E’ Fini-ta la pacchia per Berlusconi

18/04/2010 alle 15:12 | Pubblicato su politica | Lascia un commento
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Se Fini non avesse avallato tutte le leggi porcata che Berlusconi ha imposto finora, avrebbe oggi tutta la mia solidarietà. Lo scontro finale con “l’imperatore” che deve necessariamente consumarsi per affermare la nuova visione finiana di una destra liberale, laica e costituzionale potrebbe innescare la miccia per il tramonto definitivo di Berlusconi.

La legge elettorale porcata di Calderoli che anche Fini ha votato e che è, oggi, uno degli elementi fondamentali alla base dello scontro con Berlusconi, oltre a creare un Parlamento di nominati ha rafforzato attraverso tre tornate elettorali, la schiera dei servi fedelissimi che malvolentieri rinuncerebbero ormai alle loro posizioni di privilegio.

Sicuramente è apprezzabile che il presidente della Camera dei Deputati abbia maturato una visione riformista per quella Destra che in Italia non si è ancora mai affermata, ma che invece in altri paesi occidentali ha cambiato la società liberalizzando l’economia, favorendo l’integrazione degli immigrati per rafforzare l’identità nazionale ed eliminato i privilegi delle caste, abolendo gli ordini professionali e addirittura ampliando i diritti soggettivi delle persone. Tutto questo ha in mente Fini. Il contrario di quello che ha in mente la Lega. Visto che a Berlusconi interessa soltanto arrivare al Quirinale da Presidente eletto dal popolo e guadagnare definitivamente l’impunità, a lui ciò che Fini teorizza andrebbe anche bene, ma c’è la Lega di Bossi di mezzo che gli impongono di mantenere invece quel carattere conservatore contro una società multirazziale e del libero mercato. Infatti fin tanto che Berlusconi sarà monopolista nella sua attività economica, tutti gli altri amici potranno continuare ad avvantaggiarsi degli altri monopoli e continuare a tenere sotto scacco l’economia e i consumatori.

Perchè il potere di Berlusconi ormai si fonda solo sull’alleanza con Bossi che, certamente, non si sente alleato del PDL.  Se Berlusconi perdesse Bossi e non avesse più la possibilità di nominare i suoi più fedeli servi in Parlamento sarebbe finito.

E allora se Fini creasse tutte le condizioni per arrivare ad una crisi di Governo, l’unico modo che avrebbe per riuscire a non prendersi per intero la colpa delle elezioni anticipate è quella di mettere mano alla legge elettorale prima di tornare alle urne, diventando così l’eroe coraggioso che ha avuto il merito di dare avvio al  “ripristino delle regole del gioco” della democrazia.

Ripristinare i collegi uninominali con una legge maggioritaria in tempi brevissimi, infatti, gli farebbero ottenere il merito di essere un vero paladino delle istituzioni. Sono certo che anche Napolitano approverebbe e il suo elettorato capirebbe i motivi sacrisanti della rottura con Berlusconi.

Senza ombra di dubbio si apre una fase nuova di instabilità all’interno della maggioranza che a questo punto non credo che possa andare avanti per molto, nemmeno a colpi di “fiducia”. Potrebbero vivacchiare per qualche altro mese, ma i numeri esigui al Senato rischierebbe per Berlusconi di trasformarsi in un incubo come ai tempi dell’ultimo governo Prodi.

Di questo passo tramonterebbe l’approvazione della nuova legge sulle intercettazioni entro giugno ed anche l’avvio di leggi di revisione costituzionale, come del resto già Berlusconi ha fatto balenare. Di colpo le “riforme costituzionali” non sono più importanti.

La scena politica ha solo due protagonisti in questo momento: Berlusconi e Fini. Se la partita non si chiude tra di loro, l’opposizione continuerà a contare come il due di coppe a briscola.  Ma se chi seguirà Fini in un nuovo gruppo in Parlamento sarà abbastanza nutrito, l’opposizione potrà da subito pretendere di modificare la legge elettorale.

Il nodo sta tutto qui: non ci possono essere nuove elezioni senza una nuova legge elettorale.

Eruzione vulcano Eyjafjallajökull: 2010 anno senza estate

16/04/2010 alle 08:32 | Pubblicato su ambiente, politica, salute | 9 commenti
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L’Islanda non è nuova a fenomeni di questo tipo. L’eruzione del vulcano Eyjafjallajökull non è un caso isolato e non sarà nemmeno l’ultima che l’isola offrira al Pianeta. L’ultima eruzione del Eyjafjallajökull risale a circa 200 anni fa. Vicino ce n’e’ un altro, che recentemente ha dato segnali di attivita’, il Katla. Alcuni ricercatori islandesi ritengono che ci potrebbero essere ripercussioni anche su questo secondo vulcano, la cui ultima eruzione risale al 1981, e che stavolta potrebbe anche essere piu’ intensa. A memoria d’uomo la piu’ grande eruzione mai verificata in Islanda e’ quella del vulcano Laki, nel 1783;  le conseguenze furono quelle di riversare in cielo una nube di cenere che copri’ quasi tutto l’emisfero settentrionale. La stagione estiva fu completamente annullata da un inverno freddo con carestie in tutta Europa e anche in Nordamerica.

