Benigni sul caso Ruby e Berlusconi e le dimissioni

09/11/2010 alle 04:38 | Pubblicato su costume, cronaca, diritti civili, economia, lavoro, natura, politica, razzismo, società | Lascia un commento
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il monologo di Benigni su Berlusconi

e il caso Ruby a “Vieni via con me”

 

Decreto Romani pronta la censura per internet e Sky, Italia come la Cina

22/01/2010 alle 11:43 | Pubblicato su cronaca, media, politica, società | 1 commento
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«I Paesi che limitano il libero accesso alle informazioni o violano i diritti basilari degli utenti di Internet rischiano di tagliarsi fuori dal progresso del secolo, lotteremo per la libertà di comunicazione» ha detto ieri il Segretario di Stato Hillary Clinton, che ha minacciato «conseguenze gravi» per tutti quei Paesi chi minacciano il cyberspazio. La polemica nasce dai continui attacchi che il Governo cinese opera contro Google, che ha deciso di non piegarsi più ai diktat di Pechino. Il più diffuso motore di ricerca ha annunciato sul blog ufficiale che non applicherà più alcun filtro in Cina, minacciando di sospendere ogni attività in quel Paese.

E in Italia che succede? Si cerca in tutti i modi di censurare internet perchè Berlusconi non riesce a controllarlo e presto la situazione potrebbe sfuggirgli di mano. Ma di cosa ha paura Berlusconi? E’ presto detto. La consapevolezza crescente che internet sia l’unico baluardo della libera informazione, dove i fatti non possono sparire, e dove i suoi servi non possono dilagare con la menzogna e l’occultamento dei fatti, lo fanno correre ai ripari lottando contro il tempo visto l’approssimarsi delle elezioni regionali di fine marzo.

Il 18 dicembre scorso Paolo Romani, vice ministro con delega alle Comunicazioni, ha presentato alla Camera il  decreto legislativo su Internet e tv, che dovrebbe servire a dare attuazione in Italia alla Direttiva Europea 2007/65/CE (Audiovisual Media service) dell’11 dicembre 2007, che modifica la Direttiva Europea 89/552/CEE detta anche “Tv senza frontiere”. Questa direttiva aveva, tra i suoi scopi originari, il fine di migliorare la competitività dell’industria europea nei settori dei media e delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, nonché la salvaguardia del principio della neutralità tecnologica e della promozione di nuovi servizi.

Come per tutte le leggi “ad personam” che stanno uccidendo la democrazia in questo Paese al solo fine di mettere al riparo dai processi Berlusconi & Co., anche l’applicazione di questa direttiva è stata distorta con fine ultimo di mettere sotto controllo la rete, limitare il suo potere informativo, rafforzare le aziende di famiglia del Premier e stroncare la concorrenza.

Le questioni fondamentali che il testo di legge, in discussione in questi giorni in Commissione Cultura alla Camera dei Deputati, affronta sono:

– Limite per gli “affollamenti” pubblicitari per il satellite e la pay-tv dal 18% al 12% (di ogni ora trasmessa). Sulla carta tale misura interesserebbe anche le tv Mediaset, ma le reti del premier incassano il grosso degli introiti pubblicitari dalle tv in chiaro (68%) e sono lontane dal tetto del 12% sui canali digitali e a pagamento. Inutile dire che il nuovo “tetto” governativo andrà, per coincidenza, a penalizzare fortemente le tv Sky di Murdoch, il diretto concorrente tv di Mediaset.

Non c’è che dire una vera misura “ad aziendam”, com’è stata già da taluni ribattezzata…e per di più il regime che prospera sul conflitto d’interessi potrà spacciare tale sgambetto al magnate australiano come una misura “nell’interesse del pubblico”.

– Equiparazione del web alla tv, volendo includere anche Internet nella disciplina riguardante tutti i mezzi “che trasmettono non occasionalmente immagini”. Col nuovo decreto il regime aggiunge un altro concetto alla sua neolingua, quello di “servizio di media audiovisivo”. Tale categoria per il governo comprende “i servizi, anche veicolati mediante siti internet, che comportano la fornitura o la messa a disposizione di immagini animate, sonore o no, nei quali il contenuto audiovisivo non abbia carattere meramente accidentale” (art.4, comma 1, lettera a). Ergo, qualsiasi videoblog sarà a rischio censura.

Siccome le aziende del capo del governo si stanno interessando all’Iptv (Tv Internet protocol), i suoi dipendenti nelle stanze dei bottoni cominciano a far fuori la concorrenza prima ancora che possa nascere, eliminando o quantomeno riducendo i materiali video circolanti in Rete che potrebbero rappresentare quella concorrenza che l’egoarca ama solo a parole e che nomina solo mentre mente, sorridendo, di fronte alle telecamere e ai falsi applausi.

