Governo Berlusconi caccia il prefetto di Latina, così si combatte la Mafia!

21/12/2009 alle 17:16 | Pubblicato su cronaca, politica | Lascia un commento
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Il prefetto Bruno Frattasi è stato rimosso dal suo incarico di rappresentante del Governo a Latina.  Con ben due dettagliate relazioni inviate al Ministero dell’Interno, il prefetto Frattasi aveva chiesto lo scioglimento  dell’amministrazione comunale di Fondi, comune laziale, in provincia di Latina, guidato da una giunta di centrodestra è soggetta ad “infiltrazioni di stampo mafioso”.

Vi furono ben 17 arresti e un’ inchiesta durata due anni condotta dai pm De Martino e Curcio della Procura Antimafia, che riguardava la gestione del mercato ortofrutticolo e diversi appalti “sospetti” assegnati in tutta la zona. Era stato arrestato pure l’assessore comunale ai lavori pubblici Riccardo Izzi (Pdl), dopo che le indagini avevano accertato precise collusioni tra diversi funzionari comunali e una cosca della ‘ndrangheta. Secondo l’inchiesta al vertice dell’organizzazione, c’erano i fratelli Carmelo Giovanni Tripodo, Antonio Venanzio Tripodo, figli del boss don Mico. Questi ultimi gestivano il Mof (il mercato ortofrutticolo tra i più grandi d’Italia) e riuscivano ad ottenere favori nell’assegnazione di appalti da parte del comune di Fondi. L’indagine dell’antimafia aveva permesso di individuare una fitta rete che avrebbe portato ad individuare collusioni con i funzionari del comune di Fondi sia per la gestione del Mof sia per l’affidamento di appalti per servizi funebri, traslochi, pulizie, disinfestazioni. Il tutto in cambio di soldi, partecipazione ai dividenti, favori e aiuti, nel caso dell’ex assessore Izzi, per la campagna elettorale dove risultò primo tra gli eletti. Per quanto riguarda il Mof, il gruppo sarebbe stato in grado anche di dettare i prezzi dei prodotti e quali società potevano operarvi. Elementi pesanti che avevano portato il prefetto Frattasi a chiedere inequivocabilmente lo scioglimento del consiglio comunale. Il governo, lo stesso governo che si vanta di aver arrestato (mica gli inquirenti e le forze dell’ordine…) almeno “8 mafiosi al giorno” – dati mai verificati da alcun organismo terzo – ma che guarda caso, però, ha fatto per mesi orecchie da mercante sull’intera vicenda.

FILA E FONDI – Come scrive nel suo articolo su Giornalettismo, Luca Rinaldi  del 4 ottobre scorso, “dopo la segnalazione di Frattasi al ministero dell’Interno, il ministro, aveva inoltrato la richiesta al Consiglio dei Ministri, il quale solitamente approva la richiesta di scioglimento. Per Fondi, non funziona e, dulcis in fundo ci si mette di mezzo pure l’approvazione del pacchetto sicurezza, proprio quello che dovrebbe consentire alle forze del bene di sconfiggere quelle del male: a seguito delle nuove norme inserite, il ministero dell’interno dovrà presentare una nuova domanda in linea con la nuova normativa del multiforme pacchetto sicurezza”. L’escamotage trovato diventarono, quindi, le improvvise (e per la verità assai sospette) dimissioni del sindaco Luigi Parisella, l’intera giunta comunale, nonché di tutti i consiglieri della maggioranza di centrodestra. Scrive ancora Rinaldi: “Il segnale è piuttosto chiaro e facilmente interpretabile, soprattutto alla luce del fatto che il Consiglio dei Ministri aveva deciso di far slittare la decisione sullo scioglimento alla prossima settimana. Ci si chiede allora perché il governo non sia intervenuto prima sciogliendo il comune per mafia, permettendo ai suoi amministratori di agire indisturbati all’interno del territorio, consolidando i rapporti tra istituzioni e criminalità organizzata, nonostante le prove fornite dai magistrati”. Oggi si aggiunge un altro possibile e per certi versi inquietate tassello. Infatti, il Consiglio dei ministri ha “promosso a più alto incarico”, il prefetto di Latina, Bruno Frattasi. Si occuperà d’ora in poi dell’Ufficio di coordinamento delle forze di polizia. Al suo posto è stato nominato Antonio D’Acunto in arrivo da Crotone. Ora D’Acunto dovrà “organizzare” il voto a Fondi, previsto per il prossimo mese di marzo. Compito arduo, poiché è più che concreto il rischio che vengano rieletti gli stessi indicati come collusi con i clan, dato che il commissariamento e le necessarie indagini sulle intese segrete tra politica e mafia sono state, di fatto, tutte bloccate. Il commiato di Frattasi è stato eloquente: “E’ un momento delicato per questa città occorre tenere alta l’attenzione eppure quando mi guardo intorno sono solo”. Il riferimento è chiaro: all’intera area del basso Lazio, dove pure il potente clan camorrista dei casalesi ha attecchito e messo radici. Questo, intanto è successo a Fondi, e questo è quanto è poi successo nel Consiglio dei ministri. Come dicono a Napoli (e magari pure a Fondi) “Zitto, zitto ‘into o’mercato”…

Ecco un altro modo “concreto” di come il governo combatte la mafia.

da Giornalettismo.com

Berlusconi: “attentato di Tartaglia una messa in scena da film”?

