Scandalo Pedofilia: fottetevi tra di voi!

15/04/2010 alle 16:32 | Pubblicato su cronaca, omofobia, politica | Lascia un commento
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“Fickt euch selbst”  (Fottetevi tra di voi). Queste foto sono state pubblicate sul sito del quotidiano tedesco ‘Passauer Neue Presse’.

Vaticano: Pedofilia i segreti di Papa Ratzinger

15/04/2010 alle 05:33 | Pubblicato su omofobia, politica | 1 commento
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da http://www.maurizioturco.it

“Le violenze sessuali commesse da membri del Clero nei confronti soprattutto di minorenni, sono legate una cultura sessuofobica che ha come diretta conseguenza che dalla sessuofobia si passi alla violenza sessuale. Il cardinale Ratzinger, insieme al cardinale Bertone, che oggi sono uno papa e l’altro “ministro degli Esteri” della Città del Vaticano”, decidono attraverso una lettera – “de delictis gravioribus” – di far sapere ai vescovi di tutto il mondo che il documento del ’62 è tuttora valido. Ma quel documento nessuno lo conosceva, era un documento segreto. E quindi è solo nel 2001 che si viene a conoscenza di un documento segreto che parlava proprio di come trattare i casi, che loro chiamano “crimine di sollecitazione” che suona meglio di pedofilia. Era giustificato dal fatto che c’erano sempre maggiori casi che venivano fuori soprattutto in America, ma non solo.”

Omosessualità = pedofilia l’equazione ignobile di Bertone

13/04/2010 alle 17:38 | Pubblicato su cronaca, omofobia, politica, razzismo | 2 commenti
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Se ci fosse la censura preventiva dei giornalisti anche quando qualche esponente della gerarchia vaticana deborda in affermazioni ignobili e dissennate, come esiste nell’informazione italiana quando si parla di sessualità in politica ai massimi vertici, le parole di ieri del Cardinale Bertone in visita in Cile non avrebbero destato alcuna reazione. Sarebbero state riportate soltanto dalle agenzie  e non amplificate dalla tv. Ma invece quando parlano costoro l’eco che i media ne danno è sempre amplificata al massimo e mai,  fino ad ora, si da ampia replica a chi magari da quelle affermazioni viene denigrato.

Parlare di ennesimo autogol da parte della Chiesa è dire poco.

Come è ormai stranoto e arci-documentato, anche dall’associazione nazionale psicologi cattolici, non c’è nessun fondamento sull’accostare l’omosessualità alla pedofilia.  Sembra ormai una banalità assoluta esprimersi per dover contro-replicare ad affermazioni così lesive della dignità personale di gay e lesbiche, ma purtroppo è necessario farlo perchè alla meschinità di un potere falsamente cristiano come quello vaticano non c’è mai fine.

Il  Cardinale Bertone è il rappresentante, dopo il Papa, di quella fazione sessuofoba della gerarchia ecclesiastica romana che si divide tra gay repressi (in maggioranza) ed eterosessuali castrati.

I primi sono i peggiori perchè esprimono la più violenta omofobia che un cervello disturbato possa manifestare (vedi il caso di Hitler) e, perchè, hanno il controllo assoluto del potere in Vaticano. I secondi, invece, spesso più propensi ad aperture verso l’abolizione del celibato per i preti, hanno scarsa rappresentatività e quindi zero potere.

Se la regola del celibato per molti preti è un vincolo imprenscindibile di santità, per altri è una scelta non necessariamente da seguire o per meglio dire, una regola con la quale si può scendere a compromessi perchè è il sistema che è sbagliato. Quest’ultima è per lo meno la giustificazione che molti sacerdoti danno al fatto di non potere seguire scrupolosamente l’astinenza sessuale – perchè – dicono loro – Gesù non l’ha mai prevista.

In tutte le comunità chiuse e mono sessuali, sembra quasi naturalmente svilupparsi quell’avversione al sesso laddove se ne reprime duramente qualsiasi manifestazione ed è per questo che il celibato, ahimè, ha trasformato molti preti in predatori sessuali di bambini.