– Controllo politico del Web, tramite le norme che fanno da corollario al Decreto Romani e che già fanno parte, in varia misura, della legislazione vigente. Ci riferiamo qui in particolare alle norme a difesa del copyright (Decreto Urbani del 2004), a quelle sull’obbligo di registrazione per siti web (Nuova Legge sull’Editoria n.62/01) e a quelle, vera aberrante novità, che introdurrebbero la responsabilità dei provider circa ciò che transita sulle loro piattaforme.

Con la normativa prossima ventura l’Italia rinnegherebbe un principio universalmente accettato, almeno in Occidente, quello della “neutralità “della Rete e dei suoi fornitori di servizi.

E si noti bene che nella Direttiva Europea, che il Decreto Romani vorrebbe recepire, la nozione di “responsabilità editoriale” cioè del provider non implica necessariamente una responsabilità giuridica sui contenuti. E ci mancherebbe. Come potrebbe, poniamo il caso, Fastweb essere responsabile dell e-mail che vi transitano oppure You tube dei video che vi si caricano?

E’ evidente che solo una volontà censoria strenuamente dissimulata possono condurre un regime a tali proposte di legge, più ridicole che liberticide. Da far ridere il mondo intero, specie e soprattutto dopo l’intervento del segretario Usa Hillary Clinton. Si rinnega il principio dell’assenza di obbligo di sorveglianza degli intermediari della comunicazione, che, appunto, sono intermediari, non secondini degli utenti.

Infatti all’art.6 del Decreto Romani, dove si parla di “diritto d’autore”, il governo impone a tutti i fornitori di servizi media audiovisivi di “astenersi dal trasmettere o ritrasmettere o mettere comunque a disposizione degli utenti, su qualsiasi piattaforma, programmi oggetto di diritti di proprieta’ intellettuale di terzi o parte di tali programmi”. Nello stesso art.6 (comma 3) si nomina anche lo sceriffo della Rete: “l’Autorità, Agcom, emana le disposizioni regolamentari necessarie per rendere effettiva l’osservanza dei limiti e dei divieti di cui al presente articolo”. Insomma l’organo che dovrebbe controllare Internet (l’Agcom) è di stretta nomina politica i suoi membri vengono eletti da Camera e Senato e il suo presidente direttamente dal presidente del consiglio. Vi rendete conto?

– Autorizzazione ministeriale preventiva, per tutti coloro che volessero “diffondere immagini via internet”. Una web tv, fatta magari con il telefonino o con la web cam in casa propria, i video messi sulle piattaforme come You Tube, saranno equiparati dal potere governativo al gruppo Mediaset e per la loro “divulgazione” in Rete sarà necessaria un’autorizzazione ministeriale.

Non c’è che dire, l’Italia sarà, sotto tale aspetto, molto più vicina alla Cina che all’Europa e agli Stati Uniti. Come non rimanere sconcertati da tale deriva totalitaria?

Marco Pancini, dirigente di Google italia. Intervistato dal sito Articolo 21 ha sostenuto che “in questo decreto (Romani) c’e’ un’equiparazione dei siti web alle tv che ha una conseguenza importante: disapplica di fatto le norme sul commercio elettronico per cui l’attivita’ dell’hosting service provider, cioe’ del sito che ospita contenuti generati da terzi, va distinta da quella di un canale tv, che sceglie cosa trasmettere. Significa distruggere il sistema internet”.

Come già più volte ribadito, Berlusconi ha un obiettivo: controllare tutto e distruggere internet è l’ultimo tassello che gli manca per instaurare di fatto quella “democrazia dittatoriale” tanto in voga nel Paese del suo amico Putin. Attraverso l’unico strumento che conosce e controlla, la tv, continuerà con quel lavaggio del cervello capillare e sistematico che gli rende possibile, farsi eleggere da quindici anni a questa parte nonostate sia stato plurinquisito, pluriprocessato e corruttore di avvocati. Pensate soltanto a quello che ha rappresentato internet per i giovani iraniani che si oppongono al regime di Ahmadinejad. Di questo ha paura Berlusconi, di essere travolto dalla verità dei fatti che nasconde agli italiani.

Alla luce di tutto questo è evidente perché il regime regala i “decoder” e congela gli 800 milioni che il Governo aveva precedentemente destinato alla banda larga italiana (il tanto strombazzato “piano Romani”, rinviato “alla fine della crisi”).

Internet per Berlusconi può rimanere in vita, certamente, ma solo se si occupa di e-commerce e dei suoi interessi, non certo se continua con l’informazione che non lecca, che non fa sparire le notizie e non lo incensa dalla mattina alla sera.

La Cina ha distrutto l’attività di YouTube e ci sta provando con Google, noi vogliamo davvero finire come i cinesi?