21/12/2009 alle 10:15 | Pubblicato su cronaca, politica | 33 commenti
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In questa immagine che ha fatto il giro del mondo, Berlusconi subito dopo essere rientrato in auto dopo aver mostrato alla folla il volto insanguinato, mostra la mano completamente pulita e la camicia completamente intonsa.

Decine di guardie del corpo non hanno notato l’aggressore che addirittura prende la mira prima di lanciare la statuetta del duomo.
I “pretoriani” di Berlusconi, uomini dei servizi segreti civili, sono alti in genere almeno 1,90 cm e ben riescono a coprire il metro e cinquanta del Premier che a differenza di molte altre cariche istituzionali, risulta essere un elemento semplice da difendere in una piazza. Sarebbero stati circa 24 gli uomini dei servizi durante quel pomeriggio che lo proteggevano. Ciò nonostante nessuno si è accorto di nulla? Nessuno è riuscito ad intercettare Tartaglia che con il braccio alzato sopra il marciapiede, prendeva la mira per almeno 10 secondi.
Le guardie erano tutte girate verso il premier,e guardavano verso il basso,
Erano talmente ben disposti che la folla si trovava direttamente alle spalle del premier senza che nessuno la separasse dal Berlusconi!

Striscia la Notizia il giorno dopo l’aggressione riporta la testimonianza di due passanti che hanno segnalato ad un poliziotto di pattuglia la presenza di un soggetto (Tartaglia diranno dopo aver visto le immagini), che “parlava male di berlusconi”, “diceva che lo stava aspettando”,”che berlusconi era un bastardo”, lasciando intendere che fosse uno squilibrato mentale. Il poliziotto ha risposto:”bene, chiami il 133!” Insomma…Tartaglia è stato liberissimo di agire !

Dai numerosi video girati in quegli istanti, emerge un particolare non ancora evidenziato dai media televisivi dal quale si evince chiaramente come un microfonista parli con Tartaglia prima che questi scagli l’oggetto contro Silvio Berlusconi, e sembra addirittura che con un cenno della testa gli indichi il via al lancio.

Inoltre il suo capo rimane immobile; un colpo talmente forte da rompere labbro, due incisivi e naso avrebbe sicuramente provocato un contraccolpo molto forte dovuto al violento impatto, non credete?
La sequenza dei fotogrammi al momento dell’impatto sembra essere stata accelerata, non di molto, ma abbastanza da far notare la violenza del gesto…
La prova?
Nella sequenza a rallentatore (che segue quella a velocità normale) si sentono le voci a velocità normale (e non rallentata!)
inoltre ad un certo punto…c’è un CAMBIO NETTO DI TRACIA AUDIO CON TANTO DI AUMENTO DI VOLUME…
MA SOPRATUTTO…MANCA COMPLETAMENTE LA VOCE DI BERLSUCONI.
Ma come, Berlusconi non emette nessun lamento quando colpito?

Inoltre un oggetto contundente come la miniatura del duomo di milano, essendo lanciato dall’alto verso il basso, PRODURREBBE UN TAGLIO NELLA STESSA DIREZIONE, mentre berlusconi presenta un taglio orizzontale.
Da un taglio che dalle foto sembra abbastanza profondo, impiegherebbe pochi secondi ad uscire del sangue… CHE PERO NON E’ PRESENTE AL MOMENTO DELL’ENTRATA NELL’AUTO!

nelle foto di sinistra c’è il taglio sullo zigomo mentre in quelle di destra no…

Nessun taglio sotto lo zigomo sinistro…

In genere su una ferita viene messo un cerotto, ed intorno a questo viene messo del nastro adesivo per tenerlo fermo.
Avete mai visto una fasciatura del genere, con il nastro adesivo attaccato sul punto della presunta ferita?

Subito dopo il colpo ricevuto,sembra che qualcuno gli passi qualcosa per coprirsi…sembra una busta per fogli, IN QUEL MOMENTO OVVIAMENTE VUOTA !
In una frazione di secondo ha già trovato qualcosa per coprirsi…qui c’è odore di santità!

Inoltre quando si porta le mani al volto, tiene i pugni serrati, stringendo fortemente quella busta nera (colore scuro scelto a caso? ) E che ci faceva con una busta nera in mano?
Tra l’altro le sue mani resteranno pulite senza macchie di sangue….

Il suo volto resterà coperto per tutto il tempo impiegato per raggiungere l’auto…
E’ proprio una delle guardie ad assicurarsi che la busta sia ben attaccata al volto di berlusconi!
Una busta ovviamente non sterile,toccata da chissà quanta gente,mica l’ideale per tamponare una (presunta) emorraggia!

Berlusconi si copre il volto fino all’entrata in macchina….non c’è nessun taglio sullo zigomo.

Il video della diretta trasmesso è  SEMPRE in PRIMO PIANO SU BERLUSCONI TRANNE al MOMENTO DEL LANCIO DELL’OGGETTO.
Addirittura l’operatore sposta la telecamera proprio nel momento in cui il braccio dell’assalitore diventa visibile nell’inquadratura (in alto a sinistra).

