Eurispes Rapporto Italia 2010: fiducia per Berlusconi ai minimi

26/01/2010 alle 08:56 | Pubblicato su politica | Lascia un commento
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I principali tg della sera hanno riportato con ampio risalto i risultati che oggi l’Eurispes  ha presentato a Roma. Il Rapporto Italia 2010 segna anche quest’anno un crollo vertiginoso della fiducia che gli italiani anno nei confronti del Governo Berlusconi.  I fiduciosi sono soltanto il 26,7% che segnano inoltre un calo, seppur lieve, rispetto al 2009 quando erano il 27,7%.

Guarda caso i tg si sono guardati bene dall’evidenziare questo dato, addirittura il TG3 ha parlato soltanto del fatto che “il giudizio dei cittadini sulle Istituzioni, viste nel loro insieme, sia nel complesso positivo e tendenzialmente in crescita rispetto agli anni passati”. E giù lodi, invece, al Capo dello Stato: “protagonista di questa inversione di tendenza è la figura del Presidente della Repubblica”. L’immagine e l’operato di Napolitano spostano in alto i consensi dei cittadini interpellati che sfiorano il 70%, mentre nel 2009 il dato si era attestato intorno al 62%.

Guarda un pò! Speriamo se lo ricordi quando dovrà promulgare il “processo breve”.

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Con Nichi si vince: Vendola presidente 2010

23/01/2010 alle 16:41 | Pubblicato su politica | 1 commento
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Decreto Romani pronta la censura per internet e Sky, Italia come la Cina

22/01/2010 alle 11:43 | Pubblicato su cronaca, media, politica, società | 1 commento
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«I Paesi che limitano il libero accesso alle informazioni o violano i diritti basilari degli utenti di Internet rischiano di tagliarsi fuori dal progresso del secolo, lotteremo per la libertà di comunicazione» ha detto ieri il Segretario di Stato Hillary Clinton, che ha minacciato «conseguenze gravi» per tutti quei Paesi chi minacciano il cyberspazio. La polemica nasce dai continui attacchi che il Governo cinese opera contro Google, che ha deciso di non piegarsi più ai diktat di Pechino. Il più diffuso motore di ricerca ha annunciato sul blog ufficiale che non applicherà più alcun filtro in Cina, minacciando di sospendere ogni attività in quel Paese.

E in Italia che succede? Si cerca in tutti i modi di censurare internet perchè Berlusconi non riesce a controllarlo e presto la situazione potrebbe sfuggirgli di mano. Ma di cosa ha paura Berlusconi? E’ presto detto. La consapevolezza crescente che internet sia l’unico baluardo della libera informazione, dove i fatti non possono sparire, e dove i suoi servi non possono dilagare con la menzogna e l’occultamento dei fatti, lo fanno correre ai ripari lottando contro il tempo visto l’approssimarsi delle elezioni regionali di fine marzo.

Il 18 dicembre scorso Paolo Romani, vice ministro con delega alle Comunicazioni, ha presentato alla Camera il  decreto legislativo su Internet e tv, che dovrebbe servire a dare attuazione in Italia alla Direttiva Europea 2007/65/CE (Audiovisual Media service) dell’11 dicembre 2007, che modifica la Direttiva Europea 89/552/CEE detta anche “Tv senza frontiere”. Questa direttiva aveva, tra i suoi scopi originari, il fine di migliorare la competitività dell’industria europea nei settori dei media e delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, nonché la salvaguardia del principio della neutralità tecnologica e della promozione di nuovi servizi.

Come per tutte le leggi “ad personam” che stanno uccidendo la democrazia in questo Paese al solo fine di mettere al riparo dai processi Berlusconi & Co., anche l’applicazione di questa direttiva è stata distorta con fine ultimo di mettere sotto controllo la rete, limitare il suo potere informativo, rafforzare le aziende di famiglia del Premier e stroncare la concorrenza.

Le questioni fondamentali che il testo di legge, in discussione in questi giorni in Commissione Cultura alla Camera dei Deputati, affronta sono:

– Limite per gli “affollamenti” pubblicitari per il satellite e la pay-tv dal 18% al 12% (di ogni ora trasmessa). Sulla carta tale misura interesserebbe anche le tv Mediaset, ma le reti del premier incassano il grosso degli introiti pubblicitari dalle tv in chiaro (68%) e sono lontane dal tetto del 12% sui canali digitali e a pagamento. Inutile dire che il nuovo “tetto” governativo andrà, per coincidenza, a penalizzare fortemente le tv Sky di Murdoch, il diretto concorrente tv di Mediaset.

