Quintiliano: “Odiare i mascalzoni è cosa nobile”

29/03/2010 alle 14:02 | Pubblicato su politica | Lascia un commento
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Odiare i mascalzoni

è cosa nobile.

Marco Fabio Quintiliano(Calagurris 35 d.C. Roma 96 d.C.)

Berlusconi bacia la mano a Gheddafi

28/03/2010 alle 20:12 | Pubblicato su politica | 7 commenti
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Che un Capo di Governo occidentale arrivi in visita in un Paese arabo dove c’è la dittatura, non fa nessuna notizia, tantomeno se è Berlusconi che con i dittatori se la intende, ma che addirittura gli baci la mano in segno di profondo rispetto è sconcertante.

L’immagine accanto è di sabato scorso. Berlusconi al suo arrivo in Libia per un vertice con il dittatore Gheddafi quasi si prostra nel baciargli la mano. Il video e le immagini hanno fatto il giro del mondo, ma da noi non sono state trasmesse, da nessun TG.

L’immagine è stata diffusa da presstv.com media on line arabo in lingua inglese, da notare il titolo dell’articolo chiaramente canzonatorio “Pro-Israel Berlusconi kisses Ghaddafi at Arab meet”.

Mi chiedo che valore possa avere questo bacia mano da parte del Premier. Visto che quando incontra il Papa fa lo stesso, nei confronti di Gheddafi il Presidente del Consiglio esprime lo stesso sentimento?

IDV: con Di Pietro l’unica opposizione a Berlusconi

27/03/2010 alle 09:26 | Pubblicato su politica | Lascia un commento
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Un voto per costruire l’alternativa al regime di Berlusconi, per il ripristino delle regole democratiche e il rispetto della Costituzione. Vota e fai votare l’Italia dei Valori.

Santoro: Rai per una notte ha sconfitto la censura di Berlusconi

26/03/2010 alle 11:47 | Pubblicato su politica | 1 commento
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Vaticano: pedofilia Ratzinger prossimo alle dimissioni

25/03/2010 alle 20:23 | Pubblicato su politica | 3 commenti
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La notizia è di quelle che meriterebbero l’apertura di ogni TG, ma si sa in Italia il VATICANO rappresenta un appendice che spesso, anche se infiammata, rimane in disparte. Omertà, complicità ingiustificate, in molti sapevano ma tacevano tutti, Santa Sede compresa – e stavolta – a mentire è stato anche l’attuale pontefice e il segretario di Stato. Ratzinger e Bertone hanno coperto un prete che ha violentato più di 200 bambini sordomuti tra gli anni 50 e 70. Le gerarchie ecclesiastiche non presero le misure necessarie contro un religioso del Wisconsin. È quanto emerge da documenti ecclesiastici in possesso pubblicati dal New York Times. Dalla corrispondenza interna dei vescovi del Wisconsin al cardinale Joseph Ratzinger, futuro papa Benedetto XVI, risulta – scrive il quotidiano – che le autorità ecclesiastiche, mentre discutevano se il sacerdote dovesse essere sconsacrato, avevano come «principale preoccupazione quella di proteggere la Chiesa dalla scandalo» (tutti i documenti sul sito del Nyt).

Padre Lawrence C. Murphy, che lavorò in una rinomata scuola per sordi tra il 1950 e il 1974. Nel 1996 il cardinale Ratzinger, alla guida della Congregazione per la dottrina della fede, non rispose a due lettere sulla vicenda inviate dall’arcivescovo di Milwaukee Rembert G. Weakland. Dopo otto mesi il suo vice, cardinale Tarcisio Bertone, oggi segretario di Stato vaticano, incaricò i vescovi del Wisconsin di avviare un processo canonico segreto che avrebbe potuto portare all’allontanamento di padre Murphy. Ma Bertone, secondo il quotidiano, fermò il processo dopo che padre Murphy scrisse personalmente al cardinale Ratzinger spiegando che non avrebbe dovuto essere messo sotto processo perché pentito e in cattive condizioni di salute: «Voglio semplicemente vivere quello che mi resta nella dignità del mio sacerdozio», scrisse padre Murphy, prossimo alla morte.  E venne accontentato.

