La Lega Nord attacca Roberto Saviano e l’anti Mafia

10/12/2009 alle 20:47 | Pubblicato su cronaca, politica | Lascia un commento
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Oggi a Brera (Mi) Roberto Saviano ha ricevuto dalle mani di Dario Fo, Premio Nobel per la letteratura nel 1997, il titolo di Socio Onorario dell’Accademia di Brera e il diploma honoris causa di secondo livello in Comunicazione e Didattica dell’Arte. Lo scrittore ha dedicato i riconoscimenti ricevuti  “ai meridionali di Milano, che sono poi i veri milanesi”.

Lo scrittore ha commentato anche le recenti dichiarazioni del pentito di mafia Gaspare Spatuzza al processo d’appello contro Dell’Utri e gli arresti in contemporanea dei boss mafiosi Giovanni Nicchi a Palermo e Gaetano Fidanzati a Milano: “Il patrimonio della camorra stimato dallo Stato è di 100 miliardi di euro all’anno”, ha detto, aggiungendo che “c’è ancora molto da fare. Per capire queste vicende bisogna leggere davvero le carte fino in fondo, approfondire e non accontentarsi di slogan di una parte o dell’altra o di titoli semplici”. L’attenzione sulle mafie “deve essere costante e non episodica”, ha aggiunto lo scrittore, augurandosi che “il Paese possa tenere gli occhi davvero incollati a queste storie. Per questo, ha aggiunto, c’è la necessità e il bisogno di mettere le mani nell’economia della criminalità organizzata e di non considerarla un fenomeno marginale o che si sta sconfiggendo: si è fatto molto, ma siamo ancora all’inizio”.

Saviano ha tenuto, infine, una lezione ai numerosi studenti che affollavano l’aula, raccontando loro la camorra attraverso video di canzoni di ‘napoletani neomelodici’ proiettate su un maxischermo. Canzoni come ‘il mio amico camorrista’ di Lidia Castaldi o ‘Nu Latitante’, di Tommy Riccio, che “raccontano la quotidianità criminale” dipingendo i membri delle organizzazioni camorristiche come eroi che rischiano la loro vita e ignorando totalmente le motivazioni che li costringono alla latitanza. Canzoni che, ha sottolineato lo scrittore, “dimostrano l’esistenza di una quotidianità di guerra che va raccontata”, non ignorata come succede spesso nel resto del Paese.

Il vice ministro Roberto Castelli della Lega non ha trovato di meglio da dire che: “‘Ma va a ciapà i ratt! Poveri milanesi a furia di chinare il groppone per lavorare, lavorare e lavorare senza pensare ad altro, adesso devono sorbirsi le lezioni e le paternali dell’universo mondo.  Saviano è l’ultimo maestrino arrivato, di cui sentivamo tanto il bisogno, è l’ennesimo professionista dell’antimafia, Saviano, il quale viene da una terra che per condizioni politiche e sociali, sicuramente ha molto da insegnare. Meriterebbe una risposta più secca. Ma siamo a Natale e l’ineludibile bonomia lombarda mi fa soltanto esprimere un invito: ‘ma va a ciapà i ratt'”.

Sicuramente messaggi come questi sono molto tranquillizzanti per Cosa Nostra, il Governo non manca giorno per far sapere da che parte sta.  Chi lotta contro la Mafia e la denuncia ogni giorno con la sua attività di scrittore, sacrificando la propria vita,  viene osteggiato dai membri del Governo.  Sono della scorsa settimana le affermazioni di Berlusconi che voleva strozzare tutti quelli che raccontano della Mafia attraverso libri e fiction.  Grazie Castelli, si vede che ci tieni alla lotta alla Mafia!

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