IL VOLTO DI BERLUSCONI VIENE OSCURATO CON UNA MACCHIA SCURA..mentre quello dell’autista si vede nitidamente…
Appena salito in macchina si vede un uomo che si avvicina a Berlusconi con in mano un oggetto, poi apre la giacca (forse per metterlo via o per tirare fuori altro)…e proprio in quel momento l’autista copre il collega con la mano, impedendoci di vedere cosa stesse facendo…poi giunge un altro collega sul sedile anteriore, che copre totalmente quelli posteriori in cui c’è Berlusconi.
Un particolare: LA CAMICIA E’ ANCORA PULITISSIMA ! Queste sono le immagini di RaiNews24.

UN POVERO FOTOGRAFO E’ STATO BRUTALMENTE E VIOLENTEMENTE CACCIATO VIA dalla scena per evitargli di scattare qualche innocente foto, magari con le macchine modernissime ad altissima risoluzione poteva scovare qualche particolare interessante….

LE SCENE TAGLIATE: BERLUSCONI E STATO IN MACCHINA PIU DI QUANTO SEMBRA.
La telecamera è la stessa, ma sembra ci sia il taglio di una parte del video: il tipo nell’auto appoggia il braccio sul sedile dell’autista, ma nella scena seguente appare girato da tutt’altra parte !


COSA SUCCEDE IN MACCHINA ?
Berlusconi viene portato in macchina. Nessuno sa se l’aggressore abbia agito da solo….o forse si. Invece di allontanarsi subito da un luogo pericoloso..la macchina resta li. Le immagini parlano da sole.

E alla fine arriva un altro “colpo di teatro”: L’USCITA DALL’AUTO ALLA FACCIA DEL POTENZIALE ED IMMINENTE PERICOLO
dopo qualche minuto, Berlusconi convince le guardie a farlo uscire di nuovo, allo scopo, si dirà di rassicurare sostenitori e familiari.
Mentre posa per i fotografi si notano molte ferite sul volto…ma continua ad avere UNA CAMICIA BIANCHISSIMA E LE MANI PULITE.
Berlusconi, evidentemente non considera nemmeno la possibilità di un ulteriore aggressione, intorno a lui non c’è la scorta, che anzi viene sovrastata dalla sua posizione (si trova sul predellino dell’automobile), forse sapeva che null’altro di male gli sarebbe accaduto e conscio di non poter lasciarsi sfuggire una così ghiotta occasione per suscitare le emozioni del popolo italiano!
E’ addirittura un membro della scorta ad aiutarlo a salire sull’auto…

E SPUNTA UN PANNELLO CHE COPRE BERLUSCONI TENUTO IN MANO DA UNA GUARDIA DEL CORPO.
Una delle guardie del corpo tira fuori dalla giacca un pannello nero, e lo alza a livello del viso del premier, e dice qualcosa a Berlusconi mentre questi esce dall’auto, facendo inoltre un gesto della mano come a dire “Aspetti un secondo”.
Serviva mica per nascondere il lato sinistro del viso di Berlusconi.[quello colpito], dalle telecamere e dalle macchine fotografiche presenti sulla scena?
Il fatto che alla fine dei conti questo stratagemma non abbia funzionato alla perfezione non significa che il ragionamento alla base non sia valido.

Dopo aver posato per i fotografi, berlusconi rientra in macchina e viene scattata questa foto. Berlusconi non si preoccupa per niente di pulirsi il viso insanguinato (davvero insanguinato?) …ma usa un fazzoletto per asciugarsi il sudore sulla fronte.

BERLUSCONI ALLA FINE VA VIA IN AUTO COL FINESTRINO ABBASSATO A PASSO DI LUMACA.
Vi sembra normale che berlusconi, mentre viene accompagnato a passo di lumaca verso l’ospedale abbia il finestrino abbassato? Gli piace cosi tanto esporsi ai lanci di souvenir? Dov’è il sangue che esce copioso? Perche l’auto procede lentamente trattandosi di un attendato al premier che presenta (a loro dire) setto nasale, 2 denti fratturati e un labbro spaccato?

Questa l’analisi dei fatti accaduti da parte della rete che non può oscurare le immagini o i video trasmessi dalle tv nazionali.

Palermo sommersa dai rifiuti grazie al buon governo PDL

14/12/2009 alle 17:40 | Pubblicato su cronaca | Lascia un commento
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Alla faccia del buon governo del PDL! A Palermo lo sciopero dei lavoratori dell’Amia per le tredicesime a rischio aggrava oggi la gia’ pesantissima situazione della raccolta dei rifiuti a Palermo, dove l’Azienda municipale dell’igiene ambientale da tempo non riesce a garantire un serivzio regolare a causa del suo enorme deficit finanziario. Bel lavoro caro Lombardo! Fatti mandare pure tu l’esercito!

I dipendenti della ex municipalizzata per la raccolta dei rifiuti chiedono la ricapitalizzazione dell’azienda, che ha debiti per circa 180 milioni di euro e rischia di fallire.

Massimo Tartaglia lancia una statuetta in faccia a Berlusconi dopo il comizio a Milano e se la prendono tutti con le parole di Di Pietro

13/12/2009 alle 20:26 | Pubblicato su cronaca, politica | 1 commento
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Si chiama Massimo Tartaglia l’aggressore di Berlusconi dopo il comizio a Milano. Avrebbe lanciato contro il Presidente del Consiglio una statuetta del duomo di Milano.

