Ma quante Sakineh ci sono nel mondo?

05/09/2010 alle 11:20 | Pubblicato su politica | 1 commento
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Sakineh Mohammadi Ashtiani 43 anni,  è una donna iraniana madre di due figli che sta per essere lapidata secondo la sharia, la legge islamica, che riserva alle adultere un unico trattamento: la morte.

E’ scattata una straordinaria campagna internazionale di solidarietà globale nei paesi Occidentali, per fare pressioni sul governo iraniano affinchè revochi la condanna. Ma qualcuno si è mai chiesto quante Sakineh ci sono nel mondo che versano nella sua stessa situazione o che sono schiave, senza diritti e in procinto di essere mandate sul patibolo a causa della ferocia di cui si può macchiare il maschilismo della religione?

La battaglia mediatica per salvare Sakineh è puramente strumentale alla campagna di demonizzazione dell’Iran, propedeutica all’attacco finale che gli Stati Uniti e Israele prima o poi, sferreranno contro il regime di Mahmud Ahmadinejad.

A chi interessa veramente di Sakineh? Ai petrolieri italiani o francesi che raffinano il greggio estratto in Iran? No. Ai capi di Stato del G8, G10 o G20, neppure. Al Papa altrettanto.

Le tante Sakineh in Afghanistan morivano tutti i giorni sotto il regime dei talebani prima e oggi, sotto quello filo americano di Karzai. E le Sakineh in Arabia Saudita, monarchia assoluta, dove è presente altrettanto la legge della sharia le donne  patiscono ogni giorno. Anche le Sakineh della porta accanto, sul nostro pianerottolo, pestate di botte dal proprio marito o dal proprio compagno, sole e incapaci di salvarsi dal loro carneficie gridano giustizia, ma non ci mobilitiamo per loro.

Quando è necessario trovare un nemico globale da combattere, l’ipocrisia di cui il mondo dell’informazione globalizzata è capace  è  stupefacente.

Nessuno vuole salvare per davvero Sakineh. Non c’è via di scampo a questa carneficina.

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