Ciampi e il delirio di onnipotenza di Berlusconi taciuto per anni

16/03/2010 alle 10:21 | Pubblicato su politica | 1 commento
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“Ciampi estrasse da una cartella i tre provvedimenti di nomina e comunicò a Berlusconi i nomi da lui prescelti. Berlusconi obiettò che voleva pensarci e chiese tempo per riflettere e formulare una rosa di nomi alternativa. Ciampi gli rispose che la scelta, a termini di Costituzione, era di sua esclusiva spettanza e che la firma del premier era un atto dovuto che serviva semplicemente a certificare in forma notarile che la firma del capo dello Stato fosse autentica e avvenuta in sua presenza. Ciò detto e senza ulteriori indugi Ciampi prese la penna e firmò passando i tre documenti a Berlusconi per la controfirma”. “Il premier si alzò e con tono infuriato disse che non avrebbe mai firmato non perché avesse antipatia per i nomi dei giudici ma perché nessuno poteva obbligarlo a sottoporsi a una scelta che non derivava da lui, fonte unica di sovranità perché derivante dal popolo sovrano. La risposta di Ciampi fu gelida: “I documenti ti verranno trasmessi tra un’ora a Palazzo Chigi. Li ho firmati in tua presenzae in presenza di due testimoni qualificati. Se non li riavrò immediatamente indietro da te controfirmati sarò costretto a sollevare unconflitto di attribuzione dinanzi alla Corte costituzionale”. “Ti saluto” rispose altrettanto gelido Berlusconi e uscì dalla vetrata seguito da Letta. In serata i tre atti di nomina tornarono a Ciampi debitamente controfirmati”.

“La colazione era da poco iniziata quando Ciampi informò il suo ospite del suo proposito di rinviare la legge alle Camere, come la Costituzione lo autorizza a fare motivando le ragioni del rinvio e i punti della legge da modificare. Berlusconi non si aspettava quel rinvio. Si alzò con impeto e alzò la voce dicendo che quella era una vera e propria pugnalata alla schiena. Ciampi restò seduto continuando a mangiare ma ripeté che avrebbe rinviato la legge al Parlamento. L’altro gli gridò che la legge sarebbe stata comunque approvata tal quale e rinviata al Quirinale” Le battute del premier sono feroci: “Ti rendi conto che tu stai danneggiando Mediaset e che Mediaset è una cosa mia? Tu stai danneggiando una cosa mia”. La risposta di Ciampi non è da meno: “Questo che hai appena detto è molto grave. Stai confessando che Mediaset è cosa tua, cioè stai sottolineando a me un conflitto di interessi plateale. Se avessi avuto un dubbio a rinviare la legge, adesso ne ho addirittura l’o bbl i go ”. Conclusione di Berlusconi: “Allora tra noi sarà guerra e sei tu che l’hai voluta. Non metterò più piede in questo Palazzo”.

Tutto questo lo racconta Eugenio Scalfari in un suo editoriale di domenica scorsa su Repubblica. Mi chiedo cosa si aspetti a buttare giù un Presidente del Consiglio come questo? L’informazione e i fatti che sono scomparsi per anni, sono in primis i responsabili di questo regime fascista di ritorno. E anche Ciampi quanto è responsabile di questo?

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1 commento »

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  1. E’ la trascrizione di due degli innumerevoli “atti” che ognuno di noi pensa sia il quotidiano agire di berlusconi.
    Li leggeremo, mi auguro fra non molto, sui libri della “pessima storia” della ns. Repubblica.
    Se si pensa che l’illegalità per lui ed i suoi è nelle intercettazioni e non su ciò che è stato detto.
    Ci si sente impotenti……


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