Benigni sul caso Ruby e Berlusconi e le dimissioni

09/11/2010 alle 04:38 | Pubblicato su costume, cronaca, diritti civili, economia, lavoro, natura, politica, razzismo, società | Lascia un commento
Tag: , , , ,

clicca sotto per ascoltarla e vedere

il monologo di Benigni su Berlusconi

e il caso Ruby a “Vieni via con me”

 

Annunci

Benigni la canzone su Berlusconi a Vieni via con me

09/11/2010 alle 04:33 | Pubblicato su costume, cronaca, diritti civili, economia, lavoro | Lascia un commento
Tag: , , , , , ,

clicca sotto per ascoltarla e vedere

la canzone di Benigni su Berlusconi

e le sue proprietà

 

Rainews24 scomparsa dai suoi canali è censura o guasto tecnico?

18/05/2010 alle 10:20 | Pubblicato su cronaca, media, politica | 3 commenti
Tag: , , ,

Da questa notte “Rainews24 non si vede più”. Il passaggio al digitale terrestre della Lombardia ha spostato le frequenze di Rainews24 anche nelle Regioni già digitalizzate. Ma non basta. Anche sul canale 506 del satellite, bouquet Sky, Rainews24 non c’è più.

I giornalisti si sono autoconvocati per le 12 di questa mattina nella sede Rai di Saxa Rubra.

E’ un tentativo evidente di censurare una rete all news scomoda per il Governo. E’ scomparsa anche dalla homepage del portale rai.tv dove fino a ieri compariva subito ed era facilmente cliccabile.

Potete continuare a seguire la diretta via web cliccando qui http://www.rainews24.it/it/canale-tv.php

La direzione generale della Rai non ha ancora dato spiegazioni su quanto accaduto.

Lo switch over del digitale terrestre è stata l’occasione per ‘cancellare’ RaiNews24 dalle frequenze che occupava abitualmente, per inserire al suo posto un improbabile ‘Rai Sport 2’ (che già Rai Sport 1 evidentemente non bastava, dato l’alto interesse e il prestigio degli eventi trasmessi).

La TV all news della RAI è stata spostata in coda alla lista dei canali sia nel digitale terrestre sia sul satellite, e questo senza nessun tipo di preavviso. Praticamente, comporta anche non avere un canale fisso, perché a seconda del decoder potrebbe trovarsi sull’800, sull’850 o addirittura sul 998. Chiaro che, con tutte le posizioni ancora libere, questa mossa ha logisticamente e commercialmente i contorni dell’assurdo.

“Ci scusiamo con gli utenti. Faremo di tutto per comprendere le ragioni di questo oscuramento e di porvi rimedio” – ha affermato il direttore Corradino Mineo.  Rainews informa, inoltre, che da oggi il Canale non si chiama più Rainews24 ma solo Rainews e che, per omologare l’intera offerta aziendale, la Direzione Generale ha deciso di spostare il logo in alto a destra dello schermo. Il logo, purtroppo, risulta poco leggibile, mentre la nuova grafica impedisce, per il momento, di mandare in onda i flash, strumento indispensabile per una all news. Anche di questo ci scusiamo con gli utenti”.

Potete dire la vostra sul loro blog cliccando qui.

Affittopoli: il vice Ministro Castelli paga 600 euro al mese di affitto per una casa Enasarco a villa Pamphili a Roma

18/05/2010 alle 09:49 | Pubblicato su cronaca, politica | 4 commenti
Tag: , , , , , , , , , , , , ,

Il viceministro Castelli paga all’Enasarco, l’ente previdenziale degli agenti di commercio, 600 euro di affitto al mese per un appartamento in una strada elegante ed alberata a ridosso di Villa Doria Pamphili. Per avere un metro di confronto: all’Esquilino, zona semicentrale, per una cantina di 10 metri quadri si pagano 300 euro.