E’ questo dunque il motivo degli orrori dei crimini sessuali che i preti cattolici hanno inflitto per decenni a migliaia di uomini e donne e ancor più tristemente a minori. Per anni l’imposizione della regola del celibato e la sessuofobia hanno creato veri e proprio mostri. L’omertà della Chiesa romana ha rafforzato poi i crimini, perchè il silenzio si sa è l’arma peggiore che i carnefici hanno per continuare a perpetrare il male.

Che dentro e fuori la Chiesa quella sporcizia di cui ha parlato Benedetto XVI sia ancora presente, è un fatto noto che riguarda ogni palazzo vaticano.

Se i cattolici  si aspettano un cambio di rotta rispetto alle calunniose dichiarazioni del Cardinale Tarcisio Bertone, credo che moriranno di speranza anche perchè non c’è più tempo per aspettare un ricambio generazionale ai vertici della Chiesa. Il tempo è scaduto.

La persecuzione in atto nei seminari italiani contro i gay è forse il fatto più innovativo ed inquietante che Benedetto XVI ha inaugurato dopo essere diventato Papa. Il senso di inquietudine e paura che manifestano la più parte dei preti è denunciato nei forum e nelle chat su internet dove  preti di ogni età cercano incontri clandestini.

Il destino di questa istituzione è segnato: il crollo del pontificato di Benedetto XVI è imminente e non solo per le sue evidenti responsabilità nella copertura dei crimini di numerosi preti pedofili, ma per l’incapacità manifesta di guardare all’interno della parte migliore e sana che costituisce la vera Chiesa cattolica.

Per tutti coloro che sono stufi di rimanere all’interno di un associazione politica corrotta, che ha come unico scopo quello di salvaguardare il proprio potere economico e che disprezza la dignità umana nei modi e nei termini in cui la gerarachia vaticana fa, c’è solo un modo per agire: sbattezzarsi e arrivare alla scomunica latae sententiae come ho fatto io e migliaia di altri italiani.

http://www.uaar.it/laicita/sbattezzo/

Consulta: Matrimoni gay giornata storica per la libertà

22/03/2010 alle 17:32 | Pubblicato su diritti civili, omofobia, politica | Lascia un commento
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Martedì 23 marzo 2010 sarà un giorno importante per la storia italiana.

Il 23 Marzo la Corte Costituzionale dovrà pronunciarsi sulla costituzionalità di alcune norme del Codice Civile (Articoli 93, 96, 98, 107, 108, 143, 143-bis, 156-bis) che, in materia di matrimonio e famiglia, nel riferirsi genericamente a “marito” e “moglie”, discriminano le coppie di persone dello stesso sesso.

È da sottolineare che in Italia non esiste una definizione legale di matrimonio, né un divieto espresso al matrimonio tra persone dello stesso sesso, né la differenza di sesso è esplicitamente richiesta quale condizione per contrarre matrimonio.

Al contrario sono molti i principi costituzionali che ammoniscono contro l’esclusività del paradigma eterosessuale del matrimonio civile. Tra i più importanti la tutela della dignità di ognuno di cui all’art. 2, quindi il principio imperativo di uguaglianza, affermato dall’art. 3, infine le disposizioni della Carta di Nizza, patrimonio anche dell’Italia grazie all’art. 117.

Inoltre il diritto a sposarsi è sancito nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, dalla Carta Europea dei Diritti dell’Uomo e dalla Carta di Nizza.

Perciò dichiariamo che siamo profondamente convinti che a tutti i cittadini e a tutte le cittadine debba essere garantita parità e uguaglianza e pertanto anche il diritto di sposarsi, indipendentemente dal loro sesso e dal loro orientamento sessuale.

Il 23 marzo la Corte costituzionale potrà finalmente ribadire la distinzione tra matrimonio religioso e matrimonio civile e affermare che il matrimonio civile tra persone dello stesso sesso non è un tema eticamente sensibile, ma semplicemente un diritto fondamentale della persona che non può essere negato.

