Febbre suina Italia impreparata ad infezione

27/04/2009 alle 21:31 | Pubblicato su cronaca, politica, società | 1 commento
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La denuncia di qualche ora fa è del prof. Ignazio Marino che in tema di sanità non è proprio l’ultimo in questo Paese. Ha dichiarato che i 40 milioni di dosi di farmaci potenzialmente efficaci a curare un eventuale infezione da febbre suina, in realtà potrebbe aiutare a guarire poco meno di 4 milioni di persone in Italia, poco meno del 7% della popolazione totale.

Il prof. Marino spiega che per curare l’infezione occorrono circa 10 dosi di vaccino e che per altro anche le dosi disponibili, in realtà non lo sono davvero: «Il farmaco al momento attuale non può essere somministrato». ha detto infatti Marino. Tre quarti del prodotto sono infatti conservati nel magazzino del ministero, «sotto forma di principio attivo, ovvero di polvere, non di compresse. Verosimilmente, per acquistare gli eccipienti, procedere all’incapsulamento del farmaco e alla distribuzione alla popolazione serviranno come minimo dalle quattro alle sei settimane. Impossibile ridurre questi tempi tecnici».

I farmaci che potrebbero risultare efficaci per contrastare gli effetti del virus sono gli stessi previsti per l’influenza aviaria, che ebbe un picco nel 2003 in Asia, creando allarme per una possibile pandemia. «Oggi come allora l’Italia – sostiene Marino- non è pronta e infatti anche due anni fa era al penultimo posto in Europa, assieme a Cipro e Grecia, in quanto a capacità di fornire farmaci alla popolazione.  Un serio programma di prevenzione è stato attivato in paesi come Francia, Svizzera, Olanda che oggi possiedono scorte di farmaci per coprire l’eventuale fabbisogno di più della metà della popolazione».


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