La notizia è chiara. Il Nyt è stato coraggioso, non certo come certa stampa nostrana che avrebbe occultato tutto, come in alcuni casi è stato fatto.

Il comportamento di Ratzinger e Bertone non è giustificabile nè comprensibile ed è sconcertante che il Papa tedesco sia salito al soglio pontificio.

Questo caso rende così evidente quanto di marcio esista anche nella Chiesa sino ai massimi livelli. Chi parla di attacco al Papa e all’istituzione Chiesa è solo chi vuole continuare a coprire le responsabilità di gente malvagia che ha seminato solo dolore e sofferenza.

Se avessero un briciolo di dignità costoro dovrebbero solo che rassegnare le loro dimissioni, subito e uscire in silenzio non prima di aver chiesto perdono alle vittime.

Mi chiedo ancora come i fedeli cattolici possano ancora mettere piede nelle chiese. Da loro dovrebbe alzarsi l’indignazione maggiore e più forte. Cari cattolici fate pulizia all’interno della Chiesa. Di casi di pedofilia ce ne sono stati anche in Italia a centinaia. Ratzinger dimettiti sei indegno di guidare un istituzione come la Chiesa.

leggi anche Vaticano: Papa Ratzinger al capolinea

http://www.facebook.com/group.php?v=wall&gid=112003212144470

Matrimoni gay: la Corte Costituzionale rinvia la decisione

24/03/2010 alle 22:41 | Pubblicato su politica | Lascia un commento
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Guarda caso la Corte Costituzionale ha deciso di non decidere e di rimandare la sentenza a dopo Pasqua. Chissà chi sarà stato a consigliare ai supremi giudici di rinviare la decisione? Chi forse non voleva mettere altra polemica al fuoco in questi ultimi giorni di campagna elettorale? Chi forse rischia di perdere il voto dei gay di destra? Insomma meglio tacere e tutti si sono ben guardati dall’intervenire sull’argomento, a parte Bersani il cui commento è stato ripreso dai media on line, ma non da quelli televisivi,  ma gli altri compreso Berlusconi non ha fatto alcun commento.

Consulta: Matrimoni gay giornata storica per la libertà

22/03/2010 alle 17:32 | Pubblicato su diritti civili, omofobia, politica | Lascia un commento
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Martedì 23 marzo 2010 sarà un giorno importante per la storia italiana.

Il 23 Marzo la Corte Costituzionale dovrà pronunciarsi sulla costituzionalità di alcune norme del Codice Civile (Articoli 93, 96, 98, 107, 108, 143, 143-bis, 156-bis) che, in materia di matrimonio e famiglia, nel riferirsi genericamente a “marito” e “moglie”, discriminano le coppie di persone dello stesso sesso.

È da sottolineare che in Italia non esiste una definizione legale di matrimonio, né un divieto espresso al matrimonio tra persone dello stesso sesso, né la differenza di sesso è esplicitamente richiesta quale condizione per contrarre matrimonio.

Al contrario sono molti i principi costituzionali che ammoniscono contro l’esclusività del paradigma eterosessuale del matrimonio civile. Tra i più importanti la tutela della dignità di ognuno di cui all’art. 2, quindi il principio imperativo di uguaglianza, affermato dall’art. 3, infine le disposizioni della Carta di Nizza, patrimonio anche dell’Italia grazie all’art. 117.

Inoltre il diritto a sposarsi è sancito nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, dalla Carta Europea dei Diritti dell’Uomo e dalla Carta di Nizza.

Perciò dichiariamo che siamo profondamente convinti che a tutti i cittadini e a tutte le cittadine debba essere garantita parità e uguaglianza e pertanto anche il diritto di sposarsi, indipendentemente dal loro sesso e dal loro orientamento sessuale.

Il 23 marzo la Corte costituzionale potrà finalmente ribadire la distinzione tra matrimonio religioso e matrimonio civile e affermare che il matrimonio civile tra persone dello stesso sesso non è un tema eticamente sensibile, ma semplicemente un diritto fondamentale della persona che non può essere negato.