Occorre affermare che il matrimonio civile è un istituto giuridico non sostituibile, né surrogabile da altri, e che solo con l’accesso anche delle coppie dello stesso sesso a tale istituto sono rispettati e pienamente applicati i principi fondamentali di eguaglianza e pari dignità sociale di tutti i cittadini, sanciti dalla nostra Costituzione.

Per questa ragione, congiuntamente a questo appello di cui siamo primi firmatari, si sta promovuendo la costituzione di un Comitato nazionale per il riconoscimento del diritto al matrimonio civile tra persone dello stesso sesso.

È quindi a tutti i cittadini che condividono e vivono i valori della piena democrazia, sanciti solennemente nella nostra Carta costituzionale, che rivolgiamo l’invito a sottoscrivere questo appello e a unirsi a noi nella richiesta di sostenere il riconoscimento del diritto di tutti i cittadini, senza distinzioni basate sull’orientamento sessuale, a poter creare la propria famiglia e ad assumere davanti alla legge i diritti e gli obblighi che derivano dal matrimonio.

È giunto il tempo che certi diritti, come il diritto al matrimonio e a costituire una famiglia, diventino diritti certi per tutti!

IVAN SCALFAROTTO
Vice Presidente dell’Assemblea Nazionale del Partito Democratico
SERGIO  ROVASIO
Segretario dell’Associazione Radicale Certi Diritti

http://www.affermazionecivile.it/

Trans e politica: l’ipocrisia del perbenismo travolge la Casta 1parte

29/10/2009 alle 11:04 | Pubblicato su costume, cronaca, omofobia, politica | Lascia un commento
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natalie_marrazzoSe nel nostro Paese, se a Roma o a Milano, come a Berlino o Monaco, Madrid o Barcellona, Stoccolma o Bruxelles, due ragazzi o due ragazze potessero andare per strada mano nella mano senza suscitare sguardi pruriginosi e battutacce, o addirittura, reazioni omofobe da parte di chi crede di avere la “normalità” dalla propria parte – il caso del Governatore del Lazio Piero Marrazzo, travolto dallo scandalo sessuale che ha svelato le sue preferenze sessuali “alternative” a quelle canoniche, non avrebbe destato il minimo interesse.

La questione è politica ed è centrale: se la legislazione non fotografa quanto la società sia molto più avanti della propria classe parlamentare, vengono compromessi i diritti dei cittadini e quella necessaria informazione che riesce ad erudire le persone su come la società cambia e si evolve.

Alcuni diranno sicuramente che riconoscere legislativamente le unioni civili non vuol dire far evolvere la società, ma a costoro replichiamo che nemmeno “distruggere la scuola pubblica” o “mettere sotto controllo dell’esecutivo i giudici” o “precarizzare totalmente il lavoro dei giovani”, fa evolvere la società.

Se un politico se la fa letteralmente sotto perchè teme che le sue “scappatelle” extra-coniugali vengano scoperte dai media, è perchè il “senso di colpa” che questo tipo di società gli ha trasmesso è più pesante di qualsiasi altra arma politica. E’ facile immaginare come davvero Marrazzo stia soffrendo per la vergogna di tutta questa situazione, che molti descrivono come “brutta” e “drammatica” perchè coinvolge la propria sfera personale  e familiare.

Ma quanti si riempiono la bocca con la “famiglia” e poi hanno comportamenti che vanno in senso contrario a questa istituzione sociale? Se Marrazzo avesse detto “si vado a trans e allora a voi che vi frega?”, sarebbero stati abbattuti tutti gli schemi classici della sessuofobia cattolica.

Se le transessuali sono così numerosi e hanno scalzato addirittura la prostituzione eterosessuale, specie nelle grandi aree metropolitane, è perchè c’è una domanda fortissima da parte dei maschi. Se quello che più attrae la clientela maschile delle trans  è ovviamente il “cazzo”, quasi sempre super dotate, i loro clienti ufficialmente etero nella vita di tutti i giorni, grazie a due grosse tette riescono a digerire meglio la loro omosessualità latente. Un fardello, forse, meno pesante per costoro che sempre per la “sessuofobia cattolica”, riescono a lenire così quella pesantezza nel giudizio personale di accettarsi definitivamente come gay.