L’altro vantaggio per il vice ministro Castelli consiste nel diritto di prelazione per l’acquisto dell’appartamento a un prezzo stracciato. E non nel 2050, ma subito o quasi. L’ente sta avviando le procedure di vendita sulla base di una delibera di cessione dell’intero patrimonio immobiliare approvata dal consiglio di amministrazione nella seduta del 18 settembre 2008. Sarà un’operazione gigantesca: 2 milioni e 300 mila metri quadrati sul mercato, un affare su cui si stanno fiondando in molti, in grado di condizionare le quotazioni immobiliari nella Capitale e in parte anche a livello nazionale.

Tra i vip che pagano una miseria di affitto ci sono altri nomi eccellenti: Elio Vito (Pdl), ministro per i Rapporti con il Parlamento, Massimo Sessa, stretto collaboratore al Consiglio superiore dei Lavori pubblici di Angelo Balducci, quello della “cricca” del costruttore Diego Anemone. E poi: la signora Gioia Rabà, moglie del sindacalista Uil Brunetto Boco che allo stesso tempo è anche presidente dell’Enasarco, Girolamo Sirchia, ministro della Sanità nel passato governo di Silvio Berlusconi, Donato Bonanni, figlio di Raffaele, segretario della Cisl, Benedetto Adragna (Pd), senatore e questore di Palazzo Madama, l’ex presidente del Perugia calcio, Luciano Gaucci, il fantomatico agente segreto Pio Pompa, quello dei dossier anti-Prodi.

Il canone del ministro Vito è di 1.600 euro per una casa, più una cantina, più un box a Ponte Milvio, in una zona di pregio a nord della Capitale. L’alto dirigente del Consiglio superiore dei lavori pubblici, Massimo Sessa, abita per 1.250 euro un appartamento di lusso alle spalle di Villa Torlonia, in un quartiere costellato di sedi di ambasciate e ville liberty. Nello stesso palazzo, ma in una posizione ancora più prestigiosa, all’attico, ha preso casa la moglie del presidente Enasarco, signora Rabà. Paga 1.600 euro al mese e in dotazione ha anche un box. Ancora: ha una casa Enasarco Girolamo Sirchia, il padre della legge antifumo, ministro della Sanità del passato governo Berlusconi, condannato di recente anche in appello per appropriazione indebita, 300 mila franchi svizzeri sottratti alla fondazione “Il sangue”, di cui era tesoriere. Paga 1.500 euro al mese per un appartamento sulla Nomentana. Luciano Gaucci e Pio Pompa abitano in un’altra zona della città, a ridosso della ex Fiera di Roma, e sono vicini di casa. Gaucci occupa il primo piano e paga circa 700 euro al mese, Pompa sta al secondo. Abitano vicino anche Donato Bonanni e il senatore Adragna che hanno preso nella zona del Foro Italico. Bonanni, però, ad un canone di circa 1.000 euro al mese, Adragna solo 600.

da Il Fatto Quotidiano 18/05/2010 di Daniele Martini

Scandalo Pedofilia: fottetevi tra di voi!

15/04/2010 alle 16:32 | Pubblicato su cronaca, omofobia, politica | Lascia un commento
Tag: , , ,

“Fickt euch selbst”  (Fottetevi tra di voi). Queste foto sono state pubblicate sul sito del quotidiano tedesco ‘Passauer Neue Presse’.

Omosessualità = pedofilia l’equazione ignobile di Bertone

13/04/2010 alle 17:38 | Pubblicato su cronaca, omofobia, politica, razzismo | 2 commenti
Tag: , , , , , , , ,

Se ci fosse la censura preventiva dei giornalisti anche quando qualche esponente della gerarchia vaticana deborda in affermazioni ignobili e dissennate, come esiste nell’informazione italiana quando si parla di sessualità in politica ai massimi vertici, le parole di ieri del Cardinale Bertone in visita in Cile non avrebbero destato alcuna reazione. Sarebbero state riportate soltanto dalle agenzie  e non amplificate dalla tv. Ma invece quando parlano costoro l’eco che i media ne danno è sempre amplificata al massimo e mai,  fino ad ora, si da ampia replica a chi magari da quelle affermazioni viene denigrato.

Parlare di ennesimo autogol da parte della Chiesa è dire poco.

