinviare il testo in Commissione e rimediare ai profili di incostituzionalità e poi riportare rapidamente il ddl all’esame dell’aula entro novembre. Poi, poco prima della votazione, un esponente del Pd si è avvicinato ai banchi della presidenza e ha spiegato che o si esplicitava il ritorno in Aula a novembre o loro avrebbero votato contro. A quel punto, violato il patto, anche noi abbiamo votato contro”.

Chi era questo esponente del PD che si è avvicinato ai banchi della presidenza? Non uno sbaglio di tattica da parte del Pd, dunque, bensì una strategia precisa del partito democratico che doveva portare a tutto questo, l’affossamento definitivo del disegno di legge in vista delle primarie imminenti.

Insomma PD e PDL si sono fatti un favore reciproco, nessuno dei due dovrà giustificarsi presso gli elettori per il comportamento avuto oggi in aula. Il PD oggi e domani accuserà la maggioranza di aver affossato il provvedimento e dichiarerà di avercela messa tutta, mentre il PDL non dovrà giustificarsi con i suoi elettori ultra conservatori per aver appoggiato un provvedimento di civiltà. E Berlusconi potrà nuovamente farsi amare dal Papa e dalla Chiesa dopo le sue porcate.

Il PD “a parole” sacrificherà anche l’On. Binetti (ma non subito) che ha votato con la maggioranza e che oggi ha scandalosamente affermato: «Per come era formulata la legge, le mie opinioni sull’omosessualità potevano essere individuate come un reato… le mie e quelle di tante altre persone. Il testo era ambiguo, io ho votato per rinviarlo in Commissione e migliorarlo ma la richiesta di rinvio è stata bocciata. C’era un’ambiguità che giustificava le mie riserve».

Insomma avete capito l’antifona: il PD  ha preso per i fondelli tutta la comunità gay,  hanno fatto credere per davvero che avrebbero fatto approvare una legge contro l’omofobia e tutti ci sono cascati.

E il 25 ottobre fanno le primarie… meditate su quanto accaduto prima di andarci!

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