Le questioni sessuali private dei politici italiani a questo punto non possono rimanere private: se è un fatto legittimo che il Presidente del Consiglio possa andare a puttane e la sua parte politica lo difende, allora prima si farà cadere l’ipocrisia del perbenismo cattolico  sulle questioni sessuali e meglio sarà per tutti. Come?

Innanzitutto smettendola di rincorrere le sottane dei vescovi per conquistare il loro consenso da Destra e da Sinistra, nel gioco di chi meglio riesce a mantenere lo “status quo” del modello cattolico romano foriero di così tanti voti. Lo sanno tutti che in Vaticano si scopa più che fuori e che è l’omosessualità repressa il modello di riferimento: si scopa e ci si confessa, ci si sente sporchi e non in pace con Dio, ma poi si cade di nuovo in tentazione. Ma basta entrare in una chat e poi si arriva anche nel cuore dei palazzi Vaticani e a flirtare con potentissimi prelati.

La Chiesa non vuole una legge contro l’omofobia perchè altrimenti verrebbe meno il suo potere perverso di continuare a infondere il “senso di colpa” tra i fedeli. Così come non vuole il riconoscimento delle unioni civili anche per le coppie dello stesso sesso, perchè perderebbe il potere di condizionare la vita culturale e religiosa in questo Paese.

I politici sposano questa causa per motivi elettorali e tutto rimane immobile: ecco perchè ci sono i casi Marrazzo (e non solo lui tra i big della politica avrebbe il vizietto delle trans), ecco perchè dilagano le aggressioni omofobe, ecco perchè numerosi  figli gay dei deputati di Destra terrorizzati dal vivere in Italia scelgono di emigrare in Spagna (e quanti ce ne sono!), ecco perchè alla fine sono soltanto i cittadini onesti a rimetterci e chi, invece, a 2000€-5000€ la botta “trasgredisce” non muove un dito per far cadere questa perversa ipocrisia.

E per non farci mancare nulla ricordo a tutti che quando a Centocelle, un quartiere di Roma, poco meno di un anno fa, la polizia dette la “caccia al trans” e sul TG1 delle 20.00 passarono quelle tremende immagini di una ragazza transessuale braccata dai poliziotti che urlava e diceva “non sono un animale”, nessuno in Parlamento si è alzato per denunciare quel comportamento delle forze dell’ordine.

Allora aspettiamoci altri nomi, altri politici potenti, ex Ministri di Destra che regolarmente vanno a trans e che hanno famiglia e figli, che presto si cospargeranno il capo di cenere per andare ad espiare il loro “senso di colpa” in un qualche monastero. Già da ieri circolavano questi nomi, è ormai come il segreto di pulcinella, lo sanno tutti, ma solo che nessuno ha ancora il coraggio di scriverlo da qualche parte: il 29 aprile 1996 un notissimo esponente di  partito finì in una retata di clienti di transessuali a Roma e riuscì a salvarsi grazie al “lei non sa chi sono io” e all’indulgenza di troppi giornalisti.

Ma vi siete chiesti chi si avvantaggia di tutta questa situazione?

2 parte: Trans e politica: da Marrazzo a Chiappe d’oro la Casta trema

USA: nuova legge contro l’omofobia e fine del “don’t ask, don’t tell” per i militari gay e a Roma nuova aggressione in pieno centro

11/10/2009 alle 19:06 | Pubblicato su diritti civili, omofobia, politica | Lascia un commento
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stop-omofobiaNegli Stati Uniti  è stato approvato dal Congresso, un nuovo provvedimento federale contro le discriminazioni sull’identità di genere, sull’orientamento sessuale e la disabilità. La legge porta il nome di Matthew Shepard (Matthew Shepard, James Byrd Jr. Hate Crimes Prevention Act – HCPA), che fu rapito, torturato e assassinato perché gay nell’ ottobre 1998 vicino a Laramie nel Wyoming e di James Byrd che, morì in un attentato a sfondo razziale in Texas. La legge, inoltre, da preciso mandato al  Federal Bureau of Investigation (FBI) di monitorare i crimini d’odio contro le persone transgender.