Come è ormai stranoto e arci-documentato, anche dall’associazione nazionale psicologi cattolici, non c’è nessun fondamento sull’accostare l’omosessualità alla pedofilia.  Sembra ormai una banalità assoluta esprimersi per dover contro-replicare ad affermazioni così lesive della dignità personale di gay e lesbiche, ma purtroppo è necessario farlo perchè alla meschinità di un potere falsamente cristiano come quello vaticano non c’è mai fine.

Il  Cardinale Bertone è il rappresentante, dopo il Papa, di quella fazione sessuofoba della gerarchia ecclesiastica romana che si divide tra gay repressi (in maggioranza) ed eterosessuali castrati.

I primi sono i peggiori perchè esprimono la più violenta omofobia che un cervello disturbato possa manifestare (vedi il caso di Hitler) e, perchè, hanno il controllo assoluto del potere in Vaticano. I secondi, invece, spesso più propensi ad aperture verso l’abolizione del celibato per i preti, hanno scarsa rappresentatività e quindi zero potere.

Se la regola del celibato per molti preti è un vincolo imprenscindibile di santità, per altri è una scelta non necessariamente da seguire o per meglio dire, una regola con la quale si può scendere a compromessi perchè è il sistema che è sbagliato. Quest’ultima è per lo meno la giustificazione che molti sacerdoti danno al fatto di non potere seguire scrupolosamente l’astinenza sessuale – perchè – dicono loro – Gesù non l’ha mai prevista.

In tutte le comunità chiuse e mono sessuali, sembra quasi naturalmente svilupparsi quell’avversione al sesso laddove se ne reprime duramente qualsiasi manifestazione ed è per questo che il celibato, ahimè, ha trasformato molti preti in predatori sessuali di bambini.

E’ questo dunque il motivo degli orrori dei crimini sessuali che i preti cattolici hanno inflitto per decenni a migliaia di uomini e donne e ancor più tristemente a minori. Per anni l’imposizione della regola del celibato e la sessuofobia hanno creato veri e proprio mostri. L’omertà della Chiesa romana ha rafforzato poi i crimini, perchè il silenzio si sa è l’arma peggiore che i carnefici hanno per continuare a perpetrare il male.

Che dentro e fuori la Chiesa quella sporcizia di cui ha parlato Benedetto XVI sia ancora presente, è un fatto noto che riguarda ogni palazzo vaticano.

Se i cattolici  si aspettano un cambio di rotta rispetto alle calunniose dichiarazioni del Cardinale Tarcisio Bertone, credo che moriranno di speranza anche perchè non c’è più tempo per aspettare un ricambio generazionale ai vertici della Chiesa. Il tempo è scaduto.

La persecuzione in atto nei seminari italiani contro i gay è forse il fatto più innovativo ed inquietante che Benedetto XVI ha inaugurato dopo essere diventato Papa. Il senso di inquietudine e paura che manifestano la più parte dei preti è denunciato nei forum e nelle chat su internet dove  preti di ogni età cercano incontri clandestini.

Il destino di questa istituzione è segnato: il crollo del pontificato di Benedetto XVI è imminente e non solo per le sue evidenti responsabilità nella copertura dei crimini di numerosi preti pedofili, ma per l’incapacità manifesta di guardare all’interno della parte migliore e sana che costituisce la vera Chiesa cattolica.

Per tutti coloro che sono stufi di rimanere all’interno di un associazione politica corrotta, che ha come unico scopo quello di salvaguardare il proprio potere economico e che disprezza la dignità umana nei modi e nei termini in cui la gerarachia vaticana fa, c’è solo un modo per agire: sbattezzarsi e arrivare alla scomunica latae sententiae come ho fatto io e migliaia di altri italiani.

http://www.uaar.it/laicita/sbattezzo/

Terremoto L’Aquila: la Casa dello Studente omicidio di Stato

06/04/2010 alle 16:30 | Pubblicato su cronaca, politica | Lascia un commento
Tag: , , , , , ,

Balducci e gli incontri gay a pagamento coi “seminaristi” attivi

03/03/2010 alle 09:14 | Pubblicato su cronaca, politica | 5 commenti
Tag: , , , , , , ,

“Angelo… Io non ti dico altro. É alto 2 metri, per 97 chili, 33 anni, completamente attivo”.