Su Facebook è già nato un suo fan club che in pochi minuti fa già registrare più di quaranta mila iscrizioni:

http://www.facebook.com/pages/Massimo-Tartaglia/239205452597?ref=search&sid=1531948015.916770257..1

Sui principali media on line di tutto il mondo, Massimo Tartaglia che pare non iscritto a nessun partito politico ed è incensurato, viene paragonato al giornalista iraqueno Montazer Al Zaidi che lanciò un paio di scarpe contro Bush.

I principali esponenti della maggioranza se la prendono contro Di Pietro per le dichiarazioni rilasciate a SkyTg24. Il presidente dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, condanna l’aggressione a Silvio Berlusconi ma afferma che il premier “con i suoi comportamenti e il suo menefreghismo istiga alla violenza”. “L’aggressione nei confronti di Berlusconi e’ un gesto inconsulto e sconsiderato che noi dell’Italia dei Valori deploriamo e condanniamo fermamente” – dichiara Di Pietro -. “Ma questo non puo’ e non deve giustificare e legittimare il totale abbandono nel quale il Governo ha lasciato le fasce sociali piu’ deboli – prosegue l’esonente di Idv – i lavoratori che hanno perso il lavoro e tutti coloro che non arrivano alla fine del mese. Io – agiunge Di Pietro – condivido le rimostranze dei cittadini che ogni giorno vedono un premier che tiene bloccato il Parlamento per fare leggi che servono a lui e soltanto a lui mentre milioni di cittadini perdono il lavoro e faticano ad arrivare a fine mese”.
“Gia’ nei giorni scorsi ho segnalato l’esasperazione che ho avuto modo di notare nelle piazze – conclude Di Pietro – durante le manifestazioni. E ho lanciato l’allarme che il menefreghismo del Governo, prima o poi, avrebbe rischiato di procurare reazioni negative“.

E domani tutti i giornali attaccheranno Di Pietro e riporteranno con enfasi le parole della maggioranza che attraverso il gesto sconsiderato di un pazzoide, trova la giustificazione per dire che non bisogna più attaccare Berlusconi.

La Lega Nord attacca Roberto Saviano e l’anti Mafia

10/12/2009 alle 20:47 | Pubblicato su cronaca, politica | Lascia un commento
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Oggi a Brera (Mi) Roberto Saviano ha ricevuto dalle mani di Dario Fo, Premio Nobel per la letteratura nel 1997, il titolo di Socio Onorario dell’Accademia di Brera e il diploma honoris causa di secondo livello in Comunicazione e Didattica dell’Arte. Lo scrittore ha dedicato i riconoscimenti ricevuti  “ai meridionali di Milano, che sono poi i veri milanesi”.

Lo scrittore ha commentato anche le recenti dichiarazioni del pentito di mafia Gaspare Spatuzza al processo d’appello contro Dell’Utri e gli arresti in contemporanea dei boss mafiosi Giovanni Nicchi a Palermo e Gaetano Fidanzati a Milano: “Il patrimonio della camorra stimato dallo Stato è di 100 miliardi di euro all’anno”, ha detto, aggiungendo che “c’è ancora molto da fare. Per capire queste vicende bisogna leggere davvero le carte fino in fondo, approfondire e non accontentarsi di slogan di una parte o dell’altra o di titoli semplici”. L’attenzione sulle mafie “deve essere costante e non episodica”, ha aggiunto lo scrittore, augurandosi che “il Paese possa tenere gli occhi davvero incollati a queste storie. Per questo, ha aggiunto, c’è la necessità e il bisogno di mettere le mani nell’economia della criminalità organizzata e di non considerarla un fenomeno marginale o che si sta sconfiggendo: si è fatto molto, ma siamo ancora all’inizio”.

Saviano ha tenuto, infine, una lezione ai numerosi studenti che affollavano l’aula, raccontando loro la camorra attraverso video di canzoni di ‘napoletani neomelodici’ proiettate su un maxischermo. Canzoni come ‘il mio amico camorrista’ di Lidia Castaldi o ‘Nu Latitante’, di Tommy Riccio, che “raccontano la quotidianità criminale” dipingendo i membri delle organizzazioni camorristiche come eroi che rischiano la loro vita e ignorando totalmente le motivazioni che li costringono alla latitanza. Canzoni che, ha sottolineato lo scrittore, “dimostrano l’esistenza di una quotidianità di guerra che va raccontata”, non ignorata come succede spesso nel resto del Paese.

Il vice ministro Roberto Castelli della Lega non ha trovato di meglio da dire che: “‘Ma va a ciapà i ratt! Poveri milanesi a furia di chinare il groppone per lavorare, lavorare e lavorare senza pensare ad altro, adesso devono sorbirsi le lezioni e le paternali dell’universo mondo.  Saviano è l’ultimo maestrino arrivato, di cui sentivamo tanto il bisogno, è l’ennesimo professionista dell’antimafia, Saviano, il quale viene da una terra che per condizioni politiche e sociali, sicuramente ha molto da insegnare. Meriterebbe una risposta più secca. Ma siamo a Natale e l’ineludibile bonomia lombarda mi fa soltanto esprimere un invito: ‘ma va a ciapà i ratt'”.