Occorre affermare che il matrimonio civile è un istituto giuridico non sostituibile, né surrogabile da altri, e che solo con l’accesso anche delle coppie dello stesso sesso a tale istituto sono rispettati e pienamente applicati i principi fondamentali di eguaglianza e pari dignità sociale di tutti i cittadini, sanciti dalla nostra Costituzione.

Per questa ragione, congiuntamente a questo appello di cui siamo primi firmatari, si sta promovuendo la costituzione di un Comitato nazionale per il riconoscimento del diritto al matrimonio civile tra persone dello stesso sesso.

È quindi a tutti i cittadini che condividono e vivono i valori della piena democrazia, sanciti solennemente nella nostra Carta costituzionale, che rivolgiamo l’invito a sottoscrivere questo appello e a unirsi a noi nella richiesta di sostenere il riconoscimento del diritto di tutti i cittadini, senza distinzioni basate sull’orientamento sessuale, a poter creare la propria famiglia e ad assumere davanti alla legge i diritti e gli obblighi che derivano dal matrimonio.

È giunto il tempo che certi diritti, come il diritto al matrimonio e a costituire una famiglia, diventino diritti certi per tutti!

IVAN SCALFAROTTO
Vice Presidente dell’Assemblea Nazionale del Partito Democratico
SERGIO  ROVASIO
Segretario dell’Associazione Radicale Certi Diritti

http://www.affermazionecivile.it/

Berlusconi al tramonto all’adunata di piazza San Giovanni

21/03/2010 alle 19:44 | Pubblicato su politica | 1 commento
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Ieri durante l’adunata del PDL a piazza San Giovanni voluta da Berlusconi per cercare di rinvigorire la sua leadership, ormai al capolinea, il Presidente del Consiglio ha manifestamente evidenziato il tema principe che fa da collante al suo consenso elettorale: l’evasione fiscale.

Proprio sul “laissez-faire” tributario ed in particolar modo sulla tracciabilità dei pagamenti fatti verso aziende e liberi professionisti, il Premier più volte ha centrato la sua attenzione enfatizzando le misure introdotte dal Governo Prodi contro i pagamenti in nero che i commercianti e professionisti incassavano dai propri clienti.

E’ stato il primo regalo che il suo Governo, per decreto legge nel giugno del 2008, ha fatto ai lavoratori autonomi: cancellare l’art. 35, comma 12 della legge Bersani 248/2006 , la misura prevedeva l’obbligo di usare sistemi tracciabili, quali bancomat, assegni, bonifici, per il pagamento delle parcelle professionali. Una misura in vigore in tutto il mondo occidentale  per il contrasto all’evasione fiscale che mirava a colpire, in particolare, i professionisti che non rilasciano la fattura e percepiscono i compensi “in nero”.

Commercialisti, notai, architetti, avvocati, agenti immobiliari, dentisti hanno votato in massa per Berlusconi e plaudito all’abolizione di questa norma.

Allo stesso modo questi ultimi hanno fatto fronte comune quando, ancora una volta il Governo Prodi con la legge 248 del 4 agosto 2006, ha abolito i minimi tariffari e introdotto la possibilità per i professionisti di farsi pubblicità e di creare società professionali multidisciplinari.  Tutte le associazioni dei professionisti e ordini erano ferocemente contro ogni introduzione di liberalizzazione nel settore dei professionisti.

Dal momento che sono costoro ad evadere il fisco, a fare il nero, a frodare l’Erario sarebbe evidente anche ad un bambino di prima elementare che Berlusconi avrebbe dovuto puntare sul loro risentimento di Casta. Così fu e Berlusconi tornò al Governo e cancellò le norme per combattere l’evasione fiscale e permettere ai giovani di entrare nelle libere professioni.

Arrivò anche lo “scudo fiscale” e un altro bel regalo, non da poco, andò a toccare la Casta dei liberi professionisti.

