Benigni sul caso Ruby e Berlusconi e le dimissioni

09/11/2010 alle 04:38 | Pubblicato su costume, cronaca, diritti civili, economia, lavoro, natura, politica, razzismo, società | Lascia un commento
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il monologo di Benigni su Berlusconi

e il caso Ruby a “Vieni via con me”

 

Benigni la canzone su Berlusconi a Vieni via con me

09/11/2010 alle 04:33 | Pubblicato su costume, cronaca, diritti civili, economia, lavoro | Lascia un commento
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la canzone di Benigni su Berlusconi

e le sue proprietà

 

Trans e politica: l’ipocrisia del perbenismo travolge la Casta 1parte

29/10/2009 alle 11:04 | Pubblicato su costume, cronaca, omofobia, politica | Lascia un commento
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natalie_marrazzoSe nel nostro Paese, se a Roma o a Milano, come a Berlino o Monaco, Madrid o Barcellona, Stoccolma o Bruxelles, due ragazzi o due ragazze potessero andare per strada mano nella mano senza suscitare sguardi pruriginosi e battutacce, o addirittura, reazioni omofobe da parte di chi crede di avere la “normalità” dalla propria parte – il caso del Governatore del Lazio Piero Marrazzo, travolto dallo scandalo sessuale che ha svelato le sue preferenze sessuali “alternative” a quelle canoniche, non avrebbe destato il minimo interesse.

La questione è politica ed è centrale: se la legislazione non fotografa quanto la società sia molto più avanti della propria classe parlamentare, vengono compromessi i diritti dei cittadini e quella necessaria informazione che riesce ad erudire le persone su come la società cambia e si evolve.

Alcuni diranno sicuramente che riconoscere legislativamente le unioni civili non vuol dire far evolvere la società, ma a costoro replichiamo che nemmeno “distruggere la scuola pubblica” o “mettere sotto controllo dell’esecutivo i giudici” o “precarizzare totalmente il lavoro dei giovani”, fa evolvere la società.

Se un politico se la fa letteralmente sotto perchè teme che le sue “scappatelle” extra-coniugali vengano scoperte dai media, è perchè il “senso di colpa” che questo tipo di società gli ha trasmesso è più pesante di qualsiasi altra arma politica. E’ facile immaginare come davvero Marrazzo stia soffrendo per la vergogna di tutta questa situazione, che molti descrivono come “brutta” e “drammatica” perchè coinvolge la propria sfera personale  e familiare.

Ma quanti si riempiono la bocca con la “famiglia” e poi hanno comportamenti che vanno in senso contrario a questa istituzione sociale? Se Marrazzo avesse detto “si vado a trans e allora a voi che vi frega?”, sarebbero stati abbattuti tutti gli schemi classici della sessuofobia cattolica.

Se le transessuali sono così numerosi e hanno scalzato addirittura la prostituzione eterosessuale, specie nelle grandi aree metropolitane, è perchè c’è una domanda fortissima da parte dei maschi. Se quello che più attrae la clientela maschile delle trans  è ovviamente il “cazzo”, quasi sempre super dotate, i loro clienti ufficialmente etero nella vita di tutti i giorni, grazie a due grosse tette riescono a digerire meglio la loro omosessualità latente. Un fardello, forse, meno pesante per costoro che sempre per la “sessuofobia cattolica”, riescono a lenire così quella pesantezza nel giudizio personale di accettarsi definitivamente come gay.

Le questioni sessuali private dei politici italiani a questo punto non possono rimanere private: se è un fatto legittimo che il Presidente del Consiglio possa andare a puttane e la sua parte politica lo difende, allora prima si farà cadere l’ipocrisia del perbenismo cattolico  sulle questioni sessuali e meglio sarà per tutti. Come?

Innanzitutto smettendola di rincorrere le sottane dei vescovi per conquistare il loro consenso da Destra e da Sinistra, nel gioco di chi meglio riesce a mantenere lo “status quo” del modello cattolico romano foriero di così tanti voti. Lo sanno tutti che in Vaticano si scopa più che fuori e che è l’omosessualità repressa il modello di riferimento: si scopa e ci si confessa, ci si sente sporchi e non in pace con Dio, ma poi si cade di nuovo in tentazione. Ma basta entrare in una chat e poi si arriva anche nel cuore dei palazzi Vaticani e a flirtare con potentissimi prelati.

La Chiesa non vuole una legge contro l’omofobia perchè altrimenti verrebbe meno il suo potere perverso di continuare a infondere il “senso di colpa” tra i fedeli. Così come non vuole il riconoscimento delle unioni civili anche per le coppie dello stesso sesso, perchè perderebbe il potere di condizionare la vita culturale e religiosa in questo Paese.

I politici sposano questa causa per motivi elettorali e tutto rimane immobile: ecco perchè ci sono i casi Marrazzo (e non solo lui tra i big della politica avrebbe il vizietto delle trans), ecco perchè dilagano le aggressioni omofobe, ecco perchè numerosi  figli gay dei deputati di Destra terrorizzati dal vivere in Italia scelgono di emigrare in Spagna (e quanti ce ne sono!), ecco perchè alla fine sono soltanto i cittadini onesti a rimetterci e chi, invece, a 2000€-5000€ la botta “trasgredisce” non muove un dito per far cadere questa perversa ipocrisia.