Non c’è che dire una vera misura “ad aziendam”, com’è stata già da taluni ribattezzata…e per di più il regime che prospera sul conflitto d’interessi potrà spacciare tale sgambetto al magnate australiano come una misura “nell’interesse del pubblico”.

– Equiparazione del web alla tv, volendo includere anche Internet nella disciplina riguardante tutti i mezzi “che trasmettono non occasionalmente immagini”. Col nuovo decreto il regime aggiunge un altro concetto alla sua neolingua, quello di “servizio di media audiovisivo”. Tale categoria per il governo comprende “i servizi, anche veicolati mediante siti internet, che comportano la fornitura o la messa a disposizione di immagini animate, sonore o no, nei quali il contenuto audiovisivo non abbia carattere meramente accidentale” (art.4, comma 1, lettera a). Ergo, qualsiasi videoblog sarà a rischio censura.

Siccome le aziende del capo del governo si stanno interessando all’Iptv (Tv Internet protocol), i suoi dipendenti nelle stanze dei bottoni cominciano a far fuori la concorrenza prima ancora che possa nascere, eliminando o quantomeno riducendo i materiali video circolanti in Rete che potrebbero rappresentare quella concorrenza che l’egoarca ama solo a parole e che nomina solo mentre mente, sorridendo, di fronte alle telecamere e ai falsi applausi.

– Controllo politico del Web, tramite le norme che fanno da corollario al Decreto Romani e che già fanno parte, in varia misura, della legislazione vigente. Ci riferiamo qui in particolare alle norme a difesa del copyright (Decreto Urbani del 2004), a quelle sull’obbligo di registrazione per siti web (Nuova Legge sull’Editoria n.62/01) e a quelle, vera aberrante novità, che introdurrebbero la responsabilità dei provider circa ciò che transita sulle loro piattaforme.

Con la normativa prossima ventura l’Italia rinnegherebbe un principio universalmente accettato, almeno in Occidente, quello della “neutralità “della Rete e dei suoi fornitori di servizi.

E si noti bene che nella Direttiva Europea, che il Decreto Romani vorrebbe recepire, la nozione di “responsabilità editoriale” cioè del provider non implica necessariamente una responsabilità giuridica sui contenuti. E ci mancherebbe. Come potrebbe, poniamo il caso, Fastweb essere responsabile dell e-mail che vi transitano oppure You tube dei video che vi si caricano?

E’ evidente che solo una volontà censoria strenuamente dissimulata possono condurre un regime a tali proposte di legge, più ridicole che liberticide. Da far ridere il mondo intero, specie e soprattutto dopo l’intervento del segretario Usa Hillary Clinton. Si rinnega il principio dell’assenza di obbligo di sorveglianza degli intermediari della comunicazione, che, appunto, sono intermediari, non secondini degli utenti.

Infatti all’art.6 del Decreto Romani, dove si parla di “diritto d’autore”, il governo impone a tutti i fornitori di servizi media audiovisivi di “astenersi dal trasmettere o ritrasmettere o mettere comunque a disposizione degli utenti, su qualsiasi piattaforma, programmi oggetto di diritti di proprieta’ intellettuale di terzi o parte di tali programmi”. Nello stesso art.6 (comma 3) si nomina anche lo sceriffo della Rete: “l’Autorità, Agcom, emana le disposizioni regolamentari necessarie per rendere effettiva l’osservanza dei limiti e dei divieti di cui al presente articolo”. Insomma l’organo che dovrebbe controllare Internet (l’Agcom) è di stretta nomina politica i suoi membri vengono eletti da Camera e Senato e il suo presidente direttamente dal presidente del consiglio. Vi rendete conto?

– Autorizzazione ministeriale preventiva, per tutti coloro che volessero “diffondere immagini via internet”. Una web tv, fatta magari con il telefonino o con la web cam in casa propria, i video messi sulle piattaforme come You Tube, saranno equiparati dal potere governativo al gruppo Mediaset e per la loro “divulgazione” in Rete sarà necessaria un’autorizzazione ministeriale.