Sicuramente messaggi come questi sono molto tranquillizzanti per Cosa Nostra, il Governo non manca giorno per far sapere da che parte sta.  Chi lotta contro la Mafia e la denuncia ogni giorno con la sua attività di scrittore, sacrificando la propria vita,  viene osteggiato dai membri del Governo.  Sono della scorsa settimana le affermazioni di Berlusconi che voleva strozzare tutti quelli che raccontano della Mafia attraverso libri e fiction.  Grazie Castelli, si vede che ci tieni alla lotta alla Mafia!

Il tesoro dei quadri sequestrati a Callisto Tanzi

06/12/2009 alle 08:32 | Pubblicato su cronaca | Lascia un commento
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Un tesoro da 100 milioni di euro. É questo il valore dei 19 quadri di proprietà di Calisto Tanzi, patron della Parmalat, sequestrati ieri mattina dalla guardia di Finanza del nucleo tributario di Bologna. L’operazione è stata effettuata dopo le rivelazioni di un uomo della scorta di Tanzi alla trasmissione Report  di Raitre. Il servizio, firmato da Sigfrido Ranucci, è andato in onda domenica scorsa e ha in questo modo impedito che le opere fossero vendute. Un come Tanzi in galera dovrebbe stare, mentre invece in Italia…

Influenza A H1N1: in Germania un vaccino diverso per militari e politici senza squalene

02/11/2009 alle 10:39 | Pubblicato su cronaca, politica, salute | 6 commenti
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H1n1Mentre in Italia aumentano di giorno in giorno i morti per il virus dell’influenza A H1N1, in Germania divampano le polemiche su un diverso vaccino che sarebbe destinato esclusivamente a proteggere militari, politici e alti funzionari dello stato tedesco. La notizia già vecchia di una settimanai nei nostri TG non è comparsa.

La notizia è stata pubblicata sul ‘Der Spiegel online’, precisando che politici e militari riceveranno il vaccino pandemico “CELVAPAN” prodotto dalla Baxter, privo di un additivo presente invece nel vaccino “PANDEMRIX” targato Glaxo Smith Kline (Gsk), che verrà somministrato alla popolazione.

Il Pandemrix contiene un adiuvante che ne potenzia l’efficacia che si chiama “squalene“, che secondo il Der Spiegel può aumentare il rischio di effetti collaterali come febbre e mal di testa. Così, mentre i ‘sostenitori’ del vaccino Gsk sottolineano la sicurezza dell’additivo, il portavoce di Angela Merkel si è affrettato a negare che la cancelliera tedesca sia stata sottoposta a un vaccino diverso da quello dei normali cittadini tedeschi.

Secondo il capo dell’Istituto di Igiene e salute pubblica dell’Università di Bonn, Martin Exner, “il fatto che politici e funzionari ai vertici dei ministeri saranno vaccinati con un siero diverso da quello delle altre persone è un segnale terribile”. E per il virologo Alexander Kekule dell’University Hospital di Halle “è uno scandalo che componenti del governo federale e autorità ricevano un vaccino diverso”.

E in Italia qual è il vaccino che viene somministrato su base volontaria alla popolazione?

Si chiama Focetria il vaccino prodotto dalla Novartis (che contiene lo stesso adiuvante del Pandemrix, lo squalene). La sua distribuzione che va a rilento pare abbia portato al momento ad appena 125mila dosi distribuite. Potete analizzare la tabella di distribuzione cliccando qui e pubblicata direttamente dal sito web del Ministero della Salute.

Lo squalene è stato il principale responsabile della Sindrome del Golfo una malattia di cui soffrono i veterani che combatterono la prima Guerra del Golfo nel 1991 in Iraq.  E’ caratterizzata da sintomi che comprendono disordini al sistema immunitario, infertilità, disturbi neurologici e malformazioni dei feti, con evoluzioni verso forme tumorali molto gravi. Durante l’operazione “desert storm” che portò alla liberazione del Kuwait occupato dall’Iraq i militari statunitensi vennero vaccinati contro l’antrace. Il vaccino conteneva lo squalene, allora considerato un adiuvante in fase sperimentale. Anche dopo la guerra, le truppe statunitensi che non erano mai state in Iraq, dopo aver ricevuto la vaccinazione svilupparono sintomi simili. Il Pentagono non comunicò al Congresso circa 20.000 casi di ospedalizzazione di soldati che erano stati vaccinati tra il 1998 e il 2000. Nonostante le ripetute assicurazioni sulla sicurezza e la necessità del vaccino per le truppe, un giudice federale  stabilì  che c’era un buon motivo per credere che lo squalene fosse dannoso e ordinò al Pentagono di interrompere la somministrazione nel ottobre 2004.