E per non farci mancare nulla ricordo a tutti che quando a Centocelle, un quartiere di Roma, poco meno di un anno fa, la polizia dette la “caccia al trans” e sul TG1 delle 20.00 passarono quelle tremende immagini di una ragazza transessuale braccata dai poliziotti che urlava e diceva “non sono un animale”, nessuno in Parlamento si è alzato per denunciare quel comportamento delle forze dell’ordine.

Allora aspettiamoci altri nomi, altri politici potenti, ex Ministri di Destra che regolarmente vanno a trans e che hanno famiglia e figli, che presto si cospargeranno il capo di cenere per andare ad espiare il loro “senso di colpa” in un qualche monastero. Già da ieri circolavano questi nomi, è ormai come il segreto di pulcinella, lo sanno tutti, ma solo che nessuno ha ancora il coraggio di scriverlo da qualche parte: il 29 aprile 1996 un notissimo esponente di  partito finì in una retata di clienti di transessuali a Roma e riuscì a salvarsi grazie al “lei non sa chi sono io” e all’indulgenza di troppi giornalisti.

Ma vi siete chiesti chi si avvantaggia di tutta questa situazione?

2 parte: Trans e politica: da Marrazzo a Chiappe d’oro la Casta trema

Patrizia D’Addario alla tv turca ospite in un talk show

07/08/2009 alle 17:09 | Pubblicato su costume, cronaca | Lascia un commento
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Mentre ieri Berlusconi era in Turchia per pavoneggiarsi vicino a Putin dello storico accordo tra Russia e Turchia, per la costruzione di un gasdotto russo diretto verso l’Europa che non passerà , stavolta, sul territorio ucraino – anche la D’Addario ha fatto una capatina alla tv turca. Come ospite, infatti, del seguitissimo talk show «Teke Tek» (ovvero, «Faccia a faccia») dell’emittente Haberturk di Istanbul.

Si parla di un compenso di 35.000 euro per Patrizia D’Addario, decisamente non male in tempi di crisi per una ospitata.

Solo una “mignotta” ci può rappresentare all’estero perchè in Patria governano ormai solo dei “puttanieri”.

Stern: Berlusconi “potere e amore” i miracoli del viagra a 73 anni

03/06/2009 alle 17:52 | Pubblicato su costume, cronaca, politica | 3 commenti
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E’ la Germania questa settimana che inaugura le retrospettive e le analisi su Berlusconi e il paradosso tutto italiano della sua popolarità. BERLUSCONI_STERNNel settimanale Stern che esce domani mattina, lo vedete in copertina come fosse un imperatore romano con la corona d’alloro in testa, che guarda la sua scuderia di veline, moglie compresa.  I tedeschi che guadano al nostro Paese come la terra estiva delle loro vacanze, affrontano la vicenda sul “caso Noemi” con molta attenzione e scrupolosità, stupiti che il Premier sia ancora in sella dopo uno scandalo simile che, altrove, avrebbe fatto rassegnare le dimissioni a qualsiasi Capo di Governo dell’UE. Nessuno riesce a scalzarlo dal trono e Berlusconi “si crede anche il più virile d’Italia”, dice l’articolo. Aggiungo io che è facile essere virili a 73 anni, basta non esagerare con il viagra altrimenti un ictus come quello capitato qualche anno fa ad un suo alleato non glielo toglie nessuno!

leggi anche: TG1 ore 20 scandaloso Minzolini: censura di Governo all’ennesima potenza, scompare l’inchiesta di Bari sulle squillo di Palazzo Grazioli

La Santanché fa passare per una puttana Veronica Lario

31/05/2009 alle 12:37 | Pubblicato su costume, cronaca, media, politica | 8 commenti
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Un attacco simile così tremendo e volgare da una donna verso un’altra donna, non poteva che capitare attraverso l’accusa più classica del clichè di italica memoria sul perchè un matrimonio può finire e sulle colpe che spesso si attribuiscono sempre alla parte femminile.

Daniela Santanché leader del Movimento per l’Italia, formazione che potrebbe entrare nel Pdl, ha rilasciato un’intervista esclusiva al giornale diretto da Vittorio Feltri “Libero” in edicola oggi in cui spiega: “Non è Berlusconi che ha sfasciato la famiglia, è la moglie che da anni ha una storia con un altro uomo”.

In tv e sul satellite i Tg per il momento si sono ben visti dal dire il nome e cognome del presunto uomo “segreto” della Lario, che però il quotidiano Libero riporta: Alberto Orlandi, 47 anni, capo del servizio di sicurezza di Villa Macherio.

La Santanché che è entrata alla Camera dei Deputati nel 2001 solo perchè una sua collega di partito si era dimessa, è passata l’anno scorso da An a La Destra di Storace per diventarne il portavoce nazionale. Trombata alle elezioni ha deciso di tornare ad allisciare il pelo a Berlusconi, speranzosa prima o poi di poter tornare alla sua corte.

Oggi concede questo strepitoso assist a Berlusconi e lo fa nella maniera più volgare e viscida possibile. Sì perchè quando finisce un matrimonio ed è la moglie a chiudere il rapporto chiedendo il divorzio, nella più becera tradizione maschilista  che pervade la cultura di gran parte del Paese la donna, inevitabilmente, viene accusata con simili espedienti per denigrarla e distruggerne la credibilità: “ha un altro uomo quindi la colpa è sua”. Viene da se il commento – tout court-  che tutti faranno domani nei bar e negli uffici di mezza Italia: “sono tutte uguali, che puttana”!

Grandiosa la Santanché! Di sicuro diventerà Ministro pure lei!

 

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