Ogni gusto e inclinazione sessuale è perfettamente legittima e va rispettata, ma le intercettazioni telefoniche che stanno emergendo dall’inchiesta contro la corruzione che hanno coinvolto Angelo Balducci, ex presidente del Consiglio nazionale dei lavori pubblici, ci presentano uno spaccato di vita professionale che nulla a che fare con la privacy sacro santa di ogni cittadino.

Un eventuale nuovo filone di indagine che la Procura di Perugia potrebbe aprire  a carico di Angelo Balducci: favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione maschile che porta in Vaticano.

72 pagine di intercettazioni (da ieri depositate a Perugia a disposizione delle difese), che un’informativa della sezione Anticrimine di Firenze del Ros dei carabinieri datata 5 febbraio 2010 scrive: “Nell’ambito del procedimento penale in oggetto – si legge – è emerso che l’ingegner Balducci Angelo, per organizzare incontri occasionali di tipo sessuale, si avvale dell’intermediazione di due soggetti, che si ritiene possano far parte di una rete organizzata, operante soprattutto nella capitale, di sfruttatori o comunque favoreggiatori della prostituzione maschile”.

I due uomini hanno un’identità. Un tipo che si fa chiamare “Mike”, ma di nome fa Chinedu Thomas Ehiem, 40 anni, nigeriano, residente a Roma e “indicato all’anagrafe come “religioso” del Vaticano che cura e organizza il “coro di san Pietro”. L’atro è  Lorenzo Renzi, veneto di Feltre, che di anni ne ha 33.  Dall’aprile del 2008 al gennaio scorso, il contenuto delle loro conversazioni con Balducci viene annotato e trascritto perchè si trasforma rapidamente in una coazione a ripetere di appuntamenti che svelano una rete di prostituzione maschile e di potenziale ricatto.

Ehiem e Renzi sono espliciti nei dettagli con cui ragguagliano il cliente su tipo di prestazione e qualità dei ragazzi da portare agli incontri. “Angelo… Io non ti dico altro. É alto 2 metri, per 97 chili, 33 anni, completamente attivo”, spiega il “religioso” a Balducci in un format che si ripete e che varia solo nelle misure. E poi e ancora, ogni due, tre giorni: “Ho una situazione di Napoli”. “Ho una situazione cubana”. “Ho un tedesco appena arrivato dalla Germania”. “Ho due neri”. “Ho il calciatore”. “Ho uno dell’Abruzzo”. “Ho il ballerino Rai”.

e ancora..

“Ho una situazione da Napoli… non so come dirti, una cosa veramente da non perdere…quasi 32 anni, si parla di un’altezza di 1.93 per 92 chili, gran bel ragazzo”, “uno un po’ più alto di me, palestrato, bel tipo, completamente attivo, moro, capelli corti, è un’ottima soluzione se no non avrei insistito”; “vuoi stare con il norvegese o anche con Richard? Che mi ha detto che può anche andare via, mi ha detto… se non lo vuoi”; “c’è un amico croato che voleva vederti, se puoi trovare un’oretta, è una soluzione importante, lui è molto, molto, molto alto… in tre sarebbe difficile per lui”; “in confronto a lui io sono normodotato…Ha un fisico incredibile, si libera alle dieci, è un amico mio e fa quello che dico io”.

I ragazzi che i due intermediari propongono all’attenzione di Balducci “gentiluomo di sua Santità”, spesso frequentano i seminari o i collegi ecclesiastici di Roma (“Lui poi a che ora deve ritornare in Seminario?”, chiede Balducci a Ehiem). Altre volte appaiono extracomunitari in cerca di permesso di soggiorno (Balducci, in un caso, promette di attivarsi con il Ministero dell’Interno). Ragazzi a cui, il 6 dicembre scorso, Renzi spiega così il lavoro: “Te li pigli pure 2000 euro. Non rompere il cazzo!! Ti servono i soldi… metti un po’ di musica, tiri fuori la (…)… ti cali il Viagra lì. E via!”.

Se queste intercettazioni non riguardassero uomini ben pensanti cattolici che leccano il culo alle gerarchie ecclesiastiche ogni giorni, non avrebbero alcun valore.