Negli USA il vaccino contro l’influenza A H1n1 in distribuzione non contiene lo squalene perchè la FDA non l’ha consentito.  Anche la Svizzera ha bloccato la somministrazione del Pandemrix della Glaxo perchè contiene lo squalene. Pertanto per le donne in stato di gravidanza, i minori di 18 anni e gli adulti sopra i 60 anni niente Pandemrix. Questo è quanto ha stabilito l’autorità elvetica sui farmaci Swissmedic: “I dati attuali in nostro possesso riguardano esclusivamente gli adulti” – ha comunicato la Swissmedic – “non abbiamo alcun dato per le donne incinte e quelli per i bambini sono insufficienti”. Per questo l’autorità elvetica ha deciso di non autorizzare il Pandemrix per le tre categorie indicate.

Quindi perchè in Italia si urla ai quattro venti che il vaccino Focetria va bene per tutti?  Non c’è la minima preoccupazione di danneggiare o uccidere qualcuno, perché alle multinazionali farmaceutiche (GlaxoSmithKline, Baxter, Novartis e altre) è stata concessa dai governi l’immunità, è stato assicurato che non vi sarà contro di loro assolutamente alcun ricorso per eventuali morti o gravi danni che questi vaccini possano causare.

Perché si è dovuto arrivare a questa “immunità” se questi vaccini sono sicuri?

I media nazionali hanno taciuto anche che in Svezia sono morte 4 infermiere a distanza di 12 ore dalla somministrazione del vaccino. La Svezia ha firmato un contratto con la Glaxo-Smith-Kline per la fornitura del suo vaccino Pandemrix, lo stesso scelto dal Governo tedesco per i cittadini “comuni” che contiene lo squalene.

Scudo fiscale: un bancario ticinese avverte “Se parlassimo, il governo italiano cadrebbe in 24 ore”

30/10/2009 alle 10:44 | Pubblicato su cronaca, economia, politica | 3 commenti
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“Non c’è politico o esponente dell’economia italiana che non abbia un conto in Svizzera”. Il ruolo della piazza finanziaria nella creazione dell’impero economico di Silvio Berlusconi. Il silenzio di Berlusconi sullo scudo fiscale e la guerra tra Tremonti e il Premier.

bandiera_svizzeraLUGANO – Per gli italiani il Canton Ticino è una classica piazza Off-Shore. Tra i 15.000 impiegati nella piazza finanziaria c’è un certo timore: Giulio Tremonti vuole prosciugare le banche luganesi.

Le autorità italiane stimano in 600 miliardi circa i fondi non dichiarati al fisco depositati in Svizzera. Rico von Wyss, docente dell’Università di San Gallo, riferisce a 20min.ch dei dati della Banca Nazionale Svizzera. Dei 4012 miliardi di franchi amministrati in Svizzera, sono 300 quelli in Ticino. E di questi 300 miliardi 200 sarebbero appartenenti a clienti italiani.

Il Ticino, con Lugano, è considerata la terza piazza finanziaria elvetica. Nel settore bancario a fare la parte del leone è Zurigo che, con il 43% degli occupati sul totale, si piazza decisamente al primo posto in Svizzera. Ginevra segue con il 19% e, infine, Lugano, che con il suo 5% è considerata una partner Junior. Per la clientela italiana la piazza bancaria ticinese presenta molti vantaggi. Nelle sfere di influenza, il Ticino è ormai considerato appartenente alla zona metropolitana di Milano. “La vicinanza geografica viene apprezzata dai clienti italiani – spiega il professore – e non esistono barriere linguistiche con i consulenti bancari”.

Ora la crisi economica e finanziaria acuisce il fabbisogno degli Stati di drenare denaro pubblico per rilanciare i consumi e l’economia. I grandi stati Europei hanno messo a punto amnistie fiscali per riportare a casa capitali non dichiarati in paesi esteri. Oggi il Blick mostra una sorta di cartina dei fondi neri. Sarebbero 193,4 i miliardi di franchi non dichiarati al fisco tedesco confluiti in Svizzera, mentre sono 185,2 quelli italiani. Una montagna di denaro.

Dopo il blitz di Guardia di Finanza e Agenzia delle Entrate dell’altro ieri, con la perquisizione di 76 succursali di banche svizzere in Italia, il governo svizzero esprime la propria preoccupazione e convoca l’ambasciatore d’Italia a Berna.

La tensione aumenta, così come il sentimento di ostilità nei confronti delle politiche economiche italiane, considerate oltraggiose da una buona parte dei partiti svizzeri. Al Blick un ex direttore con anni di esperienza alle spalle presso una delle più grandi banche in Ticino ha dichiarato che se lui parlasse, il governo italiano cadrebbe in un giorno”.  “Non c’è nessun esponente del Governo, nessuno del mondo dell’economia italiana che non abbia un conto in Svizzera” ha raccontato l’ex direttore al Blick.

Il giornale svizzero tedesco parla del pericolo che il Premier Berlusconi correrebbe se si esponesse troppo sul tema dello scudo, aggiungendo che dopo le critiche durante il G20 di Londra, Berlusconi non si è più esposto sulla questione. Il Blick ricorda la misteriosa ascesa di Berlusconi e il ruolo decisivo della piazza finanziaria ticinese. “Grazie al silenzio degli avvocati e delle banche ticinesi – si legge sul Blick – non è ancora chiaro da dove sono arrivati i milioni che gli hanno permesso il sorgere del suo impero costruito attorno alla Fininvest”.