La morte di Shepard scioccò profondamente l’opinione pubblica statunitense e dette l’avvio ad anni di lotte e di campagne contro l’omofobia che hanno trovato l’appoggio di una serie di note celebrità di Hollywood e di importanti personaggi politici. I genitori di Shepard hanno creato una fondazione in suo onore, il Matthew Shepard Foundation e sua madre, Judy Shepard ha recentemente pubblicato un libro intitolato “The Meaning of Matthew: Murder My Son’s in Laramie”.

La legge stabilisce che qualsiasi aggressione, violenza, discriminazione commessa sulla base dell’orientamento sessuale, verrà giudicata come crimine d’odio estendendo in questo modo a gay, lesbiche e transgender, la stessa protezione di cui godono alcune minoranze per razza o religione.

La HCPA estenderebbe per la prima volta a tutti gli Stati Uniti una legislazione uniforme, visto che finora soltanto 12 Stati hanno leggi contro la discriminazione dell’identità di genere e addirittura ben 5 Stati (Arkansas, Georgia, Indiana, Carolina del Sud e Wyoming) non ne hanno affatto, insomma come l’Italia. Il provvedimento adesso sarà sottoposto alla firma, scontata, del Presidente Obama.

Il presidente Obama ha, inoltre, annunciato la fine della politica del «don’t ask, don’t tell», che permetteva ai gay di arruolarsi nelle forze armate soltanto a patto di non dichiarare il proprio orientamento sessuale. Dunque, negli Stati Uniti, gay e lesbiche saranno accettati pienamente nelle forze armate.

E in Italia cosa succede? Lo scorso 2 ottobre la commissione Giustizia della Camera ha concordato il testo base della legge anti-omofobia, di cui è relatrice la Concia. Un iter interminabile, si parla di omofobia dal 2002 e da oltre due anni le associazioni gay denunciano casi di discriminazioni, aggressioni e violenze quotidiane.

Il testo ha raccolto i voti di Pd, Pdl e Lega, mentre si sono espressi contro Idv (che aveva presentato una proposta di legge autonoma) e Udc. La soluzione adottata è quella di un articolo che aggiunge la discriminazione sessuale tra le aggravanti di reato previste nel codice penale: secondo il ddl, quindi, aggrava il reato anche “l’avere, nei delitti colposi contro la vita e l’incolumità individuale, contro la libertà personale e contro la libertà morale, commesso il fatto per finalità inerenti all’orientamento e alla discriminazione sessuale della persona offesa dal reato”.

Per l’Italia dei Valori il “compromesso” raggiunto da Pd e Pdl non darebbe “una risposta adeguata ad un fenomeno di gravità enorme”. Ma è l’Udc di Casini che si distingue per le ragioni del no: “Chi subisce violenza a causa del suo orientamento sessuale”, spiega durante il dibattito in Commissione l’onorevole Roberto Rao, “riceverebbe una protezione privilegiata rispetto alla vittima di violenza tout court, con conseguente violazione del principio di uguaglianza”.
E’ saltata anche l’indicazione dell’identità di genere che serviva a tutelare i transessuali.

Speriamo che in qualcosa in più si riesca ad apportare con gli emendamenti che saranno presentati nel corso della discussione in Aula.

E intanto anche oggi in pieno centro a Roma continuano le aggressioni omofobe contro giovani gay.

leggi anche: DDL Concia: Gay cornuti e mazziati grazie al PD

De Magistris: Contro l’omofobia, la risposta delle leggi

03/09/2009 alle 11:31 | Pubblicato su cronaca, omofobia, politica, razzismo | Lascia un commento
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dal blog di LuigiDeMagistri.it Roma, Rimini, Napoli, ancora Roma. L’omofobia dilaga nel paese e in una sola settimana si susseguono gli episodi di aggressione alle coppie omosessuali, senza distinzione geografica, nella più assoluta continuità, dal Nord al Sud passando per il centro della penisola.