Non c’è che dire, l’Italia sarà, sotto tale aspetto, molto più vicina alla Cina che all’Europa e agli Stati Uniti. Come non rimanere sconcertati da tale deriva totalitaria?

Marco Pancini, dirigente di Google italia. Intervistato dal sito Articolo 21 ha sostenuto che “in questo decreto (Romani) c’e’ un’equiparazione dei siti web alle tv che ha una conseguenza importante: disapplica di fatto le norme sul commercio elettronico per cui l’attivita’ dell’hosting service provider, cioe’ del sito che ospita contenuti generati da terzi, va distinta da quella di un canale tv, che sceglie cosa trasmettere. Significa distruggere il sistema internet”.

Come già più volte ribadito, Berlusconi ha un obiettivo: controllare tutto e distruggere internet è l’ultimo tassello che gli manca per instaurare di fatto quella “democrazia dittatoriale” tanto in voga nel Paese del suo amico Putin. Attraverso l’unico strumento che conosce e controlla, la tv, continuerà con quel lavaggio del cervello capillare e sistematico che gli rende possibile, farsi eleggere da quindici anni a questa parte nonostate sia stato plurinquisito, pluriprocessato e corruttore di avvocati. Pensate soltanto a quello che ha rappresentato internet per i giovani iraniani che si oppongono al regime di Ahmadinejad. Di questo ha paura Berlusconi, di essere travolto dalla verità dei fatti che nasconde agli italiani.

Alla luce di tutto questo è evidente perché il regime regala i “decoder” e congela gli 800 milioni che il Governo aveva precedentemente destinato alla banda larga italiana (il tanto strombazzato “piano Romani”, rinviato “alla fine della crisi”).

Internet per Berlusconi può rimanere in vita, certamente, ma solo se si occupa di e-commerce e dei suoi interessi, non certo se continua con l’informazione che non lecca, che non fa sparire le notizie e non lo incensa dalla mattina alla sera.

La Cina ha distrutto l’attività di YouTube e ci sta provando con Google, noi vogliamo davvero finire come i cinesi?

Iniziate ad opporvi al regime, iniziate a non guardare più le tv di Berlusconi e nemmeno per sbaglio non fate più zapping sulle sue reti. Sarebbe già tanto se riuscissimo ad affamarlo, perchè ad uno così è necessario chiudere i rubinetti della pubblicità, quindi non comprate più i prodotti che le sue reti pubblicizzano! Se lo facessimo tutti, in meno di sei mesi ce lo toglieremmo dai coglioni sicuramente!

le altre porcate contro internet di Berlusconi:

  1. disegno di legge Carlucci nr. 2195
  2. Stop alla banda larga per tutti
  3. Diritto all’oblio su Internet disegno di legge nr. 2455
  4. Iran: come internet può rovesciare un regime dittatoriale
  5. Pacchetto sicurezza e filtraggio della rete
  6. legge contro la pirateria digitale e multimediale

L’amnistia per Berlusconi e i suoi amici: il loro “processo breve”

21/01/2010 alle 09:18 | Pubblicato su politica | 1 commento
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Non sono ancora vaccinato per assorbire tutte le porcate che sforna questa maggioranza di Governo mafiosa, come giustamente ha ribadito ieri Antonio Di Pietro,  giorno dopo giorno da quasi 15 anni a questa parte. Il disgusto, il mal di stomaco, il vomito, la rabbia, la vergogna di assistere a giornate come quella che si è consumata ieri al Senato, dove abbiamo assistito all’ennesima legge ad personam  per cancellare i processi di Berlusconi. Solo per lui, per salvare lui, si cancellano centinaia di migliaia di processi in spregio al diritto e alla convivenza civile che tiene ancora coeso questo Paese (non so fino a quando).