Iniziate ad opporvi al regime, iniziate a non guardare più le tv di Berlusconi e nemmeno per sbaglio non fate più zapping sulle sue reti. Sarebbe già tanto se riuscissimo ad affamarlo, perchè ad uno così è necessario chiudere i rubinetti della pubblicità, quindi non comprate più i prodotti che le sue reti pubblicizzano! Se lo facessimo tutti, in meno di sei mesi ce lo toglieremmo dai coglioni sicuramente!

le altre porcate contro internet di Berlusconi:

  1. disegno di legge Carlucci nr. 2195
  2. Stop alla banda larga per tutti
  3. Diritto all’oblio su Internet disegno di legge nr. 2455
  4. Iran: come internet può rovesciare un regime dittatoriale
  5. Pacchetto sicurezza e filtraggio della rete
  6. legge contro la pirateria digitale e multimediale

No Berlusconi Day: la prima pagina de “Il Fatto Quotidiano”

06/12/2009 alle 06:52 | Pubblicato su politica, società | 1 commento
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dal Blog Antefatto.ilcannochiale.it

<<Di questa giornata passata a sciamare per le strade di Roma e poi a piazza San Giovanni per il No Berlusconi Day provate a portarvi a casa una galleria di immagini, di volti e di colori. Prima di tutto prendete il discorso di Salvatore Borsellino e infilatelo in un cassetto della memoria, vicino ai gemelli d’oro e alle gioie che si conservano, negli angoli dove non si possono perdere. Poi incastonate in qualche bella cornice d’oro zecchino il fotogramma in cui Salvatore, ha preso la parola nel pomeriggio, con la voce spezzata dell’emozione, con il filo dei pensieri che si annodava, ma non si scioglieva mai: “Portino loro le corone di fiori sulla tomba di Mangano! I nostri eroi sono altri, sono gli agenti Agostino Catalano,Emanuela LoiVincenzo Li MuliWalter Eddie CosinaClaudio Trainache morirono facendo la scorta a Paolo. I nostri eroi – grida Salvatore con la voce che sale di tono – sono i 100 agenti che, dopo l’assassinio di Falcone, bussarono alla porta di mio fratello per offrirsi per la sua scorta, per morire con lui”. Applausi, sorrisi e lacrime. Ovazione. Di questo No B. Day, mettete in un ripostiglio della memoria le facce di centinaia di migliaia di ragazzi. Quel coro di voci: “Fuori la mafia dallo Stato”, “Berlusconi dimettiti”, “Adesso basta”. Ma anche i 150 ragazzi, tutti volontari, che si sono conosciuti solo ieri sera e che tenendosi per mano hanno accompagnato il corteo, ancora increduli di quello che stava succedendo. I loro sorrisi, ieri, non erano prestampati, come quelli dei burocrati di partito che contano le greggi elettorali.

A casa, tutti si porteranno il viola. Che era dappertutto: sciarpe, cappelli, fazzoletti, drappi, bandiere, calzini, persino le pettoraline dei cani e gli ombrellini delle carrozzine. Quanto ci piacciono a noi i genitori che corrompono i minorenni con l’antiberlusconismo militante. Tenete a mente questa istantanea: una marea che avanza tra due ali di folla. Chi non sventola qualcosa di viola, ha al collo un fazzoletto tricolore.

Chissà come, da questo vortice viola sono riemerse, fresche come se pronunciate ieri, le parole di Sandro Pertini. Chissà chi è stato a stamparle dappertutto, da quale sito sono rimbalzate fino a noi: “La politica va fatta con le mani pulite”.

E c’è da portarsi le tante Polaroid dei leader politici, per un giorno in mezzo alla gente, sotto il palco e non sopra, sopraffatti dalla folla, a rilasciare interviste mentre gli applausi dal palco se li prendevano le ragazze che hanno scelto di andare a lavorare a Corleone nei terreni confiscati alla mafia; mi resta in mente una signora che viene da L’Aquila per raccontare la terribile realtà del dopo-terremoto nascosta dagli annunci del governo.

