Scudo fiscale: dipendenti coglioni e lavoratori autonomi leoni

24/09/2009 alle 17:44 | Pubblicato su economia, politica | 2 commenti
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BerlusconiSe qualcuno a questo punto avesse ancora dei dubbi sulla politica fiscale e giudiziaria del governo Berlusconi, credo che con l’approvazione del terzo “scudo fiscale” ogni dubbio sarà dipanato.

Il messaggio forte allo zoccolo duro del proprio elettorato è stato lanciato: voi mi continuate a votare ed io vi premio con norme che cancellano reati penali e fiscali, perchè faccio solo i vostri interessi.

l senato ha approvato lo
scudo fiscale potenziato
che salva anche dal falso in
bilancio, che martedì era
passato nelle commissioni
competenti.

E se non bastasse, ieri il  Senato ha approvato lo scudo fiscale potenziato che salva anche dal falso in bilancio, che martedì era passato nelle commissioni competenti. Infatti l’emendamento del senatore del Popolo della libertà Salvo Fleres allo scudo fiscale, ha introdotto una modifica sostanziale al già controverso provvedimento per rimpatriare i capitali esportati all’estero in modo illecito (pagando solo una penale del cinque per cento della somma rimpatriata):  una protezione ulteriore per gli evasori anche da alcuni reati tributari e da violazioni contabili come il falso in bilancio. Un imprenditore o cmq un lavoratore autonomo o cmq ancora uno che di soldi ne ha fatti abbastanza anche in modo illecito, se un domani verrà scoperto potrà usare lo scudo per evitare qualsiasi accertamento e stare tranquillo sia da un punto di vista fiscale che giudiziario. Insomma non potrà essere più perseguito e gli sarà garantito l’anonimato.

Si potranno avvantaggiare di questa protezione totale da vero e proprio ennesimo maxi-protesta_IDV_Senatocondono, tutti i truffatori anche se con fedina penale immacolata, che nel corso degli anni hanno portato all’estero capitali frutto di ogni peggiore nefandezza economica. Infatti la Mafia, la Camorra e la ‘Ndrangheta, ringraziano vivamente insieme a tutti coloro che grazie allo sfruttamento della prostituzione, lo spaccio di droga, il traffico di esseri umani, l’usura e il pizzo hanno accumulato ingenti risorse finanziarie nei paradisi fiscali di mezzo mondo. E di certo ringraziano anche tutti coloro che dopo un provvedimento simile, si sentiranno ancor di più legittimati ad evadere il fisco perchè forti di un appoggio politico senza precedenti: quello del Partito dei Condoni e cioè il PDL. Commercianti, imprenditori, ditte individuali – oggi più che mai come all’indomani dell’insediamento del nuovo governo Berlusconi nel maggio 2008, che cancellò tutti i provvedimenti del precedente governo Prodi in tema di contrasto all’evasione e elusione fiscale, sanno chi possono continuare a votare e chi continuerà a mantenere lo status di permanente impunità per questo tipo di reati. Loro sono tutelati.

Provvedimenti di questo tipo continuano giorno dopo giorno a minare pericolosamente la credibilità delle istituzioni e del principio di legalità, che inevitabilmente ne esce non indebolito, bensì distrutto. L’Associazione nazionale magistrati è stata molto esplicita: “Il diritto penale non può tollerare un così frequente ricorso ad amnistie o sanatorie, in particolare nel settore delicatissimo dei reati economici e fiscali”.

A questo punto possiamo sperare solo nel Capo dello Stato. Se Napolitano rinvierà alle Camere il provvedimento, sarà lanciato un segnale forte per il rispetto delle regole che il Governo si mette sotto i piedi ogni giorno che passa, ma dubito che accadrà. Se ha promulgato il lodo Alfano figuriamoci perchè non dovrebbe avallare un’altra simil porcata.

Adesso la palla passa all’informazione libera e ad ogni singolo cittadino a cui è rimasto dentro un minimo di senso civico, perchè informare tutti gli altri che non sanno o che guardano solo il TG1 di Minzolini, che ne ha completamente censurato i contenuti, vuol dire lottare per liberare il Paese e ripristinare le regole della democrazia. La lotta per informare e scuotere dal torpore tutti i lavoratori dipendenti che hanno votato questo Governo e che le tasse le pagano fino all’ultimo centesimo, è una battaglia per la libertà!

I coglioni non sono stati quelli che non hanno votato l’attuale maggioranza, bensì coglioni sono stati tutti i lavoratori dipendenti da nord a sud che hanno votato il Governo Berlusconi.

Lo scudo fiscale di Tremonti è l’ennesima porcata di Berlusconi

15/07/2009 alle 05:07 | Pubblicato su cronaca, politica | Lascia un commento
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“La realtà italiana è di un governo e di un premier che ne approfittano per farsi gli affari loro. I cittadini devono sapere che la bozza per lo scudo fiscale prevede che qualunque criminale può reinvestire i suoi proventi in Italia con una piccola tassa. E’ una porcata che serve alla solita lobby dei grandi evasori fiscali che hanno soldi all’estero”. E’ quanto affermato ieri da Antonio Di Pietro nell’intervista a Rainews24 sulla bozza di “scudo fiscale” che il Governo si appresta a varare.