Brevemente quello che hanno approvato:

“i processi dovranno concludersi in tempi stabiliti. Per i reati la cui pena è inferiore ai 10 anni, ilprocesso di primo grado è estinto dopo 3 anni dalla richiesta di rinvio a giudizio. In appello il tetto è di 2 anni e in Cassazione 1 anno e mezzo. Per i reati la pena è di 10 o più anni, i processi muoiono dopo 4 anni, in primo grado, 2 anni e 1 anno e mezzo se sono in Appello o in Cassazione. Per i processi di mafia e terrorismo i termini diventano rispettivamente di 5,3 e 2 anni. Il giudice può prorogare i termini di un terzo. La legge non si applica ai processi in corso, ma per Berlusconi c’è l’eccezione: verranno estinti i processi in primo grado per reati coperti dall’indulto, se non c’è stata sentenza a 2 anni dalla richiesta di rinvio a giuduizio i processidovranno concludersi in tempi stabiliti. Per ireati la cui pena è inferiore ai 10 anni, il processo di primo grado è estinto dopo 3anni dalla richiesta di rinvio a giudizio. Inappello il tetto è di 2 anni e in Cassazione 1anno e mezzo. Per i reati la pena è di 10 opiù anni, i processi muoiono dopo 4 anni, inprimo grado, 2 anni e 1 anno e mezzo sesono in Appello o in Cassazione. Per iprocessi di mafia e terrorismo i terminidiventano rispettivamente di 5,3 e 2 anni. Il giudice può prorogare i termini di un terzo. La legge non si applica ai processi in corso, ma per Berlusconi c’è l’eccezione: verranno estinti i processi in primo grado per reati coperti dall’indulto, se non c’è stata sentenza a 2 anni dalla richiesta di rinvio a giuduizio. Prescrizione processuale anche per procedimenti davanti alla Corte dei Conti – Il processo dovrà considerarsi estinto se il giudizio di primo grado non sarà concluso entro tre anni; entro due per l’appello ed entro 18 mesi per il giudizio in Cassazione. Ma questo riguarderà solo i processi relativi a reati con pene inferiori nel massimo a 10 anni. In caso di annullamento con rinvio disposto dalla Cassazione, ogni grado di giudizio che dovrà celebrarsi di nuovo non dovrà durare più di un anno”

Mi chiedo come un cittadino onesto (ma forse l’obiettivo è quello di farli sparire tutti) si debba sentire davanti all’approvazione di simili provvedimenti. Se un cittadino è parte lesa in un processo per truffa, danneggiamento, violenza e deve essere ancora risarcito ed avere soddisfazione per il torto subito, di colpo in un batter d’occhio si vede completamente privato di un diritto sacrosanto sancito dalla Costituzione: avere giustizia.

Secondo i magistrati saranno condannati a “immediata estinzione” i processi “per i crac  Cirio e Parmalat, per le scalate alle banche Antonvenetae Bnl, per la corruzione nella vicenda Eni-Power, per le morti bianche alla Thyssen, per le morti da amianto. Verranno posti nel nulla centinaiadi migliaia di processi, con un costo sociale e un danno erariale altissimi”.

Per Berlusconi il processo breve è la legge regina perché decreterà la morte immediata dei processi Mills e Mediaset. Il primo lo vede imputato per aver corrotto un avvocato inglese per indurlo a testimoniare il falso. Nel secondo è imputato di frode fiscale per presunti costi gonfiati dalla sua azienda durante l’acquisto dei diritti televisivi. Secondo l’accusa, con questa modalità sarebbero stati accantonati soldi in nero all’estero e sarebbe stata falsata l’immagine della società per agevolare la quotazione in Borsa, nel 1996. Ci sarebbe stata quindi anche una falsa comunicazione al mercato. In questo processo il presidente del Consiglio si è tolto di torno altre imputazioni, grazie a una delle leggi ad personam, quella sulla depenalizzazione del falso in bilancio. Al di là delle leggi ad hoc in discussione in Parlamento in queste settimane, per far morire i procedimenti a carico di Berlusconi, la prescrizione per questo processo, grazie all’ex Cirielli (ennesima legge ad personam), ci sarà ad aprile 2012.

Questa legge vergognosa dovrà passare alla Camera e poi alla firma del Capo dello Stato. Si evidenziano già palesi elementi di incostituzionalità, per cui Napolitano, potrebbe senza problemi rispedirla al mittente, ma sappiamo come andò a finire con “il lodo Alfano” che firmo con una rapidità record. Quindi possiamo solo che sperare che la giusta e saggia valutazione di un Presidente della Repubblica ristabilisca la verità della Costituzione.