A casa, chi era in piazza, chi si farà raccontare il No Berlusconi Day da amici e conoscenti, si porterà una convinzione. Che si può fare. Senza troppe fanfare, e senza divismi, in questo paese, può ancora accadere che la società civile si organizzi da sola, pacificamente, riesca a reinventare la politica dal basso coinvolgendo i cittadini per ribadire l’importanza di concetti come moralità e onestà. Il tutto partendo da Internet, da Facebook. Uno strumento, solo uno strumento, che diventa formidabile nelle mani di chi vuole spendersi per cambiare le cose. Perchè l’ultima cosa da mettere nella cassetta degli attrezzi è questa: ieri abbiamo capito tutti che Silvio è rimasto all’età catodica.
Federico Mello>>

Trans e politica: da Marrazzo a Chiappe d’oro la Casta trema 2parte

30/10/2009 alle 10:24 | Pubblicato su cronaca, politica, società | 1 commento
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porciAnno Zero ieri sera ha cercato di far luce sul “caso Marrazzo” evidenziando nel corso del programma che, in realtà, il famigerato video rappresenta e denuncia un reato, una vera e propria irruzione armata fatta da “carabinieri infedeli” in un appartamento privato senza un mandato e probabilmente con atti di violenza e intimidazioni. Quel video proposto subito a varie redazioni di testate giornalistiche (Oggi, Libero, Chi) che pur visionandolo e facendolo girare per mezza Italia non lo acquistato, è stato in realtà l’oggetto di una vera e propria ricettazione e coloro che lo hanno detenuto per settimane senza denunciarlo ne sono complici.

Dalle indagini ancora in corso emergerebbe la presenza di altri video e altri personaggi pubblici che andavano a trans ricattati. Testimonianze di altre trans affermano che anche uomini  di Alleanza Nazionale avrebbero frequentato le trans di via Gradoli. Sarebbero «almeno una dozzina» i vip clienti abituali di via Gradoli, nomi fatti dai trans nei primi colloqui investigativi ma che non sono poi finiti nei verbali. Un «paio di calciatori», «due ex ministri, uno di centro destra e uno di centrosinistra», tutti pare con «buone conoscenze tra gli apparati della sicurezza». E poi giornalisti e altri politici, una ridda di nomi che se fai un giro in rete trovi già, ma che in tv non si possono ancora dire, come «Chiappe d’oro» che a detta di molti sta tremando da una settimana. Sul perchè questo personaggio politico possa avere le “chiappe d’oro”, tutti possono farsi un’idea. Ma come per Marrazzo, anche per “chiappe d’oro” si parla del segreto di pulcinella. E intanto c’è chi tra i politici mette le mani avanti, minacciando querele.

Roma “caput mundi del vizio” forse non più di Milano, in queste ore pullula di giornalisti anche stranieri che vanno a caccia di informazioni sulla “casta che va a trans”. Ma ripetiamolo, questo è un altro “segreto di pulcinella” noto da anni a giornalisti, forze dell’ordine e gossippari, ma anche a chi frequenta le palestre più “in” del centro di Roma o dei Parioli.  Nessun reato ovviamente, tutti sono liberi di andare a trans o a puttane o a puttani, il lignaggio degli avventori certo non può essere una discriminante, ma lo è di sicuro se “chiappe d’oro” poi va al family day oppure se si spertica in attacchi contro il gaypride e le leggi sulle unioni civili.

Ma in queste ore emerge una critica sottintesa e ancora non fatta pubblicamente, sul silenzio e la prudenza che “santa romana chiesa” starebbe adottando su quanto accaduto dal caso Marrazzo in poi.  Perchè? Fonti ben informate attendono a giorni altre indiscrezioni che vedrebbero anche importanti personaggi della Curia romana, alti prelati insomma, coinvolti nei ricatti dei video insieme a trans.

Con il coinvolgimento della Chiesa il cerchio si chiude. Tutti sono viziosi, tutti nascondono degli altarini e delle infedeltà coniugali, da destra a sinistra per arrivare oltre Tevere fin nel cuore dei palazzi vaticani.

Il torbido che esce da queste vicende sarà in realtà “l’amalgama ben riuscita” che compatterà la maggioranza e il Pd nel correre, fare in fretta, a reintrodurre l’immunità parlamentare totale per tutti, deputati, senatori, ministri e magari inserendo norme più stringenti e restrittive in caso di richiesta di autorizzazione a procedere avanzate alle Camere.

L’obiettivo finale è questo e così saranno salvi tutti e il “si fa, ma non si dice” continuerà ad essere la regola non scritta dei vizi privati dei politici e notabili, che continueranno a fare il loro porci comodi andando di notte a puttane o a farsi sodomizzare da qualche trans e, di giorno, continueranno a difendere i valori della famiglia e a contrastare qualsiasi progetto di legge sulle unioni civili o contro l’omofobia. Tutto con il benestare del Vaticano.

E tutto molto triste.

 

Influenza A H1n1: non riaprire le scuole a settembre

30/08/2009 alle 14:33 | Pubblicato su cronaca, economia, media, natura, politica, società | 1 commento
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Parla il prof. Giuseppe Mele presidente della Federazione medici pediatri italiani,  sulla necessità di tenere le scuole chiuse, per evitare il più possibile la rapida diffusione dell’influenza A.

Roma: coppia gay aggredita e accoltellata, l’aggressore è libero!