Se invece è un uomo potente che gestisce denaro pubblico, che è cattolico e che frequenta il Papa e che è sposato, allora permettetemi di dire “che schifo”!

Scandali come questo ci fanno capire perchè uomini  potenti riescono a gestire tutto e tutti e sono immischiati nei più loschi traffici:  sono ricattabili. Visto che è gay ed è sposato ed è cattolico ed è vicino al Papa,  e lo sanno tutti quelli che contano, allora lo puoi ricattare e fargli fare tutto quello che vuoi e chiedergli tutto.  Lui non potrà mai dire di no!
Il potere si sposa con il ricatto sessuale. E non è il primo caso.

Meno male che ci sono le intercettazioni!

http://www.gay.tv/articolo/1/10422/I-palazzinari-della-Chiesa

http://www.ilriformista.it/stories/Prima%20pagina/186341/

http://www.repubblica.it/cronaca/2010/03/03/news/balducci_prostituzione_gay-2486728/

http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/201003articoli/52783girata.asp

http://www.giornalettismo.com/archives/53903/balducci-gli-incontri-sessuali/

http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2010/4-marzo-2010/balducci-incontri-hot-l-uomo-feltre-1602594905631.shtml

Decreto Romani pronta la censura per internet e Sky, Italia come la Cina

22/01/2010 alle 11:43 | Pubblicato su cronaca, media, politica, società | 1 commento
Tag: , , , , , , , , , , , , , ,

«I Paesi che limitano il libero accesso alle informazioni o violano i diritti basilari degli utenti di Internet rischiano di tagliarsi fuori dal progresso del secolo, lotteremo per la libertà di comunicazione» ha detto ieri il Segretario di Stato Hillary Clinton, che ha minacciato «conseguenze gravi» per tutti quei Paesi chi minacciano il cyberspazio. La polemica nasce dai continui attacchi che il Governo cinese opera contro Google, che ha deciso di non piegarsi più ai diktat di Pechino. Il più diffuso motore di ricerca ha annunciato sul blog ufficiale che non applicherà più alcun filtro in Cina, minacciando di sospendere ogni attività in quel Paese.

E in Italia che succede? Si cerca in tutti i modi di censurare internet perchè Berlusconi non riesce a controllarlo e presto la situazione potrebbe sfuggirgli di mano. Ma di cosa ha paura Berlusconi? E’ presto detto. La consapevolezza crescente che internet sia l’unico baluardo della libera informazione, dove i fatti non possono sparire, e dove i suoi servi non possono dilagare con la menzogna e l’occultamento dei fatti, lo fanno correre ai ripari lottando contro il tempo visto l’approssimarsi delle elezioni regionali di fine marzo.

Il 18 dicembre scorso Paolo Romani, vice ministro con delega alle Comunicazioni, ha presentato alla Camera il  decreto legislativo su Internet e tv, che dovrebbe servire a dare attuazione in Italia alla Direttiva Europea 2007/65/CE (Audiovisual Media service) dell’11 dicembre 2007, che modifica la Direttiva Europea 89/552/CEE detta anche “Tv senza frontiere”. Questa direttiva aveva, tra i suoi scopi originari, il fine di migliorare la competitività dell’industria europea nei settori dei media e delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, nonché la salvaguardia del principio della neutralità tecnologica e della promozione di nuovi servizi.

Come per tutte le leggi “ad personam” che stanno uccidendo la democrazia in questo Paese al solo fine di mettere al riparo dai processi Berlusconi & Co., anche l’applicazione di questa direttiva è stata distorta con fine ultimo di mettere sotto controllo la rete, limitare il suo potere informativo, rafforzare le aziende di famiglia del Premier e stroncare la concorrenza.

Le questioni fondamentali che il testo di legge, in discussione in questi giorni in Commissione Cultura alla Camera dei Deputati, affronta sono:

– Limite per gli “affollamenti” pubblicitari per il satellite e la pay-tv dal 18% al 12% (di ogni ora trasmessa). Sulla carta tale misura interesserebbe anche le tv Mediaset, ma le reti del premier incassano il grosso degli introiti pubblicitari dalle tv in chiaro (68%) e sono lontane dal tetto del 12% sui canali digitali e a pagamento. Inutile dire che il nuovo “tetto” governativo andrà, per coincidenza, a penalizzare fortemente le tv Sky di Murdoch, il diretto concorrente tv di Mediaset.