Ormai come più volte ribadito, la strategia è chiara ed è sotto gli occhi di tutti: destrutturare il potere giudiziario per permettere a quella Casta di delinquenti che fanno parte dei cosidetti “colletti bianchi”, di affermare la loro oligarchia sulla gente onesta. Da un lato cancellare i processi di banchieri, imprenditori, affaristi, faccendieri, truffatori, contribuisce a rafforzare il consenso intorno ad un modello di potere fascista che consolida il berlusconismo, dall’altro indebolisce la Costituzione con il solo scopo di instaurare giorno dopo giorno quella “democrazia autoritaria”, che permette di salvare la faccia davanti agli occhi del mondo occidentale, ma di fatto crea all’interno del Paese una vera e propria dittatura.

Io sono consapevole che tra poco, senza ombra di dubbio, un mio scritto come questo, non potrà essere più pubblicato liberamente on line. Perchè Berlusconi il prossimo attacco normalizzatore, dopo essersi messo al riparo da tutti i processi, lo sferrerà alla rete, resettando tutto quanto già scritto sulle porcate che in quindici anni hanno fatto detto e realizzato (il diritto all’oblio) per impedire ai liberi cittadini di esprimere i loro legittimo e sacrosanto diritto di parola.

Mi sfogo…

14/01/2010 alle 11:43 | Pubblicato su politica | Lascia un commento
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Il lungo silenzio informativo che mi ha caratterizzato nelle due ultime settimane, nasce da una riflessione profonda che mi ha portato a conclusioni drammatiche sul futuro prossimo del nostro Paese.

Ognuno di noi è ben consapevole di continuare a sopravvivere in una realtà sociale asfittica, dove si continua a cercare un lavoro per sopravvivere e non per costruire. Intorno a noi non esistono piani di sviluppo che cercano di far progredire le persone, ma continuiamo ad essere circondati da squali che con ogni azione possibile e permessa dalla legge, cerca di arraffare e prevaricare senza scrupoli.

Dai vertici del potere legittimo, all’ultima pedina di coloro che si vantano di essere “cittadini” di questa Repubblica, ogni giorno si continua a  porre in essere comportamenti che vanno contro l’interesse collettivo.

Si vive come in un grande reality dove a causa dei problemi economici personali, la più parte degli italiani non riesce più a stare dietro all’azione politica eversiva di quella casta “dei poteri forti” che da quindici anni, cerca di rifondare uno Stato fatto da “signorotti” e “cafoni”.

Leggi per risolvere le questioni giudiziarie del Premier e di pochissimi altri suoi amici, provvedimenti xenofobi e azioni razziste contro gli immigrati, slogan pre-elettorali sulla fine della progressività per il pagamento delle imposte, la gente non ce la fa più alla sera a cercare di capire quali siano le notizie vere da quelle false. O forse non ce la fa più a rimanere in piedi fino a mezzanotte per attendere l’ultima edizione del TG3 dove ancora qualche notizia viene correttamente raccontata. Sì è proprio così, perchè se torni verso le otto di sera tra il TG1 e il TG5 o il TG2 che segue di li a poco, è quasi imbarazzante sedersi ad ascoltare le notizie. Se poi dopo una giornata di lavoro, di treno affollato come un carro bestiame o di metrò straboccante di gente, ti senti dire al TG1 che “Craxi è un grande statista che è stato un capro espiatorio”, allora sì che se non hai una connessione ad internet ti viene solo voglia di tirare il telecomando contro lo schermo e di andare a letto.

Una signora ieri in treno mi raccontava che per una visita dall’endocrinologo gli hanno dato la prenotazione per il prossimo mese di settembre 2010 e, angosciata per un nodulo che gli è venuto alla tiroide si chiedeva se era accettabile aspettare tutto questo tempo. Tagliando corto alla fine sarà costretta ad andare a visita privata, ha continuato.

Gli italiani, quelli cioè che più o meno sono in quel 50% di elettori che non votano per Berlusconi, si sentono sopraffatti. Se non hai la possibilità di evadere le tasse, di frodare fondi pubblici per i tuoi interessi personali, se vivi solo del tuo stipendio continui a pensare ma quali politiche potrà fare per te questa maggioranza di Governo?

Non hai procedimenti in corso, non tiri cocaina nè vai a puttane o a trans, cerchi di mettere da parte qualcosa ogni mese per avere  un ancora di salvataggio in caso di emergenza, ti sei laureato e sei super specializzato, ma ci sono certi soggetti in ufficio da te che sono entrati solo perchè esistono ancora quelli che hanno il potere di far assumere i “ciucci”, ma allora che provvedimenti possono agevolare la vita della mia famiglia presi da questa maggioranza?