Infine, sul giornale ci si chiede se questa politica intrisa di attacchi contro la Svizzera non potrebbe rivelarsi suicida contro il Governo di Berlusconi. “Negli occhi dei banchieri è in corso una guerra tra Berlusconi e il ministro delle Finanze Giulio Tremonti. Quest’ultimo, a quanto sembra, vorrebbe candidarsi quale successore di Berlusconi”.

tratto da NewsTicino Online

 

Trans e politica: da Marrazzo a Chiappe d’oro la Casta trema 2parte

30/10/2009 alle 10:24 | Pubblicato su cronaca, politica, società | 1 commento
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porciAnno Zero ieri sera ha cercato di far luce sul “caso Marrazzo” evidenziando nel corso del programma che, in realtà, il famigerato video rappresenta e denuncia un reato, una vera e propria irruzione armata fatta da “carabinieri infedeli” in un appartamento privato senza un mandato e probabilmente con atti di violenza e intimidazioni. Quel video proposto subito a varie redazioni di testate giornalistiche (Oggi, Libero, Chi) che pur visionandolo e facendolo girare per mezza Italia non lo acquistato, è stato in realtà l’oggetto di una vera e propria ricettazione e coloro che lo hanno detenuto per settimane senza denunciarlo ne sono complici.

Dalle indagini ancora in corso emergerebbe la presenza di altri video e altri personaggi pubblici che andavano a trans ricattati. Testimonianze di altre trans affermano che anche uomini  di Alleanza Nazionale avrebbero frequentato le trans di via Gradoli. Sarebbero «almeno una dozzina» i vip clienti abituali di via Gradoli, nomi fatti dai trans nei primi colloqui investigativi ma che non sono poi finiti nei verbali. Un «paio di calciatori», «due ex ministri, uno di centro destra e uno di centrosinistra», tutti pare con «buone conoscenze tra gli apparati della sicurezza». E poi giornalisti e altri politici, una ridda di nomi che se fai un giro in rete trovi già, ma che in tv non si possono ancora dire, come «Chiappe d’oro» che a detta di molti sta tremando da una settimana. Sul perchè questo personaggio politico possa avere le “chiappe d’oro”, tutti possono farsi un’idea. Ma come per Marrazzo, anche per “chiappe d’oro” si parla del segreto di pulcinella. E intanto c’è chi tra i politici mette le mani avanti, minacciando querele.

Roma “caput mundi del vizio” forse non più di Milano, in queste ore pullula di giornalisti anche stranieri che vanno a caccia di informazioni sulla “casta che va a trans”. Ma ripetiamolo, questo è un altro “segreto di pulcinella” noto da anni a giornalisti, forze dell’ordine e gossippari, ma anche a chi frequenta le palestre più “in” del centro di Roma o dei Parioli.  Nessun reato ovviamente, tutti sono liberi di andare a trans o a puttane o a puttani, il lignaggio degli avventori certo non può essere una discriminante, ma lo è di sicuro se “chiappe d’oro” poi va al family day oppure se si spertica in attacchi contro il gaypride e le leggi sulle unioni civili.

Ma in queste ore emerge una critica sottintesa e ancora non fatta pubblicamente, sul silenzio e la prudenza che “santa romana chiesa” starebbe adottando su quanto accaduto dal caso Marrazzo in poi.  Perchè? Fonti ben informate attendono a giorni altre indiscrezioni che vedrebbero anche importanti personaggi della Curia romana, alti prelati insomma, coinvolti nei ricatti dei video insieme a trans.

Con il coinvolgimento della Chiesa il cerchio si chiude. Tutti sono viziosi, tutti nascondono degli altarini e delle infedeltà coniugali, da destra a sinistra per arrivare oltre Tevere fin nel cuore dei palazzi vaticani.

Il torbido che esce da queste vicende sarà in realtà “l’amalgama ben riuscita” che compatterà la maggioranza e il Pd nel correre, fare in fretta, a reintrodurre l’immunità parlamentare totale per tutti, deputati, senatori, ministri e magari inserendo norme più stringenti e restrittive in caso di richiesta di autorizzazione a procedere avanzate alle Camere.

L’obiettivo finale è questo e così saranno salvi tutti e il “si fa, ma non si dice” continuerà ad essere la regola non scritta dei vizi privati dei politici e notabili, che continueranno a fare il loro porci comodi andando di notte a puttane o a farsi sodomizzare da qualche trans e, di giorno, continueranno a difendere i valori della famiglia e a contrastare qualsiasi progetto di legge sulle unioni civili o contro l’omofobia. Tutto con il benestare del Vaticano.

E tutto molto triste.

 

Trans e politica: l’ipocrisia del perbenismo travolge la Casta 1parte

29/10/2009 alle 11:04 | Pubblicato su costume, cronaca, omofobia, politica | Lascia un commento
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natalie_marrazzoSe nel nostro Paese, se a Roma o a Milano, come a Berlino o Monaco, Madrid o Barcellona, Stoccolma o Bruxelles, due ragazzi o due ragazze potessero andare per strada mano nella mano senza suscitare sguardi pruriginosi e battutacce, o addirittura, reazioni omofobe da parte di chi crede di avere la “normalità” dalla propria parte – il caso del Governatore del Lazio Piero Marrazzo, travolto dallo scandalo sessuale che ha svelato le sue preferenze sessuali “alternative” a quelle canoniche, non avrebbe destato il minimo interesse.