Successivamente nel 1812  il vulcano Soufrière nell’isola di Saint Vincent nei Caraibi eruttò per quasi sei mesi. Due anni dopo nel 1814 toccò al Mayon nelle Filippine nel 1814. Un anno dopo tra il 5 e il 15 aprile del 1815 ci fu l’eruzione del vulcano Tambora nell’isola di Sumbawa, l’attuale Indonesia.

Questi tre vulcani riversarono nella stratosfera ingenti quantità di ceneri e anidride solforosa che rimasero sospesi nell’atmosfera per più di due anni.

L’anno 1816 venne ricordato come l’anno senza estate, conosciuto anche come l’anno della povertà, un anno durante il quale gravi anomalie al clima estivo distrussero i raccolti nell’Europa settentrionale, negli stati americani del nord-est e nel Canada orientale. Il fiume Mississipi gelò in pieno agosto.

L’eruzione del vulcano Tambora fu anche la causa, in Ungheria, della caduta di neve sporca. Qualcosa di simile accadde anche inItalia, che per un anno circa vide cadere della neve rossa, anche in Sicilia in pieno agosto. I raccolti furono tutti distrutti e la carestia interesso tutta la Penisola.

L’Europa, che stava ancora riprendendosi dalle guerre napoleoniche, soffrì per la mancanza di cibo. Ci furono rivolte per il cibo in Gran Bretagna in Francia e i magazzini di grano vennero saccheggiati. La violenza fu peggiore in uno stato senza sbocchi sul mare come la Svizzera, il cui governo fu costretto a dichiarare un’emergenza nazionale. Grandi tempeste, piogge anomale e inondazioni dei maggiori fiumi europei (incluso il Reno) sono attribuite all’eruzione, così come la presenza di ghiaccio nell’agosto del 1816.

Nel 1816 la temperatura si abbassò perchè, come accade sempre in caso di importanti eruzioni vulcaniche, la luce del sole fatica ad attraversare l’atmosfera e con l’oscuramento del sole arriva l’effetto di raffreddamento.

Esistono prove del fatto che nel passato vi sono stati parecchi episodi di intensificazione del vulcanismo in tutto il mondo, nonchè di un possibile legame con il mutamento climatico. Se poi il mutamento climatico  sia una causa o un effetto delle variazioni nel tasso di vulcanismo rimane una questione del massimo interesse. Sembra che i vulcani costituiscano un meccanismo di raffreddamento globale che modera termostaticamente le periodiche brusche variazioni della temperatura che si verificano nel corso dei millenni.

Anche nel nostro Paese l’Etna sta dando segni di agitazione in questo momento, lo ha fatto proprio pochi giorni fa con numerose scosse di terremoto. E sono sempre di più gli scienziati che mettono in relazione l’aumento dell’attività sismica del Pianeta con il risvegliarsi dei vulcani in tutto il mondo.

Ma quanto potrà durare l’eruzione del vulcano Eyjafjallajökull? L’ultima voltà è andato avanti per due anni! E la nube di cenere arriverà sul nostro Paese sul tirreno nella giornata di lunedì.

Francamente lo scenario è fosco e i media televisivi non hanno più di tanto lanciato l’allarme. Lo stop del traffico aereo su larga parte del nord Europa è solo uno dei segnali inequivocabili di un cambiamento in atto che potrebbe riservarci spiacevoli sorprese da un punto di vista socio-economico.

Scandalo Pedofilia: fottetevi tra di voi!

15/04/2010 alle 16:32 | Pubblicato su cronaca, omofobia, politica | Lascia un commento
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“Fickt euch selbst”  (Fottetevi tra di voi). Queste foto sono state pubblicate sul sito del quotidiano tedesco ‘Passauer Neue Presse’.

Vaticano: Pedofilia i segreti di Papa Ratzinger

15/04/2010 alle 05:33 | Pubblicato su omofobia, politica | 1 commento
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da http://www.maurizioturco.it

“Le violenze sessuali commesse da membri del Clero nei confronti soprattutto di minorenni, sono legate una cultura sessuofobica che ha come diretta conseguenza che dalla sessuofobia si passi alla violenza sessuale. Il cardinale Ratzinger, insieme al cardinale Bertone, che oggi sono uno papa e l’altro “ministro degli Esteri” della Città del Vaticano”, decidono attraverso una lettera – “de delictis gravioribus” – di far sapere ai vescovi di tutto il mondo che il documento del ’62 è tuttora valido. Ma quel documento nessuno lo conosceva, era un documento segreto. E quindi è solo nel 2001 che si viene a conoscenza di un documento segreto che parlava proprio di come trattare i casi, che loro chiamano “crimine di sollecitazione” che suona meglio di pedofilia. Era giustificato dal fatto che c’erano sempre maggiori casi che venivano fuori soprattutto in America, ma non solo.”