Con il disegno di legge che contrasta l’omofobia ancora perso nei meandri del Parlamento, con la legge sulle unioni di fatto cestinata nel dimenticatoio delle istituzioni e con la sessualità che diventa un’arma politica per delegittimare l’avversario: il direttore di Avvenire colpito dall’attacco de Il Giornale per le sue vicende private legate alla sua presunta omosessualità, quasi essere omosessuali fosse un motivo di vergogna e quindi uno strumento di delegittimazione, mentre si insinua il sospetto che esista una sorta di “schedatura” sulle abitudini intime e private delle persone, come pure in passato accadeva.

Il tutto in piena stagione securitaria, con il governo che ha militarizzato –almeno così sostiene Maroni- il paese, schierando esercito e ronde di volontari a tutela del territorio. Ma senza una cultura della tolleranza diffusa, come dimostrano le recenti aggressioni omofobe, non c’è militare o rondista che possa garantire la protezione collettiva.

A meno che il governo non pensi che agli omosessuali non debba esser garantita la stessa sicurezza che spetta alle giovani coppie eterosessuali che camminano per le strade del centro di qualsiasi città.

La politica è fatta di azioni simboliche, i rappresentanti istituzionali hanno il dovere di inviare messaggi di tolleranza, il Parlamento ha il compito di varare leggi che non discriminino i cittadini ma governino la realtà sociale in movimento garantendo i diritti di tutti.

Per questo è compito e al tempo stesso dovere della Camera e del Senato arrivare ad una legge sulle coppie di fatto, che ponga fine alla discriminazione esistente fra esseri umani di serie A e serie B, fra amori legittimi e illegittimi, fra scelte ratificabili davanti allo Stato o alla Chiesa ed altre confinate nel silenzio della non esistenza, del non lecito.

C’è poi un disegno di legge, prima firmataria on. Paola Concia del Pd, che punta ad introdurre l’aggravante della discriminazione per motivi di orientamento sessuale e identità di genere nei reati contro la persona: la Camera lo deve calendarizzare subito e subito approvare.

Varando questi due provvedimenti si invierebbe un segnale chiaro anche al paese su come non possa essere tollerata, dallo Stato e dalla politica, qualsiasi forma di razzismo a sfondo sessuale; sarebbe un contributo anche a quella rivoluzione culturale che sola può garantire il rispetto di tutti nella differenza di ciascuno.

Le resistenze che si dicono religiose non bastano a giustificare il vuoto legislativo di questo paese: la cristianità non convive con la sofferenza, l’ingiustizia, la discriminazione. Cristiano sarebbe approvare norme che già esistono nella maggior parte degli altri stati europei e riconoscere la libertà sessuale quando questa non nuoce a nessuno.

Cristiano è non sentirsi minacciati dalla diversità, della pelle o della vita intima, ma riconoscerla e accettarla. Questa strada è più forte di ogni esercito, ogni pattuglia, ogni ronda, ogni telecamera schierata sul territorio. E’ l’unica che può rendere una società degna di questo nome: inclusiva e capace di garantire diritti e doveri a coloro che la animano e la vivono. Questa è l’unica forma di sicurezza.

Il Giornale, Feltri: l’informativa su Boffo “un’emerita patacca”

30/08/2009 alle 13:59 | Pubblicato su omofobia, politica, razzismo | Lascia un commento
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Oggi è arrivata addirittura la smentita del Ministro dell’Interno, Roberto Maroni, sulla presunta informativa della Polizia che il direttore del Giornale, Vittorio Feltri, aveva riportato nel suo disgustoso articolo che definirebbe il direttore di Avvenire Dino Boffo, come  “attenzionato perchè noto omosessuale”. Insomma un articolo costruito su un’emerita patacca, proprio come la definisce Avvenire nell’editoriale del direttore Boffo apparso oggi.

Ribadisco la mia opinione su quello che il Giornale ha scritto su Boffo per dileggiarlo: “fai solo schifo” e mi associo così a quanto espresso  anche dal Ministro Maroni direttamente al direttore Boffo e alle parole del Cardinale Bagnasco.