Non c’è che dire una vera misura “ad aziendam”, com’è stata già da taluni ribattezzata…e per di più il regime che prospera sul conflitto d’interessi potrà spacciare tale sgambetto al magnate australiano come una misura “nell’interesse del pubblico”.

– Equiparazione del web alla tv, volendo includere anche Internet nella disciplina riguardante tutti i mezzi “che trasmettono non occasionalmente immagini”. Col nuovo decreto il regime aggiunge un altro concetto alla sua neolingua, quello di “servizio di media audiovisivo”. Tale categoria per il governo comprende “i servizi, anche veicolati mediante siti internet, che comportano la fornitura o la messa a disposizione di immagini animate, sonore o no, nei quali il contenuto audiovisivo non abbia carattere meramente accidentale” (art.4, comma 1, lettera a). Ergo, qualsiasi videoblog sarà a rischio censura.

Siccome le aziende del capo del governo si stanno interessando all’Iptv (Tv Internet protocol), i suoi dipendenti nelle stanze dei bottoni cominciano a far fuori la concorrenza prima ancora che possa nascere, eliminando o quantomeno riducendo i materiali video circolanti in Rete che potrebbero rappresentare quella concorrenza che l’egoarca ama solo a parole e che nomina solo mentre mente, sorridendo, di fronte alle telecamere e ai falsi applausi.

– Controllo politico del Web, tramite le norme che fanno da corollario al Decreto Romani e che già fanno parte, in varia misura, della legislazione vigente. Ci riferiamo qui in particolare alle norme a difesa del copyright (Decreto Urbani del 2004), a quelle sull’obbligo di registrazione per siti web (Nuova Legge sull’Editoria n.62/01) e a quelle, vera aberrante novità, che introdurrebbero la responsabilità dei provider circa ciò che transita sulle loro piattaforme.

Con la normativa prossima ventura l’Italia rinnegherebbe un principio universalmente accettato, almeno in Occidente, quello della “neutralità “della Rete e dei suoi fornitori di servizi.

E si noti bene che nella Direttiva Europea, che il Decreto Romani vorrebbe recepire, la nozione di “responsabilità editoriale” cioè del provider non implica necessariamente una responsabilità giuridica sui contenuti. E ci mancherebbe. Come potrebbe, poniamo il caso, Fastweb essere responsabile dell e-mail che vi transitano oppure You tube dei video che vi si caricano?

E’ evidente che solo una volontà censoria strenuamente dissimulata possono condurre un regime a tali proposte di legge, più ridicole che liberticide. Da far ridere il mondo intero, specie e soprattutto dopo l’intervento del segretario Usa Hillary Clinton. Si rinnega il principio dell’assenza di obbligo di sorveglianza degli intermediari della comunicazione, che, appunto, sono intermediari, non secondini degli utenti.

Infatti all’art.6 del Decreto Romani, dove si parla di “diritto d’autore”, il governo impone a tutti i fornitori di servizi media audiovisivi di “astenersi dal trasmettere o ritrasmettere o mettere comunque a disposizione degli utenti, su qualsiasi piattaforma, programmi oggetto di diritti di proprieta’ intellettuale di terzi o parte di tali programmi”. Nello stesso art.6 (comma 3) si nomina anche lo sceriffo della Rete: “l’Autorità, Agcom, emana le disposizioni regolamentari necessarie per rendere effettiva l’osservanza dei limiti e dei divieti di cui al presente articolo”. Insomma l’organo che dovrebbe controllare Internet (l’Agcom) è di stretta nomina politica i suoi membri vengono eletti da Camera e Senato e il suo presidente direttamente dal presidente del consiglio. Vi rendete conto?

– Autorizzazione ministeriale preventiva, per tutti coloro che volessero “diffondere immagini via internet”. Una web tv, fatta magari con il telefonino o con la web cam in casa propria, i video messi sulle piattaforme come You Tube, saranno equiparati dal potere governativo al gruppo Mediaset e per la loro “divulgazione” in Rete sarà necessaria un’autorizzazione ministeriale.