Omosessualità = pedofilia l’equazione ignobile di Bertone

13/04/2010 alle 17:38 | Pubblicato su cronaca, omofobia, politica, razzismo | 2 commenti
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Se ci fosse la censura preventiva dei giornalisti anche quando qualche esponente della gerarchia vaticana deborda in affermazioni ignobili e dissennate, come esiste nell’informazione italiana quando si parla di sessualità in politica ai massimi vertici, le parole di ieri del Cardinale Bertone in visita in Cile non avrebbero destato alcuna reazione. Sarebbero state riportate soltanto dalle agenzie  e non amplificate dalla tv. Ma invece quando parlano costoro l’eco che i media ne danno è sempre amplificata al massimo e mai,  fino ad ora, si da ampia replica a chi magari da quelle affermazioni viene denigrato.

Parlare di ennesimo autogol da parte della Chiesa è dire poco.

Come è ormai stranoto e arci-documentato, anche dall’associazione nazionale psicologi cattolici, non c’è nessun fondamento sull’accostare l’omosessualità alla pedofilia.  Sembra ormai una banalità assoluta esprimersi per dover contro-replicare ad affermazioni così lesive della dignità personale di gay e lesbiche, ma purtroppo è necessario farlo perchè alla meschinità di un potere falsamente cristiano come quello vaticano non c’è mai fine.

Il  Cardinale Bertone è il rappresentante, dopo il Papa, di quella fazione sessuofoba della gerarchia ecclesiastica romana che si divide tra gay repressi (in maggioranza) ed eterosessuali castrati.

I primi sono i peggiori perchè esprimono la più violenta omofobia che un cervello disturbato possa manifestare (vedi il caso di Hitler) e, perchè, hanno il controllo assoluto del potere in Vaticano. I secondi, invece, spesso più propensi ad aperture verso l’abolizione del celibato per i preti, hanno scarsa rappresentatività e quindi zero potere.

Se la regola del celibato per molti preti è un vincolo imprenscindibile di santità, per altri è una scelta non necessariamente da seguire o per meglio dire, una regola con la quale si può scendere a compromessi perchè è il sistema che è sbagliato. Quest’ultima è per lo meno la giustificazione che molti sacerdoti danno al fatto di non potere seguire scrupolosamente l’astinenza sessuale – perchè – dicono loro – Gesù non l’ha mai prevista.

In tutte le comunità chiuse e mono sessuali, sembra quasi naturalmente svilupparsi quell’avversione al sesso laddove se ne reprime duramente qualsiasi manifestazione ed è per questo che il celibato, ahimè, ha trasformato molti preti in predatori sessuali di bambini.

E’ questo dunque il motivo degli orrori dei crimini sessuali che i preti cattolici hanno inflitto per decenni a migliaia di uomini e donne e ancor più tristemente a minori. Per anni l’imposizione della regola del celibato e la sessuofobia hanno creato veri e proprio mostri. L’omertà della Chiesa romana ha rafforzato poi i crimini, perchè il silenzio si sa è l’arma peggiore che i carnefici hanno per continuare a perpetrare il male.

Che dentro e fuori la Chiesa quella sporcizia di cui ha parlato Benedetto XVI sia ancora presente, è un fatto noto che riguarda ogni palazzo vaticano.

Se i cattolici  si aspettano un cambio di rotta rispetto alle calunniose dichiarazioni del Cardinale Tarcisio Bertone, credo che moriranno di speranza anche perchè non c’è più tempo per aspettare un ricambio generazionale ai vertici della Chiesa. Il tempo è scaduto.

La persecuzione in atto nei seminari italiani contro i gay è forse il fatto più innovativo ed inquietante che Benedetto XVI ha inaugurato dopo essere diventato Papa. Il senso di inquietudine e paura che manifestano la più parte dei preti è denunciato nei forum e nelle chat su internet dove  preti di ogni età cercano incontri clandestini.

Il destino di questa istituzione è segnato: il crollo del pontificato di Benedetto XVI è imminente e non solo per le sue evidenti responsabilità nella copertura dei crimini di numerosi preti pedofili, ma per l’incapacità manifesta di guardare all’interno della parte migliore e sana che costituisce la vera Chiesa cattolica.