L’attacco del Giornale è fallito miseramente e Berlusconi continua a smentire: i punti che stai perdendo nei sondaggi di questi giorni non li cita adesso, il Premier!

Mi compiaccio della correttezza e della serietà del Ministro Maroni.

Roma: nuova aggressione omofoba a San Giovanni

28/08/2009 alle 19:05 | Pubblicato su cronaca, omofobia, politica, razzismo | Lascia un commento
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Il Giornale, Feltri: eliminare gli avversari con l’omofobia

28/08/2009 alle 16:05 | Pubblicato su cronaca, omofobia, politica, razzismo | 2 commenti
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Vittorio Feltri direttore Il GiornaleDileggiare una persona tacciandolo di essere gay è la più antica e infame forma di violenza verbale che il potere fascista ha sempre usato per intimidire ed eliminare gli avversari. Non ci vogliono le bombe o le pistolettate, bensì dire che chi ci sta sulle scatole è omosessuale e per questo suscitare il disprezzo.

Questo è stato quello che lo schifoso quotidiano di Berlusconi, “Il Giornale”, con l’appena ritrovato direttore Vittorio Feltri, ha fatto oggi nei confronti del direttore di “Avvenire” Dino Boffo in un articolo dal titolo “Boffo, il supercensore condannato per molestie”: <<…Il Boffo – si legge – è stato a suo tempo querelato da una signora di Terni destinataria di telefonate sconce e offensive e di pedinamenti volti a intimidirla, onde lasciasse libero il marito con il quale il Boffo, noto omosessuale già attenzionato dalla Polizia di Stato per questo genere di frequentazioni, aveva una relazione. Rinviato a giudizio il Boffo chiedeva il patteggiamento e, in data 7 settembre del 2004, pagava un’ammenda di 516 euro, alternativa ai sei mesi di reclusione. Precedentemente il Boffo aveva tacitato con un notevole risarcimento finanziario la parte offesa che, per questo motivo, aveva ritirato la querela…>>.

“Il Giornale”  con questo articolo ha voluto screditare il direttore di “Avvenire” per dargli un avvertimento, viste le pesanti e legittime critiche che i suoi editoriali hanno suscitato contro i comportamenti del Premier. Dire che Dino Boffo è omosessuale per Feltri e i suoi scagnozzi, vuol dire lanciare un messaggio all’area cattolica che segue il quotidiano “Avvenire” e a tutta la Chiesa.

Il vergognoso articolo procede affermando che le “debolezze ricorrenti di cui soffre e ha sofferto il direttore Boffo, sono indubbiamente a conoscenza il cardinale Camillo Ruini, il cardinale Dionigi Tettamanzi e monsignor Giuseppe Betori”.  Si da evidentemente in questo modo un giudizio negativo sulla sessualità del direttore Boffo perchè, il Giornale scrive, è omosessuale.

E’ in questo modo che si incentiva e promuove l’omofobia, altrimenti questo articolo non avrebbe potuto avere alcun effetto intimidatorio se non puntando al disprezzo per “il diverso”. Il messaggio che deve passare è che in quanto omosessuale va eliminato.

Feltri è tornato in gran forma alla direzione del quotidiano di famiglia di Berlusconi e ha iniziato la missione per la quale è stato ri-chiamato con bei soldoni da Libero:  eliminare gli avversari di Berlusconi.

Anche se Berlusconi si dissocerà sicuramente da quanto scritto dal suo quotidiano, e sono sicuro che lo farà, il messaggio che si voleva far passare è passato, la polemica è stata innescata e l’obiettivo è stato raggiunto.

E’ un piccolo tassello del regime dittatoriale che si va instaurando, sono avvertiti tutti i “culattoni”  che lavorano ai vertitci dei media italiani! Questo è il messaggio.

Stasera fate attenzione ai TG di RAISET: TG1,TG2, TG5, TG4 e STUDIO APERTO e vedrete come sparata la notizia, sarà poi presentata la “dissociazione” di Berlusconi come fosse quella del “paladino” della privacy violata dei cittadini.  Fate schifo!

leggi anche: Feltri usa notizie false per screditare gli avversari del suo Capo


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