22/08/2009 alle 19:30 | Pubblicato su cronaca, politica, società | 2 commenti
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Stop homophobiaDue ragazzi gay sono stati aggrediti e feriti ieri notte a Roma all’interno del parco Rosati, all’Eur, poco distante dall’area dove si svolge quest’anno la manifestazione dell’estate romana “GayVillage”. Intorno alle quattro del mattino, all’uscita dalla manifestazione, i due ragazzi attraversando il parco abbracciati  tornavano alla loro auto. Un uomo ha dapprima inveito nei loro confronti con insulti e alla loro replica gli si è scagliato contro, prima colpendo alla testa con una bottiglia uno dei due e successivamente, ha ferito all’addome accoltellando l’altro giovane che è caduto a terra.

Soccorsi da altri ragazzi che hanno assistito all’aggressione, dopo poco sono intervenuti gli Agenti della Polizia di Stato della Questura di Roma. Uno dei due giovani è ora ricoverato in gravi condizioni all’ospedale S.Eugenio: è stato sottoposto ad intervento chirurgico in seguito alla ferita riportata all’addome. Le sue condizioni sono gravi. L’altro giovane ha riportato una ferita lacero contusa al cuoio capelluto, in seguito al colpo ricevuto con la bottiglia.

Dopo un paio d’ore di indagini la polizia cosa ha fatto?  Ha rintracciato l’aggressore a casa, tal  Alessandro Sardelli di 40 anni, militante di estrema destra sopranominato “svastichella”, pregiudicato e per reati contro il patrimonio e gli stupefacenti,  e lo hanno denunciato in stato di libertà d’intesa con l’Autorità Giudiziaria per tentato omicidio.  Cioè non l’hanno arrestato. E’ libero di muoversi per Roma e di continuare ad aggredire le persone. Mi chiedo su quali elementi il magistrato  che ha preso questo provvedimento, non ha ritenuto un elemento pericoloso questo deliquente!

E’ semplicemente sconcertante! Alla faccia della sicurezza con i soldatini che vigilano l’obelisco egizio di piazza san Giovanni in Laterano!!! Vergogna!

Ma ci doveva scappare il morto perchè l’aggressore venisse arrestato? Che logica ci può essere nella mente del magistrato che ha disposto la semplice denuncia in stato di libertà? Un aggressione chiaramente omofobica di tale livello e con tanta inaudita ferocia, non presuppone la custodia cautelare? E’ tutto semplicemente assurdo! Pare che questo delinquente aggressore sia affetto da Aids conclamata, un motivo che parrebbe anche di ostacolo alla custodia cautelare in carcere.

Ma l’assurdità evidente a tutti, si scontra con la triste realtà dell’applicazione della legge: mancherebbe infatti la flagranza del reato, insomma dovevano coglierlo sul fatto quel pazzoide!

La notizia pubblicata dalle agenzie intorno alle 18.30 di questo pomeriggio non ha guadagnato l’attenzione dei TG di prima serata di oggi, solo Rainews24 e SkyTg24 continuano a darla con ampia evidenza in tutte le loro edizioni. Ampio spazio però si è continuato a dare allo stupro di Arcinazzo Romano dove il presunto aggressore romeno è stato arrestato e portato nel carcere di Rebibbia, al contrario dei tre presunti strupratori di ferragosto di Tor San Lorenzo, tutti italiani di buona famiglia, che girano liberi per Roma potendo fare tutto quello che vogliono. E il magistrato non li ha nemmeno interrogati!

Ancor più grave il taglio giornalistico dei titoli che i media on line stanno dando a quanto accaduto, ponendo l’accento sul fatto che i due giovani sono stati aggrediti perchè un pazzo è stato “infastidito dalle loro effusioni”. E’ tutto davvero penoso!

Questa è la sicurezza garantita dall’attuale Governo di destra. Sei italiano allora puoi aggredire tranquillamente per motivi di puro odio a bottigliate due ragazzi gay,  rimanendo tranquillamente libero, e magari stuprare qualcuno tanto in carcere non ci vai di sicuro, perchè ci vanno solo i romeni.

Quanti appelli in passato sono stati fatti in Parlamento affinchè la legge Mancino ricomprendesse anche il reato di discriminazione, odio e violenza per omofobia ma nulla, nulla è stato fatto per inserire questa aggravante. La Sinistra non se ne è mai preoccupata quando era al Governo per non dispiaciere il Vaticano, alla Destra “non gliene può fregar di meno”!

leggi anche: Coppia gay aggredita a Campo dei Fiori, il sindaco di Roma Alemanno tace.

Influenza H1N1: rischio pandemia sottovalutato in Italia? File negli Usa per acquistare il vaccino. In Svizzera no alla vaccinazione delle donne incinte.