Non c’è che dire, l’Italia sarà, sotto tale aspetto, molto più vicina alla Cina che all’Europa e agli Stati Uniti. Come non rimanere sconcertati da tale deriva totalitaria?

Marco Pancini, dirigente di Google italia. Intervistato dal sito Articolo 21 ha sostenuto che “in questo decreto (Romani) c’e’ un’equiparazione dei siti web alle tv che ha una conseguenza importante: disapplica di fatto le norme sul commercio elettronico per cui l’attivita’ dell’hosting service provider, cioe’ del sito che ospita contenuti generati da terzi, va distinta da quella di un canale tv, che sceglie cosa trasmettere. Significa distruggere il sistema internet”.

Come già più volte ribadito, Berlusconi ha un obiettivo: controllare tutto e distruggere internet è l’ultimo tassello che gli manca per instaurare di fatto quella “democrazia dittatoriale” tanto in voga nel Paese del suo amico Putin. Attraverso l’unico strumento che conosce e controlla, la tv, continuerà con quel lavaggio del cervello capillare e sistematico che gli rende possibile, farsi eleggere da quindici anni a questa parte nonostate sia stato plurinquisito, pluriprocessato e corruttore di avvocati. Pensate soltanto a quello che ha rappresentato internet per i giovani iraniani che si oppongono al regime di Ahmadinejad. Di questo ha paura Berlusconi, di essere travolto dalla verità dei fatti che nasconde agli italiani.

Alla luce di tutto questo è evidente perché il regime regala i “decoder” e congela gli 800 milioni che il Governo aveva precedentemente destinato alla banda larga italiana (il tanto strombazzato “piano Romani”, rinviato “alla fine della crisi”).

Internet per Berlusconi può rimanere in vita, certamente, ma solo se si occupa di e-commerce e dei suoi interessi, non certo se continua con l’informazione che non lecca, che non fa sparire le notizie e non lo incensa dalla mattina alla sera.

La Cina ha distrutto l’attività di YouTube e ci sta provando con Google, noi vogliamo davvero finire come i cinesi?

Iniziate ad opporvi al regime, iniziate a non guardare più le tv di Berlusconi e nemmeno per sbaglio non fate più zapping sulle sue reti. Sarebbe già tanto se riuscissimo ad affamarlo, perchè ad uno così è necessario chiudere i rubinetti della pubblicità, quindi non comprate più i prodotti che le sue reti pubblicizzano! Se lo facessimo tutti, in meno di sei mesi ce lo toglieremmo dai coglioni sicuramente!

le altre porcate contro internet di Berlusconi:

  1. disegno di legge Carlucci nr. 2195
  2. Stop alla banda larga per tutti
  3. Diritto all’oblio su Internet disegno di legge nr. 2455
  4. Iran: come internet può rovesciare un regime dittatoriale
  5. Pacchetto sicurezza e filtraggio della rete
  6. legge contro la pirateria digitale e multimediale

Terremoto L’Aquila: i giudici danno ragione a Giampaolo Giuliani

23/12/2009 alle 16:57 | Pubblicato su cronaca, politica | 1 commento
Tag: , , , , , , ,

Giampaolo Giuliani il ricercatore che avvertì le autorità cittadine de L’Aquila sulla probabilità del verificarsi di un evento catastrofico lo scorso mese di marzo, ad una settimana dal sisma che il 6 aprile scorso devastò l’Abruzzo, è stato prosciolto da tutte le accuse di procurato allarme dal Tribunale di Sulmona. Giuliani osservando l’aumento del gas radon, avviso’ su un possibile sisma devastante, ma nessuno gli dette retta. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Sulmona, che nelle settimane scorse ha archiviato il procedimento, ha scritto nella  motivazione dell’archiviazione  che la correlazione tra l’aumento del gas radon e il verificarsi di terremoti, sono riconosciuti come attendibili anche a livello internazionale e quindi in quel caso non si poteva dire ‘inesistente’ il pericolo di un terremoto. Notizia censurata dai TG nazionali.

Pagina successiva »


Entries e commenti feeds.