Trans e politica: da Marrazzo a Chiappe d’oro la Casta trema 2parte

30/10/2009 alle 10:24 | Pubblicato su cronaca, politica, società | 1 commento
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porciAnno Zero ieri sera ha cercato di far luce sul “caso Marrazzo” evidenziando nel corso del programma che, in realtà, il famigerato video rappresenta e denuncia un reato, una vera e propria irruzione armata fatta da “carabinieri infedeli” in un appartamento privato senza un mandato e probabilmente con atti di violenza e intimidazioni. Quel video proposto subito a varie redazioni di testate giornalistiche (Oggi, Libero, Chi) che pur visionandolo e facendolo girare per mezza Italia non lo acquistato, è stato in realtà l’oggetto di una vera e propria ricettazione e coloro che lo hanno detenuto per settimane senza denunciarlo ne sono complici.

Dalle indagini ancora in corso emergerebbe la presenza di altri video e altri personaggi pubblici che andavano a trans ricattati. Testimonianze di altre trans affermano che anche uomini  di Alleanza Nazionale avrebbero frequentato le trans di via Gradoli. Sarebbero «almeno una dozzina» i vip clienti abituali di via Gradoli, nomi fatti dai trans nei primi colloqui investigativi ma che non sono poi finiti nei verbali. Un «paio di calciatori», «due ex ministri, uno di centro destra e uno di centrosinistra», tutti pare con «buone conoscenze tra gli apparati della sicurezza». E poi giornalisti e altri politici, una ridda di nomi che se fai un giro in rete trovi già, ma che in tv non si possono ancora dire, come «Chiappe d’oro» che a detta di molti sta tremando da una settimana. Sul perchè questo personaggio politico possa avere le “chiappe d’oro”, tutti possono farsi un’idea. Ma come per Marrazzo, anche per “chiappe d’oro” si parla del segreto di pulcinella. E intanto c’è chi tra i politici mette le mani avanti, minacciando querele.

Roma “caput mundi del vizio” forse non più di Milano, in queste ore pullula di giornalisti anche stranieri che vanno a caccia di informazioni sulla “casta che va a trans”. Ma ripetiamolo, questo è un altro “segreto di pulcinella” noto da anni a giornalisti, forze dell’ordine e gossippari, ma anche a chi frequenta le palestre più “in” del centro di Roma o dei Parioli.  Nessun reato ovviamente, tutti sono liberi di andare a trans o a puttane o a puttani, il lignaggio degli avventori certo non può essere una discriminante, ma lo è di sicuro se “chiappe d’oro” poi va al family day oppure se si spertica in attacchi contro il gaypride e le leggi sulle unioni civili.

Ma in queste ore emerge una critica sottintesa e ancora non fatta pubblicamente, sul silenzio e la prudenza che “santa romana chiesa” starebbe adottando su quanto accaduto dal caso Marrazzo in poi.  Perchè? Fonti ben informate attendono a giorni altre indiscrezioni che vedrebbero anche importanti personaggi della Curia romana, alti prelati insomma, coinvolti nei ricatti dei video insieme a trans.

Con il coinvolgimento della Chiesa il cerchio si chiude. Tutti sono viziosi, tutti nascondono degli altarini e delle infedeltà coniugali, da destra a sinistra per arrivare oltre Tevere fin nel cuore dei palazzi vaticani.

Il torbido che esce da queste vicende sarà in realtà “l’amalgama ben riuscita” che compatterà la maggioranza e il Pd nel correre, fare in fretta, a reintrodurre l’immunità parlamentare totale per tutti, deputati, senatori, ministri e magari inserendo norme più stringenti e restrittive in caso di richiesta di autorizzazione a procedere avanzate alle Camere.

L’obiettivo finale è questo e così saranno salvi tutti e il “si fa, ma non si dice” continuerà ad essere la regola non scritta dei vizi privati dei politici e notabili, che continueranno a fare il loro porci comodi andando di notte a puttane o a farsi sodomizzare da qualche trans e, di giorno, continueranno a difendere i valori della famiglia e a contrastare qualsiasi progetto di legge sulle unioni civili o contro l’omofobia. Tutto con il benestare del Vaticano.

E tutto molto triste.

 

Trans e politica: l’ipocrisia del perbenismo travolge la Casta 1parte

29/10/2009 alle 11:04 | Pubblicato su costume, cronaca, omofobia, politica | Lascia un commento
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natalie_marrazzoSe nel nostro Paese, se a Roma o a Milano, come a Berlino o Monaco, Madrid o Barcellona, Stoccolma o Bruxelles, due ragazzi o due ragazze potessero andare per strada mano nella mano senza suscitare sguardi pruriginosi e battutacce, o addirittura, reazioni omofobe da parte di chi crede di avere la “normalità” dalla propria parte – il caso del Governatore del Lazio Piero Marrazzo, travolto dallo scandalo sessuale che ha svelato le sue preferenze sessuali “alternative” a quelle canoniche, non avrebbe destato il minimo interesse.