18/07/2009 alle 07:05 | Pubblicato su cronaca, politica, società | 6 commenti
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All’indomani dell’annuncio giovedì scorso dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sulla diffusione del virus H1N1, che rappresenterebbe la più rapida pandemia a diffondersi di cui si abbia ricordo, i telegiornali di prima serata sono tornati massicciamente sulla notizia, salvo però omettere numerose informazioni e dichiarazioni ufficiali delle autorità sanitarie dei Paesi più colpiti dalla virus.

Nelle passate pandemie, i virus dell’influenza hanno impiegato più di sei mesi per diffondersi al livello raggiunto dal nuovo virus H1N1 nel giro di meno di sei settimane.  E’ diventato pertanto impossibile per le autorità sanitarie e per i laboratori tenere il conto dei singoli casi — che per la maggior parte non sono particolarmente virulenti, mentre il virus continua a diffondersi a macchia d’olio.

Si conterebbero già più di un milione di casi negli Stati Uniti, dove Obama ha stanziato quasi 2 miliardi di euro per l’acquisto degli ingredienti per il vaccino e per aiutare le autorità sanitarie nella campagna di vaccinazione.

In Gran Bretagna il prof. Liam Donaldson, direttore del National Health Service, ha relazionato giovedì scorso al Governo sull’ ipotesi di 65.000 morti, già dal prossimo inverno. La previsione arriva dopo pochi giorni dall’annuncio del Ministro della Salute Andy Burnham sull’aumento dei contagi che già dalla fine di agosto potrebbero raggiungere i 100.000 casi al giorno. In Gran Bretagna si registrano già i primi casi di morte da H1N1 di persone che non avevano precedenti problemi di salute, ma perfettamente sani. In dieci giorni è stato registrato un aumento del 46% nel numero dei casi di morte e il conto delle vittime è salito a 29, dieci nelle ultime 48 ore. Il Governo Brown ha deciso la vaccinazione di massa già da settembre. E’ a rischio la riapertura delle scuole. Infatti tenere chiuse le scuole per un lungo periodo potrebbe ridurre la diffusione dell’influenza suina, la facilità del contagio tra i bambini potrebbe potenzialmente limitare il numero di morti. Più del 60% dei casi di influenza suina sono stati riscontrati tra i più giovani, con l’incidenza più alta tra i cinque a 15 anni.

Anche in Francia Sarcozy  già lo scorso giugno ha deciso la vaccinazione obbligatoria di tutti i francesi maggiori di 3 mesi.

Intanto Stati Uniti e Gran Bretagna hanno lanciato un’allerta: evitare da subito di recarsi in Argentina dove il virus non è più sotto controllo e il contagio sarebbe molto più diffuso di quanto non confermato dalle autorità sanitarie. Il governo argentino ha dichiarato in queste ore l’emergenza sanitaria nazionale dopo che e’ stata accertata la presenza del virus H1N1 in alcuni maiali e a Buenos Aires si va in giro con la mascherina.

Nel resto dei paesi europei l’allerta rimane alta. Anche la Germania ha stanziato due miliardi di euro per vaccinare i tedeschi. Imprese belghe hanno cominciato ad acquistare importanti quantità di mascherine di protezione per essere pronte a prevenire un’eventuale ondata di assenze del loro personale colpito dal virus della nuova influenza. Lo scrive l’agenzia Belga, citando fonti imprenditoriali. Il direttore commerciale di una grande industria farmaceutica di Liegi (sud del Belgio) riferisce di avere ricevuto un ordine per 1,25 milioni di mascherine da parte di una grande banca belga. Secondo il commissario interministeriale «Influenza» Marc Van Ranst, dal 12 al 35% della popolazione belga potrà contrarre il virus da qui alla fine dell’inverno prossimo.

I dati del contagio in Cina rimangono oscuri. Data la vastità del paese e la scarsa trasparenza delle autorità sanitarie, non si hanno informazioni certe sul grado di diffusione del virus h1n1.

In Italia cosa succede?

Il Governo italiano prevede di vaccinare “entro fine anno 8,6 milioni di italiani, ovvero il 14% della popolazione tra cui oeratori sanitari, lavoratori di servizi essenziali e malati cronici. Ferruccio Fazio, vice ministro della Salute ha affermato che  “l’Italia può contare su 4 milioni di scorte di farmaci antivirali ed ha già avviato accordi, semmai ne avesse bisogno, per l’acquisto di altri sei milioni di dosi”.  Il ministro rassicura e chiude anche il numero gratuito 1500 attivato lo scorso aprile per dare informazioni sul virus: “le caratteristiche cliniche della nuova influenza A/H1N1 sono di modesta gravità e del tutto simili a quelle dell’influenza stagionale” – ha tagliato corto il ministro. Il Governo Italiano, inoltre, dai suoi siti web istituzionali non da alcuna indicazione sui Paesi a  rischio: l’Argentina si può visitare quindi. Il Governo, insomma, continua a smorzare l’allarme e attua la cosiddetta politica “delle dita incrociate”. Si continua nel frattempo ad incapsulare il principio attivo che dovrebbe combattere il virus, acquistato nel 2005 durante l’emergenza dell’aviaria e fino a un mese fa ancora stipato in bidoni in alcune caserme dell’esercito. Con il ritorno dalle vacanze degli italiani in giro per il mondo, verificheremo se i contagi si impenneranno e se le strutture sanitarie riusciranno a contenere l’influenza.

