Il linguaggio della verità di Napolitano

31/12/2008 alle 20:25 | Pubblicato su media, politica | Lascia un commento
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Il Presidente della Repubblica Napolitano nel suo rituale intervento di fine anno non mi ha sorpreso affatto: richiamo ai valori dell’unità nazionale, dell’uguaglianza di diritti, della trasparenza e rigore nell’uso del denaro pubblico, nuove regole per uno sviluppo sostenibile, nuove tecnologie per uscire dalla crisi, preoccupazione per l’occupazione. Se questo lui lo chiama il “linguaggio della verità” che aiuta a reagire poteva davvero risparmiarsi la diretta e mandare un comunicato stampa che avrebbe avuto lo stesso valore. Non un accenno ai problemi dell’informazione! E mentre la telecamera inquadra le bandiere, tra un sorso d’acqua e l’altro, auspica che della crisi venga fatta virtù, come dopo la seconda guerra mondiale. Caro Presidente pur rispettando la sua figura di garante della Costituzione, perchè ha permesso che i cittadini fossero meno uguali degli altri e che in particolare 4 persone lo fossero meno delle altre? Ha promulgato lei il lodo Alfano e parla di uguaglianza di diritti?  Ha promulgato lei la legge che tra le altre cose aboliva in toto il provvedimento che aveva cancellato la piaga delle dimissioni in bianco, perchè non ha elevato la sua voce sdegnata contro questo ritorno al passato e che cercava di tutelare i lavoratori e le lavoratrici. Il sud e’ in mano alle organizzazione crimali e i nostri militari sono a combattere per la libertà in Afghanistan? E ai criminali in casa nostra, alla mancanza di libertà dei cittadini italiani che vivono in Campania, Calabria, Sicilia chi ci pensa? Il 2009 sarà un anno difficile ha detto – grazie lo sapevamo già – ma poteva essere più incisivo. Domani tutti i TG ci sciropperanno questo discorso per tutto il giorno come un discorso di alto profilo istituzionale e ascolteremo le reazioni di tutte le forze politiche che lo definiranno sobrio. Che palle Presidente! Avrei voluto sentire altro da lei, specie in questo momento! Ma avrei voluto sentirla anche nei mesi scorsi, avrei voluto sentire un richiamo al Governo per aver costretto anziani di 70-80 anni ad andare in giro per mari e monti a caccia dei documenti per richiedere la tessera dei poveri, avrei voluto sentire la sua voce elevarsi contro tutti quei giornalisti che ormai sono solo sudditi e fanno sparire la realtà di tutti i giorni e si oppongono all’abolizione del loro albo, avrei voluto sentire la sua voce a difesa dei magistrati onesti che mettono a repentaglio la loro vita ogni giorno per la legalità. Lei ci richiama alla solidarieta’ per affrontare la crisi e perche’ mai dovremmo essere solidali con chi continua a disprezzare questo Paese e pensa solo al proprio arricchimento personale e di quello dei suoi amici. Perchè dovremmo essere solidali quando ci sono i patrioti valorosi che salvano le aziende e scaricano i debiti sui cittadini? Avrebbe potuto dire due parole anche sul caso Alitalia, beffa delle beffe, ma lasciamo stare tanto l’anno e finito e la sua Capri la sta aspettando. Bhe di sicuro la più parte degli italiani una settimana di villeggiatura a Capri non se la potrà mai permettere. Buon anno Presidente!

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