Se in piazza Berlusconi interroga i suoi astanti che a pappagallo rispondono di non volere la tracciabilità dei pagamenti e continua rispolverando tutte le falsità che lo hanno fatto vincere nella scorsa campagna elettorale, ma io mi chiedo quale coscienza civica può avere un uomo così? E il suo popolo fatto anche di giovanissimi teste rasate che facevano il saluto romano, provenienti dai quartieri periferici della capitale, appresso alla Polverini, ai quali spetta un futuro da precari senza nemmeno più l’art. 18 dello statuto dei lavoratori, in realtà questi cosa sanno della politica di Berlusconi che aiuta i liberi professionisti ad evadere il fisco? Nulla ovviamente e continueranno ad essere indottrinati da quella destra estrema romana, che ha bisogno di fare numero alle adunate e di avere manovalanza per andare a picchiare gli extra-comunitari.

La continua mistificazione della realtà che Berlusconi fa nella sua dialettica quotidiana continua ad essere la sua unica forza, laddove su sette testate giornalistiche televisive in chiaro, addirittura sei sono prone a riportare le sue menzogne senza battere ciglio. E se vuole anche dalla piazza l’approvazione per non mandare più in tv Santoro che osa ospitare addirittura, l’unico oppositore al suo regime e cioè Di Pietro, non esita a fare domande retoriche e a farsi dare un evidente risposta e cioè un “No” fragoroso a furor di popolo.

Ma si sa i dittatori  chiamano alle adunate i loro fedeli quando avvertono che il vento sta cambiando, che la credibilità viene meno, che al proprio interno i topi cominciano a fuggire quando avvertono pericoli di naufragio.

Berlusconi sei già nel passato, perchè sei finito politicamente!

Michele Santoro: Rai per una notte

19/03/2010 alle 10:51 | Pubblicato su politica | 1 commento
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L’informazione non si può interrompere, la stampa deve essere libera.
Per questo la Fnsi – Federazione Nazionale della Stampa Italiana – ha deciso di organizzare “Rai per una notte”, uno sciopero bianco per la difesa della libertà di stampa e dell’informazione che si terrà Giovedì 25 marzo, dalle ore 20 alle 24, al Paladozza di Bologna.

Rai per una notte sarà una manifestazione – trasmissione condotta da Michele Santoro con la partecipazione di Giovanni Floris, Daniele Luttazzi, Marco Travaglio, Vauro, la squadra di Annozero e molti altri ospiti del mondo del giornalismo e dello spettacolo.

La Fnsi e l’Usigrai – Organismo sindacale di base dei giornalisti Rai – metteranno a disposizione su Internet le riprese video e audio della manifestazione e consentiranno a tutti coloro che vorranno di riprendere e trasmettere in Tv o per radio l’intero evento.

http://www.raiperunanotte.it

leggi anche:

Santoro: Rai per una notte ha sconfitto la censura di Berlusconi

Vaticano: Papa Ratzinger al capolinea

19/03/2010 alle 10:21 | Pubblicato su politica | 1 commento
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All’interno della Chiesa esiste un sentimento forte di sessuofobia dovuta alla repressione dell’impulso sessuale cui sono costretti i sacerdoti. Se la regola del celibato per molti preti è un vincolo imprenscindibile di santità, per altri è una scelta non necessariamente da seguire o per meglio dire, una regola con la quale si può scendere a compromessi perchè è il sistema che è sbagliato. Quest’ultima è per lo meno la giustificazione che molti sacerdoti danno al fatto di non potere seguire scrupolosamente l’astinenza sessuale – perchè – dicono loro – Gesù non l’ha mai prevista.  E’ forse per questo che le chat sono piene di preti che cercano incontri sessuali clandestini.

C’è da dire, inoltre, che in tutte le comunità chiuse e mono sessuali, sembra quasi naturalmente svilupparsi quell’avversione al sesso laddove se ne reprime duramente qualsiasi manifestazione.

Nei seminari se ne parla, ma la si accantona in un angolo, lasciandola all’oblio dei ricordi e delle confidenze fatte a mezza bocca o non completamente dichiarate nemmeno al proprio padre confessore. Fatto sta che la sessuofobia all’interno della Chiesa ha prodotto a diverse comunità e alla stessa istituzione, problemi seri che hanno rilevanza sia sociale che penale.

