Terremoto in Abruzzo: devastazione e morte tra i palazzi costruiti male, con materiali scadenti e senza il rispetto di norme antisismiche

07/04/2009 alle 08:13 | Pubblicato su ambiente, natura, politica | Lascia un commento
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In Italia ogni volta che una catastrofe naturale si abbatte su cittadini inermi e senza protezioni, arriva sempre il momento di prendere coscienza purtroppo delle responsabilità gravissime dell’uomo.  E anche in questo caso, nel terremoto che ieri ha colpito L’Aquila e la sua provincia è necessario constatare come palazzi vecchi e  nuovi siano crollati senza distinzioni. Perchè? Nonostante esistano norme e leggi che prevedano nel nostro Paese la costruzione di edifici anti-sismici, in particolar modo in zone come quelle dell’Abruzzo, tra le più a rischio del mondo – in Abruzzo sin dal 1935 –  ci si accorge, come risvegliandosi dal torpore di un sonno profondo, che tutto è stato costruito in barba al rispetto di queste norme.  Ospedale compreso!

L’evidenza del dramma che ha colpito l’Abruzzo appare attimo dopo attimo sempre più chiara: una scossa tellurica molto superficiale, poco profonda e non così forte ha provocato una strage e devastazione ovunque.

Luminari delle sismologia hanno affermato, ieri, in più di un’intervista trasmessa da tutti i telegionali che un terremoto di questa intensità altrove, in California o in Giappone, non avrebbe fatto nessuna vittima.

Spiace ripeterlo ma questa strage poteva essere evitata.  Continuiamo, tristemente, a pagare i costi dell’illegalità diffusa che non è l’eccezione ma la regola.

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