L’abolizione dei provvedimenti che eliminavano il brutto vizio delle “dimissioni in bianco”, l’abolizione della tracciabilità dei pagamenti per i commercianti e liberi professionisti, la creazione della “pec” (sono due mesi che ho scritto un’email all’INPS con la posta certificata e nessuno mi ha risposto), le ronde, la privatizzazione dell’acqua…lo scudo fiscale, ma qualche cazzo di provvedimento preso da questo Governo migliora la mia vita?

E chissà quanta gente ha pensato almeno una volta di recente come riuscire ad entrare nel club di quella “casta” che conta e si sente “fregna” nell’era di Berlusconi.

Vi garantisco che se solo aveste rapporti con questa gente, non riuscireste un solo minuto a stare vicino a gente che non fa un cazzo dalla mattina alla sera, che sfrutta le sue conoscenze per rimanere a galla e che si vanta di essere un privilegiato perchè, dopo tutto, non si può dare tutto a tutti e i “ricchi e poveri” ci sono sempre stati nella società e se, di poveri ce ne sono di più, forse è anche meglio per i ricchi che riescono a campare meglio.

Io continuo a regolarmi in un modo forse troppo radicale, scindo ormai solo tra rosso o nero, ma sicuramente elimino tutto ciò che è male, tutto ciò che è merda:  non guardo più Mediaset, non compro più i prodotti di marca con l’esagerato ricarico di pubblicità, faccio la raccolta differenziata anche se so che nella mia città finisce comunque tutto in discarica,  cerco ogni giorno di portare una parola di verità tra amici e colleghi che, invece, non riescono a stare dietro alle nefandezze e alle distorsioni dell’informazione di regime.

Continuo anche a ripetere a tutti che il problema è solo nelle informazioni che spariscono, tutto qui. Voi provate a chiedere per strada o in una discoteca chi conosce il “più grande scandalo della repubblica italiana” evocato dal Premier l’anno scorso e su come è andato a finire. Oppure chiedete se qualcuno ricorda perchè De  Magistris è stato, di fatto, “sbattuto” fuori dalla magistratura. Nessuno ricorda niente.

La situazione è grave, davvero. Chi vorrebbe reagire non ha la forza politica per farlo, non ha un interlocutore che vuole farlo da un punto di vista politico.

E si continua a sopravvivere e mi chiedo chi ci salverà, o meglio, chi salverà il futuro dei miei figli?

Però non sono ancora stufo di combattere!

Di Pietro: lettera a Bersani

04/01/2010 alle 22:53 | Pubblicato su politica | Lascia un commento
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Caro Bersani,

