Febbre suina il Governo minimizza perchè siamo completamente impreparati

30/04/2009 alle 12:23 | Pubblicato su ambiente, cronaca, media, politica | 1 commento
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Se negli altri Paesi si corre ai ripari e la Francia chiede addirittura il blocco dei voli da e per il Messico, da noi il Governo minimizza dichiarando addirittura che “il virus si sta dimostrando molto poco aggressivo” – come ha sottolineato ieri il sottosegretario alla Sanità Ferruccio Fazio.

L’Organizzazione mondiale della sanità ha aumentato il livello di rischio da 4 a 5 ed ha ormai definito come certa la potenziale pandemia che il mondo dovrà affrontare nei prossimi mesi. Anche la Commissione UE ha dichiarato per bocca del commissario Robert Madelin che in Europa “qualcuno morirà a causa dell’influenza. Non è questione di se qualcuno morirà, ma di quanti moriranno. Saranno centinaia, migliaia o decine di migliaia? Non conosciamo le dimensioni di questa pandemia”.

Ma in Messico la reale situazione sta sfuggendo di mano e non solo i dati contraddittori che arrivano dal Governo vengono messi in discussione da molti coraggiosi giornalisti presenti in loco, ma anche l’OMS nutre forti dubbi sui dati reali del contagio sciorinati dal Governo messicano.

In Italia soltanto il sen. Ignazio Marino ha avuto il coraggio di denunciare il forte ritardo che il nostro Paese avrebbe rispetto alla produzione di un vaccino per tutta la popolazione, da tutte le altri fonti sanitarie ufficiali si tende a diminuire l’allarme e a non pre-allertare le strutture ospedaliere.

Perchè sta accadendo questo?

Se in Abruzzo gli sfollati del terremoto con la polmonite che vengono trasportati negli ospedali di Popoli, Chieti e Pescara, vengono visitati e rimandati nelle tende con gli antibiotici – siamo sicuri di poter fronteggiare un eventuale contagio pandemico? Gli stessi ospedali e addirittura gli operatori del 118 non hanno ancora ricevuto istruzioni sul come eventualmente fronteggiare ricoveri di questo tipo. In molti ospedali del centro sud i malati si trovano sulle barelle anche nei corridoi e se davvero accadesse l’irreparabile quali strutture sarebbero adibite al ricovero dei contagiati? Quante sono le dosi di Tamiflu a disposizione degli ospedali? Sarebbe davvero imbarazzante dover citare quante dosi di questo farmaco sono presenti ad oggi presso l’ospedale di Popoli e Pescara, non più di certo di quelle disponibili negli ospedali calabresi.

Per la produzione di un vaccino contro questa influenza occorrono dai 3 ai 4 mesi. E se tra una o due settimane il contagio si dovesse diffondere anche nel nostro Paese?

Nelle prime pagine dei media on line la notiza sulla pandemia lascia il passo al gossip su “nani e ballerine” e anche in tv l’informazione governativa non è da meno. Le altre notizie di distrazione di massa anche in questo caso cercano fortissimamente di distogliere l’attenzione sui reali ritardi organizzativi sul come prevenire le emergenze in questo Paese.

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