De Magistris: Napolitano ha piegato la testa davanti al Governo golpista

11/03/2010 alle 09:12 | Pubblicato su politica | Lascia un commento
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Il momento storico che stiamo vivendo produrrà una svolta del Paese in senso dispotico o democratico. Se prevarrà la forza del governo, l’Italia diventerà una satrapia occidentale, se invece i cittadini responsabili faranno sentire la propria voce critica, la democrazia avrà ancora speranza di sopravvivere. E’ infatti in atto il consolidamento finale di un disegno autoritario che si evince da diversi tentativi in corso: la concentrazione del potere nelle mani di una sola personalità politica, cioè quella del premier; la verticalizzazione del potere che si sta seminando anche per la stagione del post Berlusconi; il lavoro che si sta compiendo per arrivare ad un Capo dello Stato eletto dal popolo e ad un Parlamento ‘ratificatore’ dei voleri della maggioranza; l’eliminazione dei contrappesi costituzionali; la distruzione dell’indipendenza della magistratura e la modifica della Corte costituzionale perché sia sempre più politicizzata, come del resto il Csm; il controllo quasi integrale dei mezzi di comunicazione come Gelli insegna. Questo disegno autoritario si consolida anche attraverso la privatizzazione di tutto ciò che è rimasto di pubblico: la difesa e la sicurezza del Paese, l’acqua, la protezione civile e soprattutto il sapere. Privatizzare la formazione è infatti il mezzo più proficuo per conformare le coscienze e appiattirle sul modello sub culturale proposto dal berlusconismo: il cittadino che consuma e che solo vuole consumare. Anche lo smantellamento dello stato sociale di diritto rientra in questo piano autoritario, come dimostra la sterilizzazione dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori approvata qualche giorno fa. Una norma conquistata attraverso la stagione delle lotte operaie e pilastro del diritto di chi lavora viene così ridotta in cenere, bruciata dal fuoco di un governo golpista manovrato dai poteri forti della Confindustria. Il lavoratore vittima del sopruso non potrà chiedere l’intervento del giudice, bensì di un arbitro, a cui spetta la facoltà di imporre al massimo un’ammenda senza il bisogno di rifarsi alla legge, bensì alla sua equità. Custodi della democrazia e dello stato di diritto siamo dunque solo noi cittadini. Anche il presidente della Repubblica ha infatti piegato la testa dinanzi al governo, come dimostra la firma posta al dl salva-liste. Sabato, allora, è importantissimo, direi vitale (per l’esistenza della democrazia) che la società civile partecipi in modo pacifico ad un appuntamento di resistenza democratica. Il popolo in movimento deve far sentire la sua voce critica e ferma contro i golpisti di Palazzo Chigi.

Il Lodo De Magistris per Berlusconi

02/01/2010 alle 17:56 | Pubblicato su politica | Lascia un commento
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“Scappare dai tribunali e dalla legge ad ogni costo? Lodo Alfano, Lodo Alfano Bis, Lodo Costa, processo breve, ddl intercettazioni, riforma della Consulta, ritocco del concorso esterno? Basta, siamo stanchi e c’è da chiedersi, citando Cicerone, per quanto tempo ancora questo novello Catilina abuserà della nostra pazienza. Forse sarebbe saggio che qualcuno proponesse veramente un Lodo, ma per salvare il paese da Berlusconi. Qualche idea me la sono fatta e in osservanza alla prassi inaugurata dal governo, lo chiamerei “Lodo de Magistris”. Pochi punti da definire insieme e non serve nemmeno cambiare la Costituzione , perché approvato in sua difesa, e se anche ci fosse un referendum, credo passerebbe con grande consenso. La proposta di fondo è questa: garantiamo a Berlusconi la possibilità di lasciare l’Italia senza conseguenze. Non c’è trucco e non c’è inganno: solo il bisogno di ritornare ad essere una nazione democratica e civile. Un volo di Stato -sembra gli piacciano tanto- con annesso Apicella e magari una graziosa signorina. Destinazione? Consigliamo le isole Cayman, che risultano affini persino ad uno dei tanti soprannomi che si è conquistato con anni di (dis) onorevole carriera: il caimano. Sarebbe per lui un modo per ritrovare, magari, anche qualche vecchio capitale messo in salvo all’estero. E se si annoia? Qualche cavallo e stalliere di fiducia li potrebbe trovare anche lì. Ci permettiamo di suggerire una sola accortezza: che non si chiamino Vittorio e non frequentino Marcello. Il rischio infatti è che anche alle Cayman la storia si ripeta: coppole e appalti nelle isole esotiche sarebbero indigeribili. Carta e tv liberate potranno riprendere a fare il loro dovere: informare sui fatti, gli stessi che da anni cerca di occultare perseguitando i giornalisti anche se pongono solo domande, cioè fanno il loro mestiere, ovviamente quelli che sopravvivono all’infezione dell’ autocensura preventiva. Il Parlamento tornerebbe al proprio compito perché svincolato dalla sua agenda giudiziaria che oggi detta i temi, anzi il tema alle istituzioni: le necessità giudiziarie del fuggitivo da garantire prima di quelle degli italiani. La magistratura non più costretta agli assaliti quotidiani potrebbe dedicarsi senza timore alla missione che le spetta e le mafie non si sentirebbero più di poter spadroneggiare indisturbate. Per le casse dello Stato il guadagno sarebbe altissimo, per non parlare di quello dell’etica pubblica. Finito l’inquinamento di tutti gli ambiti economici e mediatici, il mercato finalmente alleggerito dalla cappa del suo conflitto di interessi, forse riprenderebbe a girare normalmente. E le somme ritrovate, anche con una lotta all’evasione certa, potrebbero essere investite nella formazione e nell’istruzione: una sorta di 8 per mille dell’antibelusconismo. Ma soprattutto noi non sentiremo più quel mantra che riecheggia dai contesti internazionali alle riunioni riservate e che vuole comunisti, bandiere rosse, manette impazzite accanirsi contro un solo uomo. Finalmente in questa patria liberata non ci saranno più scudi fiscali e lodi ad personam, decreti razzisti e leggi fondamentaliste, emendamenti che ridanno alle mafie ciò che lo Stato ha tolto loro. E noi? Noi semplicemente torneremo ad essere un paese normale, degno dell’Europa e della civiltà democratica. Fantascienza? Forse. Sicuramente la stessa a cui ci ha abituati con le sue dichiarazioni e le sue azioni politiche surreali: diciamo degne di un altro pianeta, se esiste.”

dal blog di Luigi De Magistris


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