Cosa dobbiamo realmente aspettarci?

Nei prossimi giorni non troveremo più il puntuale report dei contagiati nei vari Paesi del mondo, dopo che l’OMS giovedì scorso ha dichiarato che a questo punto è del tutto inutile, bensì soltanto l’indicazione dei focolai di infezione. Quello che più fa paura è la sua diffusione su larga scala che potrebbe far mutare il virus e renderlo immune ai principali anti-virali utilizzati in questo momento per combatterlo. Con l’arrivo dell’autunno nell’emisfero nord, l’abbassamento delle temperature, potrebbe accellerare il processo di contagio. Inoltre  l’economia mondiale, già duramente colpita dalla recessione dopo la crisi finanziaria cominciata nel settembre 2008, in caso di contagi su larga scala verrebbe ancor di più compromessa.

Su questi scenari, infine, bisogna registrare anche l’annuncio delle principali case farmaceutiche in grado di produrre il vaccino, che hanno dichiarato di non poter più accettare ordinativi da parte dei governi. Sarebbe già tardi, infatti, perchè per soddisfare le richieste dei principali paesi occidentali, sarebbero tagliati fuori più della metà degli altri stati del mondo. E sarà difficilissimo se non addirittura impossibile, che uno stato si privi di parte delle dosi di vaccino, per aiutare un altro stato. Se davvero la nuova influenza non è una bufala, i Governi che non si sono mossi per tempo per acquistare dosi massiccie di vaccino, potrebbero uscire davvero malconci a causa della pandemia e poter solo portare la triste contabilità dei morti.

leggi anche:

Influenza A H1N1: in Germania un vaccino diverso per militari e politici senza squalene

Terremoto L’Aquila: prestiti personali ai terremotati sopra l’8%. Dov’è la notizia?

24/05/2009 alle 12:06 | Pubblicato su economia, politica, società | Lascia un commento
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Gianfranco Sciarra, responsabile della tv abruzzese ATV7, attraverso delle riprese nascoste recandosi in due banche del territorio aquilano, ha denunciato ieri che  le proposte di prestito personale che due istituti di credito hanno fatto ai terremotati con la casa lesionata o distrutta, sono tutti abbonantemente sopra l’8%.

Mi chiedo dove sia la notizia? O meglio mi chiedo perchè lo sconcerto e l’indignazione che oggi i quotidiani riportano sul fatto, non debba essere indirizzato all’intero sistema del pricing dei prestiti personali.  Sì, perchè i tassi che il servizio di ATV7 ha evidenziato sono in linea con il mercato dei prestiti personali non finalizzati. Anche se andate alle Poste per un prestito personale sopra i 20 mila euro avrete un tasso del 8.50%! E allora di cosa ci si meraviglia? O meglio di cosa ci si indigna? Forse della mancata pietà per chi ha avuto la casa distrutta da un terremoto?

Bisognerebbe indignarsi per gli alti costi che il sistema bancario pratica per i prestiti personali in tutto il Paese, dal momento che il tasso ufficiale BCE è del 1%!

E la Prefettura de L’Aquila ha chiesto addiritturo di acquisire il video della registrazione dell’emittente ATV7. I documenti di sintesi sulle proposte di prestito personale sono esposti in tutte le sale delle banche o delle Poste, quindi ripeto di cosa ci si indigna?

E’ noto a tutti, Governo compreso, quali siano gli alti tassi d’interesse sui prestiti personali in Italia!

Che il Prefetto de L’Aquila acquisisca la registrazione di quel video è tempo perso, le banche non si fanno impietosire se il denaro che gli chiedi ti serve per ricostruire la casa distrutta dal terremoto, come non si fanno impietosire se chiedi un prestito perchè sei rimasto senza lavoro e non puoi più pagare le bollette, anzi in questo caso non te lo danno proprio!