Inoltre il fatto che più della metà dei sacerdoti sia omosessuale ha prodotto l’evoluzione più drammaticamente criminale che la sessuofobia possa assumere: l’omofobia. E’ uno dei crimini più abominevoli che la società abbia potuto infliggere alle persone omosessuali: il rifiuto del diverso che nel corso di centinaia di anni ha portato a persecuzioni, inquisizioni, gogne e ahimè, anche tante patologie psichiatriche.

Questi, purtroppo, i motivi degli abusi sessuali che per secoli l’istituzione Chiesa attraverso il clero ha perpetuato nei confronti di uomini e donne e, ancor più tristemente, nei confronti di minori. Una lunga catena di orrori che si sono perpetrati per generazioni: la violenza subita in seminario o nelle scuole cattoliche da parte di precettori sacerdoti, generava a loro volta altre violenze in tutti quei minori abusati che rimanendo all’interno della stessa Chiesa, diventavano loto malgrodo anch’essi preti e che a loro volta abusavano di altri bambini.

Gli scandali sessuali che ormai da due decenni mettono sotto i riflettori della cronaca il Vaticano e i suoi prelati che, un pò in tutto il mondo, hanno coperto i crimini sessuali di molti loro appartenenti, stanno deflagrando per la prima volta in Europa perchè si avvicinano pericolosamente a Papa Ratzinger. L’omertà assordante che per anni ha seppellito questi scandali, infierendo talvolta sulle stesse vittime è ormai al capolinea.

Il caso di Monaco di Baviera, la diocesi dell’allora arcivescovo Joseph Ratzinger, è esemplare.
Nel 1980: un prete pedofilo viene mandato dal vescovo di Essen alla diocesi di Monaco. Ha costretto un ragazzo minorenne a fargli un pompino. Il prete non viene allontanato dalla Chiesa, viene trasferito. L’arcivescovo Ratzinger lo accoglie sotto la sua protezione affinchè segua una terapia. Poi il vicario generale della diocesi – all’insaputa di Ratzinger – decide il trasferimento del prete in un’altra parrocchia. Nuovi abusi, persino una condanna in tribunale. E ciò nonostante il colpevole ha continuato ad esercitare il suo ministero fino a pochi giorni fa.
Ci sono voluti trent’anni per prendere una decisione, ma solo perchè lo scandalo è arrivato alla ribalta delle cronache. E’ questo non è un episodio isolato,  è successo migliaia di altre volte. A volte il vescovo non sapeva oppure era disattento mentre la burocrazia ecclesiastica spostava i criminali da una parrocchia all’altra, creando terra bruciata intorno a tutte quelle vittime che osavano denunciare.

Da sbattezzato e non più appartenente alla Chiesa Cattolica, posso soltanto dire che sicuramente se i sacerdoti potessero sposarsi e vivere serenamente la propria sessualità o affettività con una compagna o compagno, probabilmente potrebbero capire meglio i problemi e le necessità dei propri fedeli. Mio nonno ripeteva sempre: “ma come fanno i preti a capire i problemi delle famiglie se i figli non li hanno mai avuti!”. E come dargli torto. La più parte di loro è rimasta per anni chiusa nelle sagrestie lontane  dalla vita quotidiana della gente, idealizzando formule di santità poco concrete e distanti anni luce dalla vita dei comuni mortali.

Nonostante l’evidenza così macroscopica di questi problemi, la Chiesa dai suoi vertici pensa bene di buttarla in caciara, gridando al “complotto” di chi mira solo a screditare il Papa e i suoi vescovi. Delle vittime ancora una volta non si parla, non si ha pietà, non le si calcola.

E il regime in Italia che fa? Pensa bene di censurare ed espellere “da tutte le scuole del regno”, lo scrittore Aldo Busi che osa dire la verità a telecamere accese e che esprime nè più nè meno quello che la stragrande maggioranza degli italiani pensa. E’ solo questione di tempo, di poco tempo e al di là di quello che forse è già stato scritto nella profezia di Malachia il terreno sotto i piedi di Ratznger franerà fragorosamente.

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