La questione è politica ed è centrale: se la legislazione non fotografa quanto la società sia molto più avanti della propria classe parlamentare, vengono compromessi i diritti dei cittadini e quella necessaria informazione che riesce ad erudire le persone su come la società cambia e si evolve.

Alcuni diranno sicuramente che riconoscere legislativamente le unioni civili non vuol dire far evolvere la società, ma a costoro replichiamo che nemmeno “distruggere la scuola pubblica” o “mettere sotto controllo dell’esecutivo i giudici” o “precarizzare totalmente il lavoro dei giovani”, fa evolvere la società.

Se un politico se la fa letteralmente sotto perchè teme che le sue “scappatelle” extra-coniugali vengano scoperte dai media, è perchè il “senso di colpa” che questo tipo di società gli ha trasmesso è più pesante di qualsiasi altra arma politica. E’ facile immaginare come davvero Marrazzo stia soffrendo per la vergogna di tutta questa situazione, che molti descrivono come “brutta” e “drammatica” perchè coinvolge la propria sfera personale  e familiare.

Ma quanti si riempiono la bocca con la “famiglia” e poi hanno comportamenti che vanno in senso contrario a questa istituzione sociale? Se Marrazzo avesse detto “si vado a trans e allora a voi che vi frega?”, sarebbero stati abbattuti tutti gli schemi classici della sessuofobia cattolica.

Se le transessuali sono così numerosi e hanno scalzato addirittura la prostituzione eterosessuale, specie nelle grandi aree metropolitane, è perchè c’è una domanda fortissima da parte dei maschi. Se quello che più attrae la clientela maschile delle trans  è ovviamente il “cazzo”, quasi sempre super dotate, i loro clienti ufficialmente etero nella vita di tutti i giorni, grazie a due grosse tette riescono a digerire meglio la loro omosessualità latente. Un fardello, forse, meno pesante per costoro che sempre per la “sessuofobia cattolica”, riescono a lenire così quella pesantezza nel giudizio personale di accettarsi definitivamente come gay.

Le questioni sessuali private dei politici italiani a questo punto non possono rimanere private: se è un fatto legittimo che il Presidente del Consiglio possa andare a puttane e la sua parte politica lo difende, allora prima si farà cadere l’ipocrisia del perbenismo cattolico  sulle questioni sessuali e meglio sarà per tutti. Come?

Innanzitutto smettendola di rincorrere le sottane dei vescovi per conquistare il loro consenso da Destra e da Sinistra, nel gioco di chi meglio riesce a mantenere lo “status quo” del modello cattolico romano foriero di così tanti voti. Lo sanno tutti che in Vaticano si scopa più che fuori e che è l’omosessualità repressa il modello di riferimento: si scopa e ci si confessa, ci si sente sporchi e non in pace con Dio, ma poi si cade di nuovo in tentazione. Ma basta entrare in una chat e poi si arriva anche nel cuore dei palazzi Vaticani e a flirtare con potentissimi prelati.

La Chiesa non vuole una legge contro l’omofobia perchè altrimenti verrebbe meno il suo potere perverso di continuare a infondere il “senso di colpa” tra i fedeli. Così come non vuole il riconoscimento delle unioni civili anche per le coppie dello stesso sesso, perchè perderebbe il potere di condizionare la vita culturale e religiosa in questo Paese.

I politici sposano questa causa per motivi elettorali e tutto rimane immobile: ecco perchè ci sono i casi Marrazzo (e non solo lui tra i big della politica avrebbe il vizietto delle trans), ecco perchè dilagano le aggressioni omofobe, ecco perchè numerosi  figli gay dei deputati di Destra terrorizzati dal vivere in Italia scelgono di emigrare in Spagna (e quanti ce ne sono!), ecco perchè alla fine sono soltanto i cittadini onesti a rimetterci e chi, invece, a 2000€-5000€ la botta “trasgredisce” non muove un dito per far cadere questa perversa ipocrisia.

E per non farci mancare nulla ricordo a tutti che quando a Centocelle, un quartiere di Roma, poco meno di un anno fa, la polizia dette la “caccia al trans” e sul TG1 delle 20.00 passarono quelle tremende immagini di una ragazza transessuale braccata dai poliziotti che urlava e diceva “non sono un animale”, nessuno in Parlamento si è alzato per denunciare quel comportamento delle forze dell’ordine.

Allora aspettiamoci altri nomi, altri politici potenti, ex Ministri di Destra che regolarmente vanno a trans e che hanno famiglia e figli, che presto si cospargeranno il capo di cenere per andare ad espiare il loro “senso di colpa” in un qualche monastero. Già da ieri circolavano questi nomi, è ormai come il segreto di pulcinella, lo sanno tutti, ma solo che nessuno ha ancora il coraggio di scriverlo da qualche parte: il 29 aprile 1996 un notissimo esponente di  partito finì in una retata di clienti di transessuali a Roma e riuscì a salvarsi grazie al “lei non sa chi sono io” e all’indulgenza di troppi giornalisti.

Ma vi siete chiesti chi si avvantaggia di tutta questa situazione?

2 parte: Trans e politica: da Marrazzo a Chiappe d’oro la Casta trema

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