Vaticano: Papa Ratzinger al capolinea

19/03/2010 alle 10:21 | Pubblicato su politica | 1 commento
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All’interno della Chiesa esiste un sentimento forte di sessuofobia dovuta alla repressione dell’impulso sessuale cui sono costretti i sacerdoti. Se la regola del celibato per molti preti è un vincolo imprenscindibile di santità, per altri è una scelta non necessariamente da seguire o per meglio dire, una regola con la quale si può scendere a compromessi perchè è il sistema che è sbagliato. Quest’ultima è per lo meno la giustificazione che molti sacerdoti danno al fatto di non potere seguire scrupolosamente l’astinenza sessuale – perchè – dicono loro – Gesù non l’ha mai prevista.  E’ forse per questo che le chat sono piene di preti che cercano incontri sessuali clandestini.

C’è da dire, inoltre, che in tutte le comunità chiuse e mono sessuali, sembra quasi naturalmente svilupparsi quell’avversione al sesso laddove se ne reprime duramente qualsiasi manifestazione.

Nei seminari se ne parla, ma la si accantona in un angolo, lasciandola all’oblio dei ricordi e delle confidenze fatte a mezza bocca o non completamente dichiarate nemmeno al proprio padre confessore. Fatto sta che la sessuofobia all’interno della Chiesa ha prodotto a diverse comunità e alla stessa istituzione, problemi seri che hanno rilevanza sia sociale che penale.

Inoltre il fatto che più della metà dei sacerdoti sia omosessuale ha prodotto l’evoluzione più drammaticamente criminale che la sessuofobia possa assumere: l’omofobia. E’ uno dei crimini più abominevoli che la società abbia potuto infliggere alle persone omosessuali: il rifiuto del diverso che nel corso di centinaia di anni ha portato a persecuzioni, inquisizioni, gogne e ahimè, anche tante patologie psichiatriche.

Questi, purtroppo, i motivi degli abusi sessuali che per secoli l’istituzione Chiesa attraverso il clero ha perpetuato nei confronti di uomini e donne e, ancor più tristemente, nei confronti di minori. Una lunga catena di orrori che si sono perpetrati per generazioni: la violenza subita in seminario o nelle scuole cattoliche da parte di precettori sacerdoti, generava a loro volta altre violenze in tutti quei minori abusati che rimanendo all’interno della stessa Chiesa, diventavano loto malgrodo anch’essi preti e che a loro volta abusavano di altri bambini.

Gli scandali sessuali che ormai da due decenni mettono sotto i riflettori della cronaca il Vaticano e i suoi prelati che, un pò in tutto il mondo, hanno coperto i crimini sessuali di molti loro appartenenti, stanno deflagrando per la prima volta in Europa perchè si avvicinano pericolosamente a Papa Ratzinger. L’omertà assordante che per anni ha seppellito questi scandali, infierendo talvolta sulle stesse vittime è ormai al capolinea.

Il caso di Monaco di Baviera, la diocesi dell’allora arcivescovo Joseph Ratzinger, è esemplare.
Nel 1980: un prete pedofilo viene mandato dal vescovo di Essen alla diocesi di Monaco. Ha costretto un ragazzo minorenne a fargli un pompino. Il prete non viene allontanato dalla Chiesa, viene trasferito. L’arcivescovo Ratzinger lo accoglie sotto la sua protezione affinchè segua una terapia. Poi il vicario generale della diocesi – all’insaputa di Ratzinger – decide il trasferimento del prete in un’altra parrocchia. Nuovi abusi, persino una condanna in tribunale. E ciò nonostante il colpevole ha continuato ad esercitare il suo ministero fino a pochi giorni fa.
Ci sono voluti trent’anni per prendere una decisione, ma solo perchè lo scandalo è arrivato alla ribalta delle cronache. E’ questo non è un episodio isolato,  è successo migliaia di altre volte. A volte il vescovo non sapeva oppure era disattento mentre la burocrazia ecclesiastica spostava i criminali da una parrocchia all’altra, creando terra bruciata intorno a tutte quelle vittime che osavano denunciare.

Da sbattezzato e non più appartenente alla Chiesa Cattolica, posso soltanto dire che sicuramente se i sacerdoti potessero sposarsi e vivere serenamente la propria sessualità o affettività con una compagna o compagno, probabilmente potrebbero capire meglio i problemi e le necessità dei propri fedeli. Mio nonno ripeteva sempre: “ma come fanno i preti a capire i problemi delle famiglie se i figli non li hanno mai avuti!”. E come dargli torto. La più parte di loro è rimasta per anni chiusa nelle sagrestie lontane  dalla vita quotidiana della gente, idealizzando formule di santità poco concrete e distanti anni luce dalla vita dei comuni mortali.

Nonostante l’evidenza così macroscopica di questi problemi, la Chiesa dai suoi vertici pensa bene di buttarla in caciara, gridando al “complotto” di chi mira solo a screditare il Papa e i suoi vescovi. Delle vittime ancora una volta non si parla, non si ha pietà, non le si calcola.

E il regime in Italia che fa? Pensa bene di censurare ed espellere “da tutte le scuole del regno”, lo scrittore Aldo Busi che osa dire la verità a telecamere accese e che esprime nè più nè meno quello che la stragrande maggioranza degli italiani pensa. E’ solo questione di tempo, di poco tempo e al di là di quello che forse è già stato scritto nella profezia di Malachia il terreno sotto i piedi di Ratznger franerà fragorosamente.

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