come sai, avevamo fissato un incontro per il prossimo 12 gennaio per discutere di elezioni regionali. Mi dispiace ma dobbiamo prima chiarire un punto fondamentale del nostro “stare insieme”: voi del PD volete allearvi o no con l’Italia dei Valori per costruire una valida alternativa al Governo delle destre berlusconiane? Sia chiaro, noi lo vogliamo perchè crediamo nel modello bipolare di rappresentare la democrazia parlamentare (ed in tale modello noi ci collochiamo nel centrosinistra, a prescindere da Berlusconi) e perché non ci piace la politica del “doppio forno”, un po’ di qua un po’ di là, portata avanti da altre forze politiche al cui capezzale tutti i giorni voi del PD vi prostrate.
A noi di IDV invece mal ci sopportate. Tutti i giorni ci trattate come appestati, utili sì solo per motivi elettorali ma da criminalizzare e denigrare con la stessa foga e supponenza dei vari Bondi, Cicchitto e prezzemolino Capezzone del PDL.
L’ultima goccia (che, se non ritrattata, rischia di rompere il vaso) è l’attacco che ci ha rivolto ieri il vicesegretario del PD Enrico Letta. Mi ero permesso di avvertire gli elettori del mio partito (attraverso il mio blog personale) del rischio che la democrazia corre nell’affidarsi all’attuale maggioranza parlamentare del centrodestra per fare le riforme e citavo come esempio il maldestro tentativo di un Ministro in carica (Brunetta) di voler modificare, in nome delle riforme, anche l’art. 1 della Costituzione (quello che garantisce il “diritto al lavoro”: come a dire che, siccome nel nostro paese non si trova lavoro tanto vale abrogarlo dalla Costituzione).
Per dare maggiore spessore al mio grido di allarme ho anche segnalato che quelli del PDL stanno strumentalizzando le giuste parole del Capo dello Stato – ripeto, giuste come ho già avuto modo di chiarire sin dal primo momento –per creare un clima di “complicità posticcia” fra maggioranza ed opposizione. Il PDL, ribadisco, parla di riforme ma non pensa a quelle che servono al paese ed agli italiani ma solo a quelle utili per uso personale (di Berlusconi, in testa, ma non solo).
Ho anche aggiunto – è vero e lo ripeto anche ora – che le parole dette a fin di bene dal Presidente Napolitano “forse sono state un po’ incaute, considerati gli interlocutori”. Esattamente così ho detto e non vedo proprio cosa ci sia di così offensivo nei confronti del Presidente della Repubblica in questa mia presa di posizione. Non ho criticato Napolitano come persona e nemmeno il suo discorso di buon senso (che anzi ho apprezzato) ma ho solo fatto rilevare come purtroppo questa maggioranza ora ne approfitterà per strumentalizzare – come sempre ha fatto finora – le aperture di credito del Presidente della Repubblica nei confronti del Governo Berlusconi. Solo per questa ragione oggettiva ho definito “forse incaute” (nel senso di speranze azzardate e mal riposte) le parole del Capo dello Stato. In un paese democratico non vedo proprio cosa ci sia di eversivo dall’esprimere le proprie idee, a meno che non si voglia sostenere che nel nostro paese alle forze di opposizione non sia nemmeno più possibile parlare (manco fossimo in Iran!).
Mi sono apparse subito scontate le “critiche interessate” dei mestieranti del PDL (che non mi hanno fatto né caldo né freddo per quanto mi sono indifferenti) ma che l’amico Letta fecesse da grancassa, da sparring partner e da raccattapalle dei vari Cicchitto e Capezzone proprio no, questo non me lo sarei proprio aspettato e non posso accettarlo.
Soprattutto noi di IDV non possiamo più aspettare il tuo silenzio, rispetto alle mille richieste che ti vengono da più parti circa il ruolo e la costruzione della coalizione del centrosinistra che hai in mente. E’ una coalizione che vuoi realizzare o no anche con Italia dei Valori? O pensi che siamo buoni solo in occasione delle varie elezioni per poi continuare a trattarci come appestati? Davvero anche tu pensi che il tipo di opposizione che fa IDV al Governo – opposizione che noi intendiamo continuare a fare con parole chiare ed in modo determinato ed inequivocabile – aiuti Berlusconi? Se è così, ebbene sappi che noi di IDV siamo invece convinti che siano le continue accondiscendenze ed i continui tentennamenti del vostro modo di fare opposizione (da signorini primi della classe che solo loro capiscono tutto) a creare sconcerto ed incertezze nell’elettorato.
Luigi, mi appello alla tua intelligenza (e tu sai quanto io ti stimi sul piano personale): non cadere anche tu nel tranello di chi vuole a tutti i costi far passare l’Italia dei Valori come una forza estremista ed eversiva. E’ il disegno dettato da Berlusconi: l’isolamento ed il massacro mediatico di una forza come l’Italia dei Valori perché ha scoperto e denunciato, sin dal primo giorno di questa legislatura, il gioco sporco di chi utilizza le istituzioni per tutelare gli interessi di una sola persona. E’ il disegno del centrodestra che – per potersi garantire la sempiterna permanenza al governo – vuole dividere l’opposizione, criminalizzando e denigrando la parte più agguerrita di essa, grazie ai potenti mezzi di informazione che possiede o con cui ha fatto comunella (mi riferisco soprattutto alla stampa di proprietà delle solite potenti caste economiche).
Luigi, non cadere anche tu nella provocazione di chi vuole dividere l’opposizione per continuare ad imperare e soprattutto non cadere nel tranello di chi ti invita al tavolo del dialogo e poi – dopo che tu gli hai dato la mano – ti frega il braccio utilizzando quel tavolo solo per farsi i cavoli suoi. Non prestare il fianco – almeno tu che sei una persona concreta e con i piedi per terra – ai tanti soloni del tuo partito che ti invitano a duellare con Berlusconi con un fiore in mano quando quello usa la scimitarra. E ricordati che non è attaccando l’Italia dei Valori che sconfiggi Berlusconi ma solo alleandoti seriamente e strutturalmente con chi sta dalla parte dei cittadini ed in difesa della Costituzione che puoi sperare di farcela.
Dopo – ma solo dopo che hai deciso cosa fare – fatti risentire che parliamo di elezioni regionali.
Ciao, spero a presto,

