Dimissioni di Marrazzo: delusione e amarezza per la fine di una carriera politica

24/10/2009 alle 22:35 | Pubblicato su cronaca, politica | 4 commenti
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Piero-MarrazzoCome suo elettore quasi 5 anni fa e ancor prima come suo estimatore per l’egregio lavoro di giornalista che ha sempre condotto, mi sento tradito e deluso per quanto accaduto.

Sono deluso perchè non ha avuto il coraggio della verità e di quello che le conseguenze dell’ammissione di un fatto, seppur spiacevole, possono provocare. E sono ancor più deluso dal Marrazzo uomo, perchè ho sempre sostenuto che l’infedeltà a qualsiasi livello di rapporto non sia una debolezza, da poter scusare una volta o due, ma in nessun caso, MAI.

Oltre all’aver mentito appena 24 ore fa su quanto accaduto ai giornalisti e quindi ai suoi elettori, contesto a Marrazzo il fatto di non aver avuto il coraggio di lasciare prima la moglie per vivere serenamente e alla luce del sole, il suo rapporto con un’altra persona o di vivere senza “compromessi” la sua vita sessuale. No, non è accettabile avere “un piede in due scarpe” contemporaneamente.

Si può amare liberamente un uomo o una donna o una trans senza alcun tipo di problema o se non è amore, si può anche avere un feeling speciale con un’altra persona, ma ciò che non si può fare è mentire quando si è legati ad un rapporto oggettivamente ufficiale come quello del matrimonio o della convivenza. Il discorso vale per chi ricopre una carica pubblica elettiva oppure per chi da comune cittadino, vive rispettosamente i rapporti sentimentali all’interno di una coppia.

Mi spiace che su molti giornali in queste ore e nelle prossime si ironizzerà sulla natura della “scappatella” di Marrazzo e sulla sua “atipicità” rispetto alle normali “corna” nostrane di italica memoria.

Quanto accaduto è anche il prodotto di un conformismo moralistico che attraverso l’antico motto del “si fa, ma non si dice” pervade trasversalmente la nostra società. Se i cittadini transgender non continuassero ad essere invisi a questa società bigotta, di questi problemi non si parlerebbe più.

Alla fine viene addirittura da chiedersi perchè se in giro ci sono così tante ragazze trans che si prostituiscono, sembra che per il resto della società non esistano? Da cosa dipende il loro successo, tanto da scalzare ormai la prostituzione femminile che trova sempre meno favori tra gli eterosessuali? La risposta sembrerebbe fin troppo banale. E me ne accorgo addirittura ogni qual volta incontro salendo per le scale del mio palazzo, fior fiori di ragazzoni di impressionante bellezza e prestanza fisica che vengono a trovare la trans che abita al primo piano.

Le sue dimissioni sono sacrosante, ma non perchè la sua vicenda sia assimilabile a quella che ha interessato il Presidente del Consiglio (non centra nulla!), ma perchè il Marrazzo come uomo ha fallito nei suoi rapporti di onestà con gli elettori e famiglia. Purtroppo i giochi sporchi della politica lo hanno costretto ad una a-u-t-o-s-o-s-p-e-n-s-i-o-n-e. Cosa vuol dire? Che la giunta non cade e si dimetterà solo compatibilmente con la tempistica che ha già stabilito la data delle prossime elezioni regionali: 28 e 29 marzo 2010. Il PD ha scelto questa strada per evitare il tracollo totale. Mi spiace non è corretto tutto questo.

Infine è necessario chiarire fino in fondo il ruolo di quei quattro malviventi e carabinieri, mele marce le hanno definite, Luciano Simeone, Carlo Tagliente e Nicola Testini e Antonio Tamburrino della compagnia della Caserma Trionfale di Roma nord, che hanno realizzato il ricatto nei confronti di Marrazzo tanto da far irruzione nella casa dove nel luglio scorso è accaduta la vicenda (è lo stesso indirizzo della palazzo dove fu tenuto prigioniero Aldo Moro via Gradoli 96), andando evidentemente a colpo sicuro. Non credo che le mele marce potessero rimetterci la carriera, se scoperti, per appena 80 mila euro. Credo che l’attacco a Piero Marrazzo, sia il risultato di una lotta politica che ormai si fa in modo sporco e il risultato era di fare un pareggio e rimettere la palla al centro, affinchè nessuno più si azzardasse a tirare in ballo le questioni sessuali di personaggi pubblici.  Per questo Piero Marazzo è anche vittima in questa brutta storia, dove alla fine lui si è fatto da parte ma Berlusconi rimane al suo posto.

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