La questione è politica ed è centrale: se la legislazione non fotografa quanto la società sia molto più avanti della propria classe parlamentare, vengono compromessi i diritti dei cittadini e quella necessaria informazione che riesce ad erudire le persone su come la società cambia e si evolve.

Alcuni diranno sicuramente che riconoscere legislativamente le unioni civili non vuol dire far evolvere la società, ma a costoro replichiamo che nemmeno “distruggere la scuola pubblica” o “mettere sotto controllo dell’esecutivo i giudici” o “precarizzare totalmente il lavoro dei giovani”, fa evolvere la società.

Se un politico se la fa letteralmente sotto perchè teme che le sue “scappatelle” extra-coniugali vengano scoperte dai media, è perchè il “senso di colpa” che questo tipo di società gli ha trasmesso è più pesante di qualsiasi altra arma politica. E’ facile immaginare come davvero Marrazzo stia soffrendo per la vergogna di tutta questa situazione, che molti descrivono come “brutta” e “drammatica” perchè coinvolge la propria sfera personale  e familiare.

Ma quanti si riempiono la bocca con la “famiglia” e poi hanno comportamenti che vanno in senso contrario a questa istituzione sociale? Se Marrazzo avesse detto “si vado a trans e allora a voi che vi frega?”, sarebbero stati abbattuti tutti gli schemi classici della sessuofobia cattolica.

Se le transessuali sono così numerosi e hanno scalzato addirittura la prostituzione eterosessuale, specie nelle grandi aree metropolitane, è perchè c’è una domanda fortissima da parte dei maschi. Se quello che più attrae la clientela maschile delle trans  è ovviamente il “cazzo”, quasi sempre super dotate, i loro clienti ufficialmente etero nella vita di tutti i giorni, grazie a due grosse tette riescono a digerire meglio la loro omosessualità latente. Un fardello, forse, meno pesante per costoro che sempre per la “sessuofobia cattolica”, riescono a lenire così quella pesantezza nel giudizio personale di accettarsi definitivamente come gay.

Le questioni sessuali private dei politici italiani a questo punto non possono rimanere private: se è un fatto legittimo che il Presidente del Consiglio possa andare a puttane e la sua parte politica lo difende, allora prima si farà cadere l’ipocrisia del perbenismo cattolico  sulle questioni sessuali e meglio sarà per tutti. Come?

Innanzitutto smettendola di rincorrere le sottane dei vescovi per conquistare il loro consenso da Destra e da Sinistra, nel gioco di chi meglio riesce a mantenere lo “status quo” del modello cattolico romano foriero di così tanti voti. Lo sanno tutti che in Vaticano si scopa più che fuori e che è l’omosessualità repressa il modello di riferimento: si scopa e ci si confessa, ci si sente sporchi e non in pace con Dio, ma poi si cade di nuovo in tentazione. Ma basta entrare in una chat e poi si arriva anche nel cuore dei palazzi Vaticani e a flirtare con potentissimi prelati.

La Chiesa non vuole una legge contro l’omofobia perchè altrimenti verrebbe meno il suo potere perverso di continuare a infondere il “senso di colpa” tra i fedeli. Così come non vuole il riconoscimento delle unioni civili anche per le coppie dello stesso sesso, perchè perderebbe il potere di condizionare la vita culturale e religiosa in questo Paese.

I politici sposano questa causa per motivi elettorali e tutto rimane immobile: ecco perchè ci sono i casi Marrazzo (e non solo lui tra i big della politica avrebbe il vizietto delle trans), ecco perchè dilagano le aggressioni omofobe, ecco perchè numerosi  figli gay dei deputati di Destra terrorizzati dal vivere in Italia scelgono di emigrare in Spagna (e quanti ce ne sono!), ecco perchè alla fine sono soltanto i cittadini onesti a rimetterci e chi, invece, a 2000€-5000€ la botta “trasgredisce” non muove un dito per far cadere questa perversa ipocrisia.

E per non farci mancare nulla ricordo a tutti che quando a Centocelle, un quartiere di Roma, poco meno di un anno fa, la polizia dette la “caccia al trans” e sul TG1 delle 20.00 passarono quelle tremende immagini di una ragazza transessuale braccata dai poliziotti che urlava e diceva “non sono un animale”, nessuno in Parlamento si è alzato per denunciare quel comportamento delle forze dell’ordine.

Allora aspettiamoci altri nomi, altri politici potenti, ex Ministri di Destra che regolarmente vanno a trans e che hanno famiglia e figli, che presto si cospargeranno il capo di cenere per andare ad espiare il loro “senso di colpa” in un qualche monastero. Già da ieri circolavano questi nomi, è ormai come il segreto di pulcinella, lo sanno tutti, ma solo che nessuno ha ancora il coraggio di scriverlo da qualche parte: il 29 aprile 1996 un notissimo esponente di  partito finì in una retata di clienti di transessuali a Roma e riuscì a salvarsi grazie al “lei non sa chi sono io” e all’indulgenza di troppi giornalisti.

Ma vi siete chiesti chi si avvantaggia di tutta questa situazione?

2 parte: Trans e politica: da Marrazzo a Chiappe d’oro la Casta trema


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