Class action secondo rinvio di Berlusconi che se ne frega dei consumatori truffati e che continuano ad essere presi in giro

13/02/2009 alle 09:30 | Pubblicato su economia, politica | Lascia un commento
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Il Governo di destra di Silvio Berlusconi che notoriamente sappiano essere “pro-liberalizzazioni” e “per una maggiore tutela dei consumatori con regole certe e trasparenti per il mercato”, dopo il primo rinvio deciso nel giugno scorso e la promessa, non mantenuta, che il testo della legge sulla “class action” sarebbe entrato in vigore il 1 gennaio 2009, ha deciso l’ennesima proroga.

Nel maxi-emendamento al decreto “mille proroghe” in scadenza ed approvato ieri in extremis al Senato con voto di fiducia, ha nuovamente fatto slittare l’introduzione della class action al 1 luglio 2009.

Come può un Governo di destra che è per il mercato ostacolare l’entrata in vigore di una legge come la class action che è presente e funziona in tutti i paesi occidentali?

Perché più della metà dell’economia di questo Paese e dei rapporti contrattuali che regolano il rapporto tra consumatori e aziende si è basato finora sul raggiro, sulle clausole vessatorie e su rapporti poco trasparenti.

L’impatto economico che il comportamento illecito di un’impresa può produrre sulla collettività dei consumatori e sul mercato è gravissimo. In tal senso l’atteggiamento remissivo del singolo danneggiato ricade, più in generale, sull’efficienza stessa del mercato e sulle aziende sane.

Berlusconi e Confindustria sono convinti che le azioni collettive contro i comportamenti scorretti nel sistema economico costituiscano una “minaccia” per le imprese, e non un valido strumento per la tutela dei consumatori e un’utile incentivo per una più efficace regolazione del mercato. La Casta pensa che class action sia contraria agli interessi delle aziende, e farebbe emergere solo le imprese più virtuose, corrette e competitive mettendo fuori tutte le altre che sono la maggioranza.

Le ulteriori modifiche apportate a questo provvedimento al Senato, hanno introdotto ulteriori elementi peggiorativi rispetto al testo precedente volti a ridurre l’efficacia e l’ambito di applicabilità della class action. Berlusconi ha addirittura pensato di punire attraverso il pagamento delle spese per la pubblicazione dell’eventuale ordinanza di inammissibilità della class action, tutti i consumatori che non vedranno accolta la loro istanza di ricorso collettivo.

Infine la falsa retroattività della legge che prevederebbe che i consumatori possano promuovere la class action solo per gli illeciti compiuti successivamente al 1° luglio 2008,   pone gravi dubbi di costituzionalità rendendo di fatti inapplicabile il provvedimento.

Voi credete che entri in vigore il 1 luglio 2009 questa legge? Che ingenui che siete allora!

aggiornamento 26/06/2009: è arrivata l’ennesima proroga, la terza, che fa slittare l’entrata in vigore della class action per decreto legge, al 1 gennaio 2010. Il Governo, non certo a sorpresa, ha introdotto un articolo al cosidetto “decreto anti-crisi” che procrastina ancora l’entra in vigore della class action. E’ evidente, ormai, che fin tanto che c’è Berlusconi al Governo del Paese questo provvedimento non entrerà mai in vigore.

la prima proroga di Berlusconi alla class action

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