Per tutti coloro che sono stufi di rimanere all’interno di un associazione politica corrotta, che ha come unico scopo quello di salvaguardare il proprio potere economico e che disprezza la dignità umana nei modi e nei termini in cui la gerarachia vaticana fa, c’è solo un modo per agire: sbattezzarsi e arrivare alla scomunica latae sententiae come ho fatto io e migliaia di altri italiani.

http://www.uaar.it/laicita/sbattezzo/

Berlusconi a Parma e il discorso censurato dai media che ha fatto infuriare Napolitano

11/04/2010 alle 17:39 | Pubblicato su politica | 4 commenti
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Oggi su Repubblica Eugenio Scalfari riporta la confidenze di alcuni fidati amici che gli hanno riportato i colloqui intercorsi tra Berlusconi e Napolitano e con Gianni Letta.

Eugenio Scalfari racconto che  il 1° aprile al Quirinale si svolge un colloquio tra Napolitano-Berlusconi, presente Letta. Comincia distesamente ma si conclude nel gelo più assoluto. Il premier mette sotto accusa lo staff giuridico di Napolitano il quale gli risponde che si tratta di “validissimi servitori dello Stato” che collaborano con lui per valutare la conformità delle leggi con la Costituzione. Il premier rinnova le critiche, Napolitano ritiene concluso l’incontro e lo congeda. Poche ore dopo arriva da Palazzo Chigi una telefonata del premier che si scusa delle parole “sopra le righe” che attribuisce al nervosismo e allo stress della campagna elettorale da poco conclusa. “Non si ripeterà mai più” promette. “Ha la mia parola”.

Il 9 aprile, prima di partire per Parigi Berlusconi – continua Scalfari – aveva chiamato il Quirinale per ringraziare Napolitano d’aver promulgato la legge sul legittimo impedimento; gli aveva preannunciato che la stagione della riforme era finalmente arrivata. Tra queste ci sarebbe anche stata la proposta del semipresidenzialismo da lui “ripescata soltanto per fare un favore a Fini”.

Ma parlando poche ore dopo da Parigi si era visto che non si trattava affatto di un ripescaggio (dal quale peraltro Fini si era immediatamente e clamorosamente smarcato) bensì di un obiettivo a lungo coltivato e gettato sul tavolo subito dopo le Regionali per farlo accettare dalla Lega in cambio del federalismo.

E ancora ieri nel convegno di Confindustria a Parma Berlusconi è tornato a sbrodolare le sue farneticazioni contro giudici, corte Costituzionale e Presidente della Repubblica. Ma i media del lungo discorso fatto dal Premier a piccoli e grandi imprenditori, ha riportato ben poco tralasciando completamente i nuovi deliranti attacchi. Nessuno li ha riportati, nemmeno i TG più “d’opposizione”. Forse anche perchè le agenzie di stampa hanno omesso completamente questa parte del discorso.

Berlusconi ha detto: “Il governo italiano non è in grado di governare nel quadro del sistema vigente. Non può paragonarsi a nessun altro governo europeo da questo punto di vista. L’esecutivo non ha alcun potere; i disegni di legge vanno in esame alle Commissioni della Camera, poi in aula, poi al Senato.
“Nessuno dei due rami del Parlamento accetta di approvare lo stesso identico testo approvato dall’altro; lo deve dunque modificare a sua volta. Finalmente, una volta approvato dal Parlamento, quel testo, che non corrisponde più a quello inizialmente preparato dal governo, viene comunque rallentato dalle burocrazie nazionali e regionali. Senza dire, come antefatto, che il testo viene preliminarmente sottoposto al presidente della Repubblica e al suo staff che ne controlla addirittura gli aggettivi”.

Queste frasi di Parma, nonostante il silenzio delle agenzie e dei telegiornali ufficiali, arrivano naturalmente alle orecchie del Quirinale. Si racconta che il Presidente ne sia rimasto stupefatto e indignato. Si è fatto chiamare al telefono Gianni Letta e gli ha chiesto conto di quanto aveva appena udito.
Pare che la risposta di Letta sia stata: “Non sapevo nulla. Ho udito anch’io. Le faccio le mie personali scuse”.
E pare che la risposta del Presidente sia stata: “Le sue scuse personali non risolvono la questione. Se non si trattasse del presidente del Consiglio ma di una qualunque altra persona dovrei dire che siamo in presenza di un bugiardo che dice una cosa al mattino e fa l’opposto la sera oppure d’una persona dissociata e afflitta da disturbi schizoidi”.

Ascoltate anche il commento del direttore di Repubblica Ezio Mauro oggi da Lucia Annunziata nel suo programma “In mezz’ora”.

http://tv.repubblica.it/copertina/ezio-mauro-a-in-12-ora/45289?video=&pagefrom=1


Terremoto L’Aquila: la Casa dello Studente omicidio di Stato

06/04/2010 alle 16:30 | Pubblicato su cronaca, politica | Lascia un commento
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