Antonio Di Pietro
Presidente Italia dei Valori

dal blog di Antonio Di Pietro.it

Il Lodo De Magistris per Berlusconi

02/01/2010 alle 17:56 | Pubblicato su politica | Lascia un commento
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“Scappare dai tribunali e dalla legge ad ogni costo? Lodo Alfano, Lodo Alfano Bis, Lodo Costa, processo breve, ddl intercettazioni, riforma della Consulta, ritocco del concorso esterno? Basta, siamo stanchi e c’è da chiedersi, citando Cicerone, per quanto tempo ancora questo novello Catilina abuserà della nostra pazienza. Forse sarebbe saggio che qualcuno proponesse veramente un Lodo, ma per salvare il paese da Berlusconi. Qualche idea me la sono fatta e in osservanza alla prassi inaugurata dal governo, lo chiamerei “Lodo de Magistris”. Pochi punti da definire insieme e non serve nemmeno cambiare la Costituzione , perché approvato in sua difesa, e se anche ci fosse un referendum, credo passerebbe con grande consenso. La proposta di fondo è questa: garantiamo a Berlusconi la possibilità di lasciare l’Italia senza conseguenze. Non c’è trucco e non c’è inganno: solo il bisogno di ritornare ad essere una nazione democratica e civile. Un volo di Stato -sembra gli piacciano tanto- con annesso Apicella e magari una graziosa signorina. Destinazione? Consigliamo le isole Cayman, che risultano affini persino ad uno dei tanti soprannomi che si è conquistato con anni di (dis) onorevole carriera: il caimano. Sarebbe per lui un modo per ritrovare, magari, anche qualche vecchio capitale messo in salvo all’estero. E se si annoia? Qualche cavallo e stalliere di fiducia li potrebbe trovare anche lì. Ci permettiamo di suggerire una sola accortezza: che non si chiamino Vittorio e non frequentino Marcello. Il rischio infatti è che anche alle Cayman la storia si ripeta: coppole e appalti nelle isole esotiche sarebbero indigeribili. Carta e tv liberate potranno riprendere a fare il loro dovere: informare sui fatti, gli stessi che da anni cerca di occultare perseguitando i giornalisti anche se pongono solo domande, cioè fanno il loro mestiere, ovviamente quelli che sopravvivono all’infezione dell’ autocensura preventiva. Il Parlamento tornerebbe al proprio compito perché svincolato dalla sua agenda giudiziaria che oggi detta i temi, anzi il tema alle istituzioni: le necessità giudiziarie del fuggitivo da garantire prima di quelle degli italiani. La magistratura non più costretta agli assaliti quotidiani potrebbe dedicarsi senza timore alla missione che le spetta e le mafie non si sentirebbero più di poter spadroneggiare indisturbate. Per le casse dello Stato il guadagno sarebbe altissimo, per non parlare di quello dell’etica pubblica. Finito l’inquinamento di tutti gli ambiti economici e mediatici, il mercato finalmente alleggerito dalla cappa del suo conflitto di interessi, forse riprenderebbe a girare normalmente. E le somme ritrovate, anche con una lotta all’evasione certa, potrebbero essere investite nella formazione e nell’istruzione: una sorta di 8 per mille dell’antibelusconismo. Ma soprattutto noi non sentiremo più quel mantra che riecheggia dai contesti internazionali alle riunioni riservate e che vuole comunisti, bandiere rosse, manette impazzite accanirsi contro un solo uomo. Finalmente in questa patria liberata non ci saranno più scudi fiscali e lodi ad personam, decreti razzisti e leggi fondamentaliste, emendamenti che ridanno alle mafie ciò che lo Stato ha tolto loro. E noi? Noi semplicemente torneremo ad essere un paese normale, degno dell’Europa e della civiltà democratica. Fantascienza? Forse. Sicuramente la stessa a cui ci ha abituati con le sue dichiarazioni e le sue azioni politiche surreali: diciamo degne di un altro pianeta, se esiste.”

dal blog di Luigi De Magistris


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