In particolare si parla di un condono fiscale disegnato su misura per coloro che riporteranno capitali nel nostro paese. In questo modo i magistrati non potrebbero procedere nemmeno in presenza di due reati finanziari della massima gravità come il falso in bilancio e la bancarotta.

Quanto alla parte economica del provvedimento, sarebbero previste due aliquote per sanare il rientro dei beni: una più bassa (circa il 5%) per chi deciderà di investire nei titoli che finanziano la ricostruzione in Abruzzo, l’altra più alta (7-8%) ma senza vincoli. Il rimpatrio dei capitali dovrebbe invece avvenire attraverso una dichiarazione riservata da presentare agli intermediari (banche, Poste) entro il 31 dicembre 2009.  In settimana il provvedimento sarà in Consiglio dei Ministri.

Ieri anche il leader del CGIL Guglielmo Epifani durante la conferenza stampa dopo l’incontro del Governo con le parti sociali, si è sfogato parlando della profonda ingiustizia che l’ennesimo scudo fiscale porterà in Italia.

Lo scudo fiscale 3: Berlusconi ci riprova

31/03/2009 alle 07:39 | Pubblicato su economia, politica | Lascia un commento
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Nel 2001 e nel 2002 il Governo Berlusconi diede l’avvio al più grande rimpatrio giuridico di capitali fuggiti all’estero. Venne data la possibilità agli evasori fiscali di far emergere i capitali portati illecitamente fuori dall’Italia, senza che rientrassero nel nostro Paese.  In poco meno di tre anni emersero circa 80 miliardi di euro dai paradisi fiscali. Una decina di giorni fa Berlusconi ha detto che se l’Europa approverà, è pronto a varare nuove misure per far rientrare capitali dai paradisi fiscali oltre oceano. Agevolazioni e sconti fiscali interesserebbero tutti quelli che riportando capitali in patria sottoscrivessero titoli pubblici e investissero nelle proprie aziende.

Se tra i Paesi UE nessuno per il momento ha raccolto l’invito a varare misure in queste senso, il nostro Paese ha fatto da apripista alla discussione.  Tra i partner europei in molti sostengono che gli evasori sono criminali che dovrebbero essere puniti e puntano al fatto che diverse amnistie fiscali applicate in passato, ad esempio in America Latina o in Germania, non sono state un deterrente contro l’evasione. In un periodo di crisi come quello che stiamo vivendo, in tanti, pensano che una nuova amnistia fiscale potrebbe essere la consacrazione dell’impunità dei furbi che avrebbe come risultato di raccimolare solo le briciole e di dare un nuovo impulso all’evasione.

In questo scenario si inserisce la proposta USA che Barack Obama ha fatto per offrire agli evasori americani un accordo fiscale non punitivo a tutti coloro che ammettono di aver portato denaro su conti correnti esteri, una mossa che probabilmente sarà accolta con favore dalla Svizzera e da altri Paesi se allenterà il controllo sulle loro operazioni off-shore.

Washington sta guidando una guerra globale contro l’evasione fiscale e sta facendo pressione sulla principale banca svizzera, UBS, perché riveli i nomi di migliaia di suoi clienti Usa in un’inchiesta sulla frode fiscale. Stanno promettendo multe di minore entità e nessuna accusa penale a coloro che volontariamente contatteranno le autorità americane nei prossimi sei mesi.

Dal momento che il denaro portato all’estero nei paradisi fiscali è normalmente protetto da severe regole di segreto bancario, al livello mondiale non ci sono dati ufficiali sul totale della cifra evasa.  Il Boston Consulting Group stima che il denaro nascosto in conti esteri possa ammontare a circa 7.000 miliardi di dollari, non tutti non dichiarati, di cui circa un terzo si trova in Svizzera.

In un periodo di così forti tensioni sociali,  non sarebbe meglio se i governi occidentali faccesso quadrato contro le banche che pure hanno ricevuto e continuano a ricevere ingenti finanziamenti pubblici, per costringerle a vuotare il sacco sui loro clienti che hanno distratto denaro nei paradisi fiscali? Piuttosto che premiare costoro alla faccia di chi, invece, è costretto a vivere e lavorare pagando fino all’ultimo centesimo di imposte?

Se nel nostro Paese ogni hanno vengono evasi circa 250 miliardi di euro è davvero così urgente intervenire nel premiare chi, invece, se ne infischia dello Stato e della cosa pubblica? Ebbene gli evasori hanno ricevuto l’ennesimo messaggio benevolo dal Premier perchè se la crisi, deve generare un cambiamento nei comportamenti sociali di tutti, non si capisce perchè chi evade debba continuare a ricevere gratificazioni, sconti e premi fiscali. E alla fine è arrivato anche il terremoto a dare una mano a Tremonti che così avrà meno problemi nel realizzare l’ennesima presa in giro nei confronti degli italiani onesti.

leggi anche: Evasione fiscale sempre più dilagante. Allarme del Dipartimento delle Finanze. Chi ci guadagna e chi ci perde.

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