Il macismo governativo fatto di bugie e disprezzo per le donne

06/05/2009 alle 09:26 | Pubblicato su cronaca, società | 1 commento
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A quante storie di mariti fedifraghi e adulteri abbiamo assistito in questi anni, tra il serio e il faceto spesso questi omuncoli dello spettacolo o della finanza venivano ritratti con le loro nuove compagne sui rotocalchi di gossip come fossero dei trofei. Anche molti politici in questi anni ci hanno abituato a vivere i loro doppi o tripli matrimoni, per i quali spesso ci sono stati anche clamorosi esempi di incoerenza politica rispetto ad un agire in netto contrasto con la dottrina cattolica a cui pure facevano riferimento.

Lungi dall’essere un moralista e un bacchettone, la questione di fondo di tutte queste vicende sta nel fatto che in presenza di un patto, di un vincolo, il matrimonio per l’appunto, questi soggetti si pongono in una oggettiva situazione di torto. La rottura di un patto importante come il matrimonio, il vincolo della fedeltà e del rispetto reciproco, non può essere un elemento secondario per nessuno! A qualsiasi livello.

Il macismo imperante di una società, quella italiana, che ha come modello un uomo che può tutto su tutti, moglie compresa, rappresenta una sconfitta per tutte le giovani generazioni che dovrebbero aspirare ad un sistema di relazioni interpersonali basato sul rispetto reciproco. Non è più il tempo delle donne che abbozzano per i figli e che mandano giù ogni nefandezza del proprio marito. No, non è più questo il tempo!

Una donna a qualsiasi livello o estrazione sociale che viene tradita da un uomo sbruffone e che si sente onnipontente perchè secondo lui, gli è tutto dovuto, è una donna che è stata ferita e quando trova il coraggio di reagire a questo sopruso diventa un modello da seguire per tutti!

Per un uomo che ricopre un ruolo istituzionale non ci può essere il privato che viene celato, nascosto, tantomeno se si tratta della sua famiglia. Giacchè spesso questi omuncoli di potere si vantano delle loro belle famiglie quasi fossero dei trofei da esibire a modello per tutti.

La società dovrebbe preoccuparsi soltanto di quelle donne che non riescono a ribellarsi ad un marito violento che le degrada moralmente e fisicamente, non di quelle mogli che trovano il coraggio di rompere un matrimonio diventato ormai farsa e senza più il rispetto necessario di una parte verso l’altra.

A mio giudizio tutti gli uomini che in ogni luogo e circostanza cercano di fare battute sul corpo delle donne, sul fatto che siano carine e avvenenti, quasi a voler ribadire il concetto che – “io sono maschio” – hanno anche forti problemi mentali. Che un uomo politico faccia battute sulle donne, non appena ne vede una carina, anche in circostanze tragiche come il terremoto, non ha giustificazione. E’ solo un uomo malato! E non è tollerabile!

Impegnamoci per infondere maggiore rispetto tra i giovani a partire dalla scuola e ci accorgeremo che un modello di rapporto affettivo diverso tra le persone, può esistere senza corna, senza il dileggio e senza la bugia che è la forma più volgare con cui si può ferire la persona amata.

Febbre suina Italia impreparata ad infezione

27/04/2009 alle 21:31 | Pubblicato su cronaca, politica, società | 1 commento
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La denuncia di qualche ora fa è del prof. Ignazio Marino che in tema di sanità non è proprio l’ultimo in questo Paese. Ha dichiarato che i 40 milioni di dosi di farmaci potenzialmente efficaci a curare un eventuale infezione da febbre suina, in realtà potrebbe aiutare a guarire poco meno di 4 milioni di persone in Italia, poco meno del 7% della popolazione totale.

Il prof. Marino spiega che per curare l’infezione occorrono circa 10 dosi di vaccino e che per altro anche le dosi disponibili, in realtà non lo sono davvero: «Il farmaco al momento attuale non può essere somministrato». ha detto infatti Marino. Tre quarti del prodotto sono infatti conservati nel magazzino del ministero, «sotto forma di principio attivo, ovvero di polvere, non di compresse. Verosimilmente, per acquistare gli eccipienti, procedere all’incapsulamento del farmaco e alla distribuzione alla popolazione serviranno come minimo dalle quattro alle sei settimane. Impossibile ridurre questi tempi tecnici».

I farmaci che potrebbero risultare efficaci per contrastare gli effetti del virus sono gli stessi previsti per l’influenza aviaria, che ebbe un picco nel 2003 in Asia, creando allarme per una possibile pandemia. «Oggi come allora l’Italia – sostiene Marino- non è pronta e infatti anche due anni fa era al penultimo posto in Europa, assieme a Cipro e Grecia, in quanto a capacità di fornire farmaci alla popolazione.  Un serio programma di prevenzione è stato attivato in paesi come Francia, Svizzera, Olanda che oggi possiedono scorte di farmaci per coprire l’eventuale fabbisogno di più della metà della popolazione».

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