Lista Pdl esclusa Berlusconi fa la vittima e ricorre alla piazza, che attore sempre lo stesso film!

10/03/2010 alle 08:39 | Pubblicato su politica | Lascia un commento
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Non c’è che dire, il meglio della sceneggiata berlusconiana che va in scena sa di antico. Tornare a fare la vittima occupando l’attenzione  dei media è la cosa migliore che gli riesce. Cercare di passare dal torto alla ragione, ribaltando la verità e mascherando i fatti è il colpo di teatro finale.

Ieri per la terza volta la lista PDL è stata esclusa dalla competizione elettorale, l’ufficio elettorale circoscrizionale della Corte d’Appello di Roma, infatti,  ha nuovamente deciso di non ammettere la documentazione non presentata sabato 27 febbraio e consegnata lunedì dopo l’emanazione del decreto legge  salva liste incostituzionale, approvato venerdì sera dal Consiglio dei ministri e controfirmato dal Presidente della Repubblica. Nel plico lasciato dai delegati del PDL il 27 febbraio mancherebbero «l’atto principale della dichiarazione di accettazione della candidatura da parte di ciascun candidato, la dichiarazione di collegamento della lista provinciale con una delle liste regionali, la copia di un’analoga dichiarazione resa dai delegati alla presentazione della lista regionale, i certificati elettorali dei candidati, il modello del contrassegno della lista provinciale, la indicazione di due delegati autorizzati a designare i rappresentanti della lista». Sono quindi ininfluenti sia l’applicazione del decreto legge sia l’orario d’arrivo dei delegati, che peraltro non possono né provare il tempestivo ingresso nei locali né di aver avuto con sé tutta la documentazione.

Grazie a Napolitano che aveva deciso di sacrificare il rispetto delle norme e delle procedure, controfirmando un decreto legge palesemente anti-costituzionale, con il quale il Presidente del Consiglio ha cercato di sanare i comportamenti irregolari dei suoi al momento della presentazione delle liste elettorali, Berlusconi era riuscito a inventarsi la balla del decreto interpretativo che fortunatamente si è dissolta nel giro di 48 ore.

Ora la farsa è stata smascherata dalla stessa legge e da quelli che ancora difendono il principio di legalità, contro un Governo che si mette sotto i piedi la Costituzione e i suoi principi.  Pochi principi ma fondamentali, quelli che costoro disprezzano ogni giorno: la legge è uguale per tutti e le regole valgono per tutti e che l’elezione regionale è regolata da leggi regionali  e lo Stato non può legiferare in questa materia. Di certo trascurabili per il Governo del “fare”, si certo ma del “fare come cazzo ci pare”.

Ora Berlusconi chiama la piazza, vuole organizzare una manifestazione nazionale in puro stile fascista. Con la falsità delle menzogne vuole fare la vittima e gridare al complotto contro chi vuole impedire ai cittadini di votare. Raccogliere una folla oceanica (spera lui) di persone che arriveranno a Roma per osannare il tiranno che li evoca, per digrignare i denti e far ancor più paura a quegli organi di garanzia che vigilano sul rispetto delle regole.

I sondaggi corrono e  il suo gradimento cala, la superficialità e l’incompetenza dei suoi gli creano continui problemi e nonostante la censura ai talk show della Rai, lui non riesce a spuntarla. E’ riuscito a far calare l’attenzione dell’opinione pubblica sugli scandali del G8 e sul senatore Di Girolamo eletto dalla ‘ndrangheta, ma con il caos liste sono riusciti a creare una nuova confusione, tirando dentro un pavido Napolitano e trasmettendo ai propri elettori quella stanchezza propria di chi non ha idee e prospettiva, ma solo la sete di potere per occupare e finire a spolpare lo Stato di diritto.

Caro per niente Berlusconi, difendi pure la democrazia contro i giudici “comunisti” che hanno “commesso un sopruso” contro di te e il PDL, ma sappi che la storia ti ha già condannato come l’arteficie di quella nuova democrazia dell’autoritarismo che in tempi andati si chiamava fascismo. Credi di spuntarla ancora? Io credo che il Paese ne abbia piene le tasche di te e della tua arroganza, il castello di carte che hai costruito sta cedendo e non ci saranno Minzolini che tengano dentro le urne, quando l’Italia ti darà un sonoro schiaffo rimandandoti democraticamente a casa, finalmente!

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